Ferrara, a Palazzo dei Diamanti una grande mostra su Antonio Ligabue con più di 100 opere


A Ferrara, una mostra a Palazzo dei Diamanti ripercorre, con più di 100 opere, tutta la carriera di Antonio Ligabue.

Una nuova mostra su Antonio Ligabue (Zurigo, 1899 - Gualtieri, 1965): apre a Ferrara, a Palazzo dei Diamanti, la mostra Antonio Ligabue. Una vita d’artista, a cura di Marzio Dall’Acqua e Vittorio Sgarbi con la supervisione di Augusto Agosta Tota, e organizzata da Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con la Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma. Dal 31 ottobre 2020 al 5 aprile 2021, la rassegna ferrarese promette di traspotare il pubblico all’interno del mondo genuino e visionario del pittore nato in Svizzera, con un’antologica che conta 107 opere dell’artista (alcune delle quali mai esposte prima), tra cui 77 quadri, 20 sculture e 10 disegni. Le opere, raccolte dalla Fondazione Archivio Antonio Ligabue presieduta da Augusto Agosta Tota, sono state messe a disposizione da 50 collezionisti privati da tutta Italia, e selezionate da Vittorio Sgarbi, presidente di Ferrara Arte, e Marzio Dall’Acqua, curatori della mostra.

La mostra intende ripercorrere la carriera dell’artista giunto 1919 a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia, patria del padre adottivo. Una vita difficile, segnata da ostilità, incomprensioni e ripetuti ricoveri negli ospedali psichiatrici: Ligabue tuttavia riuscì a resistere, trovando nella pratica artistica quel “luogo sicuro” che mai ebbe al di fuori dell’arte. La pittura e la scultura diventarono così il mezzo per trasformare le difficoltà in opportunità e per dar voce ai suoi pensieri. Il percorso intende focalizzarsi sui temi fondamentali della sua ricerca: dal diario intimo degli autoritratti ai paesaggi del cuore, dai ritratti alle nature morte, dagli animali selvaggi a quelli domestici, dai paesaggi agresti alle scene di caccia e alle tormente di neve. Un racconto che pone l’accento sulla singolarità della sua poetica e rivela la forza naturale, pura e istintiva del suo genio.

“Ligabue a palazzo dei Diamanti viene accolto con l’onore che merita”, ha detto Vittorio Sgarbi presentando alla stampa l’antologica. “Questa è forse la sua sede più importante sul piano istituzionale. Ne sono orgoglioso: Ligabue è un pittore conosciuto dalle persone e ignorato dalla critica. Ma Ligabue esiste, ci regala una visione della realtà dal punto di vista degli animali che ritrae. Per lui la pittura è la realtà che vive. È il suo sogno che si sovrappone alla realtà contadina della sua esistenza”. Sgarbi ha poi ricordato che a Ferrara l’unica mostra di Ligabue fu nel 1972, ad opera di Franco Farina. Sgarbi nel corso del suo intervento in conferenza stampa ha anche ricordato la figura di Philippe Daverio (“Stabilì che parlare di Ligabue è un dovere della critica”), scomparso il 2 settembre di quest’anno: il catalogo contiene un suo scritto, in cui Daverio definisce l’artista di Gualtieri un “animo ribelle, che rompe la forma, la strazia, ne rivela l’energia”.

“Questa antologica, per tipologia, numero di sale e opere esposte”, afferma invece Augusto Agosta Tota, “è, a mia memoria, unica. Ce l’ho messa tutta per rappresentare Ligabue nella sua pienezza. Grazie ai prestatori, da tutta la penisola, che si privano per mesi delle opere per contribuire a questa rassegna. Hanno aderito con spirito, capendo il valore di questa mostra. È importante che i curatori abbiano concepito un’antologica, sempre difficile perché richiede di rappresentare tutti i soggetti , con rappresentazioni in qualità. Abbiamo fatto grandi sacrifici, ma la soddisfazione oggi è enorme”.

“Un giorno importante, ancor più importante considerando il momento storico che stiamo vivendo”, ha dichiarato il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri. “I musei vanno avanti. Dopo il grande successo dei mesi scorsi della mostra Un artista chiamato Banksy, oggi inauguriamo l’antologica di un grande pittore, scultore, disegnatore che ha vissuto nella valle padana, che sentiamo vicino alla nostra terra. Siamo orgogliosi di questa opportunità e per questo ringrazio Sgarbi, lo staff di Ferrara Arte e la Fondazione archivio Antonio Ligabue del presidente Tota, con tutti i collaboratori. Credo che sia una bella opportunità per Ferrara, Ligabue è un artista popolare che si è lasciato ispirare dalla terra emiliana e con le sue opere ha trasformato la debolezza in forza”.

“Questa è una delle mostre più complete di Ligabue”, ha sottolineato l’assessore alla cultura Marco Gulinelli, “il nostro desiderio è stato quello di rappresentare al meglio un artista straordinario. L’arte di Ligabue nasce da sofferenza e solitudine, unite a genio e talento”. Gulinelli ha poi rivolto un appello: “È un momento importante e delicato per tutto il Paese. I musei sono luoghi sicuri, anche e soprattutto grazie alle tante azioni messe in campo. Abbiamo applicato rigorosamente i protocolli e tutte le misure di prevenzione e sicurezza”.

A gennaio, ha anticipato il presidente di Ferrara Arte, a Ferrara è atteso l’attore Elio Germano, protagonista del film Volevo nascondermi che il 15 e il 16 agosto, proprio a Ferrara, è stato proiettato in anteprima. Terminata la rassegna a Palazzo dei Diamanti, ad aprile, inizieranno i lavori per il nuovo raccordo tra le due ali dell’edificio (ecco come sarà), che dureranno alcuni mesi. Per tutte le info sulla mostra è possibile visitare il sito di Palazzo dei Diamanti.

Ferrara, a Palazzo dei Diamanti una grande mostra su Antonio Ligabue con più di 100 opere
Ferrara, a Palazzo dei Diamanti una grande mostra su Antonio Ligabue con più di 100 opere


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