Venezia, addio crociere e biglietto per entrare? Come potrebbe cambiare il turismo in cittÓ


Il 2022 potrebbe essere l'anno di svolta per il turismo a Venezia. La cittÓ, tornata dopo la pandemia ad affrontare problemi di overtourism e di sommerso, si appresta a veder introdotto un biglietto per entrare. E all'orizzonte si profila anche l'addio della crocieristica.

Il 2022 si preannuncia come un anno di svolta per il turismo a Venezia. Nel giro di pochi giorni sono state date due notizie di grande importanza in vista della stagione estiva: prima il sindaco Luigi Brugnaro ha lanciato l’idea dell’ingresso solo su prenotazione, poi è arrivata direttamente da Miami quella che le principali compagnie da crociera per la prima volta escluderanno Venezia dai loro itinerari di attracco.

Occorre però andare con ordine. Dopo i giorni di Pasqua e del 25 aprile, con Venezia presa d’assalto da 140 mila turisti, tanto da far parlare il comandante dei vigili di “delirio” con il ponte della Libertà praticamente bloccato e le code per i mezzi pubblici, il sindaco, sulla sua pagina Facebook, ha colto l’occasione per rivendicare la bontà della sua idea circa il blocco dell’ingresso indiscriminato in laguna al fine di istituire la prenotazione a numero chiuso da questa estate per poi passare dall’anno prossimo a un vero ticket di ingresso a pagamento.

La volontà del comune sarebbe quella di far prenotare l’ingresso in città ai non residenti attraverso un apposito sito internet gestito dalla Smart Control Room del comune: per il primo anno di sperimentazione non sarà obbligatoria, e non sono previste sanzioni. Chi ha già prenotato in un albergo è esentato, mentre chi non pernotta e prenota potrà usufruire di una serie di scontistiche sulle attività in Laguna o di agevolazioni su tempi di attesa. Il pacchetto sarà presentato a brevissimo e accompagnato da una grande campagna di comunicazione. Serviranno sei-otto mesi per tarare il sistema, e dal primo giugno 2023 si pagherà un biglietto per entrare, ad esclusione dei residenti nella città metropolitana di Venezia. Sarebbe il primo esempio al mondo che prevede un contingentamento degli ingressi in un Comune.

Folla in piazza San Marco a Venezia
Folla in piazza San Marco a Venezia
Folla in piazza San Marco a Venezia
Folla in piazza San Marco a Venezia

Del resto, il problema di un turismo di grandi dimensioni, forse eccessivo, esiste e a questo si affianca quello del sommerso. La Smart Control Room infatti ha analizzato i numeri degli ultimi dieci giorni di aprile scoprendo i numeri del turismo sommerso, che alloggia in strutture extra-alberghiere al nero, e che viene quantificato in 20 mila presenze solo a Pasqua: tanti sarebbero i turisti che hanno pernottato in città e che sarebbero stati individuati grazie all’incrocio dei dati con i segnali dei telefoni cellulari. A darne notizia è il Corriere del Veneto: stando ai dati degli operatori telefonici, durante il ponte di Pasqua sarebbero stati 101mila i turisti che hanno soggiornato a Venezia, ma in città non ci sono così tanti posti letto negli alberghi.

I numeri ufficiali dell’accoglienza lagunare infatti parlano di 81.849 posti letto nell’intero territorio comunale, di cui 32.562 in hotel e 49.287 nell’extra-alberghiero (ovvero affittacamere, B&B e case vacanza). All’incirca 20 mila persone, quindi, avrebbero soggiornato in nero o in qualche struttura non registrata. Il Corriere del Veneto spiega anche come si sia arrivati a questo calcolo: “ogni giorno alle quattro del mattino la Smart Control Room (un vero e proprio sistema tecnologico all’avanguardia) verifica il numero di telefonini presenti in città, ovvero analizza i cellulari che risultano agganciati alle celle. È in questo modo anche che si conta chi soggiorna presso la città lagunare veneta. Ad esempio sappiamo che a Pasquetta c’erano 35.990 residenti a casa in città, oltre a questi vanno tolti anche i bambini, i cellulari spenti e le poche persone che ancora non hanno uno smartphone così si è giunti al numero di circa 20.000 persone che si trovavano a Venezia di notte senza però essere registrate in una struttura. Dove hanno dormito queste persone? Alcuni ironizzano che possono aver dormito sotto alcuni dei ponti della città, ma è ovviamente solo una battuta. In molti riflettono su come queste persone stiano soggiornando in strutture non registrate che non pagano le tasse ed evadono il fisco”. Questa inchiesta a portato ancora più in alto il dibattito sull’ingresso a numero chiuso vedendo nella prenotazione obbligatoria anche il modo per avere chiarezza sui numeri e poter programmare politiche avendo il reale polso della situazione e evitare l’evasione della tassa di soggiorno.

Sul fronte delle crociere, invece, la notizia dell’abbandono di Venezia da parte delle principali compagnie l’ha data il presidente di Federagenti (l’associazione degli agenti marittimi italiani), Alessandro Santi, riportando quanto emerso dal Seatrade Cruise Global in corso a Miami. “Con Venezia”, ha detto, “scompare l’home port iconico e più importante del Mediterraneo: come era annunciato la fase transitoria indicata dal DL 103 che prevedeva azioni a favore della salvaguardia di Venezia e del lavoro non ha prodotto nulla di concreto. Nessuna delle due è andata a buon fine: la città è assalita dal turismo mordi e fuggi e la qualità e il valore aggiunto dei crocieristi organizzati e alto-spendenti è stato rapidamente sostituito, con fattori moltiplicativi enormi, da visitatori giornalieri, ‘addio al nubilato e celibato’ e raid alcolici. Con la conseguenza evidente di centinaia di lavoratori che attendono da mesi sostegni e le compagnie legittimamente in fuga”. Il blocco dello scalo ha portato l’allontanamento delle compagnie a favore di Trieste e Ravenna.

Nave da crociera a Venezia
Nave da crociera a Venezia
Nave da crociera a Venezia
Nave da crociera a Venezia

Mentre per il settore crocieristico nel suo complesso, che come anticipato la scorsa settimana si è riunito a Miami per il Seatrade Cruise Global, l’associazione internazionale che riunisce le compagnie (la Clia - Cruise Lines International Association) prevede che “il numero totale dei passeggeri recuperi e superi i livelli del 2019 già entro il 2023, con il totale di crocieristi mondiale che dovrebbe arrivare poi a crescere del 12% entro il 2026 rispetto ai livelli pre-pandemia”. Ad affermarlo è Kelly Craighead, presidente e Ceo Clia. E analizzando la programmazione degli itinerari, si osserva la crescita esponenziale nel numero di toccate delle navi da crociera nei porti italiani che riallinea il trend al 2019. Lo afferma Sergio Senesi, presidente di Cemar Agency Network di Genova, che quantifica in circa 8 milioni e 800 mila i passeggeri movimentati nei porti italiani a fine 2022 (+340% rispetto al 2021,-26% rispetto al 2019). Le toccate nave saliranno a 4.824 riportando questo dati a livelli pre-pandemia (4.895 nel 2019). Nel 2023 i passeggeri movimentati potrebbero superere i 12 milioni tornando a livelli record del 2019. Nel 2022 saranno 75 i porti italiani coinvolti nel traffico crocieristico con Civitavecchia seguita da Genova e Napoli.

Infine, diminuisce il traffico a Venezia: il blocco dello scalo ha portato l’allontanamento delle Compagnie a favore, come detto, di Trieste e Ravenna. Tra le Compagnie che nel 2022 movimenteranno il maggior numero di passeggeri nei porti italiani, c’è MSC Crociere, Costa Crociere e Norwegian Cruise Line, seguite da Royal Caribbean e Celebrity Cruises. I mesi più trafficati sono stati ottobre (706 scali), maggio (660 scali), settembre (615 scali) e luglio (573 scali). Il giorno più trafficato è stato il 9 ottobre con 35 navi nei porti italiani e 82 mila passeggeri movimentati. Per il traffico crocieristico regionale, la Liguria è prima, seguita da Lazio, Sicilia e Campania.


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