Dal 13 dicembre 2025 al 28 marzo 2026 la galleria Hauser & Wirth di St. Moritz presenta Alberto Giacometti: Faces and Landscapes of Home, un’esposizione dal carattere intimo che riunisce i ritratti dedicati ai familiari dell’artista e le vedute alpine di Stampa e Maloja, i luoghi remoti della Val Bregaglia ai quali fece ritorno per tutta la vita. Curata da Tobia Bezzola, la mostra raccoglie dipinti, sculture e disegni che esplorano il legame profondo di Giacometti con le figure a lui più care, quali i genitori, il fratello Diego e la moglie Annette, insieme ai paesaggi che ne hanno modellato l’immaginario giovanile. Il percorso è arricchito da fotografie di Ernst Scheidegger, amico intimo e collaboratore dell’artista dal 1943, che ne ha documentato a lungo la vita e il lavoro.
La ricerca di Alberto Giacometti si è sviluppata tra due universi distinti: l’alta valle svizzera della sua infanzia e la frenetica Parigi dell’avanguardia. Stampa, con i suoi pendii ripidi e gli orizzonti chiusi, fu uno dei luoghi delle sue prime scoperte artistiche legate alla luce, al volto umano e al paesaggio.
Nato nel 1901 in Val Bregaglia da Annetta e Giovanni Giacometti, celebre pittore moderno svizzero noto per i suoi luminosi scenari alpini, Alberto crebbe fin da piccolo immerso nell’arte. Le opere esposte realizzate tra il 1918 e gli anni Venti testimoniano la sua precoce attenzione per la figura, con delicati ritratti dei genitori eseguiti a diciassette anni e disegni delle montagne locali, che anticipano temi destinati a tornare durante tutta la sua carriera. Sebbene inizialmente influenzato dalle tendenze postimpressioniste del padre, il linguaggio di Giacometti si evolse rapidamente. Lo dimostrano un importante autoritratto del 1920 e il dipinto Monte del Forno (1923), dove l’artista combina la solidità compositiva di Cézanne con l’impostazione monumentale di Ferdinand Hodler. Desideroso tuttavia di liberarsi da quella che percepiva come un’eredità troppo provinciale, nel 1922 si trasferì a Parigi, spinto dal bisogno di autonomia.
Nella capitale francese Giacometti si immerse nel cuore dell’avanguardia, sperimentando linguaggi e approcci differenti. Applicare il metodo cézanniano alla scultura ne mostrò presto i limiti, e nei numerosi disegni alpini del 1922-23 l’artista evidenziò la tensione interiore tra pittura e tridimensionalità. Le sue ricerche lo condussero dal cubismo alla scultura tribale e arcaica, fino al surrealismo, segnando il distacco dagli esordi e aprendo la strada alle celebri figure filiformi e materiche che interrogano la condizione umana nello spazio.
Durante il secondo conflitto mondiale, Giacometti tornò in Svizzera, stabilendosi a Ginevra, e alla fine del conflitto rientrò poi a Parigi. Continuò però a lavorare negli studi di Stampa e Maloja, dove ritrasse instancabilmente la madre, Diego e Annette, consolidando allo stesso tempo la sua visione artistica. Sculture in bronzo come Tête au long cou (1949 circa) e Buste de Diego (1954 circa) riflettono il continuo dialogo tra la dimensione cosmopolita parigina e l’intimità delle sue origini.
Mentre lo studio parigino era un centro pulsante di incontri e conversazioni, Stampa rimase un rifugio privato, luogo di lettura, meditazione e lavoro silenzioso. I due mondi si sfioravano raramente, ma una figura li collegava: Ernst Scheidegger. Le sue fotografie, molte presenti in mostra, penetrano nell’atmosfera domestica dell’artista, catturandone momenti di concentrazione al cavalletto, gesti quotidiani con Annette e la madre, e la quiete delle stanze familiari.
Negli ultimi due decenni della sua vita, i ripetuti ritorni in Val Bregaglia, motivati dal declino della madre e da una crescente fragilità fisica, ravvivarono la sua energia creativa. Disegni e dipinti di quell’epoca mostrano un artista che torna, sia nella visione sia nei temi, ai luoghi che lo avevano formato, confermando la centralità del senso di casa nella sua opera. Le immagini di Scheidegger degli anni Cinquanta e Sessanta ritraggono anch’esse i paesaggi della Bregaglia e dell’Engadina: montagne, sentieri e la luce mutevole che definivano il profondo radicamento di Giacometti nella sua terra.
Accostate ai lavori dell’artista, queste fotografie costruiscono un ponte visivo tra la dimensione pubblica e quella privata di Giacometti, tra il modernista di Montparnasse e il figlio delle Alpi.
| Titolo mostra | Alberto Giacometti: Faces and Landscapes of Home | Città | St. Moritz | Sede | Galleria Hauser & Wirth | Date | Dal 13/12/2025 al 28/03/2026 | Artisti | Alberto Giacometti | Curatori | Tobia Bezzola | Temi | Novecento, Svizzera, Alberto Giacometti |
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