Rothko a Firenze, la grande mostra a Palazzo Strozzi


Dal 14 marzo al 23 agosto 2026 Palazzo Strozzi dedica una grande retrospettiva a Mark Rothko con oltre settanta opere. Il progetto coinvolge anche il Museo di San Marco e la Biblioteca Medicea Laurenziana, in dialogo con Beato Angelico e Michelangelo.

Dal 14 marzo al 23 agosto 2026 Firenze ospita una delle più ampie mostre mai dedicate a Mark Rothko (Daugavpils, 1903 – New York, 1970), maestro indiscusso dell’arte moderna. La Fondazione Palazzo Strozzi presenta infatti Rothko a Firenze, un progetto espositivo concepito appositamente per gli spazi rinascimentali di Palazzo Strozzi e pensato per indagare il legame tra l’artista e la città. Curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, la mostra si sviluppa come un percorso diffuso che, oltre a Palazzo Strozzi, coinvolge anche due importanti istituzioni del Ministero della Cultura: il Museo di San Marco e la Biblioteca Medicea Laurenziana. Il progetto nasce dall’idea di mettere in dialogo l’opera di Rothko con il patrimonio artistico e architettonico fiorentino. L’architettura di Palazzo Strozzi e il contesto storico della città diventano così lo scenario ideale per esplorare il modo in cui l’artista ha trasformato il colore in uno strumento capace di ridefinire la percezione dello spazio pittorico, superando i limiti della bidimensionalità della tela e creando ambienti visivi che coinvolgono profondamente lo spettatore.

Il percorso espositivo a Palazzo Strozzi si sviluppa secondo un andamento cronologico che permette di ripercorrere l’intera carriera dell’artista. La mostra riunisce oltre settanta opere provenienti da prestigiose collezioni private e da alcuni dei più importanti musei internazionali, tra cui il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra, il Centre national d’art et de culture Georges Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington. Molte delle opere presentate non erano mai state esposte prima in Italia.

Le dieci sale del percorso documentano le fasi principali della ricerca di Rothko, dagli esordi figurativi degli anni Trenta e Quaranta fino alla maturità artistica degli anni Cinquanta e Sessanta, quando l’artista sviluppa le celebri tele astratte caratterizzate da ampie campiture cromatiche sospese nello spazio della tela. In queste opere il colore diventa il veicolo di un linguaggio carico di spiritualità e poesia, capace di generare un’intensa esperienza emotiva.

Allestimenti della mostra
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Il primo nucleo della mostra è dedicato alla fase iniziale della carriera di Rothko, quando l’artista si confronta ancora con la figurazione e con i linguaggi dell’Espressionismo e del Surrealismo. Tra i lavori esposti emergono opere che testimoniano il suo interesse per la dimensione simbolica e psicologica dell’immagine e per la tradizione artistica europea. Un esempio significativo è Interior del 1936, in cui l’impianto compositivo richiama la tomba di Giuliano de’ Medici scolpita da Michelangelo nella Sagrestia Nuova di San Lorenzo a Firenze. In questi primi anni Rothko realizza anche opere su tavola preparate con gesso, tecnica utilizzata fin dal Rinascimento e particolarmente diffusa nell’ambiente fiorentino. Altri lavori, come Untitled (Woman Reclining on a Couch), mostrano invece richiami alla tradizione pittorica europea, evocando modelli di artisti come Goya, Ingres e Matisse.

All’inizio degli anni Quaranta l’artista approda a uno stile neo-surrealista, caratterizzato da un immaginario ispirato alla mitologia e alle civiltà dell’antichità, dalla Grecia a Roma fino a Babilonia. Queste narrazioni diventano per Rothko uno strumento per esplorare il mondo dell’inconscio e per costruire un linguaggio universale capace di dialogare con lo spettatore. Nascono così opere come Room in Karnak e Tiresias, popolate da figure biomorfiche e creature primordiali che animano la superficie pittorica attraverso segni dinamici, abrasioni e sfregamenti.

Intorno al 1946 l’artista compie una trasformazione radicale del proprio linguaggio. Le figure iniziano progressivamente a dissolversi fino a lasciare spazio a composizioni astratte che verranno poi definite Multiforms. In queste opere le forme sembrano fluttuare sulla tela come campi di colore sospesi e irregolari. Tra il 1948 e il 1949 queste composizioni si organizzano progressivamente in strutture più semplici e ordinate, assumendo una qualità quasi architettonica che anticipa il formato classico delle sue tele mature.

Mark Rothko, Self-portrait (Autoritratto) (1936; olio su tela, 81,9 × 65,4 cm; Collezione Christopher Rothko, Cat. Rais. n. 82 - Estate inv. 3266.36)
Mark Rothko, Self-portrait (Autoritratto) (1936; olio su tela, 81,9 × 65,4 cm; Collezione Christopher Rothko, Cat. Rais. n. 82 - Estate inv. 3266.36)
Mark Rothko, Interior (1936; olio su tavola 60,6 × 46,4 cm; Washington DC, The National Gallery of Art, Donazione The Mark Rothko, Foundation, Inc., 1986.43.26, Cat. Rais. n. 79). Foto su concessione di National Gallery of Art
Mark Rothko, Interior (1936; olio su tavola 60,6 × 46,4 cm; Washington DC, The National Gallery of Art, Donazione The Mark Rothko, Foundation, Inc., 1986.43.26, Cat. Rais. n. 79). Foto su concessione di National Gallery of Art
Mark Rothko, Untitled (1944; acquerello, inchiostro, grafite, sfregamento su carta da acquerello, 57,5 x 78,9 cm; Collezione Christopher Rothko, Estate inv. 1103.44 R/V)
Mark Rothko, Untitled (1944; acquerello, inchiostro, grafite, sfregamento su carta da acquerello, 57,5 x 78,9 cm; Collezione Christopher Rothko, Estate inv. 1103.44 R/V)
Mark Rothko, No.3 / No. 13 (1949; olio su tela, 261,5 x 164,8 cm; New York, The Museum of Modern Art, Lascito di Mrs. Mark Rothko, tramite The Mark Rothko, Foundation, Inc. 428.1981, Cat. Rais. n. 410). Digital image, The Museum of Modern Art, New York/Scala, Firenze
Mark Rothko, No.3 / No. 13 (1949; olio su tela, 261,5 x 164,8 cm; New York, The Museum of Modern Art, Lascito di Mrs. Mark Rothko, tramite The Mark Rothko, Foundation, Inc. 428.1981, Cat. Rais. n. 410). Digital image, The Museum of Modern Art, New York/Scala, Firenze
Mark Rothko, Untitled (1952-1953; olio su tela, 299,5 x 442,5 cm; Bilbao, Guggenheim Museum Bilbao, Cat. Rais. n. 483) © FMGB Guggenheim Bilbao Museoa. Foto: Erika Barahona
Mark Rothko, Untitled (1952-1953; olio su tela, 299,5 x 442,5 cm; Bilbao, Guggenheim Museum Bilbao, Cat. Rais. n. 483) © FMGB Guggenheim Bilbao Museoa. Foto: Erika Barahona
Mark Rothko, No. 2 (Blue, Red and Green) (Yellow, Red, Blue on Blue) (Blu, rosso e verde) (Giallo, rosso, blu su blu) (1953; olio su tela, 205,7 × 170,5 cm; Collezione Kenneth C. Griffin Cat. Rais. n. 485 - Estate inv. 5030.53) Foto: Silvia Ros
Mark Rothko, No. 2 (Blue, Red and Green) (Yellow, Red, Blue on Blue) (Blu, rosso e verde) (Giallo, rosso, blu su blu) (1953; olio su tela, 205,7 × 170,5 cm; Collezione Kenneth C. Griffin Cat. Rais. n. 485 - Estate inv. 5030.53) Foto: Silvia Ros
Mark Rothko, Gray, Orange, Maroon No. 8 (1960; olio su tela, 229 x 258,5 cm; Rotterdam, Museum Boijmans van Beuningen, 2764 (MK), Cat Rais n. 674). Foto: Studio Tromp
Mark Rothko, Gray, Orange, Maroon No. 8 (1960; olio su tela, 229 x 258,5 cm; Rotterdam, Museum Boijmans van Beuningen, 2764 (MK), Cat Rais n. 674). Foto: Studio Tromp

Negli anni Cinquanta Rothko sviluppa il linguaggio pittorico che lo renderà celebre. Le sue composizioni si basano su due o tre rettangoli di colore sovrapposti che sembrano galleggiare nello spazio della tela. In queste opere il colore e la luce diventano strumenti per creare un’esperienza emotiva diretta e intensa. La stesura pittorica è costruita attraverso sottili strati di pigmento che permettono alla luce di emergere dall’interno della superficie.

Il viaggio in Europa del 1950 rappresenta un momento decisivo per l’artista. Durante questo soggiorno Rothko visita Venezia, Roma e Firenze, entrando in contatto diretto con l’arte italiana che aveva a lungo studiato. Gli affreschi di Giotto e Beato Angelico e l’architettura della Biblioteca Laurenziana progettata da Michelangelo lasciano un segno profondo nella sua poetica, influenzando il suo senso di equilibrio, proporzione e rapporto tra pittura e spazio.

Nel corso della seconda metà degli anni Cinquanta la tavolozza di Rothko subisce un ulteriore cambiamento. I rossi luminosi e i gialli intensi cedono progressivamente il posto a tonalità più profonde e fredde, come verdi e blu, che contribuiscono a creare un’atmosfera più introspettiva. In questi anni l’artista sviluppa anche una riflessione teorica sul rapporto tra opera e spettatore, sostenendo che il dipinto debba comunicare direttamente senza il filtro dell’interpretazione critica.

La mostra dedica una sezione anche agli studi preparatori per alcune delle commissioni più importanti della carriera di Rothko, tra cui i Seagram Murals e gli Harvard Murals. I bozzetti realizzati tra il 1958 e il 1962 mostrano il rigore con cui l’artista studiava le relazioni tra le forme e i campi cromatici, sperimentando proporzioni e distanze per creare vere e proprie architetture di colore.

Questa ricerca si intensifica quando Rothko riceve l’incarico di realizzare una serie di dipinti murali per il ristorante Four Seasons all’interno del Seagram Building di New York. Per lavorare al progetto l’artista affitta un ampio spazio e costruisce impalcature con le stesse proporzioni delle pareti del locale, trasformando la pittura in un’esperienza spaziale immersiva. Sebbene decida successivamente di ritirarsi dal progetto, questa esperienza segna profondamente la sua ricerca artistica. Negli anni Sessanta la pittura di Rothko assume tonalità sempre più intense e drammatiche. I rossi profondi e i bruni dominano le tele di questo periodo, creando superfici in cui la luce sembra trattenuta ai confini dell’oscurità. In quegli anni l’artista ottiene anche un crescente riconoscimento internazionale, con importanti mostre al Museum of Modern Art di New York e alla Whitechapel Gallery di Londra.

L’ultima fase della sua carriera è caratterizzata da progetti di grande respiro, tra cui il ciclo di dipinti destinato alla Rothko Chapel di Houston, realizzato tra il 1964 e il 1967. Negli ultimi anni l’artista lavora anche a una serie di dipinti intitolata Black and Grey, realizzati nel 1969 con pittura acrilica su tela e caratterizzati da ampie campiture grigie incorniciate da un bordo bianco. Parallelamente Rothko realizza numerose opere su carta, alcune delle quali sono presentate nella mostra. In queste ultime composizioni la tavolozza si apre a tonalità più delicate, come azzurri tenui, terre rosate e colori terracotta che richiamano la pittura del Quattrocento italiano. Si tratta di opere di grande intensità introspettiva che invitano lo spettatore a un’esperienza contemplativa.

Mark Rothko, Untitled [Harvard Murals Sketch] (Schizzo per gli Harvard Murals) (1962; olio su tela, 236,9 × 144,1 cm; Collezione privata Cat. Rais. n. 731 - Estate inv. 5116.60)
Mark Rothko, Untitled [Harvard Murals Sketch] (Schizzo per gli Harvard Murals) (1962; olio su tela, 236,9 × 144,1 cm; Collezione privata Cat. Rais. n. 731 - Estate inv. 5116.60)
Mark Rothko, Four Darks in Red (1958; olio su tela, 258,6 x 295,6 cm; New York, Whitney Museum of American Art; acquisto con fondi di Friends of the Whitney Museum of American Art, Mr. e Mrs. Eugene M. Schwartz, Mrs.Samuel A. Seaver e Charles Simon, 68.9, Cat Rais n. 611) Digital image Whitney Museum of American Art / Licensed by Scala
Mark Rothko, Four Darks in Red (1958; olio su tela, 258,6 x 295,6 cm; New York, Whitney Museum of American Art; acquisto con fondi di Friends of the Whitney Museum of American Art, Mr. e Mrs. Eugene M. Schwartz, Mrs.Samuel A. Seaver e Charles Simon, 68.9, Cat Rais n. 611) Digital image Whitney Museum of American Art / Licensed by Scala
Mark Rothko, Untitled (1969; olio su tela, 266,1 x 289,6 cm; Collezione privata Cat. Rais. n. 824 - Estate inv. 5214.69)
Mark Rothko, Untitled (1969; olio su tela, 266,1 x 289,6 cm; Collezione privata Cat. Rais. n. 824 - Estate inv. 5214.69)
Mark Rothko, Untitled (1969; acrilico su carta vergata, 183,5 x 97,9 cm; Collezione Christopher Rothko, Estate inv. 2062.69)
Mark Rothko, Untitled (1969; acrilico su carta vergata, 183,5 x 97,9 cm; Collezione Christopher Rothko, Estate inv. 2062.69)
Mark Rothko, No. 21 [Untitled] (1947; olio su tela, di cotone, 99,7 x 97,8 cm; Collezione Christopher Rothko, Estate inv. 3242.47 - Cat Rais n. 355)
Mark Rothko, No. 21 [Untitled] (1947; olio su tela, di cotone, 99,7 x 97,8 cm; Collezione Christopher Rothko, Estate inv. 3242.47 - Cat Rais n. 355)
Mark Rothko, Seagram murals study (1958; acquerello, olio su carta da acquerello, 75,6 x 55,6 cm; Collezione Kate Rothko Prizel e Ilya Prizel, Estate inv. 2108.68)
Mark Rothko, Seagram murals study (1958; acquerello, olio su carta da acquerello, 75,6 x 55,6 cm; Collezione Kate Rothko Prizel e Ilya Prizel, Estate inv. 2108.68)
Mark Rothko (1952-1953 circa). Foto: Henry Elkan/Courtesy The Rothko Family Archive.
Mark Rothko (1952-1953 circa). Foto: Henry Elkan. Su concessione di The Rothko Family Archive.

Il progetto espositivo si estende anche oltre Palazzo Strozzi coinvolgendo due luoghi che ebbero un ruolo fondamentale nella formazione artistica di Rothko. Al Museo di San Marco cinque opere di piccolo formato sono esposte all’interno di altrettante celle affrescate da Beato Angelico, per creare un dialogo diretto tra la pittura dell’artista americano e quella del maestro rinascimentale. Le opere sono state scelte per affinità cromatiche, materiche e spirituali con gli affreschi dell’Angelico. La Biblioteca Medicea Laurenziana ospita invece due studi preparatori per i pannelli dei Seagram Murals collocati nel celebre Vestibolo progettato da Michelangelo. L’ambiente aveva colpito profondamente Rothko durante il suo viaggio del 1950, tanto da diventare una fonte di ispirazione per la concezione dei suoi dipinti murali. L’artista stesso raccontò di aver cercato di ricreare nei suoi lavori la stessa sensazione di tensione spaziale che si percepisce nell’architettura michelangiolesca.

“Mio padre desiderava che chi osservava i suoi dipinti provasse la stessa esperienza religiosa che lui aveva provato mentre li realizzava”, spiega Christopher Rothko. “Ispirato dai suoi viaggi a Roma e Firenze, quell’elemento spirituale divenne ancora più centrale. In tutta la mostra abbiamo allestito sale intime dove l’interazione personale con le opere di Rothko è massimizzata e valorizzata dalla loro risonanza con le sale storiche stesse”.

“L’incontro con Firenze rivela a Rothko una tradizione in cui pittura e architettura convergono in una dimensione contemplativa”, dichiara Elena Geuna. “La mostra inserisce la sua opera in questa prospettiva, dove la quiete meditativa degli affreschi di Beato Angelico al Museo di San Marco e la tensione spaziale del vestibolo della Biblioteca Laurenziana di Michelangelo riecheggiano nella ricerca di una pittura capace di esprimere i più profondi stati d’animo umani”.

“Rothko ha ridefinito il linguaggio della pittura del Novecento, trasformando il colore in esperienza, spazio e meditazione”, dice Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi. “Questa mostra rappresenta un progetto unico, concepito appositamente per Palazzo Strozzi, ed è nata dal desiderio di offrire un incontro profondo con la sua ricerca, ricostruendo nelle nostre sale tutte le principali fasi della sua carriera, attraverso una ampia selezione di opere, e mettendo in dialogo la potenza silenziosa delle sue opere con la storia della città”.

La mostra Rothko a Firenze è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi con la collaborazione della Direzione regionale Musei nazionali Toscana – Museo di San Marco e della Biblioteca Medicea Laurenziana. Il progetto è sostenuto da istituzioni pubbliche come il Comune di Firenze, la Regione Toscana, la Città Metropolitana di Firenze e la Camera di Commercio di Firenze, insieme a numerosi sostenitori privati tra cui Fondazione CR Firenze, Fondazione Hillary Merkus Recordati e il Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi. Main partner dell’iniziativa è Intesa Sanpaolo, con il supporto di Kenneth C. Griffin and Griffin Catalyst, Maria Manetti Shrem, Gruppo Beyfin, Aon, Arteria ed Enel.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraMark Rothko
CittàFirenze
SedePalazzo Strozzi
DateDal 14/03/2026
ArtistiMark Rothko
CuratoriChristopher Rothko, Elena Geuna
TemiNovecento, Firenze, Palazzo Strozzi



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