Roma, via al restauro di Palazzo Farnese, capolavoro architettonico del Cinquecento


A Roma è partito il cantiere di restauro di Palazzo Farnese, capolavoro architettonico del Cinquecento su cui lavorarono quattro grandi architetti. Termine lavori previsto per il 2025.

A Roma partono i lavori per il restauro delle facciate e dei tetti di Palazzo Farnese, sede dell’ambasciata di Francia in Italia e dell’École française de Rome, con l’obiettivo di ripristinare l’aspetto originario del palazzo su cui si succedettero quattro grandi architetti, ovvero Antonio da Sangallo il Giovane (Firenze, 1484 - Terni, 1546), Michelangelo Buonarroti (Caprese, 1475 - Roma, 1564), Jacopo Barozzi detto il Vignola (Vignola, 1507 - Roma, 1573) e Giacomo della Porta (Portezza, 1532 - Roma, 1602): è uno dei più importanti cinquecenteschi della capitale.

Era il 1513 quando Antonio da Sangallo avviava il cantiere della facciata principale, mentre il palazzo era già occupato dal proprietario, il cardinale Alessandro Farnese. Nel 1546, dopo la morte del primo architetto, Michelangelo portava avanti il cantiere lasciato incompiuto dal suo predecessore, realizzando il cornicione del Palazzo, modificando la grande finestra della facciata principale e realizzando il secondo piano del cortile interno. A partire dal 1550, il Vignola partecipò all’edificazione della facciata di via del Mascherone e infine, nel 1573, Giacomo Della Porta diede il via alla costruzione dell’ala retrostante per poi portare a termine, nel 1589, la facciata rivolta sul Tevere. L’edificazione delle facciate di Palazzo Farnese continuò dunque per tutto il XVI secolo. Ai nomi dei quattro grandi architetti che si succedettero occorre aggiungere quelli degli inquilini del Palazzo, rappresentati sulla facciata da simboli ben precisi: i festoni, le palme e la quercia di papa Alessandro VII Chigi; le spighe di grano della dinastia dei Vasa alla quale apparteneva Cristina di Svezia, che ha soggiornato a Palazzo; il giglio dei Farnese.

Palazzo Farnese
Palazzo Farnese. Ph. Credit


Le fasi del restauro

La campagna che prende il via per iniziare si colloca nella continuità e vuole proseguire gli interventi precedenti, in particolare quello realizzato in occasione del riguarderà la pulizia dell’intonaco, il consolidamento delle pietre e la revisione della copertura in tegole antiche. Piazza Farnese e su via Giulia, i disegni originali degli infissi del XVI secolo. Il restauro del travertino e del paramento in mattoni si svolgerà contemporaneamente alla ripresa delle coperture in tegole “alla romana”. Per quanto riguarda il colore delle facciate, quest’ultimo sarà ripristinato tramite una patina di armonizzazione che permetterà di attenuare l’eccessivo contrasto tra la facciata restaurata di Piazza Farnese e le facciate laterali. Un campionamento e vari prelievi saranno effettuati per appurare scientificamente la composizione dei mortai e degli intonaci originali, ciò nell’intento di avvicinarsi al meglio all’opera originale.

I lavori sono partiti il 1° marzo 2021 e la fine è prevista per il 2025. La prima fase è dedicata al restauro della facciata di via dei Farnesi, degli infissi nonché delle coperture sui versanti di quella facciata (già partito l’allestimento del cantiere: la prima tappa di questa fase riguarderà l’avvio del posizionamento della copertura e del consolidamento della capriata); la seconda fase sarà dedicata al restauro delle facciate (l’inizio del restauro della facciata di via dei Farnesi è previsto per luglio), degli infissi, nonché delle coperture sui versanti di via del Mascherone; la terza fase sarà dedicata alla manutenzione della facciata principale che dà su Piazza Farnese, alla revisione degli infissi, nonché al restauro delle coperture. Infine, la quarta fase si concentrerà sul restauro dei tetti di via Giulia e del muro di cinta del giardino, nonché delle coperture sui versanti di via Giulia.

Per completare il restauro sono stati investiti nel complesso 5,6 milioni di euro, cofinanziati dai ministeri francesi dell’Europa e degli Affari esteri, e dell’Insegnamento superiore, della Ricerca e dell’Innovazione. Il cantiere è stato pensato in modo da minimizzare quanto possibile l’impatto sul vicinato. Il progetto del restauro delle facciate e dei tetti di Palazzo Farnese è nato nel 2017. La committenza dei lavori, l’Ambasciata di Francia e l’École française de Rome hanno promosso il progetto attraverso il dialogo costante con le amministrazioni locali. La committenza dei lavori è il service des travaux et bâtiments français en Italie (STBI). Essa è assicurata dall’agenzia di Pierre-Antoine Gatier, Capo Architetto dei Monumenti Storici e Ispettore generale dei Monumenti Storici. Per garantire la conformità delle strategie di restauro, un comitato scientifico composto di esperti francesi e italiani si è riunito in varie occasioni – nel 2018, due volte nel 2019 e infine nel 2020. Il restauro è monitorato scientificamente dalla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma. Il cantiere sarà avviato a marzo 2021.

L’opera di valorizzazione

L’ambasciata francese riferisce che la campagna di restauro costituirà anche l’occasione, per l’ambasciata stessa e per l’École française de Rome, di valorizzare il patrimonio storico e artistico di Palazzo Farnese. Per raggiungere tale obiettivo, diversi artisti e ricercatori sono invitati a portare il loro contributo per la conoscenza e l’appropriazione di questo importante edificio. Online o in situ, i protagonisti chiamati dal Palazzo permetterano al pubblico di scoprire il palazzo sotto una luce nuova, parteciperanno alla diffusione dei saperi attorno al monumento, presenteranno le scoperte fatte durante i lavori e sveleranno i “dietro le quinte” di un cantiere di restauro, solitamente chiusi al pubblico. Durante tutta la campagna di restauro, diversi artisti saranno invitati ad operare direttamente sulle palizzate del cantiere per proporre al pubblico una rilettura contemporanea di Palazzo Farnese e delle opere che hanno preso parte alla sua storia.

Palazzo Farnese
Palazzo Farnese. Ph. Credit Ch. Mantuano



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