ART CITY Bologna 2026: le mostre nei Musei Civici e il programma istituzionale


In occasione di Arte Fiera, anche quest’anno Bologna diventa un grande museo diffuso con ART CITY: le mostre nei Musei Civici e il programma istituzionale. 

Nell’idea di Bologna come grande museo diffuso, i Musei Civici continuano a svolgere un ruolo strategico, contribuendo ad ART CITY Bologna con una programmazione espositiva che mette in relazione il patrimonio storico con la ricerca artistica contemporanea, affiancata da appuntamenti pubblici e attività di mediazione dedicate a pubblici differenti.

Anche nel 2026 sono confermate agevolazioni di accesso e aperture prolungate, pensate per ampliare la partecipazione. Dal 5 all’8 febbraio 2026 l’ingresso al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e al Museo Morandi è gratuito; per le altre sedi coinvolte l’accesso è gratuito per i possessori di qualsiasi biglietto di Arte Fiera. Casa Morandi, Villa delle Rose, Museo per la Memoria di Ustica, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini restano liberamente accessibili, secondo la consueta modalità.

Il MAMbo presenta John Giorno: The Performative Word, a cura di Lorenzo Balbi, prima grande retrospettiva istituzionale dedicata al poeta e performer John Giorno (New York, 1936–2019), protagonista della scena d’avanguardia newyorkese e figura capace di ridefinire i confini tra poesia, performance e arti visive. Nella Project Room del MAMbo trova spazio Mattia Moreni. L’antologica di Bologna, 1965, a cura di Claudio Spadoni e Pasquale Fameli, parte del più ampio progetto espositivo mai dedicato all’artista. La mostra rilegge la storica personale del 1965 curata da Francesco Arcangeli, prima esposizione istituzionale di Moreni a Bologna.

A Villa delle Rose, la mostra Screen Life di Flavio de Marco, curata da Lorenzo Balbi, si inserisce nel percorso di approfondimento sulla pittura contemporanea italiana, attraversando ventisei anni di attività dell’artista con circa settanta opere.

Il Museo Morandi propone Etel Adnan e Giorgio Morandi. Vibrazioni, a cura di Daniel Blanga Gubbay, un dialogo inedito tra due figure centrali dell’arte del Novecento e del XXI secolo, volto a indagarne affinità poetiche e risonanze formali. A Casa Morandi, Concetto Pozzati. Da e per Morandi, curata da Maura Pozzati, ripercorre oltre quarant’anni di confronto critico e artistico tra Concetto Pozzati e l’opera di Giorgio Morandi.

Al Museo Civico Medievale, Alessandro Moreschini presenta L’ornamento non è più un delitto, progetto curato da Raffaele Quattrone e Lily van der Stokker, che rilegge la tradizione decorativa come pratica etica e gesto di cura. Nelle sale del Lapidario è allestita Bartolomeo Cesi (1556–1629). Pittura del silenzio nell’età dei Carracci, a cura di Vera Fortunati, prima monografica dedicata a uno dei principali interpreti della cultura figurativa bolognese tra Cinque e Seicento.

Alle Collezioni Comunali d’Arte, SCULTURE di Emanuele Becheri, a cura di Lorenzo Balbi, mette in relazione sette opere in terracotta inedite con il contesto storico di Palazzo d’Accursio.

Al Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, la personale di Sergia Avveduti Ombra Custode, curata da Elena Forin, intreccia memoria storica e contemporaneità, celebrando la cura come gesto creativo.

Il Museo internazionale e biblioteca della musica ospita Per vari motivi – Parte II di Eva Marisaldi ed Enrico Serotti, a cura di Pier Paolo Pancotto, un percorso sonoro che riattiva opere realizzate dalla coppia negli ultimi vent’anni.

Il Museo del Patrimonio Industriale affronta il tema dell’Intelligenza Artificiale con Intelligenza Artificiale Intelligenza Creativa, a cura di Simone Martinetto e Virginia Farina, coinvolgendo trenta studentesse del Liceo Artistico Arcangeli in un dialogo tra creazione algoritmica e manualità.

Fa parte del sistema civico anche il Museo per la Memoria di Ustica, che custodisce l’installazione permanente A proposito di Ustica di Christian Boltanski, realizzata nel 2007.

John Giorno, You got to burn to shine quad (2018; acrilico su tela, 284 x 284 cm). Su concessione di Giorno Poetry Systems
John Giorno, You got to burn to shine quad (2018; acrilico su tela, 284 x 284 cm). Su concessione di Giorno Poetry Systems
Vedute dell’allestimento della mostra Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell’età dei Carracci presso il Museo Civico Medievale di Bologna
Vedute dell’allestimento della mostra Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell’età dei Carracci presso il Museo Civico Medievale di Bologna
Immagine generata con Midjourney con prompt fotografia creativa assemblaggio mani. Su concessione del Liceo Artistico “Francesco Arcangeli” di Bologna
Immagine generata con Midjourney con prompt fotografia creativa assemblaggio mani. Su concessione del Liceo Artistico “Francesco Arcangeli” di Bologna

PROGRAMMA ISTITUZIONALE | MUSEI, FONDAZIONI, SPAZI ISTITUZIONALI

L’Accademia di Belle Arti di Bologna rinnova la propria partecipazione ad ART CITY Bologna con ABABO OPENSHOW, un’esposizione diffusa, realizzata sotto la supervisione di Enrico Fornaroli e Fabiola Naldi, che trasforma spazi didattici e laboratoriali in luoghi espositivi animati dalle opere di studentesse e studenti dei Dipartimenti di Arti Visive e di Progettazione e Arti Applicate. Nell’Aula Magna dell’Accademia si svolge ARTalk, il ciclo di incontri dedicato all’approfondimento delle poetiche di alcuni protagonisti delle mostre personali di ART CITY Bologna 2026. Coordinato da Marinella Paderni, il programma prevede dialoghi pubblici tra artisti e curatori, ospitati in diverse sedi cittadine. L’Accademia ospita inoltre IN VOLO – Viaggi e sistemi dell’arte contemporanea, mostra dei finalisti della settima edizione dello Young Art Award 2025, promosso dal Gruppo Giovani di Confindustria Emilia. L’esposizione presenta le dieci opere selezionate tra gli studenti del Biennio.

Alchemilla propone Artisti Marziali // Art City Edition, a cura di Veronica Santi, format sperimentale basato su confronti verbali dal vivo tra coppie di artisti che si interrogano reciprocamente in una dinamica di dialogo-scontro.

In occasione di Arte Fiera 49, Marcello Maloberti realizza KOLOSSAL, intervento site-specific che accoglie i visitatori all’ingresso della fiera: un cartello stradale di Bologna, sollevato da una gru e sospeso tra terra e cielo, diventa simbolo instabile della memoria urbana e della storia collettiva.

Apre al pubblico la Biblioteca di San Giorgio in Poggiale, ospitata in un’ex chiesa cinquecentesca, che conserva il patrimonio librario della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna insieme a importanti opere di arte contemporanea, tra cui lavori di Claudio Parmiggiani.

A Casa Carducci prende forma In dialogue, primo capitolo del progetto Unlikely Monuments di Sonia Lenzi, a cura di Eléonore Grassi, dedicato a monumenti temporanei che celebrano figure femminili, invitando a una riflessione sulle modalità di rappresentazione nella storia pubblica.

Presso Casa Saraceni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, la mostra Futurismo e Ritorno all’ordine nelle Collezioni della Fondazione Carisbo, curata da Angelo Mazza, rende accessibili opere raramente esposte della prima metà del Novecento.

La Fondazione Golinelli presenta al Centro Arti e Scienze Golinelli I preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi, secondo appuntamento dedicato alla Collezione Marino Golinelli, con oltre cinquanta opere che affrontano i grandi temi del presente e del futuro.

Il Centro Documentazione delle Donne di Bologna ospita Reversal Exercise. Pratiche di ri-scritture di Daniela Comani, un progetto che indaga linguaggio, genere e storia attraverso video e libri d’artista.

La Fondazione Cineteca di Bologna propone al Cinema Modernissimo la rassegna ART CITY Cinema, a cura di Gian Luca Farinelli, esplorando le intersezioni tra cinema e arti visive contemporanee. Alla Galleria Modernissimo è allestita Li ho visti, mostra dedicata ai bozzetti originali dei manifesti realizzati da Stefano Ricci per il primo anno di attività del Cinema Modernissimo.

Nella Sala Cervi va in scena Cinema Impero di Muna Mussie, performance immersiva che intreccia archivi storici, intelligenza artificiale e dimensione emotiva, pensata per un’esperienza individuale.

L’Ex Chiesa di San Barbaziano ospita Falling. When winds in Monsoon play, the White Peacock will sweep away, nuova opera-film di Driant Zeneli, che unisce dimensione politica, ecologica e poetica.

All’Ex Chiesa di San Mattia è presentato CODEX – l’eco del wireless diventa pensiero digitale, progetto che riflette sulle origini della comunicazione moderna e sulle implicazioni etiche dell’intelligenza artificiale, con una conferenza di Neil Lawrence.

La Fondazione Carlo Gajani accoglie A Body Engineered by Water di Claudia Amatruda, mostra che esplora il corpo come linguaggio attraverso fotografie, installazioni e video performance.

Nella sede di San Lazzaro di Savena, la Fondazione Massimo e Sonia Cirulli presenta Le città visibili. La città moderna fra immaginario e reale, un percorso dedicato all’immaginario architettonico e urbano italiano della prima metà del Novecento, che restituisce la città come laboratorio di sperimentazione sociale e culturale. Nella stessa sede, Giordano Bruno Guerri dialoga con il giornalista Massimo Cutò attorno al volume Audacia Ribellione Velocità. Vite strabilianti dei futuristi italiani.

Al MAST è visibile Living Working Surviving di Jeff Wall, a cura di Urs Stahel: ventotto opere dedicate alla vita quotidiana, ai gesti del lavoro e dell’esistenza ordinaria, che si rivelano in realtà costruzioni visive complesse e ambigue, invitando lo spettatore a un’esperienza di osservazione lenta e interrogativa.

Jeff Wall, The Well (1989; lightbox, 228,92 x 177,8 cm) © Jeff Wall. Su concessione di Glenstone Museum
Jeff Wall, The Well (1989; lightbox, 228,92 x 177,8 cm) © Jeff Wall. Su concessione di Glenstone Museum

Il Museo d’arte Lercaro propone un articolato programma che intreccia ricerca artistica contemporanea, collezione e pratiche di mediazione. Venire alla luce di Antonello Ghezzi racconta la genesi di un progetto di land art ideato nel 2020; Échos des visages, a cura di Giovanni Gardini e Michel Poivert, mette in dialogo fotografia e mosaico con i lavori di Laurent Lafolie e Clément Mitéran; Persistence di Jacopo Mazzonelli trasforma il paesaggio sonoro in fenomeno atmosferico. Sempre in relazione alla collezione del museo, Recidere di Jessica Ferro propone una riflessione poetica sul destino delle forme viventi. Il museo inaugura inoltre L’Opera del Mese con Davide Maria Coltro, affiancando al programma incontri di approfondimento e iniziative musicali, con particolare attenzione ai temi dell’accessibilità.

“Senza titolo” S.r.l., il Dipartimento educazione, istruzione e nuove generazioni del Comune di Bologna e il Museo didattico Luigi Bombicci presentano Le cose non parlano perché non sanno cosa farsene del linguaggio, mostra personale di Arianna Pace, che indaga il mondo naturale come archivio e forma di conoscenza.

Nell’ambito della mostra Ineffabile Lea. Lea Colliva (1901–1975) a 50 anni dalla morte, il Museo Ottocento Bologna propone Lea Colliva VS Mirta Carroli, un dialogo tra generazioni che porterà alla realizzazione di un’opera celebrativa permanente nella Rotonda Lea Colliva.

Al Museo San Domenico di Imola, la collettiva In bella mostra. Doni d’arte alle collezioni civiche, a cura di Oriana Orsi, presenta opere entrate nelle collezioni grazie a donazioni e lasciti, restituendo la varietà e la ricchezza del collezionismo privato.

All’Opificio delle Acque, Elena Ciarrocchi presenta TRAMATE. Il filo, l’acqua e le donne, progetto che intreccia gesto, memoria e racconto, dando voce anche alla figura storica di Mabel di Bury St. Edmunds.

Nell’Oratorio di San Filippo Neri è allestita Resto, video installazione del duo MASBEDO, promossa da Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, che affronta con pudore e forza evocativa un tema dolorosamente attuale della cronaca contemporanea.

Per il programma di azioni dal vivo, Fondazione Furla e Arte Fiera presentano Wardrobe, progetto inedito di Chalisée Naamani, che esplora i meccanismi di rappresentazione del corpo e dell’identità attraverso opere concepite come “abiti-immagine”.

Palazzo Bentivoglio ospita nei suoi spazi sotterranei la mostra personale di Michael E. Smith, a cura di Simone Menegoi e Tommaso Pasquali, un percorso site-specific che utilizza materiali di recupero per costruire un’esperienza percettiva intensa e minimale. Nello stesso contesto si inserisce garageBENTIVOGLIO, con l’opera Temporali di Alberto Garutti, che traduce un fenomeno naturale in esperienza quotidiana.

Palazzo Boncompagni accoglie Michelangelo Pistoletto. Dalla Cittadellarte allo Statodellarte, mostra a cura di Silvia Evangelisti, che ripercorre oltre sessant’anni di ricerca dell’artista sul rapporto tra arte, società e politica.

L’Associazione Bologna per le Arti presenta a Palazzo d’Accursio Pietro Pietra (1885–1956). La forza del segno, mostra antologica che raccoglie incisioni, disegni, acquerelli e dipinti dell’artista bolognese.

A Palazzo De’ Toschi, nella Sala Convegni della Banca di Bologna, è allestita Miss America, personale di Francisco Tropa curata da Simone Menegoi.

Palazzo Fava. Palazzo delle Esposizioni celebra il 550° anniversario della nascita di Michelangelo Buonarroti con la mostra Michelangelo e Bologna, a cura di Cristina Acidini e Alessandro Cecchi, che ricostruisce il legame tra l’artista e la città.

A Palazzo Malvezzi de’ Medici la mostra Disseminare e condividere, a cura di Vanna Romualdi, presenta i lavori di studenti e diplomati dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

A Palazzo Paltroni è allestita 3 X la scultura, che mette in dialogo Quinto Ghermandi, Marco Di Giovanni e Giulia Poppi, offrendo uno sguardo intergenerazionale sulla pratica scultorea.

A Imola, Palazzo Tozzoni ospita The garden of vanities di Keita Miyazaki, un percorso che inserisce installazioni realizzate con materiali di recupero e origami di carta tra gli arredi storici della casa museo.

Nel Cortile d’Onore di Palazzo Zani è presentato Occhio! Sguardi sul territorio Evolution, progetto sviluppato con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, nel Salone degli Incamminati, la mostra More Than This offre una ricognizione critica sull’Atelier F, una delle esperienze più rilevanti della pittura contemporanea italiana recente.

Veduta della mostra More Than This, Pinacoteca Nazionale, Bologna, 2026. Foto: Irene Fanizza
Veduta della mostra More Than This, Pinacoteca Nazionale, Bologna, 2026. Foto: Irene Fanizza

Per la nona edizione di das – dialoghi artistici sperimentali, CUBO Unipol presenta Pointing Nemo. Oltre lo spazio, verso gli abissi, personale di IOCOSE dedicata al tema del NewSpace.

Zu.Art ospita All of a Sudden, mostra dedicata ai vincitori del Concorso Zucchelli e dei Premi Art Up 2025.

Chiude il programma la partecipazione dell’Associazione Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea – Confcommercio Ascom Bologna, che contribuisce con mostre e iniziative diffuse negli spazi espositivi indipendenti, completando un panorama articolato che restituisce ART CITY Bologna come un ecosistema culturale vivo, plurale e profondamente connesso alla città.




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