Una mostra internazionale a Roma e Parigi approfondisce Vincenzo e Giovanni Battista Camuccini


Una mostra internazionale per due protagonisti del neoclassicismo e del romanticismo, ovvero Vincenzo Camuccini e suo figlio Giovanni Battista. È un progetto di due gallerie, Antonacci Lapiccirella Fine Art e Maurizio Nobile Fine Art.

Una mostra internazionale tra Roma e Parigi per celebrare due protagonisti dell’arte di fine Settecento e inizio Ottocento, ovvero Vincenzo Camuccini (Roma, 1771 - 1844), grande artista del neoclassicismo romano, e suo figlio Giovanni Battista Camuccini (Roma, 1819 - 1904), che fu invece sensibile interprete del paesaggio romantico en plein air. La mostra, intitolata I Camuccini. Tra Neoclassicismo e sentimento romantico, è un progetto di due gallerie, Antonacci Lapiccirella Fine Art di Roma e Maurizio Nobile Fine Art di Parigi (con sedi anche a Bologna e Milano), che ne rappresenta l’inaugurazione della stagione espositiva. Gli appuntamenti sono dal 1° al 28 ottobre 2021 alla galleria Antonacci Lapiccirella Fine Art, dal 5 all’11 novembre alla Galerie Eric Coatalem di Parigi (durante i giorni dello svolgimento della fiera Paris Fine Art) e dal 16 novembre al 3 dicembre presso la sede parigina di Maurizio Nobile Fine Art.

La rassegna intende unire non solo le gallerie, ma anche le due capitali europee che le ospitano, dove l’ideale neoclassico è nato e ha trovato terreno fertile tra la metà del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento. L’esposizione comprende una selezione di oltre cinquanta opere attraverso la quale verrà narrata la vicenda artistica dei due Camuccini, a cominciare dalla lunga e gloriosa carriera di Vincenzo, che lo ha portato a diventare tra i massimi esponenti del neoclassicismo europeo, oltre che testimone di uno dei periodi tra i più intensi della storia di Roma. Infatti, la sua opera risulta profondamente influenzata dal contesto politico della capitale, nel quale era attivamente impegnato. Lo stile pittorico cambia quando Vincenzo assume un ruolo ben chiaro, quello di interprete e testimone dell’Impero e della Restaurazione, quando si rende conto e viene meno la convinzione che l’Atene di Pericle e la Roma dei tempi virtuosi possano sopravvivere nella Repubblica.

Inoltre, la mostra cercherà di dare un giudizio su Camuccini attraverso le opere esposte, tra le quali si annoverano una serie straordinaria di disegni inediti risalenti al periodo formativo che vede il giovane Vincenzo esercitarsi prima sulle opere dei grandi maestri del passato e perfezionandosi in seguito sul piano dell’invenzione, frequentando l’Accademia de’ Pensieri, avviata nella capitale da Felice Giani nei primi anni Novanta. Nel percorso espositivo i quadri di storia romana, con i quali Camuccini raggiunge la fama internazionale, tanto da diventarne presto l’interprete più aggiornato rispetto alla più comune interpretazione tardo- settecentesca messa in campo fino allora nella capitale, assumono un grande risalto. Fra queste opere si distinguono l’Appio Claudio, bozzetto per la monumentale Morte di Virginia (Napoli, Museo di Capodimonte) commissionata da Frederick August Hervey vescovo di Derry e IV conte di Bristol e la Partenza di Attilio Regolo eseguita per il Duca di Blacas. Completano l’itinerario espositivo una serie di studi a carattere religioso legati a commissioni ecclesiastiche, come il San Simone per l’altare di San Pietro della basilica vaticana.

Alla mostra è affidato anche il racconto della vocazione paesistica di Giovanni Battista Camuccini (la cui rilevanza storico-artistica oltrepassa i confini nazionali, al punto che molte sue opere si conservano nei più importanti musei stranieri, tra cui la National Gallery di Londra, il Metropolitan di New York e il Toledo Art Museum) attraverso una serie di vedute incantevoli della campagna laziale. Una vocazione sviluppatasi al seguito dello specialista Giambattista Bassi (Massa Lombarda, 1784 - Roma, 1852), che a Roma rinnova la tradizione del paesaggio classico seicentesco divenendone presto uno degli interpreti di punta della pittura di natura ispirata al vero. Sotto la sua guida, Camuccini si avvicina alla pittura en plein air, accostandosi alla cerchia di pittori influenzati dai precetti di Pierre-Henri de Valenciennes (Tolosa, 1750 - Parigi, 1819), come il belga Gilles-François Closson (Liegi, 1796 - 1842), il francese Achille-Etna Michallon (Parigi, 1796 - 1822) e l’inglese George Augustus Wallis (Merton Surrey, 1770 - Firenze, 1847).

Giovanni Battista ritrae principalmente la campagna romana e le zone presso il lago di Albano, dove è solito recarsi in villeggiatura con la propria famiglia. Come molti altri pittori dediti alla tecnica dell’en plein air, Giovanni Battista rimane affascinato dagli effetti luministici dei paesaggi lacustri e dalle calde vedute tipiche della campagna laziale e, in stretta adesione ai precetti di Valenciennes, si dedica anche allo studio di particolari naturalistici come singoli alberi e piante, che alcuni dipinti presenti in mostra documentano. L’attività di paesaggista prosegue fino ai primi anni Cinquanta, quando Giovanni Battista decide di abbandonarla per dedicarsi esclusivamente alla cura degli affari di famiglia.

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da SAGEP – Genova. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito di Antonacci Lapiccirella Fine Art.

Immagine: Vincenzo Camuccini, La partenza di Attilio Regolo (1824; olio su tela, 53 x 80 cm)

Una mostra internazionale a Roma e Parigi approfondisce Vincenzo e Giovanni Battista Camuccini
Una mostra internazionale a Roma e Parigi approfondisce Vincenzo e Giovanni Battista Camuccini


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