Fattori, Corcos, Carrà, De Chirico. A Carrara una grande mostra sul mare


Apre a Carrara, a Palazzo Cucchiari, dal 9 luglio al 30 ottobre, la mostra “Il Mare. Mito Storia Natura. Arte italiana 1860 - 1940”: un viaggio sul mare con artisti come Fattori, Signorini, Nomellini, Corcos, Carrà, De Chirico, lungo 80 anni di storia dell’arte.

Una grande mostra sul mare raccontato attraverso ottant’anni di storia dell’arte italiana: è questo il fil rouge della rassegna Il Mare. Mito Storia Natura. Arte italiana 1860 - 1940, in programma dal 9 luglio al 30 ottobre a Carrara nelle sale di Palazzo Cucchiari, sede della Fondazione Giorgio Conti. La mostra, curata da Massimo Bertozzi e suddivisa in sei sezioni, si propone come un viaggio che va dalla pittura dei macchiaioli come Giovanni Fattori e Telemaco Signorini fino ad arrivare alla metafisica di Giorgio de Chirico e Alberto Savinio. Nel mezzo, ottant’anni di vicende importanti per la cultura artistica dell’Italia, dalla nascita del Regno d’Italia all’inizio della seconda guerra mondiale. Il focus, naturalmente, è il mare della Toscana, terra dove hanno lavorato pressoché tutti gli artisti esposti a Palazzo CUcchiari.

Sono un centinaio le opere esposte, in un percorso che prende avvio da due dipinti di Giovanni Fattori, attraversa le vicende dei post-macchiaioli (Llewelyn Lloyd, Ulvi Liegi, Mario Puccini tra gli altri), quelle dei labronici (come Renato Natali, Gino Romiti, Giovanni Lomi, Giovanni March), passa per il divisionismo e il simbolismo (Plinio Nomellini, Benvenuto Benvenuti, Giulio Aristide Sartorio, Adriano Baracchini Caputi), tocca le avanguardie e in particolare il futurismo (con due dipinti di Ram e Thayaht) e arriva poi alla stagione del ritorno all’ordine fino alla metafisica, con chiusura del percorso affidata ad artisti come Carlo Carrà, Massimo Campigli, Filippo De Pisis, Arturo Nathan, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Achille Funi, Mino Maccari. Presente anche una grande sala dedicata alla scultura con opere di Arturo Martini, Marino Marini, Giacomo Manzù, Francesco Messina. Inoltre, uno spazio importante è riservato ai pittori versiliesi o comunque a tutti quegli artisti che hanno lavorato sul litorale apuano e della Versilia, come Galileo Chini, Moses Levy, Lorenzo Viani, Felice Carena, Arturo Dazzi, Carlo Fontana, Raffaele De Grada, gli stessi Funi e Carrà.

“Siamo molto felici di riprendere, dopo oltre due anni, l’attività della Fondazione Conti, e di riaprire al pubblico Palazzo Cucchiari con questa mostra, che per molti motivi possiamo dire eccezionale”, ha dichiarato Franca Conti, presidente della Fondazione Conti. “Non è un mistero per nessuno che l’esposizione a cui abbiamo lavorato negli ultimi anni e con la quale intendevamo riprendere l’attività dopo la chiusura della pandemia era un’altra, che ancora una volta, com’è nella nostra tradizione, avrebbe fatto affidamento sul nostro rapporto di amicizia e di collaborazione con il Museo Ermitage di San Pietroburgo. Per i motivi che tutti sanno, questa collaborazione si è improvvisamente e brutalmente interrotta, costringendoci a rivedere, più propriamente a ’riscrivere’ del tutto i nostri programmi. Questa mostra, che era un’idea progettuale per i prossimi anni, è diventata di improvvisa attualità. Uno dei prestatori l’ha definita una mostra ’colta e popolare’: speriamo che sia davvero così, perché la nostra intenzione è sempre stata proprio quella di mettere la grande arte a disposizione di tutti”.

La mostra è corredata da un catalogo edito dalla Fondazione Giorgio Conti, con testi di Massimo Bertozzi e Daniela Ferrari. Finestre sull’Arte è media partner della rassegna.

Giovanni Fattori, In Maremma (1890-95 circa; olio su tavola, 14 x 26 cm; Livorno, Galleria d’Arte Goldoni)
Giovanni Fattori, In Maremma (1890-95 circa; olio su tavola, 14 x 26 cm; Livorno, Galleria d’Arte Goldoni)
Telemaco Signorini, Effetto di luce a Riomaggiore (1892-1894; olio su tavola, 28,2 x 17,6 cm; Collezione Privata)
Telemaco Signorini, Effetto di luce a Riomaggiore (1892-1894; olio su tavola, 28,2 x 17,6 cm; Collezione Privata)
Plinio Nomellini, Ricordo di Genova (1889-1891; tecnica mista su carta, 41 x 58 cm; Livorno, Galleria d'Arte Goldoni)
Plinio Nomellini, Ricordo di Genova (1889-1891; tecnica mista su carta, 41 x 58 cm; Livorno, Galleria d’Arte Goldoni)
Benvenuto Benvenuti, La Torre del Magnale (1930 circa; olio su tela, 67x90 cm; Livorno, Galleria d’Arte Goldoni)
Benvenuto Benvenuti, La Torre del Magnale (1930 circa; olio su tela, 67x90 cm; Livorno, Galleria d’Arte Goldoni)
Galileo Chini, Minaccia di Burrasca (1931; olio su compensato, 50 x 65 cm; Lido di Camaiore, Collezione Privata)
Galileo Chini, Minaccia di Burrasca (1931; olio su compensato, 50 x 65 cm; Lido di Camaiore, Collezione Privata)
Cagnaccio di San Pietro, Natura morta con granseola (1933; olio su tavola, 42,5 x 56 cm; Levanto, Collezione Privata)
Cagnaccio di San Pietro, Natura morta con granseola (1933; olio su tavola, 42,5 x 56 cm; Levanto, Collezione Privata)
RAM (Ruggero Alfredo Michahelles), Ottobre (1923; olio su tavola, 127 x 105 cm; Firenze, Collezione Privata)
RAM (Ruggero Alfredo Michahelles), Ottobre (1923; olio su tavola, 127 x 105 cm; Firenze, Collezione Privata)
Vittorio Matteo Corcos, Lune De Miel (1885; tecnica mista su cartone, 35 x 46 cm; Livorno, Galleria d’Arte Goldoni)
Vittorio Matteo Corcos, Lune De Miel (1885; tecnica mista su cartone, 35 x 46 cm; Livorno, Galleria d’Arte Goldoni)
Carlo Carrà, Marina (1940; olio su cartone telato, 40,2 x 50,2 cm; Milano, Collezione Augusto e Francesca Giovanardi)
Carlo Carrà, Marina (1940; olio su cartone telato, 40,2 x 50,2 cm; Milano, Collezione Augusto e Francesca Giovanardi)
Giorgio de Chirico, Cavalli in riva al mare (1926; olio su tela, 73 x 92,2 cm; Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto)
Giorgio de Chirico, Cavalli in riva al mare (1926; olio su tela, 73 x 92,2 cm; Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto)

Le sezioni della mostra

Sono sei le sezioni in cui la mostra di Palazzo Cucchiari è articolata. Si comincia con Un mondo di sabbia: orizzonti tra terra e mare: la rassegna prende avvio descrivendo il mare del realismo, dai macchiaioli in poi, visto dai pittori come una condizione della natura, indagato nei suoi fenomeni atmosferici (la rifrazione della luce sulle onde, i tramonti e via dicendo) da artisti che dipingevano sostanzialmente all’aria aperta e in piena luce. La sezione allinea dunque pittori che hanno raffigurato il mare in tutta la sua bellezza (le marine di Fattori, gli scorci di Riomaggiore di Signorini, un tramonto di Niccolò Cannicci, una mareggiata di Angiolo Tommasi, gli effetti di Plinio Nomellini) per arrivare agli sperimentalismi di artisti come Benvenuto Benvenuti, Ram e Thayaht. La seconda sezione s’intitola Gli oggetti del mare: la natura ricordata: una parte della mostra riservata alle nature morte dipinte da... raccoglitori di conchiglie, collezionisti di sassi rotondi e vetri colorati, pittori che guardavano ai relitti di antichi naufragi, attratti dal luccichio colorato dei pesci e crostacei. Una singolare natura morta di Cagnaccio di San Pietro apre una sezione che vede per protagonisti i pesci di Arturo Dazzi, le conchiglie di Filippo De Pisis, i coralli di Gino Romiti: i regali del mare che hanno offerto forti suggestioni ai grandi pittori del primo Novecento.

Si prosegue poi nella grande sala dedicata alla scultura con L’uomo e il mare: il corpo della scultura: questa sezione, constatando come la scultura abbia sempre messo a nudo il corpo dell’uomo e della donna, ricorda come al mare sembri accadere la stessa cosa. Quando si va in spiaggia ci si diverte, si fa il bagno, si mangia e ci riposa, ma si mette in mostra anche il fisico, e dunque nella grande sala che chiude il percorso del primo piano di Palazzo Cucchiari trovano spazio le bagnanti di Manzù e Martini, i giovani al mare di Francesco Messina, ma anche i corpi statuari de Les deux nus di Giorgio De Chirico oltre alle sculture raffiguranti chi sul mare ci lavora, come il famoso Marinaio di Arturo Dazzi e il Comandante di Carlo Fontana.

Al secondo piano, l’itinerario di visita continua nelle prime due sale con Andar per mare: costrizione e avventura: una sezione dedicata ai gesti, alle le voci, ai colori degli uomini che vivono e lavorano sul mare, e il cui quotidiano trapassa dalla natura alla storia riflettendosi nello specchio della poesia e dell’arte. Ecco dunque le vele di Ludovico Tommasi in attesa di salpare, le vedute del porto di Livorno di Mario Puccini, i motivi di barche di Llewelyn Lloyd, la darsena viareggina di Galileo Chini. Da segnalare inoltre la presenza di un capolavoro di Nomellini, il Ricordo di Genova, esposto assieme al suo disegno preparatorio. Una grande sezione intitolata Andare al mare: la villeggiatura ci porta nel momento più spensierato del mare: la vacanza sui lidi toscani. La geometria delle cabine, i triangoli bianchi delle vele, i colori pastello delle sdraio e degli ombrelloni, il tutto racchiuso tra l’azzurro del mare, il grigio degli arenili e il verde delle pinete: questi motivi diventano un grande sprone per artisti come Carlo Carrà, Achille Funi, Mino Maccari, Vittorio Matteo Corcos, Moses Levy, Beppe Guzzi che raccontano di giornate passate in spiaggia, di solitarie cabine che spiccano tra i pini, di nuotatori e ombrelloni. La chiusura è affidata alla sezione Il mare dell’immaginazione: miti e visioni, che racconta di un mare che solo in apparenza è quello immaginato ma che in realtà è il mare della vicinanza, del ricordo che accorcia le distanze, perché si annida nella memoria di tutti, quella dove si deposita la parte migliore del passato, ad alimentare sogni e visioni di artisti come Edita Broglio, Arturo Nathan, Alberto Savinio, Giorgio de Chirico (che chiude la mostra con i Cavalli in riva al mare del Mart di Rovereto), che del mare rievocano i miti e gli eroi.

Allestimenti della mostra Il Mare. Mito Storia Natura. Arte italiana 1860 - 1940
Allestimenti della mostra Il Mare. Mito Storia Natura. Arte italiana 1860 - 1940
Allestimenti della mostra Il Mare. Mito Storia Natura. Arte italiana 1860 - 1940
Allestimenti della mostra Il Mare. Mito Storia Natura. Arte italiana 1860 - 1940
Allestimenti della mostra Il Mare. Mito Storia Natura. Arte italiana 1860 - 1940
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Allestimenti della mostra Il Mare. Mito Storia Natura. Arte italiana 1860 - 1940
Allestimenti della mostra Il Mare. Mito Storia Natura. Arte italiana 1860 - 1940
Allestimenti della mostra Il Mare. Mito Storia Natura. Arte italiana 1860 - 1940
Allestimenti della mostra Il Mare. Mito Storia Natura. Arte italiana 1860 - 1940
Allestimenti della mostra Il Mare. Mito Storia Natura. Arte italiana 1860 - 1940
Allestimenti della mostra Il Mare. Mito Storia Natura. Arte italiana 1860 - 1940
Allestimenti della mostra Il Mare. Mito Storia Natura. Arte italiana 1860 - 1940
Allestimenti della mostra Il Mare. Mito Storia Natura. Arte italiana 1860 - 1940
Allestimenti della mostra Il Mare. Mito Storia Natura. Arte italiana 1860 - 1940

Informazioni pratiche

La mostra, aperta dal 9 luglio al 30 ottobre 2022, si può visitare tutti i giorni tranne il lunedì, giorno di chiusura, secondo i seguenti orari: nei mesi di luglio, agosto e settembre il martedì, il mercoledì, il giovedì e la domenica dalle 9:30 alle 12:30 e dall 16 alle 20, il venerdì e il sabato dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 16 alle 23. Nel mese di ottobre, il martedì, il mercoledì, il giovedì e la domenica dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 16 alle 20, il venerdì e il sabato dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 16 alle 21.

Biglietti: intero € 10; ridotto € 8; gruppi 10-29 persone € 8; da 30 in poi € 7; scuole € 4 (2 accompagnatori gratuiti per scolaresche); gratuito Giovani fino a 8 anni accompagnati dai genitori, portatori di handicap e accompagnatore, giornalisti con tesserino nazionale. Per informazioni telefonare al numero +39 0585 72355, inviare una mail a info@palazzocucchiari.it oppure visitare il sito web della mostra.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraIl Mare. Mito Storia Natura. Arte italiana 1860 - 1940
CittàCarrara
SedePalazzo Cucchiari
DateDal 09/07/2022 al 30/10/2022
CuratoriMassimo Bertozzi

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