Il coloratissimo mondo delle proiezioni di Bruno Munari in una mostra di inediti


Dal 10 al 31 luglio 2020, il Centro Trevi di Bolzano ospita la mostra Proiezioni a luce fissa e Proiezioni a luce polarizzata di Bruno Munari, seconda parte del progetto Munari - In movimento, a cura di Miroslava Hajek e Manuel Canelles. La mostra propone un gruppo di lavori di Bruno Munari (Milano, 1907 - 1998), le Proiezioni a luce fissa e le Proiezioni a luce polarizzata, realizzate negli anni Cinquanta del secolo scorso, con cui l’artista porta a compimento la sua ricerca volta a conquistare una nuova spazialità oltre la realtà bidimensionale dell’opera.

Le Proiezioni si inseriscono in un filone di pensiero che ha due importanti obiettivi: smaterializzare la pittura creando ambienti di luce e offrire allo spettatore una molteplicità di immagini non più statiche. Le Proiezioni Dirette, create a partire dal 1950 e realizzate con diversi materiali inseriti in piccoli telai per diapositive, sono in diretta relazione con i lavori realizzati alla scuola del Bauhaus (“non sono fotografie a colori, sono proiezioni dirette di materie”, precisava lo stesso Munari). Le Proiezioni Dirette singole o plurime sono solo il primo passo di una ricerca che lo porta, dapprima, alle Proiezioni a fuoco continuo, dove il materiale emerge dal vetrino, permettendo la creazione di immagini differenti a seconda della diversa messa a fuoco e, infine, alle Proiezioni a luce polarizzata, che rappresentano una novità assoluta nel campo delle ricerche cromo-cinetiche. L’effetto della pellicola Polaroid diventa visibile ponendo del materiale incolore tra un insieme di filtri; in particolare con il movimento rotatorio di quello più vicino all’osservatore si crea un movimento virtuale della composizione creata dall’artista. Munari progetta sia delle proiezioni con la rotazione del filtro polarizzante davanti alla lente del proiettore, sia dei lightbox con e senza motore, denominati dall’artista Polariscop.

Il materiale in mostra a Bolzano era finora rimasto inedito: si tratta di un eccezionale corpo artistico che è stato raccolto negli anni, mentre Munari era ancora in vita, e che ora è stato reso fruibile mediante un processo di digitalizzazione. Le opere sono state raccolte, studiate e conservate da Miroslava Hajek, storica dell’arte, curatrice e gallerista, su proposta dello stesso Munari, nell’analisi critica del suo lavoro artistico e con la quale l’artista realizza la collezione ragionata delle sue opere strutturata in modo cronologico in grado di descriverne l’intero percorso creativo.

La mostra apre ogni giorno dalle 15 alle 18. Per saperne di più, è possibile consultare il sito del Centro Trevi.

Immagine: Bruno Munari, Vetrini a luce polarizzata (1953; materiali vari). Courtesy Miroslava Hajek

Il coloratissimo mondo delle proiezioni di Bruno Munari in una mostra di inediti
Il coloratissimo mondo delle proiezioni di Bruno Munari in una mostra di inediti


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Ottocento     Novecento     Cinquecento     Firenze     Quattrocento     Barocco     Genova     Toscana    

NEWSLETTER