Dieci aree archeologiche da vedere in Toscana, tra etruschi, romani e alto Medioevo


Alla scoperta di dieci aree archeologiche da visitare in Toscana, tra siti etruschi, siti romani e siti altomedievali.

La Toscana è una terra dal grande passato antico: nella regione sono presenti testimonianze etrusche, romane, altomedievali, senza dimenticare i Liguri Apuani dei quali è rimasto il cospicuo patrimonio delle statue stele, oggi conservate nei musei archeologici delle province di Massa-Carrara e La Spezia. Sono dunque molti i musei che si possono visitare in regione, ma quali sono i luoghi da vedere per chi desidera stare all’aperto e osservare da vicino i luoghi di scavo e le vestigia della storia direttamente dove furono costruite? In questo articolo abbiamo preparato un itinerario in Toscana attraverso dieci aree archeologiche per conoscere la storia antica di questa terra.

1. Area archeologica di Fiesole

La storia di Fiesole (in provincia di Firenze, a pochi chilometri di distanza dal capoluogo, sulle colline) comincia in epoca etrusca, e nell’area archeologica, una delle più famose della Toscana, si possono osservare le stratificazioni del lungo passato della cittadina: il tempio etrusco-romano, il teatro romano (uno dei più famosi della regione), le terme. Gli scavi di Fiesole cominciarono nei primi dell’Ottocento per merito del barone Friedman von Schellersheim, ma la campagna di indagini archeologiche fu avviata sistematicamente solo negli anni Settanta dell’Ottocento, quando fu il Comune a far riprendere gli scavi e a istituire il primo nucleo dell’odierno Museo Archeologico. Il teatro, uno dei meglio conservati d’Italia, è l’unico monumento dell’area archeologica di Fiesole che probabilmente rimase sempre visibile (risale a un periodo compreso tra il I secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo), ed è interessante ricordare che viene tuttora utilizzato: è infatti la sede dell’Estate Fiesolana, cartellone di eventi teatrali e musicali che si tengono ogni anno da giugno fino ad agosto. Nell’area archeologica si può visitare anche la necropoli longobarda, che risale alla fine del VI secolo: nel Museo Archeologico di Fiesole si possono vedere le ricostruzioni di quattro sepolture. Per informazioni sulle visite, è possibile recarsi sul sito dei Musei di Fiesole.

Area archeologica di Fiesole
Area archeologica di Fiesole

2. Area archeologica di Vetulonia

Vetulonia (oggi nel territorio comunale di Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto) è un’antica città le cui origini vengono fatte risalire al IX secolo avanti Cristo: fu un fiorente centro etrusco di floridi commerci, e la prosperità di questo importante centro della Dodecapoli etrusca (le dodici città-stato etrusche, governate dal lucumone) ci è nota dai tanti ritrovamenti di oreficerie e oggetti di importazione, oltre che di interessanti prodotti di artigianato locale. Vetulonia fu poi conquistata dai romani, dei quali divenne un municipium, e perse gradatamente d’importanza. Per lunghi secoli si persero le tracce di Vetulonia, finché i primi scavi, realizzati alla fine dell’Ottocento per iniziativa dell’archeologo Isidoro Falchi, portarono alla scoperta della città. Oggi, la storia di Vetulonia ci viene raccontata soprattutto dalle numerose testimonianze funerarie, che partono dal IX secolo avanti Cristo e che culminano con le tombe monumentali (da vedere, la Tomba del Belvedere, la Tomba del Diavolino, la Tomba della Pietrera), le più evidenti tracce della magnificenza dell’antica città. Per sapere come e quando visitare l’area archeologica di Vetulonia, occorre andare sul sito dei musei della Maremma.

Area archeologica di Vetulonia
Area archeologica di Vetulonia. Ph. Credit Gabriele Delhey

3. Area Archeologica di Roselle

A pochi chilometri da Grosseto, è una delle aree archeologiche più famose e visitate della Toscana: qui è possibile osservare i resti dell’antica città etrusca di Rusel (che divenne poi la Rusealle dei romani), dirimpettaia di Vetulonia, dal momento che le due città erano situate sulle sponde opposte del lago prile. Come Vetulonia, era una delle città della Dodecapoli etrusca: fondata nel VII secolo avanti Cristo, Roselle era un rilevante snodo di comunicazioni e un polo commerciale che, passando attraverso la conquista romana (che risale al 294 avanti Cristo, e fu cruenta: è raccontata da Tito Livio nel suo Ab urbe condita, che narra della devastazione della città conquistata dal console Lucio Postumio Megello e della riduzione in prigionia e dell’uccisione di centinaia di suoi abitanti), sopravvisse fino a buona parte del Medioevo, tanto da divenire sede diocesana (poi trasferita nel 1138 a Grosseto). Oggi, sopravvivono le mura etrusche, parte dell’anfiteatro romano, le rovine di un complesso termale, gli splendidi mosaici della cosiddetta “domus dei mosaici”, i resti della basilica paleocristiana. Il sito è gestito dal Polo Museale della Toscana: per visitarlo, è necessario consultare il sito del polo.

Area Archeologica di Roselle
Area Archeologica di Roselle

4. Parco Archeologico “La Rocca” di Santa Maria a Monte

È uno dei parchi archeologici più recenti: è stato infatti aperto nel 2013 dopo trent’anni di scavi coordinati dall’Università di Pisa e dall’Università dell’Aquila, e si trova sulla parte sommitale del borgo di Santa Maria a Monte, in provincia di Pisa. Qui si trova il nucleo più antico del borgo, risalente a epoca etrusca, a partire dal V secolo avanti Cristo: dove oggi si trova la parte più alta del borgo, un tempo si trovava un villaggio piuttosto florido, come è emerso dai ritrovamenti. Il sito è stato variamente abitato dall’epoca etrusca fino al Medioevo per poi essere inglobato nel borgo attuale: vedere testimonianze archeologiche di questo pregio all’interno di un borgo medievale non è un’evenienza rara in Toscana (basti pensare a Volterra), e la particolarità di Santa Maria a Monte sta nel sommarsi delle stratificazioni che hanno lasciato le loro tracce nel parco. Si possono trovare dunque testimonianze etrusche, resti di edifici romani, ma anche di costruzioni longobarde (un oratorio ad aula rettangolare) e carolingie. Da vedere, l’area dei forni fusori (dove, in epoca longobarda, si fondeva il metallo per la produzione delle campane), la cripta, la cisterna. Per maggiori informazioni su orari e modalità di visita, il sito di riferimento è quello del Comune di Santa Maria a Monte.

Parco Archeologico La Rocca di Santa Maria a Monte
Parco Archeologico La Rocca di Santa Maria a Monte

5. Parco Archeologico di Poggibonsi

È situato a Poggibonsi (in provincia di Siena), sulla sommità della collina nota come “Poggio Imperiale”, che si trova proprio sopra alla città: gli scavi effettuati dagli archeologi dimostrano che qui si trovava il più antico nucleo abitato del borgo, con testimonianze che risalgono al V o al VI secolo avanti Cristo. Gli scavi, condotti tra il 1993 e il 2007 dall’Università di Siena, hanno però fatto emergere soprattutto tracce dell’insediamento medievale, risalenti a varie epoche, da quella longobarda fino ad arrivare al XII secolo: vi si trovano dunque tracce di abitazioni, una curtis (“corte”, una sorta di azienda agricola) di periodo franco (IX-X secolo), resti di edifici del XII secolo, epoca della fondazione di “Podium Bonizi”, un castello situato lungo il percorso della via Francigena. La visita culmina con la Fortezza di Poggio Imperiale, costruita all’epoca di Lorenzo il Magnifico, in parte ancora conservata: l’edificio sovrasta la cittadina. A Poggibonsi si trova anche l’Archeodromo: una ricostruzione in scala 1:1 del villaggio di epoca franca, sede di laboratori e rievocazioni che consentono di “vivere il Medioevo”, come recita lo slogan del Parco. E sempre nel Parco si trova il Museo-Centro di Documentazione, che narra la storia del sito. Per tutte le informazioni è possibile visitare il sito del Parco Archeologico di Poggibonsi.

Parco Archeologico di Poggibonsi
Parco Archeologico di Poggibonsi

6. Parco Archeologico di Baratti e Populonia

Il Parco Archeologico di Baratti e Populonia, nel comune di Piombino (provincia di Livorno), è noto non solo per la sua storia, ma anche per il suo contesto paesaggistico di grande bellezza. È stato aperto nel 1998 ed è parte dei Parchi della Val di Cornia: è da visitare anche perché Populonia è l’unico caso noto di città etrusca costruita direttamente sulle rive del mare. La città antica (Fufluna o Pupluna) era una delle dodici della Dodecapoli etrusca e raggiunse il periodo di massimo splendore nel VI secolo avanti Cristo: era un’importante città con migliaia di abitanti, difesa da mura, che fiorì grazie all’industria del ferro, come testimoniano i numerosi ritrovamenti che attestano un’intensa attività in questo settore (si pensi che Scipione l’Africano, per la vittoriosa guerra in Africa, rifornì di armi l’esercito con i ferri di Populonia). Entrata nell’orbita dei romani, Populonia decadde a partire dal I secolo avanti Cristo, per essere distrutta dai longobardi nel 570 e saccheggiata nell’809 dai pirati saraceni: all’epoca, il borgo contava già pochi abitanti. La grandezza della città antica è testimoniata dall’acropoli, il luogo dove si concentrava la vita religiosa e civile della comunità. Nella parte bassa è invece possibile visitare le necropoli etrusche e l’antica zona industriale, dove si trovano le tracce delle strutture in cui si lavorava il ferro. Da non disdegnare neppure una visita al borgo medievale: Populonia, infatti, benché quasi del tutto disabitata durante l’Alto Medioevo, rifiorì nel Quattrocento, quando il borgo, che faceva parte del principato di Piombino, fu ricostruito e dotato di fortificazioni dagli Appiani, signori della cittadina toscana. Per visitare il Parco Archeologico di Baratti e Populonia occorre recarsi sul sito dei Parchi della Val di Cornia.

Parco Archeologico di Baratti e Populonia
Parco Archeologico di Baratti e Populonia

7. Parco Archeologico della Città di Cortona

La città di Cortona (in provincia di Arezzo) è nota soprattutto per il suo trascorso medievale e rinascimentale, essendo un borgo molto suggestivo, ricco di straordinarie opere d’arte (si pensi solo a quelle di Luca Signorelli o del Beato Angelico conservate al locale Museo Diocesano), di reperti etruschi (che si trovano al Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, il MAEC), è “set” di numerosi film. Meno noto è invece il contesto di numerose testimonianze archeologiche sparse sul territorio entro cui Cortona si trova: anche solo salendo verso la città ci si accorge di quanto la zona sia ricca di siti archeologici, tanto che tutti questi luoghi sono stati riuniti sotto un’unica “bandiera”, quella del Parco Archeologico della Città di Cortona, composto da diversi percorsi che portano i visitatori alla scoperta della Cortona etrusca e romana. Si potranno dunque visitare le mura etrusche, le cisterne romane, le particolarissime e sontuose tombe etrusche note come “meloni” per via della loro forma, e poi ancora la villa romana di Ossaia (da cui provengono mosaici conservati al MAEC), l’area archeologica del Sodo. Per conoscere il Parco e i suoi percorsi, basta visitare il sito del Parco Archeologico della Città di Cortona.

L'altare del tumulo del Sodo nel Parco Archeologico della Città di Cortona
L’altare del tumulo del Sodo nel Parco Archeologico della Città di Cortona

8. Parco Archeologico “Città del Tufo” di Sorano

Il Parco Archeologico “Città del Tufo” di Sorano (provincia di Grosseto) comprende diversi siti archeologici di notevole rilevanza e di diverse epoche: i più noti sono le Vie Cave di Sovana, note anche come Cavoni (un sistema viario di epoca etrusca che correva tra le pareti delle rocce di tufo in una zona compresa tra le attuali Sovana, Sorano e Pitigliano, e che fu utilizzato anche in epoca romana e fino al Medioevo), l’imponente necropoli di Sovana (anch’essa di epoca etrusca), e i siti rupestri medievali di San Rocco e di Vitozza: in quest’ultimo, abitato fino all’epoca dei Lorena e definitivamente abbandonato alla fine del Settecento, si trovano resti di un castello che fu un tempo possedimento degli Orsini. Alcune delle necropoli sono collegate dalle Vie Cave: camminare tra queste alte pareti di roccia è un’esperienza che non si può ripetere in altri siti. Per sapere tutto del Parco Archeologico “Città di Tufo” di Sorano e dei suoi siti e per preparare una visita, è possibile recarsi sul sito ufficiale del parco.

La Tomba Ildebranda nel Parco Archeologico Città del Tufo
La Tomba Ildebranda nel Parco Archeologico “Città del Tufo”

9. Parco Archeologico Lago dell’Accesa

Il piccolo Lago dell’Accesa, nella Maremma toscana (una superficie di 14 ettari, ma un luogo molto affascinante per le popolazioni locali) era sede di un antico insediamento etrusco, situato a 9 chilometri da Massa Marittima (in provincia di Grosseto), nel cui territorio comunale si trova il parco archeologico. L’antico borgo etrusco risale al VII-VI secolo avanti Cristo, ma l’insediamento potrebbe risalire al IX secolo: probabilmente, il centro (di cui non conosciamo il nome etrusco), che fu scavato per la prima volta tra gli anni Venti e Trenta del Novecento per iniziativa dell’archeologo Doro Levi, era legato alla vicina città di Vetulonia. Solo a partire dagli anni Ottanta, con le indagini e gli scavi dell’Università di Firenze, guidate dal noto etruscologo Giovannangelo Camporeale, ci si rese conto della vastità dell’insediamento, di cui sono stati ritrovati cinque quartieri (nominati con le prime cinque lettere dell’alfabeto) disposti lungo le sponde del lago, e diverse necropoli. Per visitare il sito, inserito in un importante contesto naturalistico, è possibile informarsi sul sito dei musei di Maremma.

Il Lago dell'Accesa
Il Lago dell’Accesa

10. Area Archeologica di Cosa

Cosa, nei pressi dell’attuale Orbetello (provincia di Grosseto) si trovava sulla cima di un promontorio a 114 metri sul livello del mare: era una colonia romana fondata per controllare la costa, dopo la conquista delle città di Volsinii e Vulci nel 280 avanti Cristo. Continuò a svolgere il suo ruolo (essenzialmente strategico, ma ebbe anche commerci marittimi, in quanto costituiva un approdo) fino alla tarda età imperiale, ma a partire dal IV secolo dopo Cristo fu progressivamente abbandonata. Oggi, di Cosa rimangono i resti delle mura, il foro con tracce della basilica e con le rovine del complesso della curia e del comizio, sedi della vita amministrativa della città, il tempio della Concordia, il tempio di Mater Matuta, numerose domus (a cominciare dalla casa di Diana e dalla casa del Tesoro) e altre importanti vestigia. Nel 1981, all’interno dell’area archeologica, è stato aperto il Museo Archeologico Nazionale di Cosa, nato da una collaborazione tra lo Stato e la American Academy in Rome, che negli anni Quaranta avviò gli scavi. Per avere informazioni sul sito è possibile visitare il sito del Polo Museale della Toscana, a cui è affidata la gestione.

Area Archeologica di Cosa
Area Archeologica di Cosa


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Ottocento     Novecento     Cinquecento     Firenze     Quattrocento     Barocco     Genova     Toscana    

NEWSLETTER