Il nuovo corso del Centro Pecci di Prato. Il neodirettore presenta le attività


Il nuovo direttore del Centro Pecci di Prato, Stefano Collicelli Cagol, ha presentato ieri il programma del museo. Ecco cosa prevede il nuovo corso dell’importante museo d’arte contemporanea toscano.

Il Centro Pecci di Prato presenta il suo nuovo corso: il nuovo direttore, Stefano Collicelli Cagol (Padova, 1978) ha infatti presentato il programma che caratterizzà il Centro Pecci nel 2022. Un programma caratterizzato dalla valorizzazione del patrimonio museale, dalla promozione delle relazioni con il territorio, da progetti di grandi artisti internazionali, dall’attenzione alla ricerca e all’accessibilità a tutti i pubblici. L’occasione è stata anche il contesto per inaugurare la mostra Il giardino dell’arte. Opere, collezioni, la prima mostra a cura del neodirettore in cui il Centro e il giardino, vengono intesi non soltanto come luoghi di cura e ristoro ma anche come spazi della meraviglia in cui immergersi nella bellezza in tutte le sue forme. Per il neodirettore, paragonare il Centro a un giardino sottolinea il ruolo dell’arte come elemento essenziale per una comunità, e risponde al bisogno di confrontarsi con forme e immaginari nati in momenti storici complessi come quello che stiamo vivendo. Il programma culturale del Centro Pecci per il 2022 non presenta solo mostre, ma intende rivolgere la propria attenzione a tutte le attività: il Cinema-Auditorium, il Bistrot, il Ristorante, la biblioteca e l’archivio, il bookshop, lo spazio Urban Center e i due Laboratori Didattici vanno a comporre una istituzione complessa, aperta alla città e alla partecipazione, che permette a differenti tipi di pubblico di fruire di una offerta museale differenziata. Allo stesso tempo, si sta lavorando per esporre una selezione di opere dalla collezione del Centro Pecci in modo permanente.

“Il Centro Pecci”, afferma Stefano Collicelli Cagol, “è un centro e non un museo: la sua è una prospettiva volta al futuro con una vocazione interdisciplinare. Moda, cinema, musica, architettura, design, danza, teatro, letteratura e arti troveranno spazio all’interno del Centro intrecciandosi alle sue attività – come il cinema, l’arena esterna, la biblioteca, l’archivio, il bistrot, il ristorante, il bookhop, l’Urban Center e i due laboratori di didattica – per migliorare il benessere della comunità di Prato e del pubblico nazionale e internazionale che lo visiterà. Come una cassa armonica da cui si propagano onde sonore che attireranno nuove realtà al suo interno così il Centro Pecci vuole essere uno snodo per la promozione e la circolazione dei linguaggi contemporanei in Toscana, intessendo importanti relazioni con le principali istituzioni culturali della regione con cui stiamo già iniziando ad avere conversazioni fruttuose. L’obiettivo principale resta quello di affermarsi come un centro di riferimento nazionale e internazionale per la creatività contemporanea, ma anche di coinvolgere in modo attivo la comunità facendo del museo uno spazio comune”.

La stagione espositiva

La stagione espositiva 2022 (primavera-estate) del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato che ruota attorno ai cardini della valorizzazione del patrimonio museale accanto a progetti espositivi con grandi artisti internazionali, dell’attenzione alla ricerca e al progetto, e dall’accessibilità per la comunità, si apre con Il giardino dell’arte. Opere, collezioni, dal 27 marzo al 24 luglio 2022, prima mostra a cura del neodirettore Stefano Collicelli Cagol. La mostra si sviluppa in un percorso lungo le dieci sale dell’ala storica del museo tra opere realizzate da artiste e artisti italiani e internazionali di generazioni diverse. Il titolo dell’esposizione evoca l’immagine del museo e del giardino, intesi non soltanto come luoghi dedicati alla cura e al ristoro ma anche come spazi della meraviglia in cui potersi immergere nella bellezza in tutte le sue forme. A popolare il giardino artistico sono opere provenienti dalla collezione del Centro Pecci e da collezioni private – il collezionare stesso è in sé un “atto di cura” per gli oggetti e le idee più disparate – accanto a lavori di un gruppo di artiste e artisti emergenti. Dalle opere di Alberto Savinio, Osvaldo Licini, Alighiero Boetti e Alberto Burri, ad artiste contemporanee come Nan Goldin, Monica Bonvicini, Roni Horn e Marisa Merz, Il giardino dell’arte. Opere, collezioni presenta e rende accessibili al pubblico, negli spazi del Centro, opere di grande qualità riportando l’attenzione dell’istituzione sul collezionismo, tema che verrà ulteriormente sottolineato dal futuro progetto di riallestimento della collezione permanente.

Dal 21 maggio al 25 settembre 2022 è la volta di Gruppo 9999. Ricordi di Tecno-Ecologia, mostra ideata da Stefano Pezzato, responsabile di collezioni e archivi del Centro Pecci, realizzata dal Centro Pecci in stretta collaborazione con l’Archivio 9999 e Fiumi Studios, concepita e sviluppata da Elettra Fiumi, Margherita Marri e Luigi Savio con il progetto d’allestimento di (ab)Normal e CAPTCHA, con videoproiezioni di Fiumi Studios. La rassegna è dedicata a una selezione di progetti del gruppo radicale fiorentino 9999. Nel contesto storico a cavallo tra il ’68 europeo e il movimento di controcultura americano, il lavoro del gruppo 9999 innesca visioni ancora oggi rilevanti. Nei loro immaginifici collage emerge tra le fronde di una foresta cibernetica un pensiero ecologico capace di superare la dicotomia “natura-cultura” attraverso l’uso della tecnologia come strumento di coesistenza invece che di estrazione. Lontani da posizioni restaurative di “ritorno alla natura” i loro progetti irrompono in un futuro-presente mettendo profondamente in questione gli strumenti dell’architettura in relazione a come abitiamo il pianeta, suggerendo piuttosto che soluzioni una serie di visioni verso un nuovo equilibrio tra uomo, tecnologia e mondo biologico. La mostra sarà concepita come una foresta in cui perdersi, dove s’incontrano tre radure che disvelano da una diversa prospettiva le traiettorie fondamentali attraverso cui il pensiero del gruppo 9999 forma la sua posizione sul tema. Senza un ordine o una gerarchia s’incontrerà la prima sezione intitolata La Natura come artefatto culturale, con una selezione di progetti che evidenziano l’approccio non dicotomico tra tecnologiauomo-natura; una seconda sezione intitolata Paesaggio-Macchina che esplora il pensiero germinale del gruppo nell’intendere l’architettura non come oggetto formale ma come rete/sistema/paesaggio; e una terza sezione intitolata Architettura della scatola nera che evidenzia come attraverso una strategia di dislocamento il gruppo giunge ad un pensiero germinale sull’antropocentrismo e sui problemi ontologici posti dal potere computazionale delle nuove tecnologie, rilevandone la natura magica ed oscura che riporta a un senso arcaico del sublime. Ognuna di queste traiettorie sarà arricchita da una lettura contemporanea attraverso una serie di conversazioni aperte al pubblico che ne raccoglieranno l’eredità aprendole a urgenti questioni del presente. In occasione della mostra è prevista la ristampa del libro d’artista autoprodotto nel 1972 a Firenze dal gruppo 9999, Ricordi di architettura / Architectural memoirs, atto conclusivo di una esperienza seminale culminata proprio cinquant’anni fa con il premio vinto dal gruppo al MoMa di New York in occasione della storica esposizione Italy: The New Domestic Landscape.

Sempre dal 21 maggio al 25 settembre si potrà visitare anche Schema 50. Una galleria fra le neo-avanguardie (1972-1994), mostra ideata da Stefano Pezzato, realizzata dal Centro Pecci in stretta collaborazione con Raul Ernesto Dominguez, co-fondatore di Schema e direttore della Fondazione Alberto Moretti / Galleria Schema di Carmignano (Prato), con ricerche d’archivio di Desdemona Ventroni. Si tratta di una selezione di opere originali e documenti d’archivio per ricordare il 50° anniversario della Galleria Schema (1972 - 1994), originale spazio di ricerca delle neoavanguardie nazionali e internazionali a Firenze, nel centenario di nascita del suo fondatore, l’artista Alberto Moretti (Carmignano, Prato, 1922 - 2012). È la prima mostra museale interamente dedicata all’attività sperimentale della Galleria Schema e, contestualmente, all’opera concettuale, antropologica e politica elaborata da Alberto Moretti. Il progetto espositivo fa seguito alle recenti mostre dedicate alle raccolte museali di architettura radicale, di cui Galleria Schema è stata fra i promotori in Italia; si riconnette anche alla presenza dell’Archivio di Mario Mariotti, artista che ha esposto più volte in galleria, e alla recente acquisizione dell’Archivio di Lara Vinca Masini, critica militante e attenta ad esperienze artistiche indipendenti come quella di Schema, oltreché amica e sodale di Alberto Moretti per oltre mezzo secolo. In concomitanza alla mostra sarà organizzata una giornata di studi sull’attività della Galleria Schema e la coeva pratica artistica di Alberto Moretti, con testimonianze storiche e nuovi contributi critici. La documentazione della mostra e della giornata di studi confluiranno in una pubblicazione monografica, prima indagine completamente dedicata all’esperienza di Schema e alle ricerche del suo fondatore. Fondata dall’artista Alberto Moretti assieme a Roberto Cesaroni Venanzi e Raul Ernesto Dominguez, la Galleria Schema è stata inaugurata a Firenze nel febbraio 1972 con una mostra antologica del gruppo di architetti radicali del Superstudio, autori anche dell’allestimento dello spazio espositivo situato in via della Vigna Nuova. Sin dalla sua apertura Schema si è contraddistinta per le audaci proposte espositive contribuendo, attraverso la propria produzione editoriale, al rinnovamento dei consueti strumenti di informazione e comunicazione artistica. Spazio di ricerca fortemente orientato alla promozione delle neoavanguardie nazionali e internazionali, attento alle coeve sperimentazioni in ambito teatrale, cinematografico e musicale, fino alla sua chiusura avvenuta nel 1994 la Galleria Schema ha organizzato mostre ed eventi incentrati prevalentemente sull’arte concettuale e postconcettuale, l’architettura radicale, la performance e l’happening, l’arte antropologica e politica, che ha accompagnato con iniziative pubbliche anche di carattere teorico quali incontri, seminari e presentazioni di libri, organizzati con la partecipazione attiva di artisti (tra loro Giuseppe Chiari, Jannis Kounellis, Gino De Dominicis, Vettor Pisani) e il coinvolgimento di critici e studiosi (Eugenio Battisti, Achille Bonito Oliva, Lara-Vinca Masini, Filiberto Menna, Ermanno Migliorini, fra gli altri).

Infine, dal 16 settembre 2022 all’8 gennaio 2023 è la volta di Massimo Bartolini. Hagoromo, a cura di Luca Cerizza con Elena Magini, importante mostra dedicata a Massimo Bartolin. Realizzata in partnership con Intesa Sanpaolo, presenta una nuova installazione – la più grande mai realizzata dall’artista – appositamente concepita per gli spazi del museo, una sorta di nuova spina dorsale che guida lo spettatore alla scoperta di opere appartenenti a momenti diversi della sua carriera. Eludendo il carattere retrospettivo, l’organizzazione cronologica e tematica, la mostra funziona come un itinerario fatto di incontri sorprendenti e rivelatori. Hagoromo è il titolo di una nota pièce del teatro Noh giapponese che racconta la storia di un pescatore che un giorno trova l’hagoromo, il manto di piume della tennin, spirito celeste femminile di sovrannaturale bellezza parte della mitologia giapponese. Alla richiesta dello spirito di riavere indietro il manto senza il quale non avrebbe potuto tornare in cielo, il pescatore risponde che glielo avrebbe consegnato solo dopo averla vista danzare. Hagoromo (1989) è anche il titolo di quella che Bartolini considera la sua prima opera matura: all’interno del suo vecchio studio, su un palco illuminato, un musicista improvvisa una musica per sassofono. Una danzatrice reagisce alla musica, muovendosi dentro un parallelepipedo su ruote, che ha le sembianze di una minuscola unità abitativa. In questa performance sono già anticipati alcuni dei temi e dei caratteri che accompagnano ancora oggi la sua ricerca: la dimensione narrativa, che si sviluppa a partire da omaggi, riferimenti, prelievi di altre storie, opere e biografie; il rapporto con la dimensione architettonica e spaziale; la relazione con la dimensione teatrale e performativa, anche attraverso l’uso del suono e della musica; la delineazione all’interno dell’opera di rapporti tra opposti apparentemente inconciliabili. La mostra è accompagnata da Hagoromo: Massimo Bartolini 1989–2022, la più ampia pubblicazione mai dedicata all’artista toscano. A cura di Luca Cerizza e Cristiana Perrella, e pubblicato da NERO, il volume è un progetto realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (X edizione 2021), programma di promozione internazionale dell’arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Centro Pecci Books

Tra le attività del museo anche nel 2022 prosegue con una nuova edizione Centro Pecci Books - Dialoghi sulle scritture di oggi, la rassegna di eventi che il Centro Pecci dedica all’approfondimento della letteratura e della narrazione contemporanee attraverso i suoi protagonisti. La forma fluida degli incontri, che si tengono sempre il giovedì alle h.18.00, si rimodula a seconda degli ospiti, diventando di volta in volta incontro, talk, lecture, reading o intervista, con la novità quest’anno di essere ospitati nella Sala Cinema, cui si accede attraversando il nuovo Bistrot. Gli incontri con autrici e autori della scena letteraria italiana sono accompagnati dalla presentazione delle loro novità editoriali e rappresentano l’occasione per approfondirne temi e poetiche, mantenendo comunque un focus sull’arte contemporanea con i più prestigiosi critici del settore. Il programma di Centro Pecci Books 2022 è caratterizzato da appuntamenti al femminile e all’identità di genere, dalla new entry del fumetto d’autore, da testi cinematografici (in tandem con Centro Pecci Cinema) e teatrali e dalle prime iniziative in collaborazione con l’Urban Center appena inaugurato dal Comune di Prato e dalla Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana al piano terra del Centro Pecci. L’edizione 2022 inoltre, pone le basi per importanti joint-venture e collaborazioni – che verranno sviluppate in autunno e per tutto il 2023 - con il Festival La Città dei Lettori, Lucca Comics&Games, MyMovies, Un Prato di Libri.

Centro Pecci Books 2022 è stata inaugurata il 24 febbraio da Enrica Tesio in dialogo con Gabriele Ametrano (direttore del Festival “La Città dei Lettori”), seguita il 10 marzo dal primo appuntamento con il “fumetto d’autore” - Zuzu in dialogo con Giovanni Russo di Lucca Comics & Games - e il 17 marzo dall’evento Centro Pecci Books-Centro Pecci Cinema con i Fratelli D’Innocenzo, un’intera giornata dedicata alla retrospettiva dei loro tre film ed alla presentazione di Trilogia in dialogo con Gianluca Guzzo, direttore editoriale di MyMovies. Il 24 marzo, infine, un incredibile tour nei depositi dei musei italiani con Il Tesoro Invisibile - Viaggio nell’Arte custodita nei depositi dei musei italiani di Filippo Cosmelli e Daniela Bianco in dialogo con Stefano Pezzato, responsabile Collezione e Archivi del Centro Pecci. Centro Pecci Books ha avuto inizio nel febbraio 2019 con Alessandro Baricco e il suo The Game allora fresco di stampa e, nelle sue successive edizioni, ha coinvolto importanti ospiti della scena letteraria ed editoriale come Francesco Piccolo, Michele Serra, Annalena Benini, Francesco Bonami, Gianrico Carofiglio, Sandro Veronesi, Viola Ardone, Francesco Guccini, Vincenzo Trione, Melania Mazzucco, Giorgio Fontana, Edoardo Nesi, Teresa Ciabatti, Nicoletta Verna, Marta Barone. All’ultima edizione (ottobre-dicembre 2021) hanno partecipato: Emanuele Coccia, Vera Gheno, Flavio Caroli, Salvatore Settis, Stefano Bartezzaghi e Pietro Castellitto.

Pecci Cinema

Come ha fatto dalla sua apertura, la sala Cinema del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci anche nei prossimi mesi presterà attenzione ai registi più interessanti del panorama internazionale e soprattutto a coloro, giovani e meno giovani, che provano a sperimentare e fare ricerca, consci che il Cinema è una grande Arte della contemporaneità; ospiterà i capolavori da Cineteca, con la programmazione dei film restaurati della Cineteca di Bologna, oltre ad organizzare dei Focus in cui incontreremo registi che verranno a presentare le loro opere oppure critici che ci aiuteranno a capire meglio film e autori protagonisti della nostra programmazione. Il pubblico potrà anche usufruire del servizio bar, che sarà sempre aperto negli orari di apertura della sala.

Le attività educative

Il Pecci vuole essere un museo sempre più accessibile a gruppi, scuole, famiglie e pubblici speciali. Nel solco dell’eredità dell’artista e designer Bruno Munari - dal 1988 consulente del Centro Pecci per l’educazione - riapre alle attività la seconda aula didattica del Museo, dedicata ad adolescenti e adulti, come parte della rifunzionalizzazione del piano terra dell’edificio Gamberini per i servizi al pubblico: il Cinema-Auditorium, il Bistrot, lo spazio Urban Center e i due Laboratori Didattici creano un ambiente piacevole e rilassante che permettere alle varie fasce di pubblico di fruire in maniera sicura della differenziata offerta museale. Il Centro Pecci diventa sempre più accessibile a gruppi, scuole, famiglie e pubblici speciali cui propone una serie di attività. Centro Pecci in famiglia è un programma integrato di visite, laboratori didattici e cinema per famiglie con bambini da 0 a 11 anni e adolescenti. Appena concluso con successo il primo percorso sperimentale del progetto Primi mille giorni d’arte. L’arte a misura delle future mamme e dei neo-genitori, pensato per contribuire al benessere delle donne in gravidanza e dei neo genitori con i loro bambini fino ai 2 anni.

Il Centro Pecci è partner del progetto Collezionando Esperienze. Visite per adulti e attività per famiglie della rete Pratomusei: da marzo a maggio sono previste 8 visite guidate per adulti e 16 laboratori per famiglie con bambini dai 3 agli 11 anni nei musei della rete. Il museo è impegnato nell’educazione all’arte nelle scuole di ogni ordine e grado e nella lotta alla dispersione scolastica: partecipa ai progetti Ciel’inCittà, co-finanziato dall’impresa sociale Con i Bambini, e Nessuno Escluso di OxfamItalia con un workshop dell’artista Sara Leghissa dedicato alla formazione dei docenti sui progetti di protagonismo giovanile e cittadinanza attiva. Il Dipartimento Educazione realizza percorsi dedicati all’accessibilità sensoriale e cognitiva delle collezioni. Il Centro Pecci è punto di riferimento per le attività dedicate a persone con fragilità: fin dal 1993 è attivo ogni settimana il Laboratorio di Attività Espressive, in collaborazione con il Servizio di Salute Mentale Adulti della USL - Toscana Centro, portato avanti anche nei mesi di lockdown. Il museo è partner della rete regionale Musei&Alzheimer e offre percorsi per persone con Alzheimer e chi se ne prende cura, nelle RSA e in famiglia.

Nell’immagine: una sala della mostra Il giardino dell’arte. Foto di Ela Bialkowska - OKNO Studio

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