Dal 31 gennaio al 6 aprile 2026 la Pinacoteca Nazionale di Bologna ospita More Than This, mostra curata da Daniele Capra e presentata da Fondazione Coppola in collaborazione con i Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna e l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Il progetto trova spazio nel Salone degli Incamminati e riunisce oltre cinquanta opere su tela e su carta di dodici artisti accomunati dall’esperienza formativa all’interno dell’Atelier F dell’Accademia veneziana.
I protagonisti della mostra sono Thomas Braida, Chiara Calore, Francesco Cima, Nebojša Despotović, Jingge Dong, Beatrice Gelmetti, Chiara Peručh, Paolo Pretolani, Adelisa Selimbašić, Danilo Stojanović, Aleksander Velišček e Maria Giovanna Zanella. Pur appartenendo alle giovani generazioni, questi artisti hanno attirato negli ultimi anni l’attenzione della critica, dei musei e delle istituzioni, contribuendo a delineare un contesto che viene riconosciuto come una delle esperienze più rilevanti emerse recentemente nella pittura contemporanea italiana.
More Than This si configura come una ricognizione critica di ciò che viene indicata come una vera scuola di pittura, maturata nel tempo all’interno dei corsi dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Il progetto espositivo nasce in continuità con La Scuola di Venezia, iniziativa ospitata dalla Fondazione Coppola lo scorso anno, che ha posto le basi concettuali e metodologiche per l’approdo bolognese. Il titolo stesso suggerisce una riflessione sul rapporto tra lavoro individuale e dimensione collettiva, sottolineando il valore della pratica artistica come esercizio quotidiano fondato su disciplina, tempo e dedizione.
La mostra mette in evidenza la varietà dei linguaggi sviluppati dagli artisti coinvolti. Le ricerche pittoriche spaziano da esiti di matrice surreale a soluzioni che richiamano atmosfere metafisiche, da una figurazione carica di tensione emotiva a forme di astrazione fluida. Questa pluralità viene ricondotta a una comune impostazione metodologica, che costituisce il tratto distintivo dell’Atelier F. Due elementi definiscono in modo particolare l’approccio condiviso all’interno dell’atelier. Il primo riguarda la relazione tra artista e opera, intesa come un dialogo continuo e paritetico, talvolta anche conflittuale, nel quale l’immagine emerge attraverso un processo di ascolto e confronto diretto con il fare pittorico. Il dipinto nasce da una negoziazione costante che può condurre a esiti inattesi. Il secondo elemento è il metodo collaborativo e non competitivo, elaborato dai docenti e praticato quotidianamente nello spazio di lavoro comune. Le opere restano visibili a tutti, favorendo una dinamica di confronto orizzontale in cui il risultato individuale diventa parte di un patrimonio condiviso e contribuisce alla costruzione di una forma di intelligenza collettiva.
“È per noi una grande soddisfazione che la ricerca sulla Scuola di Venezia, nata nei nostri spazi, prosegua oggi alla Pinacoteca Nazionale di Bologna”, spiega Antonio Michele Coppola, presidente dell’omonima Fondazione vicentina che si occupa di promuovere e sostenere l’arte contemporanea. “Con la mostra More Than This, Fondazione Coppola espande la propria indagine favorendo il riconoscimento di questo gruppo di artisti, formatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, in un contesto museale di altissimo profilo”.
“Una ricognizione critica preziosa, che pone l’accento su un aspetto primario, eppure spesso tralasciato nella considerazione critica sul fare artistico: quello del lavoro”, evidenzia il direttore ad interim Musei nazionali di Bologna - Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, Costantino D’Orazio. “Lavoro inteso come formazione, esperienza del singolo e del gruppo, come esperienza necessaria e fondativa dell’intera nostra vita civile e democratica. Lavoro, dunque, come attività di produzione ma che, nel suo farsi, è esso stesso un prodotto del proprio tempo”.
“Tutto quel che viene detto durante le fasi di confronto”, spiega il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, Riccardo Caldura, “riguarda molto marginalmente l’interpretazione ’contenutistica’; piuttosto si tende ad ascoltare il parere dell’artista sulla propria ricerca in fieri, così da renderne più chiare le intenzioni e i relativi punti di fragilità o di tenuta. Il metodo mira a sviluppare una consapevole riappropriazione del proprio fare. Nella smaterializzazione e iperproduzione contemporanea, qualcosa apre verso una restituzione per immagini della propria relazione con il mondo”.
"More Than This è costituita da oltre cinquanta lavori recenti, molti dei quali realizzati appositamente per la mostra bolognese. Il percorso è costruito in forma dialogica accostando le opere in un continuo confronto visivo, in coerenza con la metodologia laboratoriale praticata dall’Atelier F", conclude il curatore della mostra Daniele Capra. “I dipinti che aprono la mostra ritraggono alcuni degli artisti che sono parte di tale gruppo, cui seguono dei nuclei concettualmente coerenti di opere in cui gli autori sono messi a confronto. Ne emerge una grande complessità linguistica di una scuola che si misura per relazione e capacità collaborativa”.
| Titolo mostra | More Than This | Città | Bologna | Sede | Pinacoteca Nazionale di Bologna | Date | Dal 31/01/2026 al 06/04/2026 | Artisti | Artisti vari | Curatori | Daniele Capra | Temi | Arte contemporanea |
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