I 10 migliori stand di Artissima 2023


Quali sono gli stand da non perdere ad Artissima 2023? Eccoli: secondo noi sono questi i 10 migliori stand della trentesima edizione della fiera di Torino.

Quali sono i migliori stand di Artissima? La fiera d’arte contemporanea di Torino, in programma dal 3 al 5 novembre, si prepara al weekend, durante il quale l’Oval sarà preso d’assalto dal pubblico che entrerà per vedere il meglio della produzione artistica contemporanea internazionale. Dopo avervi parlato delle tendenze che emergono da questa trentesima edizione, la seconda diretta da Luigi Fassi, e dopo il nostro focus sui prezzi delle opere, è il momento degli stand che si sono distinti. Ecco la nostra selezione: i 10 migliori stand di Artissima 2023 secondo noi.

1. Ex Elettrofonica

Ex Elettrofonica presenta ad Artissima 2023 The Belle of the Ball, un progetto inedito di Sergio Breviario. Accompagnata da una installazione, la mostra si compone di una serie di collage e disegni a matita HB iniziata nel 2015. Lavorati in uno spazio e in un tempo che l’artista stesso definisce come una sorta di tempo zero capace di cancellare l’idea di realtà, narrano di un mondo lontano, lontanissimo, dai contorni indefiniti. Le scene rappresentate raccontano storie popolate da goffe figure cavalleresche, presunti nobili impegnati in duelli e corteggiamenti o scene sospese piene di romanticismo. Pur essendo composte di pura geometria, le figure di Breviario ricordano molto la ritrattistica del Sei e del Settecento e sono tutte rigorosamente vestite con gorgiere disegnate con gli Spirograph degli anni Sessanta, capaci di produrre curve matematiche di infinità varietà. Costi contenuti, i disegni di Breviario sono venduti a 2.300 euro l’uno. Il miglior stand della sezione Disegni.

Ex Elettrofonica
Ex Elettrofonica

2. The Sunday Painter

La galleria inglese si presenta con uno degli stand singolari: uno spazio enorme al centro di Artissima per presentare le piccole opere, quasi delle miniature, dell’americana Jennifer J. Lee. Stand monografico per l’artista che dipinge immagini da fotografie trovate su forum e siti di shopping online. Le sue opere sono realistiche, dipinte con un senso di intimità che intende conferire agli oggetti quasi una profondità psicologica. L’artista ritrae le fotografie con nitida autoconsapevolezza, dipingendo su tela di juta, materiale in grado di degradare il processo meccanico della fotografia ma anche allo stesso tempo di simularlo in maniera perversa. Operando come una semiologa visiva, Lee sceglie soggetti che sono parte di un immaginario simbolico e collettivo e li dispone in sequenze caratterizzate da un linguaggio sintattico.

The Sunday Painter
The Sunday Painter

3. Tornabuoni Arte

La storica galleria fiorentina diretta da Roberto Casamonti propone una grande selezione di arte del Novecento, con pezzi anche importanti (nell’articolo sui prezzi delle opere di questa edizione di Artissima vi abbiamo mostrato, per esempio, i tre Concetti spaziali di Lucio Fontana). Gli artisti in mostra sono Carla Accardi, Alighiero Boetti, Agostino Bonalumi, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Enrico Castellani, Dadamaino, Piero Dorazio e Lucio Fontana, mentre tra i viventi ci sono Alberto Biasi, Emilio Isgrò e Felice Limosani. Si dirà che Tornabuoni presenta sempre i soliti artisti: non ci è sembrato però che questa edizione di Artissima sia spiccata per novità eclatanti, quindi se una galleria propone dei pezzi che potrebbero tranquillamente stare in un museo (e con un’alta concentrazione, per giunta), questo ci pare un buon motivo per inserirla nella top 10.

Tornabuoni Arte
Tornabuoni Arte

4. Vin Vin

Nella sezione Monologue/Dialogue spicca l’austriaca Vin Vin che dedica un solo show al nigeriano, classe 1989, Jamiu Agboke. Paesaggi acquatici, che ricordano alla lontana un po’ quelli del nostro Giovanni Frangi anche se con una vena più inquieta, che pongono lo spettatore davanti alla riva di un fiume in cui l’acqua scorre inesorabile. L’idea di Agboke è dunque quella di trascinare l’osservatore in un vortice ottenuto facendo danzare luce e colore sulla superficie dell’acqua. Ad Artissima, Vin Vin presenta una mostra intitolata Chance e ispirata ai testi di Simone Weil: la grande filosofa francese lamentava la fragilità della natura e si confrontava con l’accettazione del suo carattere effimero. Agboke ritrae paesaggi delicati e in movimento cercando di cristallizzar eil ricordo di un luogo in un determinato momento. È questo scambio (nelle parole di Weil, di “segreti”) che Agboke cerca nella pittura.

Vin Vin
Vin Vin

5. The Blue Velvet

Miglior partecipazione secondo noi nella sezione New Entries per la galleria The Blue Velvet di Zurigo che porta ad Artissima una delle giovani rivelazioni di questa fiera, lo svizzero, classe 1999, Marius Steiger, che propone alcune interessanti nature morte su fondo bianco con gli oggetti tutti giustapposti: ricordi della Pop Art, debiti nei riguardi di Wayne Thiebaud, ma opere che, con un’estetica che guarda anche al digitale, nonostante la giovane età dell’artista dimostrano personalità. Le opere di Steiger, che vogliono essere delle vanitas contemporanee che ci ricordano la transitorietà dell’esistenza, combinano narrazioni reali con la finzione in un linguaggio visivo austero ma romantico, mettendo ironicamente in discussione la ricerca della perfezione. Oltre alle nature morte, ci sono anche alcuni bizzarri funghi dipinti, che vogliono rappresentare una sorta di ibridazione tra reale e artificiale, tra familiare e bizzarro: Steiger sagoma i suoi telai per ottenere la forma di un fungo e poi li riempie di colore e li piazza dove uno non se lo aspetta (a terra). I prezzi vanno dai 1.800 euro dei formati più piccoli (30 x 25) fino ai 12.000 della natura morte più grande, alta due metri. I funghetti vanno invece a 1.000 euro l’uno.

The Blue Velvet
The Blue Velvet

6. Thomas Dane

Molto interessante la pittura proposta da Thomas Dane, che presenta un lotto di artisti di numero elevato. Da vedere il dipinto di Dana Schutz, una delle principali artiste americane contemporanee, e poi ancora i paesaggi di Jake Grewal (classe 1994, uno dei più interessanti nomi della giovane arte britannica: i suoi dipinti con scene da sogno parlano di desiderio, esplorazione di sé, relazione tra uomo e natura, sia positiva sia negativa), e le opere della lettone Ella Krugiyanskaya, con i suoi lavori dedicati alla figura femminile (artista ormai affermata, nel suo curriculum vanta anche una mostra alla Tate Liverpool nel 2016). Thomas Dane merita la top 10 perché propone una pittura internazionale di grande qualità.

Thomas Dane
Thomas Dane

7. Boccanera

Boccanera è tra le gallerie che meglio lavorano con i pittori giovani (ha scoperto e lanciato Andrea Fontanari, che possiamo ormai considerare un nome solido nonostante la giovane età) e conferma la sua vocazione con uno stand in cui va in scena la mostra A carevolution. A guidare la selezione di Boccanera sono il solito Fontanari, che si presenta con alcune opere di piccolo formato ma anche con un’enorme tela di oltre due metri, People II, e una Linda Carrara in gran forma con alcune vedute di nuvole di diversi colori. Accanto a loro, altri due giovani: il rumeno Cristian Avram e il veneto Gabriele Grones.

Boccanera
Boccanera

8. Umberto Benappi

Stand monografico per la Galleria Umberto Benappi, totalmente dedicato a Studio Azzurro e al progetto Il nuotatore (va troppo spesso ad Heidelberg), con la ricostruzione del progetto, i disegni progettuali, le stampe da positivi di grande formato e il modello in scala 1:10 realizzato con gli studenti della Scuola del Design del Politecnico di Milano per il progetto formativo ed espositivo “Bottega Studio Azzurro”. Lo stand è accompagnato da un libro curato dalla galleria in tiratura limitata. L’allestimento colpisce con le sue luci azzurre che attirano tutti i visitatori di Artissima: inutile dire che lo stand di Umberto Benappi è uno dei più fotografati.

Umberto Benappi
Umberto Benappi

9. Silvia Steinek

La galleria austriaca Silvia Steinek dedica l’intero stand a una delle pioniere dell’arte femminista, Renate Bertlmann, artista dell’avanguardia degli anni Settanta che ha sempre esplorato questioni come la rappresentazione della sessualità e dell’erotismo all’interno di un contesto sociale. Malgrado la sua vicinanza al movimento femminista degli anni Settanta, che si ribellava a un mondo dominato dagli uomini e, sul piano artistico, cercava di sviluppare nuove estetiche per la rappresentazione del corpo femminile, il lavoro di Bertlmann si distingue per l’inclusione del punto di vista maschile. Lavorando con collage, disegni, fotografie, film, performance e oggetti, il lavoro di Bertlmann ha sempre giocato sull’ambivalenza delle relazioni tra uomo e donna in termini di sessualità e desiderio, sfidando i ruoli stereotipati e predeterminati assegnati dalla società. In mostra da Silvia Steinek una selezione storica di lavori dagli anni Settanta in poi.

Silvia Steinek
Silvia Steinek

10. Frittelli

La fiorentina Frittelli sorprende il pubblico di Artissima e invece di portare in mostra i poeti visivi come fa tutti gli anni decide di dedicare un solo show alle opere di Paolo Masi degli anni Ottanta: grandi dipinti che occupano tutto lo stand e che sono stati protagonisti di una mostra organizzata quest’estate dalla galleria toscana, dove sono stati riproposti proprio i grandi dipinti su tela esposti nel 1985 presso la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio in uno dei tributi offertigli dalla città. Basati su una pittura atomizzata, una sorta di dripping che rispetto a quello di Jakcson Pollock accentua la sistematicità divenendo un rumor uniforme, i dipinti di Masi sono percorsi da fasce di sfumature di rara abilità ed eleganza. Parlando di queste opere Masi ripensa alla storia dell’arte, torna con la mente a quel tempo in cui tutto il sistema dell’arte si rivolgeva verso il passato: e lui faceva lo stesso guardando a Seurat, pur nel quadro della pittura analitica che aveva caratterizzato la sua produzione precedente.

Frittelli
Frittelli

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