A Bologna arriva il “Contenitore di pittura”: un progetto per una mappa della pittura contemporanea


La terza tappa del progetto ideato ad Agrigento approda a Bologna negli spazi di Galleria Studio Cenacchi: quasi trenta artisti, italiani e internazionali, per una ricognizione non gerarchica sul dipingere contemporaneo, tra memoria e rilancio di un’esperienza nata in Sicilia.

Dal 17 gennaio al 28 febbraio 2026 la Galleria Studio Cenacchi di Bologna ospita Francesco. Contenitore di pittura 3.0. Dittici, trittici, ma anche opere singole, forse…, mostra curata da Gabriele Salvaterra che segna la terza tappa di un progetto espositivo itinerante dedicato alla pittura contemporanea. L’inaugurazione è prevista per sabato 17 gennaio 2026 alle ore 18.00, mentre nella notte del 7 febbraio 2026 l’esposizione rientrerà nel programma di ART CITY White Night, in concomitanza con Arte Fiera.

Il progetto affonda le proprie radici nell’attività svolta tra il 2014 e il 2019 dallo Spazio espositivo Francesco Siracusa ad Agrigento, esperienza che, in un contesto periferico rispetto ai principali centri dell’arte contemporanea italiana, aveva dato vita a un lavoro di mappatura attento e continuativo sulle ricerche più giovani e sperimentali legate alla pittura e, in parte, alla fotografia. In quegli anni lo spazio agrigentino aveva ospitato diverse personalità della nuova pittura italiana, producendo testi critici e interviste che oggi costituiscono una documentazione rilevante per la comprensione di quella stagione.

Giorgio Pignotti, Solo l'uomo può trasformare in pensieri le percezioni del mondo (2024; olio su tavola, 42 x 42 cm) Su concessione dell’artista
Giorgio Pignotti, Solo l’uomo può trasformare in pensieri le percezioni del mondo (2024; olio su tavola, 42 x 42 cm) Su concessione dell’artista
Manuel Portioli, XV-18, 2025 (acquerello su carta cotone, 42 x 30 cm) Su concessione dell’artista
Manuel Portioli, XV-18, 2025 (acquerello su carta cotone, 42 x 30 cm) Su concessione dell’artista
Andrea Mangione, Shibuya Station (2024; olio su carta, 40 x 30 cm) Su concessione dell’artista
Andrea Mangione, Shibuya Station (2024; olio su carta, 40 x 30 cm) Su concessione dell’artista

La chiusura dello spazio siciliano ha interrotto una direttrice che metteva in relazione territori distanti, collegando idealmente gli estremi della penisola attraverso un confronto costante sulle pratiche pittoriche emergenti. La tappa bolognese del Contenitore di pittura nasce come tentativo di riattivare, seppure in forma diversa, quell’esperienza, riprendendone lo spirito di osservazione, confronto e apertura. Ospitata dalla Galleria Studio Cenacchi, la mostra si propone come un momento di restituzione e rilancio, più che come una semplice ricostruzione storica.

All’interno dell’esposizione trovano spazio molti degli artisti che avevano già partecipato alle mostre dello Spazio Francesco Siracusa, invitati a presentare contributi liberi, non vincolati da temi o indirizzi precostituiti. Dopo le prime due tappe del progetto, ad Ala e a Trento, che avevano visto l’ingresso di nuovi nomi, l’appuntamento bolognese amplia ulteriormente il gruppo degli artisti coinvolti, confermando la natura dinamica e non cristallizzata del progetto. Accanto agli artisti già presenti nelle tappe precedenti, si aggiungono in questa occasione Andrea Astolfi, Domenico Grenci, Paolo Migliazza e Luca Moscariello.

Igor Molin, Purple rain (2025; carte, acrilico e olio su tela, 40 x 30 cm) Su concessione dell’artista
Igor Molin, Purple rain (2025; carte, acrilico e olio su tela, 40 x 30 cm) Su concessione dell’artista
Luca Sclafani, Senza titolo (2025; olio su tela, 40 x 30 cm) Su concessione dell’artista
Luca Sclafani, Senza titolo (2025; olio su tela, 40 x 30 cm) Su concessione dell’artista

Il percorso espositivo riunisce complessivamente quasi trenta artisti: Andrea Astolfi, Giovanni Blanco, Giuseppe Bombaci, Roberta Cavallari, Pierluca Cetera, Barbara De Vivi, Lorenzo Di Lucido, Simone Geraci, Domenico Grenci, Elisa Grezzani, Federico Lanaro, Andrea Mangione, Paolo Migliazza, Igor Molin, Luca Moscariello, Michele Parisi, Giorgio Pignotti, Ettore Pinelli, Manuel Portioli, Francesco Rinzivillo, Alessandro Saturno, Thomas Scalco, Luca Sclafani, Federico Severino, Tina Sgrò, Nicholas Stedman, Valerio Valino e Giovanni Viola. Le opere presentate attraversano figurazione, astrazione, segno, costruzione, relazione con la tecnologia, sconfinamenti nella scultura e processi di dematerializzazione, restituendo un’immagine articolata e non univoca del dipingere contemporaneo. In questo contesto si inserisce anche il contributo di Valerio Valino, pittore e musicista, che partecipa alla mostra con una pittura sonora concepita appositamente per il progetto. Il suo intervento si concretizza in Ouverture for Piano and Bass in B Flat Major (2025), composizione strumentale per pianoforte e basso proposta in riproduzione ambientale in loop.

Bologna assume in questo contesto un ruolo centrale. Molti degli artisti in mostra si sono formati in città, vi gravitano o la riconoscono come riferimento professionale e culturale. La stessa attività di mappatura portata avanti da Francesco Siracusa individuava nel contesto bolognese un punto di osservazione privilegiato, se non una vera e propria scuola, quantomeno un’atmosfera condivisa capace di incidere sulle ricerche pittoriche più recenti. Il titolo Contenitore di pittura rimanda a un’idea volutamente aperta e inclusiva del medium. La pittura, intesa nelle sue declinazioni più diverse, resta al centro di un dispositivo espositivo che occupa gli spazi ampi e articolati della galleria come un percorso labirintico.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraFrancesco. Contenitore di pittura 3.0. Dittici, trittici
CittàBologna
SedeGalleria Studio Cenacchi
DateDal 17/01/2026 al 28/02/2026
ArtistiArtisti vari
CuratoriGabriele Salvaterra
TemiArte contemporanea, Pittura



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