Venerdì 20 febbraio alle ore 11:30, Palazzo Madama di Torino ha ospitato la presentazione del restauro del Polittico con san Gerolamo e santi, Annunciazione e scene della Passione di Defendente Ferrari (Chivasso, circa 1475 – 1540), opera di rilevante importanza per la storia della pittura piemontese del primo Cinquecento. L’intervento, reso possibile dal generoso finanziamento dell’avvocato Marziano Marzano, già Assessore e Vicesindaco della Città di Torino per oltre un decennio, ha permesso di restituire al pubblico un capolavoro delle collezioni civiche torinesi, conservato con la cornice originale. La presentazione si è svolta nella Sala Feste di Palazzo Madama, in Piazza Castello, alla presenza di Massimo Broccio, Presidente della Fondazione Torino Musei, Rosanna Purchia, Assessore alla Cultura della Città di Torino, Marziano Marzano, Valeria Moratti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino, Giovanni Carlo Federico Villa, Direttore di Palazzo Madama, Simone Baiocco, Conservatore del museo, e i restauratori Leone Algisi, Carla Grassi e Silvia Covelli.
Il polittico, dipinto su tavola e acquisito dal museo nel 1932, ha richiesto un intervento di restauro particolarmente articolato a causa della complessità della struttura lignea e delle condizioni dei supporti. La presenza della carpenteria originale, elemento raro per polittici di questa epoca, ha reso necessario rivedere e aggiornare le soluzioni conservative adottate nei precedenti restauri. La tavola centrale, in particolare, presentava una frattura antica che è stata ricomposta con precisione, garantendo stabilità e continuità all’intero insieme. Parallelamente, il restauro ha interessato la superficie pittorica, con interventi mirati volti a conservare la leggibilità dei dettagli e la qualità cromatica originaria. Il laboratorio di Leone Algisi a Gorle (BG) ha condotto il lavoro sulla parte lignea e strutturale, mentre Carla Grassi ha seguito le operazioni sulla pittura.
Defendente Ferrari, autore dell’opera, fu allievo di Giovanni Martino Spanzotti e collaborò con lui tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento. Successivamente, con la propria bottega, diffuse in tutto il ducato di Savoia un linguaggio pittorico caratterizzato da eleganza e raffinatezza, mediando le influenze della pittura padana con quelle francesi e fiamminghe. L’attenzione ai dettagli, dai motivi naturali ai preziosi particolari degli abiti, è un tratto distintivo della sua produzione. Il polittico presenta al centro san Gerolamo nel suo eremitaggio, affiancato da tavole laterali con coppie di santi, mentre la predella mostra raffinate lavorazioni a tratteggio d’oro che richiamano tecniche incisorie e oreficeria rinascimentale. La cornice originale conserva decorazioni con candelabre a pastiglia. Entrato nelle collezioni civiche grazie al mecenatismo dei primi decenni del Novecento, con contributi di Giovanni Battista Devalle, Isaia Levi e Silvio Simeom, il polittico oggi torna pienamente leggibile e strutturalmente risanato grazie a un atto di mecenatismo contemporaneo, parallelo a quello che ne aveva assicurato l’acquisizione. Al termine del restauro, il polittico sarà esposto nella Sala Acaia di Palazzo Madama, al piano terra, nello stesso spazio in cui era collocato prima dell’intervento, riprendendo il dialogo con il percorso permanente del museo.
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