Al Museo Novecento di Firenze una mostra monografica su Mirko Basaldella con sculture, dipinti e disegni


Dal 25 ottobre 2019 al 16 gennaio 2020, il Museo del Novecento di Firenze ospita la mostra ’Solo - Mirko Basaldella’.

Dal 25 ottobre 2019 al 16 gennaio 2020, il Museo Novecento di Firenze ospita la mostra Solo - Mirko Basaldella, interamente dedicata alla produzione di Mirko Basaldella (Udine, 1910 - Cambridge, 1969), nel cinquantesimo anniversario della scomparsa. La mostra, curata da Luca Pietro Nicoletti e da Lorenzo Fiorucci, fa parte del ciclo Solo che il museo fiorentino dedica a importanti maestri del Novecento: il pubblico potrà ammirare una ricca selezione della Raccolta Mirko Basaldella, che è stata acquisita negli anni Settanta in vista della costituzione di una fondazione dedicata a lui e al pittore Corrado Cagli, e che avrebbe dovuto trovare collocazione nelle sale di Palazzo Strozzi.

Le opere esposte al Museo Novecento coprono tutto l’arco della carriera di Mirko Basaldella, illustrando le sue sperimentazioni (in particolare le ricerche nate sul filo della frequentazione con Corrado Cagli, artista ben rappresentato nella collezione permanente del Museo Novecento, dal quale Basaldella riprese l’idea di un’arte eclettica: Basaldella, peraltro, diventò anche parente di Cagli sposandone la sorella Serena). L’artista friulano fu in grado di esplorare diversi filoni di ricerca, differenti sul piano del linguaggio (Basaldella adoperò assemblaggi, foglie metalliche ritagliate, dipinti, disegni), ma affini su quello dei contenuti, reinventando in continuazione i modi del New Dada e seguendo le strade aperte dal surrealismo. Il mondo di Basaldella è fatto di eccentrici totem, figure che provengono da antichi passati e animali fantastici, accomunati dall’interesse dell’artista per le arti primarie ed extraeuropee. In questo modo, Basaldella tradusse in immagini un interesse antropologico, tipico dell’epoca in cui fu maggiormente attivo (tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta del Novecento), modi e riti di culture lontane e arcaiche contribuendo a una rinnovata fortuna del primitivismo tra informale e nuova figurazione.

In mostra figurano, oltre che sculture, anche dipinti e disegni. Quanto a quest’ultimo medium, il critico Giulio Carlo Argan scrisse che “il disegno di Mirko non è superamento ma modo d’esperienza, momento metafisico della tecnica, e cioè tecnica mentale o dialettica, e come tale comprende tutti gli atti ed i fatti della scultura, e deve portarsi non sull’oggetto, ch’è già idea in certo senso disegno, ma sulla materia, questo spiega il suo transito attraverso una difficile controllatissima esperienza surrealista, che del resto segna soltanto il momento nient’affatto compiaciuto, dell’oscuro confluire dell’io inconscio, e della materia allo stato nascente, o se si vuole, la condizione umana che il disegno e la scultura riscattano”.

Mirko Basaldella fu tra i protagonisti del rinnovamento della scultura italiana del dopoguerra. Secondo di tre fratelli, anch’essi rinomati artisti (lo scultore Dino e il pittore Afro), studiò all’Accademia di Belle Arti di Venezia, per poi terminare la sua formazione a Firenze con Domenico Trentacoste. Nel 1932 studiò all’ISIA di Monza con Arturo Martini, grazie al quale maturò l’interesse per la scultura fittile etrusca e il gusto per l’arcaico. Nel 1934 si trasferì a Roma dove conobbe Corrado Cagli che lo inserì nel circolo della Galleria La Cometa, dove nel 1936 allestì la sua prima mostra personale. L’ambiente della Scuola romana contribuì a orientare la sua ricerca verso la mitologia classica, riscoprendo metodi di lavorazione risalenti all’antica scultura greca. Nel 1938 espone a New York presso la Comet Gallery, succursale statunitense della Cometa. Nel dopoguerra vince il bando per la realizzazione del cancello del Mausoleo delle Fosse Ardeatine a Roma, realizzato con ampie costruzioni ad intreccio spaziale in una libertà immaginativa, che diventò il segno della sua ricerca. Una serie di viaggi in Medio Oriente e il trasferimento negli Stati Uniti nel 1957 contribuirono alla realizzazione di opere ispirate alla cultura orientale. Su questo filone, lungo il corso degli anni Sessanta, le invenzioni totemiche e strutturali si unirono alla suggestione magica e antropologica di culture lontane. In quegli stessi anni, Basaldella affiancò all’attività artistica quella didattica, dirigendo il Design Workshop della Harvard University.

La mostra è visitabile negli orari d’apertura del Museo Novecento di Firenze: il lunedì dalle 14:30 alle 19:30, dal martedì alla domenica dalle 9:30 alle 19:30 (il giovedì e il sabato fino alle 22:30). I biglietti: intero 5 euro, ridotto 3 euro. Per tutte le info, consultare il sito del Museo del Novecento.

Al Museo Novecento di Firenze una mostra monografica su Mirko Basaldella con sculture, dipinti e disegni
Al Museo Novecento di Firenze una mostra monografica su Mirko Basaldella con sculture, dipinti e disegni


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