Dissenso e stencil poster. Alla GAM di Roma la street art di Fairey e Sten Lex


Fino al 22 novembre 2020 la GAM di Roma accoglie due progetti espositivi di street art: il dissenso di Shepard Fairey e lo stencil poster di Sten Lex.

La street art protagonista di due progetti espositivi alla Galleria d’Arte Moderna di Roma: Shepard Fairey / 3 Decades of dissent e Sten Lex. Rinascita, entrambi visitabili fino al 22 novembre 2020. 

In occasione della mostra di Shepard Fairey (Charleston, 1970), trenta opere inedite del famoso urban artist saranno in dialogo con le opere di altri artisti contemporanei della collezione della GAM, selezionati dall’artista stesso. Si tratta di un progetto esclusivo, a cura di Shepard Fairey in collaborazione con Claudio Crescentini, Federica Pirani e Wunderkammern Gallery. Le trenta sue recenti opere grafiche inedite, realizzate nel 2019, affrontano molti dei suoi temi di dissenso, come la lotta per la pace e contro la violenza razziale, la difesa della dignità umana e di genere, la salvaguardia dell’ambiente. 

L’esposizione parte da una copia autografata di Hope (2008), una delle sue opere più celebri, in cui l’artista ha ridefinito il volto di Barack Obama, creando un’immagine iconica. Segue la ridefinizione della nota campagna di sticker André the Giant Has a Posse, con il volto del campione di wrestling disseminato su migliaia di muri delle città americane (in mostra, André the Giant, nella sua versione Hendrix, insieme a Jesse, con il volto del Reverendo Jesse Jackson della serie Brown Power. In questa opera Fairey adotta esplicitamente il linguaggio visivo dei decenni Sessanta-Settanta, utilizzando una combinazione di colori pan-africana - rosso, nero e verde - ripresa dai combattenti per la libertà e i diritti degli afroamericani). Power and equality è invece dedicata ad Angela Davis, attivista del movimento afroamericano statunitense e militante del Partito Comunista degli Stati Uniti d’America.

L’arte di Fairey si lega anche all’avanguardia del Novecento, dal Futurismo al  Costruttivismo russo, come nell’opera Guns and roses, definita dal gioco linguistico e visivo fra rock e i simboli pacifisti, con le rose nei fucili. Il pacifismo, altro tema dominante di Fairey, si legittima con la sua (ri)appropriazione della grafica del Modernismo europeo, come nella serie Obey Lotus Ornament e nella serie Money con Lenin, Mao e Nixon. E in un’altra opera di forte impatto politico: Greetings from Iraq, dove le “bellezze” dell’Iraq diventano i bombardamenti aerei americani.

Tra i temi politici di Fairey, i personaggi di spicco dell’attivismo politico pacifista e anti-razzista, la volontà di operare e lottare per la pace del mondo e contro la violenza razziale, la difesa della dignità umana e di genere, la lotta contro la violenza sulle donne e l’infanzia violata, la salvaguardia e difesa dell’ambiente. Lo street artist intende eleggere l’arte a legge del dissenso, e in questo senso ha voluto far dialogare le sue opere e i suoi temi con quelle della collezione d’arte contemporanea della GAM, costruendo percorsi visivi che tendono a loro volta verso altre intrecci visuali con i quali il pubblico può interagire e confrontarsi. A cominciare dal gioco di sguardi del Big brother is watching you con Il dubbio (1907-08) di Giacomo Balla, proseguendo con Commanda in dialogo con Donna alla toletta (1930) di Antonio Donghi, Exclamation con Il Cardinal Decano (1930) di Scipione, Jesse con L’autoritratto (1937) di Renato Guttuso, il pugno chiuso di Obey fist con il Comizio (1949-50) di Giulio Turcato, Compagni Compagni (1968) di Mario Schifano. Guns and Roses di Fairey dialogherà invece con il Cannone di Pino Pascali (1965), Proud parents con Gli Arnolfini Mazzola at Madmountain (1978) di Luca Maria Patella,  Nixon Money con 1) Willy Brandt / 2) Morder von Rechts / 3) Non esiste l’anima?  (1992-97) di Fabio Mauri. 

In mostra per le Interferenze d’arte, opere di Claudio Abate, Carla Accardi, Giacomo Balla, Domenico Belli, Felice Casorati, Emanuele Cavalli, Primo Conti, Nino Costa, Giorgio de Chirico, Fortunato Depero, Antonio Donghi, Francesco Guerrieri, Virgilio Guidi, Renato Guttuso, Fabio Mauri, Cipriani Efisio Oppo, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Fausto Pirandello, Giuseppe Salvatori, Mario Schifano, Scipione, Mario Sironi, Giulio Turcato e altri artisti. 

La mostra di Fairey è realizzata in contemporanea all’installazione stencil poster di Sten Lex. Rinascita. Entrambe le mostre sono promosse da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Galleria Wunderkammern, e sono organizzati in collaborazione con Zètema Progetto cultura. L’iniziativa fa parte di Romarama, il programma di eventi culturali promosso da Roma Capitale.

In esposizione per la mostra di Sten Lex, pioneri dello stencil poster, sono opere in formato medio-grande, tra cui appunto stencil poster e stampe su carta con sostegni di ferro, legno e vetro, e un’installazione stencil poster nel chiostro della Galleria. 

Nell’immagine, Shepard Fairey,Guns and roses. Ph. Credit Jon Furlong

Dissenso e stencil poster. Alla GAM di Roma la street art di Fairey e Sten Lex
Dissenso e stencil poster. Alla GAM di Roma la street art di Fairey e Sten Lex


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