Alfred Sisley, vita, opere e stile di uno dei maggiori impressionisti


Alfred Sisley, pittore di origini inglesi, è stato tra gli impressionisti che meglio hanno saputo rappresentare i paesaggi francesi.

Alfred Sisley (Parigi, 1839 – Moret-sur-Loing, 1899) è stato uno dei maggiori pittori impressionisti: molti lo considerano francese, perché ha vissuto per tutta la sua vita a Parigi, ma in realtà era di nazionalità britannica.

Il figlio di Auguste Renoir racconta che il padre descriveva Frédéric Bazille e Sisley come gli artisti, che entrati nello studio del noto pittore svizzero Charles Gleyre, maestro di diversi impressionisti, volevano “dare fuoco ai vigili del fuoco”: erano infatti due giovani che disegnavano con pazienza e diligenza, determinati a raggiungere la perfezione in breve tempo.

I coetanei descrivevano Sisley come una persona educata e tranquilla: Vincent Van Gogh in una delle sue lettere al Fratello Theo lo descrive come “il più timido e gentile degli impressionisti”, e anche il figlio di Renoir diceva che “il dono di Sisley era la gentilezza”. Sisley rappresentò per tutta la vita paesaggi, dipingendo all’aria aperta, restando sempre fedele alla causa Impressionista.

Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley (1868; olio su tela, 81 x 65 cm; Zurigo, Collezione Bührle)
Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley (1868; olio su tela, 81 x 65 cm; Zurigo, Collezione Bührle)

La vita di Alfred Sisley

Alfred Sisley nacque a Parigi il 30 ottobre del 1839 da una famiglia inglese: il padre William Sisley era di Manchester, uomo d’affari e commerciante, e la madre Felicia Sell proveniva da un’antica famiglia di intellettuali londinesi. Lei si occupò dell’educazione del figlio avvicinandolo alle arti e alla musica. Raggiunti i diciotto anni, Sisley venne mandato dai genitori in Inghilterra per studiare commercio, ma non andò proprio così: lui approfittò del viaggio per andare a conoscere e studiare la cultura inglese. Rimase in Inghilterra dal 1857 al 1861, studiò sia la letteratura inglese (andando anche a visitare la cittadina di William Shakespeare, Stratford-upon-Avon) sia la pittura. Fu proprio con la scoperta di William Turner e John Constable che Sisley si innamorò del genere paesaggistico, ma soprattutto della libertà del segno di questi artisti. Fece ritorno a Parigi nella primavera del 1862 e riuscì a farsi dare il permesso dai genitori per studiare pittura; ad ottobre dello stesso anno entrò nello studio di Charles Gleyre (Chevilly, 1806 – Parigi, 1874), dove erano venuti a studiare anche Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir e Frédéric Bazille. Tra loro si creò una forte amicizia che durò negli anni. I quattro lasciarono presto lo studio di Gleyre: avevano visioni e idee diverse sui paesaggi e sulla loro realizzazione.

Nel 1863, Sisley e i suoi amici lasciarono Parigi per andare nei pressi di Fontainebleau, per dipingere all’aperto voleva cogliere al meglio la luce naturale e i suoi colori (en plein air). L’esperienza fu molto formativa e venne ripetuta dai quattro anche nel 1865, alla ricerca di un nuovo modo di dipingere la natura, e crearono uno stile tutto loro, quello che poi sarebbe passato alla storia come impressionismo. Sisley iniziò una relazione con Marie-Eugénie Lescouezec nel 1866: i due amanti vennero ritratti alcuni anni dopo da Renoir (I coniugi Sisley, 1868), si sposarono solo nel 1897 ed ebbero tre figli. Tutelato dalla stabilità finanziaria della famiglia, Sisley si poté dedicare a pieno alla sua attività pittorica. Sisley e Marie si trasferirono a Parigi, città che in quel periodo trasudava di salotti di intellettuali dove poter discutere di arte e di idee. Sisley partecipava spesso alle riunioni informali tenute al Café Guebois da Édouard Manet (che ispirava una nuova generazione di pittori), dove si discuteva di nuove soluzioni artistiche, tecniche e tematiche.

Il padre di Sisley fece una serie di affari sbagliati a causa della guerra Franco-Prussiana (1870-1871) e l’intera famiglia subì le conseguenze di questi errori. Da quel momento la vita di Sisley cambiò: non più sostenuto dalle finanze del padre, si sarebbe dovuto mantenere da solo, cercando di ricavare il più possibile dai suoi lavori. Nel 1872, Camille Pissarro e Monet lo presentarono a Paul Durand-Ruel proprietario di una galleria d’arte a Londra (fu un gran sostenitore degli impressionisti), che lo espose fino alla fine dei suoi giorni; sostenuto anche dal critico Théodore Duret, Sisley riuscì a tenersi a galla finanziariamente, potendo così sostenere la famiglia e pagarsi il materiale per dipingere.

Sisley, nel 1874, partecipò alla prima mostra impressionista, esposizione che si tenne presso lo studio fotografico di Félix Nadar. Fu organizzata autonomamente dal gruppo di pittori che vi esposero. Tra i presenti: Claude Monet, Renoir, Pissarro, Edgar Degas e la pittrice Berthe Morisot. Sisley partecipò con pochi paesaggi non destando l’interesse della critica. Dopo la prima mostra Sisley tornò per qualche mese in Inghilterra per studiare al meglio le pitture inglesi; in quel periodo la sua tavolozza si fece molto più colorata. Con il ritorno in Francia, si trasferì a Marly le-Roi dove, dedicandosi alla pittura en plein air, avrebbe realizzato i suoi migliori quadri studiando il riverbero dell’acqua e i suoi colori (Inondazione a port-Marly, 1876).

Durante la terza mostra impressionista (1877), Sisley mostrò i suoi ultimi lavori con l’acqua, da cui ottenne un buon successo ma questo non bastò: le difficoltà economiche erano sempre più grandi e i quadri non si vendevano bene. Nel 1879 decise di tentare un approccio più classico cercando di esporre al Salon, esposizione annuale di pittura dedicata principalmente agli allievi dell’accademia, che dava la possibilità di mostrarsi al grande pubblico: le opere che venivano esposte al Salon venivano certamente vendute ma soprattutto si veniva accettati dall’élite intellettuale parigina, una buona opportunità per le difficoltà economiche di Sisley. Tuttavia, venne rifiutato dalla giuria e non espose. A causa dei continui fallimenti e delle difficoltà economiche, Sisley e la famiglia si trasferirono prima in un paesino sulle rive del Loing e poi nella cittadina di Moret.

Visto che il gruppo degli impressionisti si stava sgretolando, le mostre collettive erano sempre più rare, e Sisley, seguendo gli esempi di Monet, Renoir e Pissarro, decise di fare delle mostre personali grazie alla galleria di Durand-Ruel. Partecipò alla sua ultima mostra impressionista nel 1882 (settima mostra, l’ottava a cui non partecipò fu l’ultima del gruppo nel 1886) continuando a non ottenere successo. Nel 1886 decise di accettare la proposta di Durand-Ruel per una mostra collettiva a New York riscuotendo finalmente successo, dando così la possibilità di farsi conoscere al mercante d’arte Georges Petit: diventò il suo gallerista ufficiale con cui avrebbe collaborato per il resto dei suoi anni. Petit organizzò una grande mostra di Sisley, espose 46 dipinti e 6 pastelli, ma non fu venduta nemmeno un’opera, e fu un brutto colpo per l’artista. In questo periodo Sisley tentò più volte di richiedere la cittadinanza francese, ma per motivi burocratici o per mancanza di documenti non gli fu mai concessa. Nel 1898 Sisley perse la moglie, e la perdita fu talmente dolorosa che l’artista smise di dipingere. Le sue condizioni peggiorarono, perché dopo il dolore dal lato psicologico arrivò anche quello fisico: un tumore maligno alla gola. Scoperte le sue condizioni fece chiamare Monet a cui raccomandò i suoi figli, e si spense a Moret-sur-Loing il 29 gennaio del 1899.

Alfred Sisley, Donne che vanno al bosco (1866; olio su tela, 65,2 x 92,2 cm; Tokyo, Artizon Museum)
Alfred Sisley, Donne che vanno al bosco (1866; olio su tela, 65,2 x 92,2 cm; Tokyo, Artizon Museum)
Alfred Sisley, Il ponte di Villeneuve-la-Garenne (1872; olio su tela, 49,5 x 65,4 cm; New York, The Metropolitan Museum of Art)
Alfred Sisley, Il ponte di Villeneuve-la-Garenne (1872; olio su tela, 49,5 x 65,4 cm; New York, The Metropolitan Museum of Art)
Alfred Sisley, Inondazione a Port-Marly (1876; olio su tela, 61 x 50,5 cm; Parigi, Musée d'Orsay)
Alfred Sisley, Inondazione a Port-Marly (1876; olio su tela, 61 x 50,5 cm; Parigi, Musée d’Orsay)
Alfred Sisley, La piazza del canile a Marly, Effetto neve (1876; olio su tela, 50 x 61,5 cm; Rouen, Musée des Beaux-Arts)
Alfred Sisley, La piazza del canile a Marly, Effetto neve (1876; olio su tela, 50 x 61,5 cm; Rouen, Musée des Beaux-Arts)

Lo stile e le opere di Sisley

Per tutta la vita Sisley dipinse paesaggi, rappresentandoli con la potenza impressionista, ma a differenza dei suoi colleghi che volevano mostrare la potenza della natura, lui la ritraeva tranquilla e i suoi quadri sono momenti di rilassamento quasi onirici, che tuttavia trasportano l’osservatore in un momento e luogo ben precisi. I suoi primi quadri erano caratterizzati da una tavolozza scura e da un atteggiamento molto severo: si può notare un attaccamento alla prospettiva che è lineare e ragionata, come in Donne che vanno al bosco del 1866.

Il suo stile cambia dopo il viaggio in Inghilterra: tornato a Parigi nel 1870 inizia a dipingere con una tavolozza molto più accesa e inizia a dipingere un tema che lo ossessionerà per tutta la vita: l’acqua e i suoi riflessi. Si possono osservare le differenze tra un quadro del 1872, Il ponte di Villeneuve-la-Garenne, e uno del 1876, Inondazione a Port-Marly: entrambi rappresentano l’acqua e i suoi riflessi, ma se nel primo esempio c’è una visione ancora idealizzata, le geometrie sono precise e l’acqua e il cielo ancora non convincono, nel secondo quadro invece si osservano delle grosse differenze, si vede che Sisley ha studiato a fondo l’acqua e i suoi riflessi ma anche il cielo, poiché qui cattura a pieno il dato reale (la luce e i suoi riflessi) sacrificando la parte geometrica, la casa perde il suo contorno preciso e si mischia con i colori che la circondano (da notare che comunque la prospettiva rimane esatta).

La visione prospettica di Sisley cambia quando incontra le stampe giapponesi, e così, influenzato dal suo amico Monet e da Pissarro, inizia a sperimentare. Con loro studiò i riflessi della neve e i suoi colori, ad esempio in Effetto della neve ad Argenteuil (1874). Lo storico dell’arte Richard Shone mette a paragone un quadro di Sisley (La piazza del canile a Marly, Effetto neve, 1876) e una stampa di Utagawa Hiroshige (Notte nevosa a Kambara, 1833/35 circa) per sottolineare il cambiamento della visione prospettica e la grande influenza delle stampe giapponesi su Sisley.

Sisley prediligeva la pittura en plein air: era solito acquistare le tele in vendita nei negozi d’arte, così da avere tele di misure standard ma soprattutto comode da trasportare. Questo tipo di superficie sempre uguale suggerisce la realizzazione di opere in serie. Sisley realizza molte serie come quella delle case di Saint-Mammès (un esempio, Vecchie case a Saint-Mammès, 1880) o anche i vari vicoli e delle rive del Loing (Vicolo di pioppi intorno a Moret-sur-Loing, 1890). Un’altra piccola serie è quella dedicata alla chiesa di Moet: Sisley la dipinge in vari momenti della giornata e da più angolazioni, in diverse opere tutte del 1894 (come La chiesa di Moret – tempo piovoso, La chiesa di Moret – cielo coperto, La chiesa di Moret – sotto la pioggia, La chiesa di Moret – sera).

Negli ultimi anni si dedica sempre di più a rappresentare la natura grandiosa andando a dipingere il mare, in particolare le scogliere di Langland le sue rocce e le sue onde, prestando sempre molta attenzione alla luce e ai colori (Roccia di Storr, baia di Langland – sera, 1897).

Alfred Sisley, Vicolo di pioppi intorno a Moret-sur-Loing (1890; olio su tela, 65 x 81 cm; Parigi, Musée d'Orsay)
Alfred Sisley, Vicolo di pioppi intorno a Moret-sur-Loing (1890; olio su tela, 65 x 81 cm; Parigi, Musée d’Orsay)
Alfred Sisley, La chiesa di Moret – sera (1894; olio su tela, 100 x 81 cm; Parigi, Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la ville de Paris)
Alfred Sisley, La chiesa di Moret – sera (1894; olio su tela, 100 x 81 cm; Parigi, Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la ville de Paris)
Alfred Sisley, Roccia di Storr, baia di Langland – sera (1897; olio su tela, 65,5 x 81,5 cm; Cardiff, National Museum of Wales)
Alfred Sisley, Roccia di Storr, baia di Langland – sera (1897; olio su tela, 65,5 x 81,5 cm; Cardiff, National Museum of Wales)

Dove vedere le opere di Alfred Sisley

La maggior parte delle opere di Sisley sono in Francia: a Parigi, al Musée d’Orsay, sono conservate la maggior parte delle sue opere, come Veduta del canale di Saint-Martina (1870), L’inondazione a Port-Marly (1876) e Vicolo dei pioppi intorno a Moret-sur-Loing (1890). Sempre a Parigi le sue opere sono al museo del Louvre e al museo Petit Palais. In Francia si ammirano sue opere in diversi altri musei, come al Palazzo delle Belle Arti a Lille e a Le Havre al Museo d’arte Moderna André-Malraux.

Sempre in Europa troviamo le sue opere in Germania, alla Staatsgalerie di Stoccarda e alla Kunsthalle di Amburgo. Nel Regno Unito, si ammirano opere di Sisley in Inghilterra, alla National Gallery di Londra, e in Scozia, a Glasgow nella Collezione Burrell. In Italia abbiamo un’unica opera a Milano alla Galleria d’arte Moderna: si tratta di Vento e Sole del 1880.

Oltre oceano molte delle sue opere sono negli Stati Uniti in particolare a New York al Metropolitan Museum of Art e al Museo d’arte di Filadelfia, nonché in Canada al Museo di Belle Arti di Montreal.


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