Urbino, cosa vedere: i 10 luoghi da visitare nella città del Rinascimento


Cosa vedere a Urbino: ecco i 10 luoghi da non perdere nella città ideale del Rinascimento.

Urbino, città situata sulle colline marchigiane, ha guadagnato fama internazionale per il suo straordinario patrimonio artistico e culturale. Tuttavia, la sua notorietà non è dovuta solo alle sue ricchezze artistiche, ma anche alla sua storia e al ruolo chiave che ha svolto nel panorama culturale italiano del Rinascimento. Nel cuore di Urbino si trova il Palazzo Ducale, un monumento di grande imponenza e bellezza, oggi sede della Galleria Nazionale delle Marche. Commissionato da Federico da Montefeltro nel XV secolo, questo palazzo rappresenta un’icona del Rinascimento italiano. La sua architettura, arricchita da cortili eleganti e sale sontuose, riflette il potere e la raffinatezza della famiglia Montefeltro. Una delle ulteriori ragioni della fama di Urbino è la sua associazione con il celebre pittore, Raffaello Sanzio. Nato in questa città nel 1483, Raffaello è cresciuto in un ambiente ricco di cultura e arte, influenzato dal mecenatismo della potente famiglia Montefeltro, in particolare dal Duca Federico da Montefeltro. La città ha svolto un ruolo cruciale nella formazione artistica di Raffaello, che ha ricevuto un’istruzione di alto livello nell’atelier di suo padre, Giovanni Santi, anch’egli un rinomato pittore.

La città è uno scrigno di tesori artistici e architettonici. Il suo centro storico, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1998, è un labirinto di strette stradine, palazzi rinascimentali e chiese. Inoltre, è stata un importante centro culturale durante il Rinascimento, attrattiva per artisti, letterati e filosofi di spicco dell’epoca. Persone come Baldassarre Castiglione, autore de “Il Cortegiano”, e Leon Battista Alberti, rinomato architetto e teorico dell’arte, hanno contribuito alla rinomanza di Urbino come centro di pensiero e creatività. Oggi, la città continua a vivere e respirare la sua ricca eredità storica e artistica rimanendo un’incantevole destinazione per coloro che desiderano immergersi nell’arte, nella storia e nella cultura dell’Italia rinascimentale. Ecco quindi cosa vedere a Urbino, quali sono i dieci luoghi da visitare se ci si trova in questa città.

1. Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale, ora sede della Galleria Nazionale delle Marche, rappresenta un magnifico esempio dell’arte rinascimentale, che si fonde armoniosamente con l’ambiente circostante dando vita a quella che Baldassarre Castiglione definì una “Città in forma di Palazzo”. Commissionato da Federico da Montefeltro, duca di Urbino, il palazzo ospitava una straordinaria collezione d’arte, oggi divisa tra le sue sale e la Galleria degli Uffizi di Firenze. Federico, principe rinascimentale, incarnava un modello di principe illuminato: abile stratega militare, mecenate delle arti, politico astuto, raffinato collezionista e studioso umanista appassionato di geometria e matematica. Sotto il suo dominio, Urbino divenne un faro culturale del Rinascimento italiano. L’ala antistante la piazza Rinascimento, con la sua elegante facciata adornata di bifore, ospita l’unica sala affrescata del palazzo. Gli appartamenti e la Sala delle feste sono testimoni della magnificenza dell’epoca, mentre il Cortile d’Onore celebra la gloria di Federico come condottiero e principe illuminato. La biblioteca del Palazzo, originariamente ricca di preziosi manoscritti miniati, è oggi parte integrante della collezione della Biblioteca Vaticana.

Il Palazzo Ducale di Urbino
Il Palazzo Ducale di Urbino

2. Galleria Nazionale delle Marche

La Galleria Nazionale delle Marche presenta le sue preziose raccolte nel sontuoso Palazzo Ducale di Urbino, commissionato da Federico da Montefeltro. Oggi, il palazzo ospita dipinti del Seicento, grafica e ceramiche. La Sala del re d’Inghilterra, con il soffitto in stucco dorato, celebra Federico e la sua casata. Molte delle opere di Urbino sono ora conservate negli Uffizi. La Galleria Nazionale delle Marche risiede nel Palazzo Ducale, straordinaria dimora del Quattrocento, voluta da Federico da Montefeltro, signore di Urbino dal 1444 al 1482. Gli architetti Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini contribuirono con la loro maestria. Nel 1861, opere provenienti da corporazioni religiose soppresse costituirono il nucleo della Galleria. Fondata nel 1912, la Galleria mirava a raccogliere, custodire e valorizzare l’arte regionale. Il percorso include capolavori assoluti come la Città ideale, di un anonimo artista (1480-1490), La profanazione dell’Ostia di Paolo Uccello (1397-1475), La Flagellazione e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca (1415/20-1492), la Pentecoste e la Crocefissione di Luca Signorelli (1441/50-1523), La Muta di Raffaello (1483 - 1520); l’Ultima Cena e la Resurrezione di Tiziano (1487/88-1576), l’Assunzione della Vergine di Federico Barocci (1535 - 1612); la Madonna col Bambino e Santa Francesca Romana di Orazio Gentileschi (c.1563 - 638 o 46). La Collezione Volponi invece, recentemente acquisita, offre dipinti del Trecento bolognese e del Seicento marchigiano. Le raccolte di disegni, incisioni e ceramiche sono altrettanto importanti. I restauri recenti hanno reso visitabili i sotterranei con la neviera, la selleria, la lavanderia, la cucina, la stalla e il bagno del Duca.

La Galleria Nazionale delle Marche
La Galleria Nazionale delle Marche

3. Cattedrale di Urbino

La Cattedrale di Santa Maria Assunta, eretta dal vescovo Beato Mainardo circa nel 1063, fu consacrata a Maria Vergine Assunta. Nel Quattrocento, su iniziativa di Federico da Montefeltro, fu ricostruita, probabilmente su progetto di Francesco di Giorgio Martini. Nel XVIII secolo, su progetto di Giuseppe Valadier invece, assunse l’attuale aspetto neoclassico, con una facciata disegnata dal Morigia che contrasta con i mattoni circostanti. Il campanile fu costruito in quel periodo e sette statue di santi si ergono davanti alla facciata, tra cui San Crescentino, patrono della città. L’interno, dallo spirito classico, presenta tre navate, con l’altar maggiore adornato dalla grande tela di Cristoforo Unterberger raffigurante la Madonna Assunta e i bronzi di Camillo Rusconi. Fra i dipinti più famosi, figurano La traslazione della Santa Casa di Loreto di Claudio Ridolfi, il Martirio di San Sebastiano di Federico Barocci e l’Annunciazione di Raffaello Motta. La cupola è decorata con le figure dei quattro evangelisti, eseguite da diversi pittori. Lungo il fianco sinistro, si trova un portico del 1621, attribuito a Muzio Oddi, che conduce all’Oratorio della Grotta, situato nella cripta del duomo, con una scultura di Giovanni Bandini raffigurante un Cristo Morto e Madonna. La cattedrale, insieme al Museo Albani e all’Oratorio della Grotta, costituisce il fulcro del patrimonio artistico ecclesiastico di Urbino anche se attualmente è chiusa per restauro.

La Cattedrale di Urbino. Foto: Wikimedia/Maddy16869
La Cattedrale di Urbino. Foto: Wikimedia/Maddy16869

4. Casa natale di Raffaello

La Casa Raffaello, oggi museo visitabile, è il luogo in cui il grande artista nacque il venerdì santo 28 marzo 1483 e trascorse i primi anni della sua formazione artistica sotto la guida del padre, Giovanni Santi, anch’egli un affermato pittore. A Urbino, Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 – Roma, 1520) apprese non solo le tecniche artistiche, ma anche l’importanza della filosofia e della dignità nel suo lavoro di pittore, come sottolineato da Carlo Bo nel 1984. Dopo la morte di Raffaello, la casa passò ai suoi eredi, Ciarla e Vagnini, che la divisero tra di loro. Successivamente, l’architetto urbinate Muzio Oddi, vicino di casa, acquistò una parte dell’antica abitazione dei Santi il 27 settembre 1635. Restaurò l’edificio incorporandolo nella sua dimora e aggiunse sulla facciata una bella iscrizione latina, insieme a un distico del Bembo, ancora visibile oggi. Nel 1873, l’Accademia Raffaello acquisì la casa grazie a una sottoscrizione pubblica e al contributo di John Morris Moore, un nobile londinese, che ne fecero la propria sede e la custodirono gelosamente, arricchendola nel tempo con numerose opere d’arte, grazie alla generosa collaborazione di privati e istituzioni pubbliche. All’interno della Casa Raffaello sono esposti dipinti, sculture, ceramiche, arredi lignei e altro ancora, alcuni dei quali sono strettamente legati a Raffaello, come copie dei suoi dipinti, bozzetti per il suo monumento e omaggi di altri artisti. Altri oggetti documentano la ricca storia artistica, civile e religiosa di Urbino, mentre alcuni testimoniano il mito che ha circondato la figura di Raffaello in varie epoche.

La Casa natale di Raffaello
La Casa natale di Raffaello

5. Il centro storico

Urbino sorge sulle colline marchigiane affacciate sul Mar Adriatico, nell’entroterra di Pesaro. Nel XV secolo, sotto il mecenatismo di Federico di Montefeltro e di suo figlio Guidobaldo, la città conobbe un’epoca d’oro culturale, trasformandosi da un semplice borgo medievale in una splendida corte principesca, attrattiva per artisti e studiosi italiani e stranieri. Personalità come Piero della Francesca, Leon Battista Alberti, Paolo Uccello, Baldassarre Castiglione e Pietro Bembo frequentavano la sua corte ducale, che esercitò un’influenza notevole su tutta l’Europa. In questa stessa corte, artisti come Bramante e Raffaello ricevettero la loro prima formazione. Il Centro storico di Urbino, racchiuso da mura bastionate, si estende per poco più di un chilometro quadrato, caratterizzato da due assi viari principali che convergono nella piazza principale, e da una rete intricata di stradine, vicoli, palazzi e chiese, incastonati in un paesaggio unico. L’atmosfera intensa e le opportunità offerte dalla corte urbinate tra il Quattro e il Cinquecento alimentarono il mito di Urbino come città rinascimentale ideale, un esempio supremo delle corti italiane. Non a caso, La Città Ideale, celebre dipinto esposto nella Galleria Nazionale delle Marche, simboleggia il Rinascimento e la grandezza di Urbino.

Veduta di Urbino
Veduta di Urbino

6. Oratorio di San Giovanni Battista e Oratorio di San Giuseppe

L’Oratorio di San Giovanni rappresenta una delle realizzazioni più riuscite del Gotico Internazionale nella regione. Sede dell’omonima Confraternita, conserva la struttura originaria con il soffitto ligneo a forma di carena di nave, mentre la facciata, restaurata nel 1900, è opera dell’urbinate Diomede Catalucci. Gli affreschi all’interno sono opera dei fratelli Salimbeni, insieme ad altri artisti come Arcangelo di Cola da Camerino e Gentile da Fabriano, figure di spicco del tardo gotico nella Regione. Il ciclo di affreschi è considerato l’opera più completa degli artisti settempedani: lungo la parete di destra si sviluppano scene che illustrano la vita di San Giovanni Battista; sull’abside spicca una grande Crocifissione datata 1416; sulla parete di sinistra si trova la Madonna dell’Umiltà. Nelle Storie di San Giovanni Battista, dipinte sulla parete destra, la narrazione appare più calma e distesa. I personaggi, vestiti con eleganza e ornati di cappelli fantasiosi e abiti sontuosi, insieme alla cura per i dettagli e al gusto nell’accurata rappresentazione di elementi tratti dalla vita reale, riflettono un approccio del tutto personale al tardo gotico. La qualità artistica rimane costantemente elevata e raggiunge livelli di virtuosismo nei dipinti degli angeli presenti nel Battesimo di Cristo, con ali vivacemente colorate e decorate con applicazioni di madreperla, che enfatizzano ancora una volta la pregiata natura dei dipinti su tavola rispetto alle opere murali. Non lontano, merita una visita anche l’Oratorio di San Giuseppe, per ammirare lo spettacolare presepe cinquecentesco di Federico Brandani.

Oratorio di San Giovanni Battista
Oratorio di San Giovanni Battista. Foto: Finestre sull’Arte

7. Museo dei Gessi dell’università di Urbino

Il Museo dei Gessi di Urbino custodisce un prezioso nucleo di calchi in gesso, principalmente di epoca storica (XVIII-XIX secolo), acquisiti dall’Istituto di Belle Arti delle Marche subito dopo la sua fondazione a Urbino nel 1861 e ancora oggi di proprietà della Scuola del Libro-Liceo Artistico, erede dell’istituzione ottocentesca. Il trasferimento dei gessi a Palazzo Albani ha avuto inizio nel 1974 grazie a un accordo lungimirante tra le parti coinvolte (Istituto di Archeologia dell’Ateneo, Dirigenza scolastica, Soprintendenza alle Belle Arti); il primo allestimento museale è stato inaugurato nel 1988, seguito da un secondo nel 2012, dopo la ristrutturazione del palazzo. I calchi, esaltati dal contrasto con le murature in laterizio degli ambienti che li ospitano, offrono una suggestiva rappresentazione delle più celebri sculture del mondo greco e romano, rinvenute sin dal XV secolo in Italia e poi in Grecia, oggi conservate nei principali musei d’Europa come: i musei Vaticani, Capitolini, Uffizi, MANN di Napoli, Louvre, British Museum, Hermitage. Le opere, espressione del canone ideale della classicità, continuano a esercitare un forte impatto visivo sul linguaggio figurativo contemporaneo, sia artistico che popolare. Il Museo è affiliato all’Association Internationale pour la Conservation et la Promotion du Moulages (A.I.C.P.M.).

Museo dei Gessi dell'Università di Urbino
Museo dei Gessi dell’Università di Urbino

8. Fortezza Albornoz

La Fortezza Albornoz, nota anche come Rocca Albornóz, è una struttura fortificata eretta sul punto più alto del Monte di S. Sergio ad Urbino. La sua posizione elevata infatti, offre una vista panoramica privilegiata su Urbino e il paesaggio circostante, conferendole un grande interesse storico e paesaggistico. Il suo nome deriva tradizionalmente dal cardinale Albornoz, anche se alcuni studi suggeriscono che possa essere stata costruita dal suo successore, il cardinale spagnolo Grimoard. Edificata nella seconda metà del XIV secolo a fini difensivi, sostituì la rocca preesistente, giudicata inadeguata per la città di Urbino. Nel corso dei secoli subì diverse distruzioni e ricostruzioni; nel XVI secolo fu collegata alle mura roveresche e nel 1673 fu ceduta ai padri Carmelitani Scalzi, il cui convento, oggi sede dell’Accademia di Belle Arti, è nelle vicinanze. Durante l’era napoleonica nel 1799 fu ristrutturata per scopi militari e poi restituita ai Carmelitani. Negli anni Sessanta furono avviati lavori di restauro che rivelarono antiche strutture archeologiche. L’attuale struttura, interamente in laterizio, presenta un impianto rettangolare con due torri semicircolari e bastioni. Dal 1975 lo spazio antistante è stato trasformato in un ampio parco pubblico dedicato alla Resistenza.

La Fortezza Albornoz. Foto: Urbino Servizi SpA
La Fortezza Albornoz. Foto: Urbino Servizi SpA

9. Museo Diocesano “Albani”

Il percorso attraverso il patrimonio artistico dell’Arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado prende il nome dalla famiglia Albani, in onore dell’attività mecenatistica svolta da Papa Clemente XI (1700-1721), che contribuì notevolmente all’arricchimento del “tesoro della cattedrale” esposto agli studiosi. Dal 1964, il Palazzo Episcopale ospita un museo in costante espansione, arricchito dalle recenti scoperte archeologiche della regione, presentando un nuovo allestimento. Esso custodisce una vasta gamma di arredi ecclesiastici, risalenti dal XIII secolo ai giorni nostri: codici miniati, calici, reliquiari, maioliche, porcellane, ambra, oro, argento, cristalli, pastorali in avorio e paramenti liturgici intessuti con metalli preziosi. Tra i pezzi straordinari si segnalano il leggio in ottone della biblioteca di Federico da Montefeltro, Duca di Urbino, e il candelabro in bronzo fuso di Francesco di Giorgio Martini. Numerosi affreschi staccati testimoniano la diffusione del Gotico Internazionale, mentre le opere pittoriche datate dal XIV al XIX secolo rappresentano le scuole più importanti, come quella di Giovanni Santi, del Manierismo, e le personalità artistiche di spicco come Federico Barocci (San Girolamo penitente; Estasi della Beata Michelina) e Federico Zuccari (Cristo alla colonna), che hanno lasciato un segno indelebile nella storia artistica locale e internazionale. L’imponente Cattedrale in stile Neoclassico, progettata alla fine del XVIII secolo dall’architetto Giuseppe Valadier, insieme al Museo Albani e all’Oratorio della Grotta, ora adibito a spazio espositivo, rappresenta il fulcro del patrimonio artistico ecclesiastico della città di Urbino.

Il Museo Diocesano di Urbino
Il Museo Diocesano di Urbino

10. Gabinetto di Fisica: Museo urbinate della Scienza e della Tecnica

Il Museo urbinate della Scienza e della Tecnica è una istituzione museale affiliata al Dipartimento di Scienze Pure e Applicate (DiSPeA) dell’Università di Urbino Carlo Bo ed è parte del Sistema Museale d’Ateneo (SMAUrb). Situato nel cuore del centro storico di Urbino, nel Palazzo degli Scolopi del Settecento, il museo ha radici che risalgono alle “Pubbliche Accademie di Fisica Sperimentale” tenute verso la fine del XVIII secolo. Sebbene la sua storia come struttura universitaria sia relativamente recente, datando dal 1988 secondo una delibera accademica, il Gabinetto di Fisica è considerato la più antica istituzione scientifica dell’Università di Urbino. Il Museo è organizzato principalmente nella vasta sala “Alessandro Serpieri”, che ospita una delle collezioni universitarie più significative di strumentazione storico-scientifica in Italia. Questa raccolta rappresenta un eccezionale patrimonio di attrezzature utilizzate per l’insegnamento e la ricerca nel campo della fisica, sin dalla fine del Settecento presso l’ateneo urbinate. Esponendo una selezione di oltre 700 strumenti scientifici, alcuni dei quali di notevole valore, il museo offre al pubblico un’occasione unica di esplorare l’evoluzione delle scienze fisiche nel corso dei secoli. Molti di questi strumenti sono stati oggetto di approfondite ricerche d’archivio e studi storico-scientifici, che hanno permesso di comprendere non solo il loro ruolo nell’ambito locale, ma anche il loro significato a livello nazionale e internazionale. Inoltre, il Museo presenta anche ricostruzioni materiali di alcuni strumenti scientifici e meccanici che si trovano nelle famose tarsie dello Studiolo del Duca Federico da Montefeltro, arricchendo ulteriormente la comprensione e l’apprezzamento del legame tra la scienza e l’arte nel contesto rinascimentale.

Il Gabinetto di Fisica di Urbino
Il Gabinetto di Fisica di Urbino

Urbino, cosa vedere: i 10 luoghi da visitare nella città del Rinascimento
Urbino, cosa vedere: i 10 luoghi da visitare nella città del Rinascimento


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