A Forte dei Marmi in mostra la pittura del Seicento napoletano dalla Fondazione De Vito


Dal 27 marzo al 27 settembre 2026, il Forte Pietro Leopoldo I a Forte dei Marmi ospiterà la mostra "Pittura a Napoli dopo Caravaggio. Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito". 

Le opere della Fondazione De Vito in mostra a Forte dei Marmi per un’esposizione dedicata al Seicento napoletano: dal 27 marzo al 27 settembre 2026, gli ambienti del Forte Pietro Leopoldo I ospiteranno infatti Pittura a Napoli dopo Caravaggio. Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito, a cura di Nadia Bastogi, storica dell’arte specializzata sulla pittura del Seicento e direttrice scientifica della Fondazione De Vito, e promossa dal Comune di Forte dei Marmi e dalla Fondazione Villa Bertelli, in collaborazione con la Fondazione Giuseppe e Margaret De Vito per la Storia dell’arte moderna a Napoli.

La mostra riunirà un importante nucleo di dipinti appartenenti alla collezione, che sarà presentato per la prima volta in Toscana in modo così ampio. In precedenza, infatti, solo un gruppo ristretto era stato esposto nella mostra Dopo Caravaggio, tenutasi a Prato nel 2019 e interrotta anticipatamente a causa della pandemia. Obiettivo della rassegna non è quello di proporre una ricostruzione completa del Seicento napoletano, ma di raccontare lo sviluppo della pittura partenopea dopo la decisiva esperienza di Caravaggio a Napoli, attraverso le opere raccolte da Giuseppe De Vito, collezionista e studioso del periodo. Con 39 dipinti dei principali protagonisti del “secolo d’oro”, il percorso seguirà un ordine cronologico che parte dagli interpreti iniziali del naturalismo caravaggesco per arrivare agli artisti che, in seguito, ne rielaborarono il linguaggio orientandolo verso esiti classicisti e barocchi.

Battistello Caracciolo, San Giovanni Battista fanciullo (1622 circa; olio su tela, 62,5 x 50 cm)
Battistello Caracciolo, San Giovanni Battista fanciullo (1622 circa; olio su tela, 62,5 x 50 cm)
Massimo Stanzione, San Giovanni Battista nel deserto (1630 circa; olio su tela, 180 x 151,5 cm)
Massimo Stanzione, San Giovanni Battista nel deserto (1630 circa; olio su tela, 180 x 151,5 cm)
Jusepe de Ribera, Sant'Antonio abate (1638; olio su tela, 71,5 x 65,5 cm)
Jusepe de Ribera, Sant’Antonio abate (1638; olio su tela, 71,5 x 65,5 cm)
Maestro degli annunci ai pastori, Fanciulla che odora una rosa (Allegoria dell'Olfatto) (1635-40; olio su tela, 104 x 79 cm)
Maestro degli annunci ai pastori, Fanciulla che odora una rosa (Allegoria dell’Olfatto) (1635-40; olio su tela, 104 x 79 cm)

Sarà una narrazione del Seicento napoletano filtrata attraverso lo sguardo del collezionista: una figura che i visitatori potranno conoscere più a fondo grazie alla presenza di documenti inediti e materiali d’archivio. Nato a Portici nel 1924 e scomparso a Firenze nel 2015, Giuseppe De Vito affiancò all’attività di ingegnere e imprenditore un intenso impegno negli studi storico-artistici, divenendo uno dei più autorevoli collezionisti di pittura napoletana del Seicento. A partire dagli anni Settanta diede forma a una raccolta di elevata qualità, con capolavori dei maggiori maestri partenopei, contraddistinta dalla predilezione per la corrente naturalista e dalla coerenza con i suoi interessi di ricerca. Oggi la collezione è custodita a Villa Olmo, presso Vaglia (Firenze), sede della Fondazione istituita nel 2011 dallo stesso De Vito e intitolata a lui e alla moglie Margaret, con lo scopo di promuovere lo studio dell’arte moderna a Napoli.

Tra gli artisti della collezione figurano Battistello Caracciolo, tra i primi interpreti del naturalismo caravaggesco in città, Jusepe de Ribera, Francesco Fracanzano, Paolo Finoglio, Massimo Stanzione, Aniello Falcone, Bernardo Cavallino, Andrea Vaccaro, fino ai protagonisti della svolta barocca come Mattia Preti e Luca Giordano. Un nucleo significativo è dedicato anche alla natura morta napoletana, con opere di Luca Forte, Paolo Porpora, Giuseppe Recco e Giuseppe Ruoppolo, testimoni della fortuna del genere.

Massimo Stanzione e bottega, Salomè con la testa del Battista (1645 circa; olio su tela, 107 x 87 cm)
Massimo Stanzione e bottega, Salomè con la testa del Battista (1645 circa; olio su tela, 107 x 87 cm)
Bernardo Cavallino, Santa Lucia (1645-1648; olio su tela, 129,5 x 103 cm)
Bernardo Cavallino, Santa Lucia (1645-1648; olio su tela, 129,5 x 103 cm)
Mattia Preti, Deposizione di Cristo dalla croce (1675 circa; olio su tela, 179 x 128 cm)
Mattia Preti, Deposizione di Cristo dalla croce (1675 circa; olio su tela, 179 x 128 cm)
Luca Giordano, Scena di osteria (1658-1660; olio su tela, 163 x 139 cm)
Luca Giordano, Scena di osteria (1658-1660; olio su tela, 163 x 139 cm)
Giuseppe Ruoppolo, Natura morta con frutta, zucche, pappagallo, tartaruga e zuppiera di maiolica (1670-1680; olio su tela, 99 x 127,5 cm)
Giuseppe Ruoppolo, Natura morta con frutta, zucche, pappagallo, tartaruga e zuppiera di maiolica (1670-1680; olio su tela, 99 x 127,5 cm)

Il percorso espositivo, progettato dall’architetto Marco Francesconi, si articola secondo una scansione cronologica che intende mettere in luce anche affinità tematiche e rimandi tra artisti e opere, evidenziando l’emergere di nuovi generi e l’importanza di soggetti particolarmente sentiti nella cultura e nella religiosità napoletana. La prima sezione approfondisce l’impatto della lezione caravaggesca e la nascita del naturalismo, anche grazie alla presenza determinante di Ribera dal 1616. La seconda parte, con dipinti realizzati tra gli anni Trenta e Cinquanta del Seicento, documenta la vitalità della scena artistica napoletana, segnata da molteplici influenze e dall’affermarsi di quadri di piccolo formato destinati al collezionismo privato, con martirii, episodi di cronaca e scene profane, oltre a soggetti femminili legati alla devozione locale. La terza sezione è dedicata alla natura morta, mentre l’ultima illustra l’evoluzione verso il pieno Barocco, avviata con l’arrivo di Preti nel 1653 e consolidata dall’ascesa di Giordano.

Uno spazio sarà riservato alla figura di De Vito come collezionista e studioso: la sua partecipazione alle mostre degli anni Ottanta, i rapporti con musei e studiosi, e la fondazione della rivista Ricerche sul ’600 napoletano sono documentati attraverso materiali in gran parte inediti.

Patrocinata dal Ministero della Cultura, dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Lucca, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara, la mostra è sostenuta da Mutua BVLG, Fondazione Banca del Monte di Lucca e Live Emotion Group srl. In occasione dell’evento sarà pubblicato un catalogo (Pacini Fazzi, 2026) con contributi istituzionali e un saggio critico di Nadia Bastogi, che approfondisce i contenuti scientifici dell’esposizione.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostra Pittura a Napoli dopo Caravaggio. Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito
CittàForte dei Marmi
SedeForte Leopoldo I
DateDal 27/03/2026 al 27/09/2026
ArtistiLuca Giordano, Mattia Preti, Jusepe de Ribera, Battistello Caracciolo, Massimo Stanzione, Bernardo Cavallino
CuratoriNadia Bastogi
TemiNapoli, Seicento, Pittura



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