Il governo britannico investe 1,5 miliardi nella cultura: riconosciuta la sua importanza sociale


Un piano quinquennale senza precedenti, da 1,5 miliardi di sterline, punta a salvare oltre mille tra musei, biblioteche e spazi culturali in Inghilterra, affrontando anni di sottofinanziamento e riaffermando il ruolo della cultura come motore di coesione sociale. Per la ministra Lisa Nandy: “In un’epoca in cui le forze cercano di dividerci, l’arte, la cultura e il patrimonio sono

Il governo del Regno Unito ha annunciato un investimento complessivo di 1,5 miliardi di sterline (circa 1,7 miliardi di euro) destinato alla cultura nel corso dei prossimi cinque anni, delineando quello che viene presentato come un cambio di passo rispetto a oltre un decennio di sottofinanziamento. Il pacchetto di misure, illustrato dalla segretaria alla cultura Lisa Nandy, mira a salvare più di mille tra musei, biblioteche, spazi artistici e edifici storici in tutto il paese, molti dei quali rischiavano la chiusura a causa di gravi carenze strutturali e di risorse.

L’intervento si inserisce in un contesto segnato dal protrarsi della crisi del costo della vita, che continua a incidere sulle famiglie britanniche. In questo scenario, il rafforzamento delle infrastrutture culturali viene presentato dal governo britannico come un modo per garantire spazi accessibili, accoglienti e a basso costo, capaci di offrire opportunità di incontro e di svago alle comunità locali. Secondo il governo, investire nella cultura significa anche sostenere le famiglie, assicurando alternative gratuite o economicamente sostenibili per il tempo libero e la partecipazione alla vita collettiva.

Il piano prevede investimenti mirati nelle aree e nelle istituzioni che hanno sofferto maggiormente la carenza di fondi negli ultimi anni. Una parte significativa delle risorse sarà destinata a interventi di manutenzione e messa in sicurezza di edifici storici e sedi museali, molti dei quali presentano arretrati importanti in termini di lavori strutturali. In particolare, oltre 100 milioni di sterline (circa 114 milioni di euro) sono stati stanziati specificamente per i musei locali alle prese con costi di gestione e manutenzione sempre più elevati, con un impatto diretto previsto su circa 200 siti in tutto il Paese.

L’obiettivo dichiarato è quello di restituire centralità alla cultura come elemento fondante dell’identità nazionale e come strumento capace di rafforzare il senso di appartenenza ai territori. Il governo sottolinea come le istituzioni culturali non siano semplicemente edifici, ma luoghi simbolici che raccontano la storia collettiva, favoriscono l’incontro tra generazioni e offrono opportunità educative e creative, in particolare per i più giovani.

Nel presentare il piano, Lisa Nandy ha evidenziato il ruolo della cultura come forza unificante in un momento storico segnato da divisioni sociali e politiche. “In un’epoca in cui le forze cercano di dividerci, l’arte, la cultura e il patrimonio sono ciò che ci unisce”, ha detto. “Le nostre istituzioni culturali locali non sono semplici edifici: sono parte di ciò che siamo come nazione, contribuiscono a raccontare la nostra storia nazionale e offrono ai giovani opportunità uniche per realizzare i propri sogni. Questo finanziamento manterrà aperte le porte e accese le luci di migliaia di organizzazioni artistiche, musei, biblioteche ed edifici storici che altrimenti sarebbero stati a rischio chiusura. Sbloccherà opportunità per milioni di persone rimaste escluse per troppo tempo. Questa è la Gran Bretagna che stiamo ricostruendo”.

Facciata della National Gallery di Londra. Foto: Diego Delso
Facciata della National Gallery di Londra. Foto: Diego Delso

Il pacchetto da 1,5 miliardi di sterline coprirà l’intero arco della legislatura e si inserisce nel più ampio “Piano per il Cambiamento” promosso dal governo, che punta a rafforzare l’accesso alle arti e alla cultura di livello internazionale in ogni città e paese dell’Inghilterra. L’intento è quello di favorire una maggiore conoscenza della storia locale, del patrimonio e delle identità dei diversi territori, contribuendo al contempo alla crescita delle industrie culturali e creative.

Dal punto di vista occupazionale, il settore culturale nel Regno Unito sostiene attualmente circa 700.000 posti di lavoro. Secondo le stime governative, il nuovo pacchetto di investimenti contribuirà a salvaguardare e creare migliaia di impieghi nei prossimi anni, rafforzando la sostenibilità economica di un comparto considerato strategico.

La distribuzione dei fondi prevede 760 milioni di sterline (circa 870 milioni di euro) destinati ai musei. Di questi, 600 milioni (circa 690 milioni di euro) saranno utilizzati per interventi infrastrutturali a favore dei musei nazionali e degli enti culturali gestiti dal Department for Culture, Media and Sport, l’omologo del nostro Ministero della Cultura. Le risorse serviranno a far fronte a criticità strutturali e a consentire alle istituzioni di condividere collezioni e competenze su scala nazionale, con l’obiettivo di attrarre visitatori anche dall’estero. Ulteriori 160 milioni (circa 185 milioni di euro) saranno destinati ai musei locali e regionali attraverso il Museum Estates and Development Fund, affiancati da un nuovo programma di trasformazione museale da 13,6 milioni di sterline (circa 15,6 milioni di euro), pensato per favorire modelli di gestione più sostenibili.

Un altro capitolo rilevante riguarda il Creative Foundations Fund, che con 425 milioni di sterline (circa 488 milioni di euro) sosterrà circa 300 progetti di investimento in spazi dedicati alle arti in tutto il Paese. Al patrimonio storico saranno destinati 230 milioni di sterline (circa 246 milioni di euro) per la protezione e la conservazione di edifici di valore, inclusi luoghi di culto e strutture tutelate. All’interno di questa voce rientrano 75 milioni (circa 86 milioni di euro) per il patrimonio a rischio, 46 milioni (circa 52 milioni di euro) per il Heritage Revival Fund, volto a sostenere le comunità nella gestione di beni storici locali, e un nuovo Places of Worship Renewal Fund da 92 milioni di sterline (circa 105 milioni di euro), che sostituirà il precedente schema di sovvenzioni per i luoghi di culto, equiparandoli ad altri beni culturali in termini di accesso ai finanziamenti pubblici.

Il piano prevede inoltre 27,5 milioni di sterline (circa 31,5 milioni di euro) per il Libraries Improvement Fund, destinato a migliorare edifici e dotazioni tecnologiche delle biblioteche pubbliche, e 80 milioni di sterline (circa 91 milioni di euro) di finanziamenti in conto capitale, distribuiti su quattro anni, a favore delle organizzazioni del National Portfolio sostenute regolarmente dall’Arts Council England. Questo intervento rientra in un aumento complessivo del 5% dei fondi destinati a tali enti, con l’obiettivo di garantire attività artistiche e culturali in ogni autorità locale.

Un ruolo centrale sarà svolto anche dall’Arts Everywhere Fund, già annunciato lo scorso anno con un investimento di 270 milioni di sterline (circa 310 milioni di euro). Il nuovo impegno finanziario porterà il totale a 1,5 miliardi tra il 2025 e il 2030, rafforzando l’uso della cultura come catalizzatore di crescita locale e come strumento di sostegno alle aree più svantaggiate.

Il Department for Culture, Media and Sport sponsorizza attualmente 15 gruppi museali che gestiscono oltre 45 sedi in Inghilterra, visitate da più di 40 milioni di persone nell’ultimo anno. Sei musei nazionali figurano tra i dieci siti più visitati del Regno Unito nel 2024, tra cui il British Museum, la Tate Modern, la National Gallery, il Natural History Museum, il Victoria and Albert Museum e lo Science Museum. Tra gli enti che potrebbero beneficiare dei fondi infrastrutturali figurano anche la British Library, il BFI e numerose altre istituzioni di rilievo nazionale.

I dettagli operativi dei singoli programmi di finanziamento, comprese le modalità di accesso e i criteri di assegnazione, saranno resi noti nei prossimi mesi. Nel frattempo, il governo rivendica l’intervento come un passo decisivo per rimettere la cultura al centro della vita pubblica, restituendo valore a luoghi simbolici e rafforzando il legame tra patrimonio, comunità e futuro.

Molte le personalità della cultura intervenute per commentare il provvedimento. “Sono lieto di sapere che il nostro governo sta contribuendo a sostenere le arti attraverso questo importante aumento dei finanziamenti”, dice Antony Gormley, uno dei più grandi scultori britannici viventi. Gli fa eco un altro artista, Grayson Perry: “Questa è una buona notizia e garantirà che molte più persone in tutto il Paese possano accedere e godere delle arti, della cultura e del patrimonio”. Andrew Lewson, direttore della Royal Shakspeare Company, afferma: “La RSC accoglie con favore l’integrazione degli investimenti di capitale nel modello di finanziamento per le organizzazioni artistiche, annunciata oggi. Affrontare l’urgente necessità di capitali nelle infrastrutture artistiche sosterrà la crescita delle industrie creative, contribuendo a creare posti di lavoro locali di alta qualità e consentendo al settore di continuare a entusiasmare e intrattenere il pubblico per le generazioni a venire”. Per Darren Henley, ad di Arts Council England, “si tratta di un grande impulso per le organizzazioni artistiche, i musei e le biblioteche, che rappresentano il cuore pulsante delle città di tutta l’Inghilterra. Il nuovo investimento del governo contribuirà a far crescere la nostra economia creativa e culturale, consentendo alla nostra forza lavoro culturale, dedicata e talentuosa, di realizzare un lavoro più stimolante per più persone in più luoghi. Continuando a finanziare la nostra infrastruttura culturale, il governo investe nel nostro futuro collettivo, garantendo opportunità creative per le generazioni future”. Secondo Anu Giri, ad dell’English National Ballet, “Questo investimento farà una differenza tangibile, consentendoci di garantire infrastrutture e attrezzature essenziali che, a loro volta, sosterranno tournée più ampie e ci aiuteranno a raggiungere un nuovo pubblico, compresi i giovani, nelle città e nei paesi di tutto il Paese. L’annuncio rappresenta un passo importante per organizzazioni come l’English National Ballet e per il settore culturale in generale; un passo che contribuisce a garantire che il nostro ecosistema artistico di livello mondiale possa continuare a offrire creatività ed esperienze culturali eccezionali al pubblico e alle comunità di tutto il Paese”.

“Questo aumento degli investimenti”, dice David Burke, ad della London Philharmonic Orchestra, “arriva in un momento cruciale per l’ecosistema artistico di livello mondiale del Regno Unito. L’impulso del governo si riversa in generose donazioni e sponsorizzazioni, incoraggiando al contempo l’imprenditorialità e l’innovazione che sono i tratti distintivi della nostra vita culturale”. E ancora Jeremy Silver, ad della British Library, commenta: “Siamo lieti di vedere questo ulteriore supporto, che consente alle biblioteche pubbliche di tutta l’Inghilterra di investire nei loro edifici e nell’offerta digitale, rispondendo alle esigenze di una utenza eterogenea e fornendo servizi essenziali al pubblico come parte integrante del nostro ecosistema culturale e della conoscenza condivisa. Ci auguriamo che questo finanziamento contribuisca a rafforzare la resilienza e l’innovazione nel settore”. Infine, Paddy Rodgers, direttore dei Royal Museums di Greenwich, dichiara: “Si tratta di un impegno serio nei confronti di un’area di crescita fondamentale per il Regno Unito. Il suo impatto si farà sentire a livello globale e nelle generazioni future”.




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