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A Bolzano la mostra dedicata a Lucia Marcucci, la regina della poesia visiva italiana


Dal 9 giugno al 3 settembre 2023, Museion a Bolzano ospita “Poesie e no”, mostra dedicata a Lucia Marcucci, grande esponente della poesia visiva italiana, in occasione del suo novantesimo compleanno.

S’intitola Poesie e no la mostra che Museion a Bolzano dedica, dal 9 giugno al 3 settembre 2023, a una delle maggiori esponenti della poesia visiva, ovvero Lucia Marcucci (Firenze, 1933), in occasione del suo novantesimo compleanno. In mostra opere che danno voce alle ricerche e sperimentazioni artistiche degli anni Sessanta e Settanta dell’artista: i lavori provengono dal Mart, dalla collezione privata dell’artista, e soprattutto dall’Archivio di Nuova Scrittura parte della collezione museale di Museion. Il focus che l’istituto altoatesino desidera dedicarle, a cura di Frida Carazzato, si inserisce infatti all’interno di una costante ricerca che il museo dedica alla valorizzazione della propria collezione, ai suoi protagonisti e alle sue protagoniste, evidenziandone di volta in volta la contemporaneità delle ricerche e le diverse connessioni artistiche e interdisciplinari.

Le opere di Marcucci parlano dell’Italia del secondo dopoguerra, caratterizzata dal boom economico, un riassetto sociale e politico, e, verso la fine degli anni Sessanta, anche da contestazioni studentesche e da movimenti femministi. In questo clima, molti artisti e artiste scelgono di esprimersi secondo mezzi non convenzionali, con nuove tecniche e puntando sull’interdisciplinarità, come emerge dalle opere dell’artista stessa.

Il titolo della mostra, Poesie e no, deriva da una poesia-spettacolo di Lamberto Pignotti ed Eugenio Miccini presentata in una prima versione nel 1963 su invito di Lucia Marcucci, con la regia di Enrico Sirello, e che ebbe negli anni successivi diverse presentazioni e la partecipazione dell’artista stessa. Il titolo, come tutta la mostra, vuole sottolineare come la pratica artistica di Marcucci sia sempre stata caratterizzata dall’incontro tra cultura “alta” e cultura “bassa”, tra linguaggio letterario e quotidiano espresso attraverso i mezzi di comunicazione di massa: un connubio tra testo e immagine, pittura e collage, tragicità e ironia.

Il collage visivo e sonoro della prima rappresentazione di Poesie e no appare da un lato come un innesto della ricerca sul linguaggio con la tradizione dada e futurista, attuata dal Gruppo 70 (collettivo artistico nato a Firenze, di cui Lucia Marcucci è stata parte) e dall’altro come un’espressione dell’approccio non lineare dell’artista all’arte. L’esplorazione della parola nelle sue diverse declinazioni parte da un atteggiamento critico e contestatore, a volte marcatamente militante eppure, sempre ironico e libero. Queste caratteristiche hanno ispirato anche l’allestimento della mostra, curato dallo studio grafico Bruno di Venezia

Si collocano invece in una parentesi temporale più vicina ai giorni nostri, le opere di Marcucci esposte al Piccolo Museion – Cubo Garutti. Si tratta di immagini iconiche della storia dell’arte, come per esempio la Venere di Botticelli o la Mona Lisa di Leonardo, stampate su grandi tele arricchite da interventi pittorici che giocano con queste immagini, ampliando la loro espropriazione da parte della cultura di massa.

L’esposizione di Museion si completa con la mostra L’Offesa presso ar/ge kunst, curata da Francesca Verga e Zasha Colah. Le due personali gravitano intorno all’esperienza che ha dato vita all’happening di Poesie e no. Il collage di segni visivi e linguistici che caratterizza questa serie di performance permette alle due istituzioni di sviluppare filoni complementari del lavoro di Marcucci: da una parte l’indagine sul linguaggio a partire dalla critica alla società dei consumi che trova spazio a Museion, dall’altra la presenza del verbo e corpo nella militanza, attraverso una lettura attuata anche da voci contemporanee nella mostra ad ar/ge kunst.

In occasione delle due mostre, il laboratorio di comunicazione visiva (Exhibition Graphic Design: processes of cultural practice) della Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bozen-Bolzano (docente e workshop leader Elisa Pasqual, con Gianluca Camillini e Gerhard Gluher), ha sviluppato sette progetti di comunicazione che espandono in chiave contemporanea temi presenti nel lavoro di Lucia Marcucci e del Gruppo ‘70. La mostra del laboratorio inaugurerà il 9 giugno alle 18.00 alla Libera Università di Bozen-Bolzano (piazza Università 1) e sarà visitabile anche sabato 10 giugno.

A completamento del lavoro di Marcucci, si segnala inoltre la mostra Ri-Materializzazione del Linguaggio presso la Fondazione Antonio dalle Nogare, Bolzano, che ospita delle sue opere. Il giorno 09.06. alle ore 20.00 si svolge inoltre un talk dell’artista Nora Turato a conclusione di questa mostra. La mostra apre dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 e il giovedì dalle 10 alle 22. Lunedì chiuso. Ingresso gratuito.

Lucia Marcucci, Motozap (1964; collage su carta, 23 x 27 cm; Collezione Museion, Archivio di Nuova Scrittura). Foto: Augustin Ochsenreiter
Lucia Marcucci, Motozap (1964; collage su carta, 23 x 27 cm; Collezione Museion, Archivio di Nuova Scrittura). Foto: Augustin Ochsenreiter
Lucia Marcucci, Poesia (1965; pennarello su cartello stradale). Su gentile concessione di Andrea Sirello
Lucia Marcucci, Poesia (1965; pennarello su cartello stradale). Su gentile concessione di Andrea Sirello
Lucia Marcucci, Prima linea (1965; collage su legno, 36 x 40 x 3 cm). Su gentile concessione di Andrea Sirello
Lucia Marcucci, Prima linea (1965; collage su legno, 36 x 40 x 3 cm). Su gentile concessione di Andrea Sirello
Lucia Marcucci, Passione e miliardi (1966; collage su carta, 55,5 x 40 cm; Collezione Museion, Archivio di Nuova Scrittura). Foto: Augustin Ochsenreiter
Lucia Marcucci, Passione e miliardi (1966; collage su carta, 55,5 x 40 cm; Collezione Museion, Archivio di Nuova Scrittura). Foto: Augustin Ochsenreiter
Lucia Marcucci, Collezionate i classici (1971). Su gentile concessione di Andrea Sirello
Lucia Marcucci, Collezionate i classici (1971). Su gentile concessione di Andrea Sirello
Lucia Marcucci, Colpo di vento e di fortuna (1997; acrilico su tela stampata, 146 x 104 cm). Su gentile concessione di Andrea Sirello
Lucia Marcucci, Colpo di vento e di fortuna (1997; acrilico su tela stampata, 146 x 104 cm). Su gentile concessione di Andrea Sirello

L’artista

Lucia Marcucci nasce nel 1933 a Firenze dove tuttora vive e lavora. Verso la fine degli anni Cinquanta inizia a dedicarsi alla poesia attraverso la tecnica del collage. Nel corso degli anni Sessanta entra a far parte del Gruppo 70, composto da lei, Eugenio Miccini, Luciano Ori, Lamberto Pignotti e per alcune collaborazioni anche da Antonio Bueno e Ketty La Rocca. Il doppio codice verbo-visivo è utilizzato da Marcucci secondo una coesione tra parola ed immagine dal risultato provocatorio e dissacrante, spesso sottolineato da messaggi spregiudicati tratti dalla terminologia dei balloons dei comics, che costituiscono una versione originale dalle linee programmatiche del Gruppo 70. Questo si scioglie alla fine del 1968 e Lucia Marcucci insieme ad altri poeti visivi, fonda il Gruppo Internazionale di Poesia Visiva. Da questo momento prosegue la propria sperimentazione artistica sviluppando tematiche maggiormente autonome e indipendenti. Nella produzione degli ultimi anni Marcucci utilizza, oltre alla tecnica del collage e al digitale anche le immagini pubblicitarie manipolando i manifesti che tappezzano le periferie delle città.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraLucia Marcucci. Poesie e no
CittàBolzano
SedeMuseion
DateDal 09/06/2023 al 03/09/2023
ArtistiLucia Marcucci
CuratoriFrida Carazzato
TemiNovecento, Arte contemporanea, Poesia visiva

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