Pubblicato il catalogo generale dei dipinti di Lorenzo Lotto, opera di Enrico Dal Pozzolo


È uscito da pochi giorni il catalogo generale ragionato dell’opera di Lorenzo Lotto. Il volume, edito da Skira, è curato da Enrico Maria Dal Pozzolo, tra i massimi specialisti del pittore veneto.

È uscito da poche settimane il catalogo generale dei dipinti di Lorenzo Lotto (Venezia, 1480 - Loreto, 1556/1557), un fondamentale lavoro per la conoscenza del grande pittore veneto del Cinquecento, curato da uno dei suoi massimi specialisti, Enrico Maria Dal Pozzolo, con la collaborazione di tre storiche dell’arte esperte di Lotto, ovvero Raffaella Poltronieri, Valentina Castegnaro e Marta Paraventi. Il volume, edito da Skira (624 pagine, 95 euro, EAN 9788857239996), costituisce un’impresa editoriale di notevole impegno che va ad aggiornare gli ultimi cataloghi completi ragionati su Lotto, quelli risalenti al 1975: si tratta di due opere curate rispettivamente da Rodolfo Pallucchini e Giordana Mariani Canova per la collana Classici dell’arte Rizzoli e da Flavio Caroli per le Edizioni d’Arte Il Fiorino (quest’ultimo ripubblicato nel 1980 da Fabbri con il titolo Lorenzo Lotto e la nascita della psicologia moderna). L’opera di Dal Pozzolo costituisce dunque un importante ampliamento, alla luce del fatto che negli ultimi quarant’anni gli studi su Lorenzo Lotto hanno conosciuto importanti e notevoli progressi: basti pensare solo alle mostre degli ultimi anni, come quella sui ritratti di Lotto tenutasi al Prado di Madrid, o alla significativa rassegna Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche, entrambe peraltro curate dallo stesso Dal Pozzolo (quella del Prado in collaborazione con Miguel Falomir).

Il nuovo catalogo ragionato suddivide i dipinti in diverse sezioni: gli autografi, le opere dubbie, i dipinti di bottega o della stretta cerchia, le copie da originali perduti, i dipinti espunti dal catalogo lottesco e i dipinti perduti o non individuabili con certezza. Nell’introduzione del volume, Enrico Maria Dal Pozzolo ripercorre la storia degli studi critici su Lorenzo Lotto, che cominciarono in maniera sistematica nel 1895 con la prima monografia, compilata da Bernard Berenson, alla quale seguirono diversi volumi (sebbene pochi furono i cataloghi ragionati con la totalità delle opere riferibili a Lotto). Un punto di svolta, scrive l’autore, si ebbe nel 1953, quando a Venezia, a Palazzo Ducale, si tenne la prima monografica completa sull’artista, curata da Pietro Zampetti, che radunò quasi tutto ciò che si poteva esporre di Lorenzo Lotto. Seguì a breve distanza un volume che costituì di fatto un primo catalogo ragionato, redatto da Anna Banti e Antonio Boschetto per Sansoni. Per attendere però i primi, veri cataloghi ragionati occorse aspettare fino al 1975, con i summenzionati volumi di Pallucchini e Canova e di Caroli.

Lorenzo Lotto. Catalogo generale dei dipinti
Lorenzo Lotto. Catalogo generale dei dipinti

A far data dal 1980, anno dell’uscita della riedizione del catalogo ragionato di Caroli, seguì un’intensa stagione di studi, di cui Dal Pozzolo riassume le tappe fondamentali: la monografia di Giorgio Mascherpa (1980), gli studi di Francesca Cortesi Bosco sugli affreschi dell’oratorio Suardi (1980) e del coro di Santa Maria Maggiore a Bergamo (1987), il libro di Augusto Gentili sul Lotto giovane (1985), la monografia divulgativa di Jacques Bonnet (1996) e quella di Carlo Pirovano (2001). A questi libri si aggiungono diverse mostre, quattro delle quali ritenute da Dal Pozzolo imprescindibili per la loro importanza: quella della National Gallery di Washington (1997), a cura di David Alan Brown, Peter Humfrey e Mario Lucco, che ebbe una tappa a Bergamo l’anno successivo, la grande monografica delle Scuderie del Quirinale (2011) a cura di Giovanni Carlo Federico Villa, e le due mostre menzionate sopra, quella di Madrid e quella delle Marche (che ebbe luogo a Macerata, a Palazzo Bonaccorsi), tenutesi nel 2018 e nel 2019. È proprio nel contesto di queste ultime due mostre che nasce il progetto di un nuovo catalogo ragionato su Lorenzo Lotto. “L’enorme sforzo prodotto in tali occasioni per la raccolta di bibliografie e immagini ha fatto sì, infatti”, ricorda Dal Pozzolo, “che si ritenesse opportuno segnalare la possibilità di una sua realizzazione alla Regione Marche, l’area territoriale che, con ben 25 opere, detiene a oggi poco meno del quindici per cento della produzione dell’artista”. La proposta è stata accolta, in parte finanziata con fondi legati alla valorizzazione dei tesori colpiti dal terremoto dell’Italia centrale del 2016, e il lavoro è cominciato nel 2017. Cinque anni, dunque, per giungere a un risultato finale di grande respiro.

L’opera, che ha dovuto tener conto di migliaia di voci bibliografiche (alla fine, dalla necessaria selezione, ne sono state conservate oltre duemilacinquecento), ha un’impostazione classica: le opere sono presentate con schede di approfondimento, fotografie, informazioni tecniche, singola bibliografia, e talvolta anche immagini di confronto per “richiamare aspetti cruciali relativi a disegni preparatori, influssi, parallelismi, derivazioni e altro”. Scopo del volume, scrive Dal Pozzolo, è da un lato quello di “offrire una revisione d’insieme, che contenga informazioni di carattere sintetico sui singoli pezzi” (anche perché su gran parte delle opere di Lorenzo Lotto si potrebbero scrivere libri a sé, come infatti è spesso avvenuto, anche a opera dell’autore del catalogo ragionato), e dall’altro quello di “mettere a disposizione di un pubblico che non è solo costituito da specialisti - ma anche da semplici appassionati e insegnanti - un volume di agevole consultabilità, che possa costituire un vademecum alla produzione pittorica del maestro, ricco di immagini, informazioni e rimandi interni”. Uno dei punti di forza del volume è proprio il ricco apparato iconografico, che conta su immagini di elevata qualità. Non manca poi un lungo saggio che ripercorre l’intera carriera dell’artista, chiuso da un aggiornato regesto biografico.

Per quanto riguarda i dipinti autografi, ordinati in senso cronologico (si comincia con il Ritratto di giovane dell’Accademia Carrara di Bergamo), alcune delle principali novità o conferme (omettendo, per ragioni di spazio, tutte le nuove ipotesi, proposte o conferme dell’autore sulle datazioni): il ritratto di frate domenicano di Upton House dovrebbe essere riconosciuto effettivamente come domenicano e non, come proposto di recente, come un camaldolese o un cistercense; la possibile identificazione di uno degli ispiratori dell’Allegoria petrarchesca della National Gallery di Washington nel letterato Giovanni Aurelio Augurello, commentatore di Petrarca; l’ipotesi che il Busto di Cristo nella Gemäldegalerie possa esser riconosciuto come un dipinto citato tre volte negli inventari del vescovo Bernardo de’ Rossi, del quale Lorenzo Lotto eseguì un famosissimo ritratto; l’ingresso nel catalogo lottesco di un bel disegno preparatorio per l’Assunzione della Vergine scoperto da Stefano L’Occaso nel 2016 e definito da Dal Pozzolo “uno dei pochissimi disegni attribuibili con certezza alla prima fase del maestro”; la conferma alla suggestione di Federico Caldura per cui, nella Crocifissione di Monte San Giusto, anche i cavalli sembrano prendere posizione sulla natura divina di Gesù; il rifiuto definitivo dell’ipotesi secondo cui il Pentimento di san Pietro di collezione privata possa essere pendant di una tela raffigurante Giuda restituisce i trenta denari; l’idea che i due pannelli di Sansone del National Trust fossero sovrapporte più che casse o spalliere; la natura di tela di riuso del Ritratto di uomo con mantello della Pinacoteca di Brera; la conferma dell’attribuzione a Lorenzo Lotto del San Girolamo nello studio dei Musei Civici di Bassano del Grappa.

Tra i dipinti dubbi figura la Sacra Famiglia del Museo Diocesano di Recanati, ch’è stata tra le più recenti “candidate” a entrare nel catalogo lottesco. Dubbia anche la Madonna col Bambino del Ringling Museum of Art di Sarasota (benché il museo americano la presenti come autografa) per via dello stato di conservazione che non rende possibili ragionamenti sul grado di autografia, così come la Madonna col Bambino dormiente dei Musei Civici di Vicenza che pure in passato ha goduto del favore di studiosi blasonati come lo stesso Caroli: l’inserimento tra i dipinti dubbi è dovuto al pessimo stato di conservazione e alla presenza di repliche di bottega. Nella sezione delle copie da originali perduti, svettano un inedito, ovvero una Madonna allattante il Bambino con san Giovannino, di pittore bergamasco attivo tra il 1520 e il 1530, conservata al Museo Diocesano di Bergamo, l’Allegoria della frode di David Teniers il Giovane di cui Dal Pozzolo ha parlato anche su queste pagine, che fa il paio con un’altra opera dello stesso autore, un’Allegoria della lussuria del Philadelphia Museum of Art (si tratta del “copista” dal nome più altisonante, autore anche di un Compianto conservato al Louvre, anch’esso tratto da un’opera di Lotto). Spicca in chiusura un altro inedito, una Madonna col bambino e san Giovannino comparsa sul mercato antiquario viennese a fine 2020.

Il catalogo ragionato si conclude con la ricchissima bibliografia che, come detto, raduna più di duemilacinquecento voci, e con un pratico e utile indice dei nomi e delle opere. Un’opera unica, aggiornata, che andrà a porsi di sicuro come una pietra miliare degli studi su Lorenzo Lotto.


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