A Ravenna la Biennale di Mosaico Contemporaneo: uno sguardo al presente di una tecnica dalla storia secolare


Torna a Ravenna la Biennale di Mosaico Contemporaneo. Tre mesi di mostre e iniziative per un offrire uno sguardo al presente del mosaico, tecnica dalla storia secolare capace ancora oggi di affascinare. 

Si è aperta il 14 ottobre a Ravenna l’VIII Edizione della Biennale di Mosaico Contemporaneo, a cura di Daniele Torcellini, che si prolungherà fino al 14 gennaio 2024 e che coinvolgerà tutta la città. Un appuntamento che vuole invitare il pubblico a immergersi in una tecnica dalla storia secolare che non smette ancora oggi di affascinare. La Biennale di Mosaico Contemporaneo è promossa, organizzata e sostenuta dal Comune di Ravenna, Assessorato alla Cultura e al Mosaico e Assessorato al Turismo, coordinata dal MAR - Museo d’Arte della città di Ravenna e realizzata grazie al sostegno del Progetto del Ministero del Turismo per la valorizzazione di Ravenna come città del Mosaico, della Regione Emilia Romagna, della Fondazione Raul Gardini, della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e di Romagna Acque Società delle Fonti. L’obiettivo è proporre uno sguardo al presente del mosaico sullo sfondo delle testimonianze di epoca paleocristiana e bizantina di cui è ricca la città.

Il ricco percorso espositivo della Biennale parte dal MAR - Museo d’Arte della città di Ravenna che ospita la mostra BURRIRAVENNAORO, a cura di Bruno Corà e dedicata ad Alberto Burri. L’esposizione vuole ripercorrere la storia dell’intenso rapporto che Burri, dalla fine degli anni Ottanta, ha intrattenuto con Ravenna. Concependo diversi cicli di opere ispirate alla storia e alla cultura artistica della città, Burri, in una delle sue ultime serie, incarna e trasfigura nel contrasto di nero e oro, buio e luce, il dialogo con il mosaico storico ravennate nell’attualità di una città in cui le vestigia del passato si sono progressivamente intrecciate agli sviluppi economici, industriali, politici e sociali del presente.

Con l’idea di evidenziare come un territorio fortemente connotato dall’eredità storica del proprio passato si sia confrontato tanto con il mosaico paleocristiano e bizantino, quanto con le spinte innovatrici dell’arte contemporanea, il MAR ospita La memoria fisica della materia, a cura di Linda Kniffitz e Daniele Torcellini. Attraverso una selezione di artisti di generazioni diverse, si vuole porre in evidenza le pratiche sperimentali del mosaico di ambito ravennate, dagli anni Settanta a oggi, in cui i materiali che hanno caratterizzato la tecnica nell’antichità sono esplorati nella loro presenza e concretezza, alla ricerca di forme, spazi, equilibri e contrasti, al di là di ogni intenzione figurativa. La mostra presenta le opere di Paolo Racagni, Marco De Luca, Marco Santi, Valentino Montanari, Almuth Schöps, Felice Nittolo, Sergio Policicchio, Toyoharu Kii, Daniele Strada, Marco Bravura, Verdiano Marzi, Stefano Mazzotti, Takako Hirai, CaCO3, Sara Vasini.

Negli spazi del MAR, accanto alle due esposizioni temporanee, è visitabile la Collezione di Mosaico Contemporaneo. Recentemente riallestita, questa ripercorre lo sviluppo che la tecnica del mosaico ha visto svolgersi a Ravenna dal secondo decennio del Novecento ad oggi. Il percorso espositivo è articolato in tre sezioni: Mosaici Moderni Mostra 1959, Mosaico & Design e Declinazioni Contemporanee. La Collezione si sviluppa per nuclei cronologicamente scanditi che mettono in evidenza le diverse anime che il mosaico può incarnare: il rapporto con artisti di larga fama nella realizzazione di opere che si avvalgono delle abilità di chi ne padroneggia la tecnica, ma anche il rapporto con il design di interni nella realizzazione di oggetti di arredo esclusivi, fino all’impiego della tecnica in qualità di linguaggio artistico autonomo, da parte di artisti che ne fanno il proprio mezzo espressivo. Con opere di artisti internazionali come Marc Chagall, Giuseppe Capogrossi, Georges Mathieu, Mirko, Renato Guttuso ed Emilio Vedova, nate sotto la visione di Palma Bucarelli e Carlo Giulio Argan e realizzate con la collaborazione dei mosaicisti ravennati, fino a quelle contemporanee di Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Piero Gilardi e le nuove sperimentazioni del linguaggio a mosaico come quelle tra le altre di Giuliano Babini, Luca Barberini, Marco Bravura, Marco De Luca, CaCO3, Silvia Naddeo, Paolo Racagni, fino a quelle più lontane dalla tradizione come per Francesca Pasquali e Omar Hassan.

Nel Palazzo Rasponi dalle Teste la mostra Episodi di Mosaico Contemporaneo vede il dialogo tra design e mosaico e l’interazione nella produzione di nuovi oggetti destinati all’arredamento degli interni. Il progetto, a cura di Maria Cristina Didero, prima curatrice italiana a guidare Design Miami, nasce coinvolgendo sei designer e creativi per l’ideazione di oggetti destinati ad essere lavorati a mosaico.

La Biblioteca Classense propone due eventi: la Sala Mosaico ospita il progetto Palianytsia dell’artista ucraina Zhanna Kadyrova, a cura di Maria Rita Bentini. Palianytsia è un progetto, presentato per la prima volta in occasione della 59° Biennale di Venezia nel 2022, che presenta opere in pietra e un documentario a cura di Ivan Sautkin, realizzato dai registi di Kiev, Olena Zashko e Ganna Yeresko. Zhanna Kadyrova, nel suo lavoro, fa emergere le contraddizioni che connotano le società contemporanee, a partire dai suoi territori di provenienza, impiegando materiali di recupero e di uso comune, associati all’edilizia e all’architettura e, in numerose occasioni, la tecnica del mosaico.

Nella Manica Lunga della Biblioteca Classense sono invece esposte le opere della sesta edizione del Premio GAeM - Giovani Artisti e Mosaico, a cura di Sabina Ghinassi e Paolo Trioschi. Nell’idea che il mosaico possa essere una chiave di lettura di una contemporaneità complessa e frammentata in cerca di senso e coesione, il concorso nasce con l’intento di promuovere, sostenere ed esplorare l’approccio al mosaico delle generazioni più giovani, sia nelle sue forme più identitarie, sia in quelle più sperimentali ed eccentriche. Il premio, in collaborazione con la storica fornace di produzione di smalti musivi, Orsoni Venezia 1988 e con la Fondazione Cingoli, è suddiviso in tre sezioni. Le prime due sono dedicate rispettivamente ad opere realizzate con materiali e tecniche tradizionali e ad opere che mettono in campo materiali e tecniche non convenzionali. Dalla collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e GA/ER Giovani Artisti Emilia-Romagna, entrambi partner e finanziatori del progetto “Costellazione - Giovani connessioni creative”, nasce la terza sezione del premio, novità di questa edizione. La sezione Residenze musive è dedicata a residenze artistiche in cui sviluppare progetti legati alla città di Ravenna e al suo rapporto con il mosaico, in collaborazione con laboratori e studi di produzione di mosaico della città, Gruppo Mosaicisti di Marco Santi e Koko Mosaico di Arianna Gallo.

Il Museo Nazionale ospita A come ACCADEMIA, O come OROBURRI, a cura di Maria Rita Bentini e Paola Babini. La mostra, intorno a un’opera di Alberto Burri di collezione privata, riunisce le opere musive di giovani artistidel Biennio di Mosaico dell’Accademia che, nel corso dell’ultimo anno, hanno guardato all’oro in relazione a poetiche individuali diverse, ma tutte toccate dal fascino di un elemento dominante nel patrimonio musivo della città, legato al suo passato tardoantico e bizantino.

Le Stazioni dell’Arte. I mosaici della Metropolitana di Napoli è la mostra fotografica, a cura di Giovanna Cassese, Maria Corbi e Accademia di Belle Arti, presso PR2 Spazio Espositivo che testimonia come il mosaico ancora oggi, come nel passato, dialoghi con gli spazi urbani delle nostre città. Altre occasioni espositive organizzate dall’Accademia si aggiungono: Infinitamente Piccolo. Il micromosaico e il gioiello a cura di Emanuela Bergonzoni, negli spazi del Polo delle Arti; il XII Premio Rotary Club Ravenna distretto 2072; il Premio Artistico Paolina Brugnatell; il Concorso PAS - Premio AIMC Studenti, organizzato con l’Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei.

Il Museo Classis, in occasione della Biennale si arricchisce di due nuove sezioni: Abitare e Pregare a Ravenna, che, attraverso la magnificenza dei mosaici esposti, esplorano due aspetti cruciali della storia della città e del territorio, ovvero l’edilizia ecclesiastica e quella residenziale in età tardoantica. La Domus dei Tappeti di Pietra presenta quattro iniziative legate alle molteplici suggestioni sensoriali e di significato che connotano uno dei più importanti ritrovamenti archeologici pavimentali della città. La discesa al di sotto della Chiesa di Sant’Eufemia conduce in un ambiente sotterraneo in cui sono esposti il Mosaico della Danza dei Geni delle Quattro Stagioni e il Mosaico del Buon Pastore, oltre a mosaici decorativi geometrici e floreali.

MARTE, in collaborazione con il Molino Spadoni e con il MAR - Museo d’Arte della Città, presenta Porta Futurista, la prima mostra in Italia del collettivo anonimo Pomme de Boue. La mostra, a cura di Eleonora Savorelli e allestita presso gli spazi del suggestivo Molino Lovatelli vuole mostrare i lavori più recenti del gruppo, dando voce al valore storico del luogo per la città di Ravenna.

Ad arricchire ulteriormente l’offerta è anche la partecipazione alla Biennale di gallerie d’arte, spazi espositivi temporanei e laboratori di mosaico di Ravenna, protagonisti di altri numerosi eventi, mostre personali e collettive, presentazioni, incontri, che contribuiscono così a diffondere il mosaico in tutta la città.

La Biennale di Mosaico Contemporaneo si estende anche oltre le mura cittadine, con iniziative che raggiungono Bologna, Faenza, Riccione e le più vicine Fusignano e Sant’Alberto.

Particolarmente significativa, in questo anno di Biennale che vede Alberto Burri protagonista della mostra del MAR - Museo d’Arte della Città di Ravenna, la presenza di tre opere dell’artista conservate proprio tra Bologna, Faenza, Riccione: il Grande Cretto in Ceramica, del 1993, presso il MIC Museo Internazionale della Ceramica di Faenza; Arazzo n. 1 e Arazzo n. 2, del 1986, presso la Regione Emilia-Romagna, Fiera District, Torre 30 e i bozzetti degli arazzi conservati presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Villa Franceschi di Riccione.

Per tutte le informazioni visitare il sito http://ravennamosaico.it/ita/Home

Immagine: Antichi Chiostri Francescani, mostra Opere dal Mondo – La luce del nero e dell’oro. Qiqi Wen, Relative (dettaglio), 2023

A Ravenna la Biennale di Mosaico Contemporaneo: uno sguardo al presente di una tecnica dalla storia secolare
A Ravenna la Biennale di Mosaico Contemporaneo: uno sguardo al presente di una tecnica dalla storia secolare


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