Dal 6 febbraio al 5 aprile 2026 la Sala Stirling di Palazzo Citterio, a Milano, ospita un progetto inedito di William Kentridge dedicato a Giorgio Morandi. L’iniziativa rientra nel palinsesto espositivo che accompagna la grande mostra Metafisica/Metafisiche a Palazzo Reale, organizzata in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026, e si inserisce in un percorso diffuso che collega alcune delle principali sedi museali della città, da Palazzo Reale al Museo del Novecento, dalle Gallerie d’Italia alla Grande Brera.
A cura di Vincenzo Trione, l’intervento di Kentridge si articola in due nuclei distinti ma strettamente connessi. Da un lato è presentata l’installazione video sonora More Sweetly Play the Dance, dall’altro Remembering Morandi, un progetto concepito appositamente per la Sala Stirling. Quest’ultimo si compone di una sequenza di sculture in cartone che rielaborano in chiave poetica gli oggetti d’uso quotidiano, elementi centrali nelle nature morte di Morandi, instaurando un dialogo diretto con le opere metafisiche del maestro bolognese conservate a Palazzo Citterio.
L’omaggio a Morandi, proposto per la prima volta al pubblico, riflette la ricerca che caratterizza il lavoro di Kentridge. Attraverso un linguaggio che attraversa video, suono e scultura, l’artista sudafricano affronta temi come la staticità, il silenzio e la dimensione temporale, elementi ricorrenti nella poetica morandiana, riletti in una prospettiva contemporanea. Il progetto per la Sala Stirling è stato pensato in stretta relazione con la mostra di Palazzo Reale, dove trovano spazio precedenti e consapevoli confronti di Kentridge con l’opera di Morandi, tra cui il film d’animazione Medicine Chest del 2001 e una serie di disegni a carboncino su carta realizzati nello stesso anno.
Il dialogo tra Kentridge e Morandi non è nuovo nella produzione dell’artista sudafricano. Già durante il periodo del lockdown Kentridge aveva affrontato l’eredità morandiana con la serie di fotoincisioni Eight Vessels, realizzata tra il 2020 e il 2021. L’installazione presentata a Palazzo Citterio si inserisce dunque in una riflessione di lungo corso, che trova nel contesto di Metafisica/Metafisiche una cornice curatoriale orientata a mettere in relazione i maestri storici della Metafisica con artisti del XX e XXI secolo considerati eredi o interlocutori di quella stagione.
Metafisica/Metafisiche è un progetto promosso dal Ministero della Cultura e dal Comune di Milano e prodotto da Palazzo Reale, Museo del Novecento, La Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d’Italia, in collaborazione con la casa editrice Electa. Il programma comprende una grande mostra a Palazzo Reale e tre capitoli espositivi ospitati in altrettanti musei cittadini, affiancati da un calendario multidisciplinare di iniziative diffuse sul territorio.
A Palazzo Reale è allestita la mostra Modernità e malinconia, realizzata con la collaborazione scientifica della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e del Museo Morandi, e con la partecipazione dell’Archivio Alberto Savinio e dell’Archivio Carlo Carrà. L’esposizione riunisce oltre 400 opere, tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, oggetti di design, plastici, modelli architettonici, illustrazioni, fumetti, riviste, video e vinili, grazie a prestiti nazionali e internazionali provenienti da più di 150 istituzioni pubbliche e private, gallerie, archivi e collezioni.
Al Museo del Novecento, negli Archivi Ettore e Claudia Gian Ferrari, il progetto approfondisce il rapporto tra la Metafisica e Milano, indagando il legame tra alcuni protagonisti del gruppo guidato da Giorgio de Chirico e la città, intesa come crocevia artistico e intellettuale e come laboratorio di sperimentazione e dialogo tra le arti. Alle Gallerie d’Italia – Milano, museo di Intesa Sanpaolo in Piazza Scala, è invece proposto un omaggio a Morandi attraverso le fotografie di Gianni Berengo Gardin dedicate all’atelier bolognese del pittore, in dialogo con le opere conservate nel caveau. Il catalogo unico delle mostre è pubblicato da Electa.
“Sulla scorta di Roberto Longhi”, afferma Angelo Crespi, Direttore generale della Grande Brera, “credo che Giorgio Morandi sia l’esponente più importante dell’arte italiana del Novecento, o almeno uno dei due o tre artisti capaci di riportare nel moderno la grandiosità dell’antico. Ed è perfetto per rappresentare il titolo della mostra di Milano,Metafisica/Metafisiche, essendo egli stato, da principio, strettamente un metafisico e, in seguito, solitario viandante su un sentiero, scabro ed essenziale, che bordeggiava profondità comunque metafisiche. La vita di Morandi fu una elegia luminosa, le sue celebri bottiglie, i paesaggi inameni, o i fiori di stagione – secondo Roberto Longhi – furono pretesti per esprimere sé stesso proprio in una “forma”, ben sapendo che non si esprime se non il sentimento. Ed in questa tensione alla “pittura pura” è maestro assoluto. Non mi ha dunque mai sorpreso che un grande artista contemporaneo come William Kentridge potesse trarre ispirazione da tanta materia etica prima ancora che estetica, cioè da un approccio sommamente esistenziale nella sua purezza, né che in occasione di questa esposizione pensasse un omaggio a Morandi proprio a Palazzo Citterio che ne ospita forse la più significativa teoria di opere, raccolte grazie alla lungimiranza di due collezionisti come Emilio Jesi e Lamberto Vitali, amici e sostenitori del pittore bolognese fin dagli esordi”.
“Il complesso intervento di William Kentridge”, spiega Vincenzo Trione, “si articola in due stazioni: un’immersiva videoinstallazione sonora e una sequenza di sculture in cartone, che reinterpreta poeticamente le nature morte di Morandi. Un’ipotesi per avviare un dialogo ideale con le opere metafisiche del maestro bolognese conservate a Palazzo Citterio. E, insieme, un modo per porre in risonanza le silenti costruzioni morandiane con le esplorazioni visionarie di un grande artista contemporaneo, impegnato a porre in tensione storia, memoria, attesa, temporalità e media”.
“Ho sempre amato e apprezzato Giorgio Morandi”, ricorda William Kentridge, “fin dal primo momento che, da studente d’arte, circa cinquant’anni fa, mi sono imbattuto nel suo lavoro. Per me Morandi, insieme a Jean-Baptiste-Siméon Chardin e Philip Guston, sono i maggiori esponenti della natura morta. Con Remembering Morandi ho voluto creare un ‘Morandi al contrario’, ovvero ridare tridimensionalità agli oggetti reali, siano essi bottiglie o vasi, che Morandi aveva scelto di dipingere, e trasformarli nuovamente in una scultura”.
| Città | Milano | Sede | Palazzo Citterio | Date | Dal 06/02/2026 al 05/04/2026 | Artisti | Giorgio Morandi, William Kentridge | Curatori | Vincenzo Trione | Temi | Arte contemporanea |
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