Raffaello e il suo mito, dal Quattrocento a oggi, in mostra a Bergamo


Continua fino al 6 maggio 2018 la mostra ’Raffaello. L’eco del mito’, dedicata a Raffaello e al suo mito con opere dal Quattrocento ai giorni nostri.

Una mostra per raccontare Raffaello, la sua formazione, la sua attività e la sua fortuna: in poche parole, il suo mito. È questa l’idea di Raffaello. L’eco del mito, la mostra in programma alla GAMeC di Bergamo dal 27 gennaio al 6 maggio 2018, curata da Maria Cristina Rodeschini, Emanuela Daffra e Giacinto Di Pietrantonio. Con venti lavori di Raffaello e opere di artisti come Hans Memling, Alonso Berruguete, il Perugino, il Pinturicchio e Luca Signorelli, la rassegna bergamasca ricostruisce, attorno al San Sebastiano, capolavoro che è conservato proprio a Bergamo (all’Accademia Carrara), i primi anni della carriera del grande urbinate, con importanti prestiti da musei internazionali come la National Gallery di Londra, la Gemäldegalerie di Berlino, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Museo Pushkin di Mosca e l’Hermitage di San Pietroburgo.

Ma non solo: in mostra anche opere dell’Ottocento, del Novecento e del XXI secolo realizzate da artisti che hanno voluto raccontare il mito di Raffaello: da Luigi Ontani a Salvo, da Pablo Picasso a Francesco Vezzoli, da Giorgio De Chirico a Vanessa Beecroft e ancora Antonio Donghi, Christo, Omar Galliani, Pietro Roccasalva, Ettore Spalletti, Luciano Sabro, Giulio Paolini. In mostra, peraltro, viene anche presentata un’opera inedita di Paolini ispirata proprio al San Sebastiano di Raffaello. Presente anche una sezione dedicata all’amore tra Raffaello e la Fornarina.

“Nella sala dedicata alla contemporaneità”, leggiamo nella presentazione, “Raffaello viene vissuto non come un’eco o un mito ma come una presenza viva, con la quale è ineludibile confrontarsi. Il pittore urbinate diventa pietra di paragone per la ricerca di molti artisti degli ultimi cent’anni, che meditano sulle sue opere, ora con spirito di emulazione e omaggio, ora con il desiderio di investigarne il linguaggio compositivo e formale. Tra questi, Picasso subisce l’influenza del suo modo di disporre le figure nello spazio, mentre Salvo, Ontani e Vezzoli misurano con il tema dell’autoritratto la loro vicinanza a Raffaello; Christo, Galliani e Bettineschi propongono citazioni letterali delle sue opere, e la grande tela di Mariani rivisita i grandi affreschi delle Stanze della Segnatura in chiave contemporanea”.

La mostra è aperta tutti i giorni tranne il martedì (giorno di chiusura) dalle 9:30 alle 19, la biglietteria chiude un’ora prima. Biglietti: intero 12 euro, ridotto 10 (per bambini e ragazzi dai 6 ai 25 anni, gruppi dalle 12 alle 30 persone, docenti di scuole, militari in servizio, forze dell’ordine, possessori biglietto Accademia Carrara, Carrara Card o Coupon QC Terme San Pellegrino, dipendenti Fidelitas, dipendenti del Comune iscritti al Circolo, convenzionati), ridotto scolaresche 5 euro, gratis per bambini sotto i 6 anni, accompagnatore di diversamente abile, membri ICOM, guide turistiche, giornalisti, iscritti all’Associazione Amici della Carrara o all’Associazione Guide Giacomo Carrara, dipendenti, educatori e mediatori culturali della Fondazione Accademia Carrara e della GAMeC, possessori abbonamento Card Musei Lombardia, accompagnatori gruppi (2 per le scuole, 1 per gli adulti). Possibilità di acquistare biglietto open a data aperta a 13 euro intero e 11 euro ridotto. Promo famiglia: adulti 10 euro (valido per 1 o 2 adulti più bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni), bambini e ragazzi 5 euro (dai 6 ai 18 anni), il terzo bambino entra gratis. Biglietto cumulativo mostra+Accademia Carrara 15 euro. Info sul sito della mostra: http://raffaellesco.it.

Nell’immagine: Raffaello, San Sebastiano (1502-1503; olio su tavola, 43 x 34 cm; Bergamo, Accademia Carrara)

Raffaello e il suo mito, dal Quattrocento a oggi, in mostra a Bergamo
Raffaello e il suo mito, dal Quattrocento a oggi, in mostra a Bergamo


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