MAXXI 2026: un anno di mostre, architettura e rigenerazione urbana


Il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo annuncia un calendario denso di eventi e nuove iniziative, tra grandi monografiche, celebrazioni, performance e progetti di rigenerazione urbana.

Il 2026 al MAXXI di Roma si apre con un programma ampio e diversificato, pensato per esplorare la creatività italiana contemporanea e al contempo per osservare le trasformazioni globali del panorama artistico e architettonico. L’anno segna inoltre l’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana e sarà caratterizzato da cambiamenti notevoli negli spazi del Museo, sia interni sia esterni. L’ingresso e la Piazza del Museo saranno oggetto di interventi che sostituiranno alcune aree cementificate con spazi verdi, nell’ambito di un progetto di rigenerazione urbana.

“Nel 2026 la missione del MAXXI è continuare a innovare, essere sempre più aperti, accessibili e permeabili, con proposte culturali di qualità e un occhio sempre attento alla ricerca”, sostiene Maria Emanuela Bruni, Presidente Fondazione MAXXI. “Sarà un anno di novità, di lavori e di cantieri che trasformeranno la Piazza del Museo in un luogo più verde e accogliente; un anno speciale per la sede del MAXXI L’Aquila, tra i principali protagonisti di L’Aquila Capitale della Cultura; un anno in cui continueremo a progettare, ripensando alcuni programmi e inaugurandone di nuovi. Il MAXXI sarà luogo di elaborazione critica e molto più di un semplice contenitore espositivo, abbracciando appieno la visione di Zaha Hadid, che l’aveva immaginato come un moderno foro romano. Nel nostro programma arte, architettura, design, fotografia e performance dialogano in piena armonia grazie al sapiente lavoro del Direttore artistico Francesco Stocchi, di Lorenza Baroncelli, che dirige il Dipartimento Architettura e Design contemporaneo e di tutte le professionalità del Museo”.

Paola Pivi, Senza titolo (asino) (2003) - Tragicomica © Hugo Glendinning. Su concessione di Massimo De Carlo e Collezione Giuseppe Iannaccone
Paola Pivi, Senza titolo (asino) - Tragicomica (2003) © Hugo Glendinning. Su concessione di Massimo De Carlo e Collezione Giuseppe Iannaccone

Il calendario prende avvio a fine gennaio con due progetti speciali. Il primo è il ritorno al MAXXI di William Kentridge con BREATHE DISSOLVE RETURN, un’esperienza totale che combina immagini, suoni e musiche originali di Philip Miller. Il progetto, a cura di Oscar Pizzo e Franco Laera, è coprodotto dal MAXXI e Change Performing Arts in collaborazione con lo studio dell’artista sudafricano. La Galleria 5, già utilizzata per Mother di Bob Wilson, viene così confermata come luogo di incontro tra arti visive e performative. Il secondo progetto celebra il musicista e intellettuale Franco Battiato, a cinque anni dalla sua scomparsa. La mostra Franco Battiato. Un’altra vita, curata da Giorgio Calcara con Grazia Cristina Battiato, sarà ospitata nello Spazio Extra MAXXI dal 31 gennaio. L’esposizione, coprodotta dal Ministero della Cultura e dal MAXXI e organizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, intende restituire un ritratto completo del contributo culturale di Battiato, dalla musica alla filosofia.

Dal 20 marzo, il MAXXI modifica nuovamente l’aspetto della sua lobby con la seconda edizione del programma ENTRATE, dedicato al design contemporaneo e curato da Martina Muzi. Lo studio spagnolo TAKK interviene trasformando il piano terra in uno spazio interattivo attraverso sei installazioni mobili, che puntano a coinvolgere i visitatori in un’esperienza da scoprire e vivere.

L’apertura ufficiale della stagione primaverile avviene il 2 aprile con Tragicomica. L’arte italiana dal secondo Novecento a oggi, una mostra a cura di Andrea Bellini e Francesco Stocchi che analizza la produzione culturale italiana dal dopoguerra a oggi. Il progetto, attraverso opere di oltre 140 artisti e un articolato programma pubblico, esplora l’elemento comico e autoironico come tratto distintivo della tradizione artistica nazionale, estendendo la riflessione al cinema, al teatro, alla letteratura e alla filosofia. Tra gli artisti presenti figurano Elena Bellantoni, Mirella Bentivoglio, Alighiero Boetti, Maurizio Cattelan, Gino De Dominicis, Lucio Fontana, Chiara Fumai, Silvia Giambrone, Valerio Nicolai e Paola Pivi. Contestualmente, viene presentato il focus L’archivio della rivista Segno. Attualità internazionali d’arte contemporanea, 1976-2026, curato da Paolo Balmas, che documenta quarant’anni di produzione critica internazionale.

Lucio Fontana, Io sono un santo - Tragicomica (1958) © Fondazione Lucio Fontana, Milano
Lucio Fontana, Io sono un santo - Tragicomica (1958) © Fondazione Lucio Fontana, Milano

Dal 23 aprile arriva a Roma il secondo capitolo della monografica su Andrea Pazienza, dopo il successo al MAXXI L’Aquila. La mostra Andrea Pazienza. Non sempre si muore, curata da Giulia Ferracci e Oscar Glioti, indaga il rapporto tra parola e immagine nelle opere del fumettista, con centinaia di tavole che ritraggono personaggi come Zanardi, Pentothal, Pertini e Pompeo. A maggio, nello Spazio Extra MAXXI, viene inaugurata una mostra dedicata a San Francesco d’Assisi, promossa dal Ministero della Cultura e dal MAXXI, nell’ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte del santo e a cura di Beatrice Buscaroli.

Il 29 maggio si apre Architetture dall’Italia, a cura di Pippo Ciorra ed Elena Tinacci, in concomitanza con l’80° anniversario della Repubblica Italiana. La mostra raccoglie contributi dei principali architetti italiani e dei progetti più importanti realizzati negli ultimi anni, mettendo in dialogo maestri affermati e giovani talenti provenienti dal programma NXT. L’opera vincitrice di NXT diventerà l’installazione estiva temporanea nella piazza del MAXXI, con l’obiettivo di rendere lo spazio un luogo di incontro e di gioco. Contemporaneamente, apre MILAN UNIT, installazione che raccoglie la produzione fotografica e documentaria di Ramak Fazel tra il 1994 e il 2009, offrendo una lettura della scena del design e dell’architettura italiana.

A settembre, il MAXXI ospita le finaliste del MAXXI BVLGARI PRIZE, progetto dedicato ai giovani artisti promosso insieme alla Fondazione Bvlgari. Per la prima volta, la terna, Chiara Bersani, Adji Dieye e Margherita Moscardini, è interamente femminile. Le opere, site specific, realizzate appositamente per il premio, saranno esposte e, al termine della manifestazione, l’artista vincitrice entrerà nella collezione del Museo.

Andrea Pazienza, Disegno per copertina di Pompeo (1987; tecnica mista su carta; Collezione privata)
Andrea Pazienza, Disegno per copertina di Pompeo (1987; tecnica mista su carta; Collezione privata)

L’autunno amplia la prospettiva internazionale. A ottobre arriva la mostra su Gordon Matta-Clark, artista noto per interventi radicali sullo spazio architettonico e per il suo approccio collettivo e partecipativo. Sempre in autunno, la nona edizione di NATURE presenta installazioni site specific curate da architetti internazionali, con Tatiana Bilbao come protagonista. A novembre, Ordinare il mondo. L’Archivio di Nanda Lanfranco, a cura di Lara Conte, restituisce il percorso artistico della fotografa attraverso documenti e stampe inedite. Nello stesso periodo, Sensing the Future, a cura di Gabriele Simongini, propone un dialogo tra futurismo storico e produzione contemporanea. Sempre a novembre, 11 plus Rooms, curata da Hans Ulrich Obrist, Klaus Biesenbach e Francesco Stocchi, presenta sculture viventi di undici artisti internazionali, trasformando il pubblico in spettatore e partecipante.

A dicembre, la mostra La geopolitica dell’architettura. Gli avamposti del progetto, curata da Pippo Ciorra e Dario Fabbri, approfondisce il rapporto tra instabilità globale e progetto architettonico, mentre Il Villaggio Olimpico di Roma. Il mondo in 30.000 mq, curata da Micaela Antonucci e Carla Zhara Buda, racconta il Villaggio Olimpico come esperimento temporaneo di coabitazione internazionale. Parallelamente, prende forma il progetto Grande MAXXI, con la direzione scientifica di Margherita Guccione, volto alla rigenerazione del quartiere Flaminio, con cantieri in corso e interventi già visibili al pubblico. Piazza Alighiero Boetti sarà trasformata da Bas Smets, architetto paesaggista, con nuove aree verdi, mentre un parco urbano fronte via Masaccio sarà accessibile in parte. Proseguiranno i lavori per il MAXXI Hub, edificio multifunzionale e sostenibile progettato dallo studio internazionale LAN.

MAXXI ©GuidoCaltabiano. Su concessione di Fondazione MAXXI
MAXXI ©GuidoCaltabiano. Su concessione di Fondazione MAXXI

Il MAXXI L’Aquila apre la stagione 2026 il 28 aprile con Aftershock, mostra di Ai Weiwei curata da Tim Marlow, che indaga l’impatto dei disastri naturali e dei conflitti sull’uomo e sull’ambiente attraverso film, video, fotografie, sculture e installazioni. Sempre a L’Aquila, il progetto SOND – The School of Narrative Dance di Marinella Senatore prevede una ricerca territoriale che culminerà in una performance diffusa tra fine maggio e inizio giugno. A giugno, la mostra Convergenze e continuità. Architetture e paesaggi urbani in Abruzzo 1930-1960, curata da Mario CentofantiRaffaele Giannantonio e Andrea Mantovano, sarà ospitata negli spazi restaurati di Palazzo Ex Omni. Infine, a settembre, Palazzo Ardinghelli ospiterà una mostra dedicata a Fabio Mauri, curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini, in occasione del centenario della nascita dell’artista, con un focus sulle opere realizzate durante la sua attività didattica e il legame con la città e i suoi abitanti.




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