A Bologna in arrivo la prima italiana della retrospettiva dedicata a Lee Miller


Palazzo Pallavicini, a Bologna, ospiterà presto la prima italiana della retrospettiva dedicata a Lee Miller. 

Dal 14 marzo al 9 giugno 2019 Palazzo Pallavicini a Bologna ospiterà la prima italiana della retrospettiva dedicata ad una delle fotografe più importanti del Novecento: Lee Miller

Surrealist Lee Miller presenterà al pubblico 101 fotografie che ripercorrono l’intera carriera artistica della fotografa, attraverso i suoi scatti più famosi e iconici, compresi quelli realizzati negli appartamenti di Hitler, raramente esposti anche a livello internazionale e mai diffuse a mezzo stampa per l’uso improprio fattone negli anni da gruppi neonazisti. 

Lanciata da Condé Nast, sulla copertina di Vogue nel 1927, Lee Miller divenne fin da subito una delle modelle più apprezzate e richieste dalle riviste di moda. Molti i fotografi che la immortalarono, tra cui Edward  Steichen, George Hoyningen-Huene o Arnold Genthe, fino a quando lei stessa decise di passare dall’altra parte dell’obiettivo.
Donna caparbia e intraprendente, rimase affascinata dalle immagini del fotografo più importante dell’epoca, Man Ray, di cui divenne modella e musa ispiratrice; insieme svilupparono anche la tecnica della solarizzazione.
Amica di Picasso, di Ernst, Cocteau, Mirò e di tutta la cerchia dei surrealisti, Miller in questi anni aprì a Parigi il suo primo studio, diventando nota come ritrattista e fotografa di moda, anche se il nucleo più importante di opere in questo periodo è certamente rappresentato dalle immagini surrealiste. A queste ultime appartengono le celebri Nude bent forward, Condom e Tanja Ramm under a bell jar, opere presenti in mostra, accanto ad altri celebri scatti.
Intraprese successivamente lunghi viaggi nel deserto e fotografò villaggi e rovine, iniziando a confrontarsi con la fotografia di reportage, un genere che Lee Miller portò avanti anche negli anni successivi quando, insieme a Roland Penrose - l’artista surrealista che sarebbe diventato il suo secondo marito - viaggiò sia nel sud che nell’est europeo.
Poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel 1939, lasciò l’Egitto per trasferirsi a Londra, dove iniziò a lavorare come fotografa freelance per Vogue. Documentò gli incessanti bombardamenti su Londra, ma il suo contributo più importante arriverà nel 1944 quando fu corrispondente accreditata al seguito delle truppe americane e collaboratrice del fotografo David E. Scherman per le riviste Life e Time. Fu l’unica fotografa donna a seguire gli alleati durante il D-Day, a documentare le attività al fronte durante la liberazione. Le sue fotografie ci testimoniano in modo vivido e mai didascalico l’assedio di St. Malo, la Liberazione di Parigi, i combattimenti in Lussemburgo e in Alsazia e, inoltre, la liberazione dei campi di concentramento di Dachau e Buchenwald. È proprio in questi giorni febbrili che viene fatta la scoperta degli appartamenti di Hitler a Monaco di Baviera ed è qui che scatta quella che probabilmente è la sua fotografia più celebre: l’autoritratto nella vasca da bagno del Führer.

La retrospettiva è presentata da Palazzo Pallavicini e da ONO arte contemporanea.

Per info: www.palazzopallavicini.com

Orari: Da giovedì a domenica dalle 11 alle 20. Chiuso il lunedì, martedì e mercoledì.

Immagine: Lee Miller, Self portrait with headband (1932; New York) © Lee Miller Archives England 2018. All Rights Reserved. www.leemiller.co.uk

 

A Bologna in arrivo la prima italiana della retrospettiva dedicata a Lee Miller
A Bologna in arrivo la prima italiana della retrospettiva dedicata a Lee Miller


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