TEFAF punta su Rubens: finanziato il restauro della Caccia al cinghiale


La Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda è la beneficiaria del TEFAF Museum Restoration Fund 2026: il finanziamento sosterrà il restauro de La caccia al cinghiale di Pieter Paul Rubens. Annunciati anche mostre dei musei partner, l’Art Summit e il rapporto Deloitte.

La European Fine Art Foundation (TEFAF) ha annunciato che la Gemäldegalerie Alte Meister (Galleria dei Maestri Antichi) di Dresda sarà la beneficiaria del TEFAF Museum Restoration Fund (TMRF) 2026, assegnato a Maastricht. Istituito nel 2012, il fondo sostiene ogni anno musei di tutto il mondo nella conservazione, nel restauro e nello studio di opere di particolare rilievo storico-artistico, con l’obiettivo di rafforzare la responsabilità condivisa della comunità internazionale nella tutela del patrimonio culturale.

Il finanziamento consentirà alla Gemäldegalerie Alte Meister di intervenire su La caccia al cinghiale (1616-1618), una delle opere monumentali di Pieter Paul Rubens. Il dipinto, realizzato nel pieno della maturità dell’artista, presenta una storia collezionistica complessa e ben documentata. Secondo le ricostruzioni, l’opera fu probabilmente acquistata direttamente da Rubens nel 1627 da George Villiers, duca di Buckingham, prima di entrare a far parte della collezione imperiale di Praga. Nel 1749 giunse a Dresda, entrando nelle raccolte di Federico Augusto II di Sassonia, dove è rimasta da allora. Nel corso del Novecento l’opera attraversò anche le vicende legate alla Seconda guerra mondiale, con il trasferimento in Unione Sovietica nel 1945, un decennio di deposito a Mosca e il ritorno a Dresda nella seconda metà degli anni Cinquanta.

Le condizioni conservative del dipinto rendono l’intervento notevole. La caccia al cinghiale risulta oggi appesantita da uno spesso strato di vernici scure sovrapposte, probabilmente applicate nel XIX secolo, che attenuano la brillantezza e la profondità cromatica originaria della tavolozza di Rubens. Le indagini tecniche condotte sull’opera hanno inoltre individuato un’estensione nella parte superiore della tela, in cui il disegno preparatorio non prosegue, aprendo interrogativi sulla cronologia e sull’autorialità di questa aggiunta. Le prime evidenze suggeriscono che l’estensione possa essere stata realizzata sotto la direzione dello stesso Rubens, mentre le ricerche in corso stanno valutando il possibile coinvolgimento di artisti attivi nella sua cerchia, come Jan Wildens, Lucas van Uden o Anthony van Dyck.

Il restauro si inserisce in un programma quadriennale di studio ed esposizione dedicato all’insieme delle quasi quaranta opere di Rubens conservate a Dresda, noto come Gruppo Rubens. Il progetto è sviluppato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Dresda, il Museo Reale di Belle Arti di Anversa (KMSKA) e l’Università di Anversa, attraverso il gruppo di ricerca AXIS.

Nell’ambito di TEFAF Maastricht 2026, è previsto anche un TMRF Talk, organizzato in collaborazione con ICOM-CC e con il supporto di Aon, in programma per sabato 14 marzo alle ore 13:00, dedicato ai temi della conservazione e del restauro museale.

Peter Paul Rubens, La caccia al cinghiale (1616-1618) Per gentile concessione della Gemäldegalerie Alte Meister, Dresda
Peter Paul Rubens, La caccia al cinghiale (1616-1618) Per gentile concessione della Gemäldegalerie Alte Meister, Dresda

Accanto all’annuncio del fondo per il restauro, TEFAF ha presentato le iniziative dei partner istituzionali che prenderanno parte a TEFAF Maastricht 2026. Quattro istituzioni, Kunsthaus Zürich, Centraal Museum Utrecht, Prince Claus Fund e King Baudouin Foundation, presenteranno ciascuna una mostra tematica in prestito, offrendo una panoramica su ambiti e periodi differenti della storia dell’arte e della produzione culturale. Il Kunsthaus Zürich proporrà una mostra dedicata ad Alberto Giacometti, concentrandosi sul dialogo tra le sue opere e quelle di artisti di generazioni diverse, come Meret Oppenheim, Cy Twombly e Rebecca Warren. L’allestimento metterà in relazione approcci differenti alla rappresentazione della figura umana e alla materialità della scultura, evidenziando continuità e trasformazioni nel corso del Novecento e oltre.

Il Centraal Museum di Utrecht presenterà L’estasi di Maria Maddalena, opera recentemente acquisita, in vista della mostra Gerard van Honthorst: Different from Rembrandt, prevista dal 25 aprile al 13 settembre 2026. L’opera sarà esposta per la prima volta al pubblico proprio in occasione di TEFAF, anticipando il suo debutto museale.

Il Prince Claus Fund porterà a Maastricht una selezione di opere di artisti sostenuti nel corso degli ultimi trent’anni, con un’attenzione particolare alle pratiche artistiche legate alla resilienza culturale, all’impegno sociale e a una prospettiva globale. La King Baudouin Foundation, invece, presenterà opere importanti della propria collezione, tra cui il Ritratto di un membro della famiglia De Rojas inginocchiato di Hans Memling, databile tra il 1460 e il 1470, illustrando il proprio ruolo nella conservazione e nella diffusione del patrimonio culturale belga.

Nel programma di TEFAF Maastricht 2026 rientra anche il terzo TEFAF Summit, in calendario per il 16 marzo e realizzato in collaborazione con la Commissione olandese per l’UNESCO. Il tema scelto, Oltre l’impatto economico, propone una riflessione sul valore sociale, culturale e sul contributo al benessere collettivo delle arti, con particolare attenzione al loro ruolo nelle politiche pubbliche, nei Paesi Bassi e a livello internazionale. Il Summit è sostenuto dal partner globale principale di TEFAF, AXA XL.

Nel corso del Summit verrà presentato anche il rapporto di Deloitte sull’impatto economico di TEFAF, che analizza il valore generato da TEFAF Maastricht per il territorio, considerando aspetti come la creazione di posti di lavoro, gli investimenti regionali e l’attività economica nel lungo periodo. Il documento intende contribuire a una discussione più ampia sul valore culturale delle manifestazioni artistiche, oltre i soli parametri finanziari.

Tra i relatori principali figurano Daisy Fancourt, docente e autrice di Art Cure: The Science of How the Arts Transform Our Health, che illustrerà le evidenze scientifiche sul rapporto tra partecipazione culturale e salute, e Kathleen Ferrier, presidente della Commissione olandese per l’UNESCO, che affronterà il tema della cultura come fattore di coesione sociale e cooperazione internazionale. Interverranno inoltre figure chiave della politica culturale e della direzione museale, tra cui Christianne Mattijssen, direttrice del patrimonio e delle arti presso il Ministero olandese dell’Istruzione, della Cultura e della Scienza, e Tristram Hunt, direttore del Victoria and Albert Museum. Le tavole rotonde previste durante la giornata esamineranno il ruolo dei dati economici nelle politiche culturali, la visione dell’UNESCO sulla cultura come motore di inclusione e resilienza sociale e il crescente riconoscimento degli interventi basati sull’arte come strumenti di prevenzione e supporto nei contesti sanitari, museali e dei servizi sociali.

Dichiarazioni

“Il significato speciale della Caccia al cinghiale di Dresda”, osserva Bernd Ebert, direttore generale delle Collezioni d’arte statali di Dresda, “è evidente dai precedenti proprietari del dipinto: Peter Paul Rubens lo dipinse per sé, senza commissione. Anni dopo, lo vendette al Duca di Buckingham, e in seguito entrò a far parte della collezione imperiale di Praga prima che il re Augusto III lo acquistasse per Dresda nel 1749. Quest’importante opera della Pinacoteca degli Antichi Maestri deve essere restaurata affinché se ne possa riaprezzare l’alta qualità. Siamo estremamente grati al Fondo per il Restauro dei Musei di TEFAF per il suo generoso sostegno”.

“Il dipinto raffigura una scena drammatica di vita e morte”, commenta Holger Jacob-Friesen, direttore della Gemäldegalerie Alte Meister. “Il dinamismo tipicamente barocco degli animali e delle persone è trasmesso attraverso il magnifico paesaggio forestale. Dopo il restauro, questo capolavoro sarà uno dei pezzi forti della mostra permanente della Galleria dei Maestri Antichi e debutterà nella mostra Rubens a Dresda (25 giugno 2027 - 10 gennaio 2028), che segnerà il 450° anniversario della nascita del pittore”.

“Il restauro de La caccia al cinghiale rivelerà i colori vivaci del dipinto, nonché lo stile dinamico di Rubens che giustappone dettagli precisi a passaggi eseguiti in modo più libero”, aggiunge Rachel Kaminsky, membro del comitato del TEFAF Museum Restoration Fund. “Il comitato è lieto di sostenere la Gemäldegalerie Alte Meister nel restauro e nella stabilizzazione di questo capolavoro, rendendolo così più accessibile al pubblico nazionale e internazionale”.

“Il Summit TEFAF amplia il dibattito e aumenta la consapevolezza sulle questioni chiave nell’arte e nella cultura in un momento in cui è più importante che mai”, commenta Will Korner, responsabile delle fiere di TEFAF. “In un contesto di incertezza economica e sfide sociali, le arti sono troppo spesso considerate marginali, quando invece non potrebbero essere più importanti e di vasta portata. Non vediamo l’ora di riunire ancora una volta centinaia di partecipanti al Summit per condividere idee e casi di studio su come la cultura rafforzi le economie e le comunità per le politiche pubbliche”.




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