Futurismo e Ritorno all’ordine: le Collezioni Carisbo in mostra a Casa Saraceni


Dal 22 gennaio al 26 luglio 2026, Casa Saraceni ospita la mostra della Fondazione Carisbo dedicata al Futurismo e al Ritorno all’ordine, con oltre un secolo di sperimentazioni artistiche italiane e opere di Marinetti, Balla, Sironi, De Chirico e molti altri.

Bologna si prepara ad accogliere un percorso espositivo che attraversa le principali correnti artistiche italiane della prima metà del Novecento. Giovedì 22 gennaio alle ore 15, nelle sale di Casa Saraceni, sede della Fondazione Carisbo, inaugura la mostra “Futurismo” e “Ritorno all’ordine” nelle Collezioni della Fondazione Carisbo, evento inserito nel calendario di ART CITY Bologna 2026 e della ART CITY White Night in occasione di Arte Fiera. L’esposizione visitabile fino al 26 luglio e a cura di Angelo Mazza, conservatore delle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Carisbo, raccoglie una selezione di opere provenienti dalle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione, articolata attorno ai due grandi filoni artistici che hanno segnato il dibattito culturale italiano tra la Belle Époque e gli anni Venti del secolo scorso.

Il percorso espositivo offre un quadro approfondito del Futurismo, movimento culturale fondato nel 1909 dal poeta Filippo Tommaso Marinetti. La mostra evidenzia come la produzione futurista, nelle Collezioni della Fondazione, spazi dalla pittura alla scultura, dalla grafica all’architettura, includendo anche la letteratura, la musica, la fotografia e il cinema. Il Futurismo si inserisce in un contesto storico di forti trasformazioni sociali e tecnologiche: i mutamenti politici, i venti di guerra, l’affermarsi delle nuove comunicazioni senza fili e le innovazioni nella locomozione, che avevano introdotto treni, automobili e aeroplani, portarono gli artisti a esplorare la velocità, la simultaneità e una nuova concezione di spazio e tempo.

Le opere esposte comprendono pezzi di Marinetti, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Roberto Marcello Baldessari, Alessandro Bruschetti, Mino Rosso, Fortunato Depero e altri esponenti di spicco del Futurismo. Tra gli oggetti più importanti si segnalano un bozzetto per francobollo di Balla e l’Autoritratto a penna di Boccioni. Ampio spazio è dedicato anche all’aeropittura con lavori di Alfredo Gauro Ambrosi, Mario Sironi, Giulio D’Anna, Mino Delle Site, Tato (Guglielmo Sansoni) e, in particolare, del bolognese Angelo Caviglioni, presente nelle Collezioni della Fondazione con oltre cento opere grazie a generose donazioni.

Umberto Boccioni, Autoritratto (1907; china e tempera su carta)
Umberto Boccioni, Autoritratto (1907; china e tempera su carta)
Giacomo Balla, Bozzetto per francobollo (1923; tecnica mista su carta)
Giacomo Balla, Bozzetto per francobollo (1923; tecnica mista su carta)
Fortunato Depero, Pietre alpestri (1934 circa; olio su tavola)
Fortunato Depero, Pietre alpestri (1934 circa; olio su tavola)
Giorgio De Chirico, Gentiluomo in villeggiatura (1933-34; olio su tela)
Giorgio De Chirico, Gentiluomo in villeggiatura (1933-34; olio su tela)
Mario Sironi, Coppa Baracca (1924 circa; tempera e matita su carta)
Mario Sironi, Coppa Baracca (1924 circa; tempera e matita su carta)

Accanto al Futurismo, l’esposizione affronta il Ritorno all’ordine, movimento artistico che si sviluppa dopo la Prima Guerra Mondiale come risposta alle sperimentazioni delle avanguardie. La reazione al rifiuto del passato e alla radicalità futurista porta gli artisti a cercare nuove forme espressive che trovino radici nella tradizione, nel recupero di canoni classici e nell’attenzione alla stabilità compositiva. La rivista Valori plastici, pubblicata tra il 1918 e il 1921 da Mario Broglio, rappresenta un punto di riferimento per questo movimento, riunendo critici e artisti come Giorgio De Chirico, Carlo Carrà, Giorgio Morandi e Alberto Savinio.

Nelle Collezioni della Fondazione, il Ritorno all’ordine trova espressione in opere che si distinguono per il rigore formale e la continuità con il passato artistico. Tra queste figurano il rilievo in marmo La Madre di Adolfo Wildt, Famiglia di lavoratori di Mario Sironi, il bronzo Torso di giovinetto di Arturo Martini, e sculture monumentali come Dedalo e Icaro e Opere assistenziali. Carità. La pittura è rappresentata da lavori come il busto in ceramica Ritratto di fanciulla di Lucio Fontana, l’omaggio all’antichità de Il piede romano di Filippo De Pisis, Gentiluomo in villeggiatura di Giorgio De Chirico, e Donna vicino al tavolo di Felice Casorati. Completano il percorso opere di Galileo Chini, tra cui La trebbiatura, cartone preparatorio per le pitture murali della Casa del Contadino a Bologna, oggi sede della CGIL.

L’esposizione resterà aperta con orari differenziati: dal martedì al venerdì dalle 15 alle 18, sabato e domenica dalle 10 alle 18, con aperture straordinarie in occasione di ART CITY Bologna 2026. In particolare, il 5 e 6 febbraio gli spazi saranno accessibili dalle 10 alle 18 e dalle 10 alle 19, mentre il 7 febbraio la White Night estenderà l’apertura fino alle 23 e il 8 febbraio fino alle 19. Lunedì resteranno chiusi, mentre durante le festività di Pasqua, Pasquetta, 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno le sale saranno aperte dalle 10 alle 18.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostra“Futurismo” e “Ritorno all’ordine” nelle Collezioni della Fondazione Carisbo
CittàBologna
SedeCasa Saraceni
DateDal 22/01/2026 al 26/07/2026
ArtistiArtisti vari
CuratoriAngelo Mazza
TemiArte contemporanea, Futurismo



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