Londra, dopo oltre 30 anni termina la collaborazione tra National Portrait Gallery e BP


Termina dopo più di 30 anni la storica sponsorizzazione dell’azienda petrolifera BP alla National Portrait Gallery di Londra. Le collaborazioni tra musei e aziende petrolifere sono sempre più criticate.

La National Portrait Gallery di Londra rinuncerà ai soldi della BP, la British Petroleum, la grande compagnia petrolifera britannica: nelle scorse ore, il museo e l’azienda hanno infatti annunciato che la loro storica partnership, che durà da oltre 30 anni, non si prolungherà oltre dicembre 2022, data della scadenza del contratto. La decisione era nell’aria: il mondo della cultura britannico non vede più di buon occhio il sostegno delle aziende petrolifere dei musei, e ci sono già musei che hanno deciso di rinunciare.

Nel 2019 erano state infatti le National Galleries of Scotland di Edimburgo ad annunciare lo stop alla collaborazione con BP a causa delle preoccupazioni dei cambiamenti climatici. E molte sono state le proteste degli attivisti ambientalisti, indirizzate ai musei londinesi che ancora hanno all’attivo una collaborazione con BP, come il British Museum: all’inizio del 2020 alcuni ambientalisti avevano anche inscenato una protesta travestendosi da achei con tanto di cavallo di Troia.

Nel corso della partnership tra BP e National Portrait Gallery sono state realizzate molte iniziative importanti: basti pensare al Gallery’s Portrait Award, uno degli eventi culturali più longevi a Londra, che proprio grazie alle risorse messe a disposizione da BP ha consentito a più di sei milioni di visitatori di beneficiare dell’ingresso gratuito alla mostra e ha contribuito allo sviluppo della carriera di più di 1.500 ritrattisti, da aspiranti giovani pittori a professionisti affermati. L’annuncio della fine della collaborazione giunge dopo una profonda riflessione sulle strategie di entrambi i soggetti coinvolti.

“Siamo immensamente orgogliosi del ruolo che abbiamo svolto nella difesa delle arti e della cultura britanniche per oltre 30 anni”, afferma Louise Kingham, vice presidente europea di BP e Head of Countru per il Regno Unito, “ma la BP di oggi è un’azienda molto diversa da quando abbiamo iniziato la nostra collaborazione con la National Portrait Gallery. Mentre passiamo a raggiungere lo zero netto entro il 2050 e aiutiamo anche il mondo ad arrivarci, dobbiamo cercare nuovi modi per utilizzare al meglio il nostro talento, la nostra esperienza e le nostre risorse. Ciò che la National Portrait Gallery continua a fornire e mostrare al pubblico è eccezionale e non potremmo essere più onorati di aver contribuito a sostenere tutto ciò. Abbiamo sempre goduto di una stretta collaborazione e auguriamo al museo ogni successo per il futuro”:

“La National Portrait Gallery”, dichiara il suo direttore Nicholas Cullinan, “è estremamente grata a BP per il suo sostegno a lungo termine al BP Portrait Award. Il finanziamento del Premio ha incoraggiato la creatività, incoraggiato la ritrattistica per oltre 30 anni e fornito una piattaforma ad artisti di tutto il mondo, oltre a fornire ispirazione e divertimento al pubblico di tutto il Regno Unito. La Galleria si impegna a lavorare con artisti e continuare a promuovere la ritrattistica e non vediamo l’ora di sviluppare il futuro Portrait Award mentre pianifichiamo la nostra riapertura nel 2023”. Il museo è infatti chiuso dal 2019 per lavori.

L’attuale sponsorizzazione del BP Portrait Award da parte di BP termina anch’essa nel 2022. Il BP Portrait Award non è stato organizzato nel 2021, né lo sarà nel 2022, poiché l’edificio della National Portrait Gallery a St Martin’s Place è chiuso per lavori di riqualificazione. I fondi che BP ha messo a disposizione e che non sono stati utilizzati per i premi andranno a sostenere il lavoro della museo.

Nell’immagine, una sala della National Portrait Gallery

Londra, dopo oltre 30 anni termina la collaborazione tra National Portrait Gallery e BP
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