Tutti i ritratti di Jan van Eyck riuniti per la prima volta: accadrà nel 2026 a Londra


Alla National Gallery di Londra, dall’autunno 2026, una mostra senza precedenti riunisce tutti i ritratti di Jan van Eyck. Un progetto storico che illumina la nascita della ritrattistica moderna e l’evoluzione dello sguardo sull’individuo nel primo Rinascimento nordico.

Per la prima volta nella storia, tutti i ritratti dipinti da Jan van Eyck (Maaseik, 1390 – Bruges, 1441) saranno riuniti in un’unica esposizione. Accadrà alla National Gallery di Londra, che dal 21 novembre 2026 all’11 aprile 2027 ospiterà la mostra Van Eyck: The Portraits, destinata a segnare una tappa fondamentale negli studi sull’artista e sulla nascita della ritrattistica moderna. L’esposizione, con ingresso a pagamento (la National Gallery è gratuita), rappresenta un evento di portata eccezionale nel panorama internazionale, sia per la rarità delle opere coinvolte sia per l’ampiezza del progetto scientifico che la sostiene.

Jan van Eyck, pittore attivo tra il 1422 e il 1441 nelle Fiandre, è considerato uno dei massimi protagonisti del Rinascimento nordico. Dei circa venti dipinti autografi giunti fino a noi, nove sono ritratti, e proprio questi nove lavori saranno presentati insieme per la prima volta, grazie a prestiti provenienti da importanti musei europei. Riunire metà dell’intera produzione superstite di un artista di tale statura costituisce un risultato straordinario, reso possibile da importanti collaborazioni internazionali.

Jan van Eyck, Ritratto dei coniugi Arnolfini (1434; olio su tavola, 82,2 x 60 cm; Londra, National Gallery)
Jan van Eyck, Ritratto dei coniugi Arnolfini (1434; olio su tavola, 82,2 x 60 cm; Londra, National Gallery)

La mostra intende raccontare come van Eyck non si sia limitato a perfezionare il genere del ritratto, ma lo abbia radicalmente trasformato, ridefinendo anche chi meritasse di essere raffigurato. Nel suo lavoro, infatti, il ritratto non è più riservato esclusivamente a sovrani, nobili o alte gerarchie ecclesiastiche. I volti che emergono dai suoi dipinti appartengono anche a mercanti benestanti, artigiani di successo e membri della sua stessa famiglia, riflettendo un momento storico in cui l’accesso all’arte e alla rappresentazione visiva dell’individuo si allarga a nuovi ceti sociali.

Tra i momenti più attesi dell’esposizione figura un momento eccezionale che coinvolge uno dei capolavori assoluti della National Gallery, il celeberrimo Ritratto dei coniugi Arnolfini del 1434. L’opera, che è anche la pagina più visitata del sito web del museo londinese, sarà affiancata per la prima volta da una tavola raffigurante lo stesso personaggio, il Ritratto d’uomo, forse Giovanni Arnolfini, datato intorno al 1440 e conservato alla Gemäldegalerie di Berlino. L’accostamento permetterà di approfondire l’identità del protagonista e di riflettere sulla costruzione dell’immagine pubblica e privata nel primo Quattrocento.

Un altro nucleo centrale della mostra sarà dedicato al confronto tra il celebre Ritratto d’uomo, forse un autoritratto, dipinto nel 1433 e recentemente sottoposto a un importante intervento conservativo, e il ritratto di Margaret van Eyck, moglie dell’artista, realizzato nel 1439 e oggi conservato al Groeningemuseum di Bruges. Quest’ultimo è considerato il primo ritratto conosciuto di una donna non appartenente all’aristocrazia, un elemento che rafforza ulteriormente la portata innovativa del lavoro di van Eyck. I due dipinti saranno esposti fianco a fianco, offrendo al pubblico una rara occasione di osservare la dimensione più intima e familiare della produzione dell’artista.

L’eccezionalità dell’evento è confermata anche dalla partecipazione del Kunsthistorisches Museum di Vienna, che per la prima volta nella sua storia concederà in prestito simultaneamente entrambi i dipinti di Jan van Eyck presenti nelle sue collezioni. Una scelta che sottolinea l’importanza scientifica del progetto e il suo carattere irripetibile.

La mostra porrà inoltre grande attenzione ai risultati delle ricerche più recenti sulla tecnica pittorica di van Eyck, sull’uso innovativo della pittura a olio, sulle cornici originali e sulle enigmatiche iscrizioni che accompagnano molti dei ritratti. Non mancherà un approfondimento sulle controversie ancora aperte riguardo all’identità di alcuni dei soggetti raffigurati, un tema che continua ad alimentare il dibattito tra storici dell’arte.

Jan van Eyck, Ritratto di Margaret van Eyck (1439; olio su tavola di quercia, 32,6 x 25,8 cm; Bruges, Groeningemuseum). Foto: The National Gallery, Londra
Jan van Eyck, Ritratto di Margaret van Eyck (1439; olio su tavola di quercia, 32,6 x 25,8 cm; Bruges, Groeningemuseum). Foto: The National Gallery, Londra

A supporto dell’esposizione sarà pubblicato un catalogo destinato a diventare un punto di riferimento negli studi sull’artista. Si tratterà infatti della prima monografia interamente dedicata ai ritratti di Jan van Eyck, un dato sorprendente se si considera l’enorme quantità di letteratura critica esistente sulla sua opera. Il volume raccoglierà saggi di specialisti internazionali e presenterà nuove analisi tecniche e interpretative.

Emma Capron, curatrice dei dipinti fiamminghi e tedeschi del primo Rinascimento alla National Gallery, commenta: “Alcune storie non hanno un inizio. Il ritratto è una di queste. Irrompe sulla scena già pienamente formato negli anni Trenta del Quattrocento con il pennello di Jan van Eyck. Nessuna delle raffigurazioni stilizzate che precedettero la sua opera passerebbe oggi per un ritratto: non riconoscereste i loro modelli se vi passaste accanto per strada. Con Van Eyck tutto cambia. Sfruttando le possibilità della pittura a olio per trasmettere una convincente illusione di realtà, all’improvviso ci troviamo di fronte a individui pulsanti di vita, con ogni singolo dettaglio del loro aspetto catturato, modelli che ci guardano e che ci parlano attraverso iscrizioni elaborate e spesso enigmatiche. La capacità di questi ritratti di stupire per la loro precisione e vivacità è ancora oggi intatta. Il loro impatto smentisce la loro dimensione intima. Siamo davvero orgogliosi e grati ai nostri prestatori di poter mostrare il contributo pionieristico di van Eyck all’ascesa della ritrattistica in questa mostra irripetibile”.

Gabriele Finaldi, direttore della National Gallery, afferma: “Van Eyck è uno dei pilastri della collezione della National Gallery e una figura fondamentale nella storia dell’arte europea. I ritratti riflettono una straordinaria sensibilità per i suoi modelli e uno straordinario virtuosismo tecnico nella loro esecuzione”.

La realizzazione della mostra è stata resa possibile anche grazie al sostegno di enti e fondazioni che hanno supportato il lavoro di ricerca, tra cui la Rick Mather David Scrase Foundation, il cui contributo ha permesso di approfondire aspetti fondamentali legati allo studio e alla conservazione delle opere.


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