Feltre, recuperato l'antichissimo Palazzo dei Vescovi: ospiterÓ il nuovo Museo Diocesano, su ben 27 sale


A Feltre sono finiti i lavori di recupero del Palazzo dei Vescovi: ospiterà il nuovo Museo Diocesano, su 27 sale, con capolavori del Tintoretto, Luca Giordano e altri.

A Feltre (provincia di Belluno) è stato totalmente recuperato l’antichissimo Palazzo dei Vescovi, posto sulla sommità di via del Paradiso, nel centro storico della cosiddetta “città verticale”. Il Palazzo ospiterà la sede del nuovissimo Museo Diocesano, composto da ventisette sale nelle quali la Diocesi di Feltre e Belluno ha deciso di sistemare i suoi tesori d’arte amalgamandoli in un contenitore che, coi suoi affreschi e le sue architetture, testimonia lo stratificarsi di una storia plurisecolare. “Il suggestivo allestimento”, si legge in una nota, “è riuscito a creare una perfetta simbiosi tra le antiche pietre, i preziosi affreschi murali sopravvissuti alle ingiurie dei secoli e degli uomini, ed i tesori che qui sono stati concentrati, provenienti dai moltissimi conventi, monasteri, certose e chiese delle vallate feltrine e bellunesi. Tesori che spesso sono esempi della raffinatissima arte della lavorazione delle pietre, dei metalli e soprattutto del legno che nei secoli passati ha contraddistinto questi territori. Notevolissima, ad esempio, la collezione di sculture lignee del nuovo Diocesano, che annovera, tra le tante, l’emozionante ’parata’ dei 12 Apostoli o un intenso compianto o ancora un fanciullesco san Giorgio e il drago”. L’appuntamento per l’inaugurazione del museo è fissato per il 12 maggio 2018.

Il Palazzo-Castello dei Vescovi di Feltre fu realizzato a metà del Duecento, fuori da quella che era all’epoca la cinta muraria della città, in una zona individuata come sicura. Ampliato e rimaneggiato nel corso dei secoli, l’edificio assunse, nel Quattrocento, la conformazione di un elegante palazzo veneziano, salvo poi essere ristrutturato nel secolo successivo a causa di un incendio e delle distruzioni occorse durante la guerra della Lega di Cambrai a inizio secolo. A partire dall’Ottocento, quando fu occupato prima dagli austriaci, poi dai francesi, quindi di nuovo dagli austriaci che lo fecero diventare ospedale militare, conobbe un periodo di degrado, proseguito anche nel dopoguerra. Solo all’inizio degli anni Duemila si è potuto procedere con il restauro, e dal 2007 alcuni ambienti del Palazzo accolgono il Museo Diocesano di Feltre, che con la fine dei lavori che hanno consentito il pieno recupero dell’edificio ha dunque potuto allargarsi in maniera considerevole.

Il percorso di visita comincerà dall’androne d’ingresso, che mostra un affresco del 1504 della scuola di Andrea Mantegna. Accanto, sarà possibile entrare nella sala multimediale per approfondire le vicende del palazzo, della diocesi, e delle opere esposte nel Museo. Nelle cantine del Palazzo, scavate nella roccia, sono state allestite le sale che ospitano i reperti lapidei altomedievali, d’iconografia paleocristiana. Salendo lo scalone, dove il pubblico incontra armigeri seicenteschi che lo accolgono secondo lo stile teatrale barocco, si arriva al mezzanino, dove la sala neoclassica ospita opere di Michele Fanoli (Cittadella, 1807 - Milano, 1876), una Natività di Sebastiano Ricci (Belluno, 1659 – Venezia, 15 maggio 1734) e una Fuga in Egitto di Federico Bencovich (Dalmazia, 1677 – Gorizia, 1753), tutte opere provenienti da cappelle private della zona. Il salone Gradenigo ospita ulteriori quattro capolavori di Sebastiano Ricci, e una Crocifissione di Francesco Frigimelica (1560 circa – Belluno, dopo il 1649). La cappella Gera espone invece i tesori del museo, tra cui l’argenteo Calice del diacono Orso (il più antico calice eucaristico noto dell’Occidente: secondo alcuni studiosi risale alla metà del VI secolo), un altarolo portatile del XII secolo, una Madonna gotica in alabastro, il busto-reliquiario di san Silvestro del 1497, la croce post-bizantina del 1542 in bosso.

Salendo al secondo piano si potranno visitare le ex prigioni del palazzo, dove sono state allestite le sale che ospitano i pezzi di oreficeria liturgica. A sinistra del salone Gradenigo comincia invece il percorso della scultura lignea, su quattro sale: gran parte di esso è dedicato alla figura di Andrea Brustolon (Belluno, 1662 – 1732), il “Michelangelo della scultura in legno”, come lo chiamò Honoré de Balzac. Suoi sono la Madonna Assunta e i Quattro evangelisti, opere tra le più riuscite del grande artista bellunese. Ci sono poi sale dedicate ai paramenti liturgici e una pinacoteca che ospita quadri del XVI e del XVII secolo, di autori di primissimo livello. Tra le opere, la Madonna col Bambino tra i Santi Vittore e Nicola da Bari del Tintoretto (Venezia, 1519 - 1594), opera firmata “tentor” e proveniente dalla chiesa di Ognissanti di Feltre, per la quale fu realizzata nel 1545, il San Girolamo di Luca Giordano (Napoli, 1634 - 1705) e la Madonna della Cintola di Nicola Grassi (Formeaso, 1682 - Venezia, 1748). Uno spazio è riservato anche a Domenico Corvi (Viterbo, 1721 - Roma, 1803), presente con quattro opere provenienti dalla Certosa di Vedana. La visita prosegue poi con sale che ospitano oggetti liturgici e dipinti su tavola dei secoli XV e XVI, per poi scendere nuovamente al piano terra dove si continua nelle sale delle antiche icone (molte delle quali di scuola russa, altre ancora di scuola cretese) e degli ex voto. Il percorso termina con le sale dedicate all’arte contemporanea, dove spiccano le opere di Augusto Murer (Falcade, 1922 – Padova, 1985), Ugolino da Belluno (Belluno, 1919 - Roma, 2002), Mimmo Paladino (Paduli, 1948) e Arnaldo Pomodoro (Morciano di Romagna, 1926), e con la visita alla torre duecentesca attorno alla quale sorse il primo nucleo del palazzo vescovile e dove sono stati sistemati sette capitelli lapidei provenienti dai conventi feltrini soppressi tra Settecento e Ottocento.

Il nuovo Museo Diocesano di Feltre, diretto da monsignor Giacomo Mazzorana, è il frutto della collaborazione tra la Diocesi di Belluno-Feltre, la Regione del Veneto, l’Unione Montana Feltrina, le Soprintendenze per i Beni Artistici e Storici, per i Beni Architettonici e Ambientali e per i Beni Archeologici del Veneto, con il fondamentale contributo di Fondazione Cariverona. Per informazioni è possibile telefonare al numero 0439 844082 oppure visitare il sito www.museodiocesanobellunofeltre.it.

Feltre, recuperato l'antichissimo Palazzo dei Vescovi: ospiterÓ il nuovo Museo Diocesano, su ben 27 sale
Feltre, recuperato l'antichissimo Palazzo dei Vescovi: ospiterÓ il nuovo Museo Diocesano, su ben 27 sale


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