Ravenna, mostra diffusa per scoprire i tesori danteschi di biblioteche e archivi storici


Per i 700 anni dalla scomparsa di Dante, Ravenna propone una mostra diffusa per scoprire i tesori danteschi nelle biblioteche e negli archivi della città. 

Dal 21 agosto al 6 novembre 2021 Ravenna propone la mostra diffusa In su’l lito di Chiassi. Tesori danteschi nelle biblioteche e negli archivi di Ravenna, patrocinata dal Ministero della Cultura e dal Comitato Nazionale per le celebrazioni dei settecento anni della scomparsa di Dante, che rientra nel progetto della Regione Dante e la Divina Commedia in Emilia-Romagna. Il percorso espositivo diffuso intende valorizzare il patrimonio dantesco di quattordici biblioteche e archivi storici del territorio.

Il progetto, organizzato dal Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna in collaborazione con la Società Dantesca Italiana, è stato ideato da Alberto Casadei e curato da Gabriella Albanese, Sandro Bertelli e Paolo Pontari. Il progetto ravennate comprende due mostre, una nella Biblioteca Classense e l’altra presso il Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali.

Il percorso proposto dalla Biblioteca Classense intende offrire da una parte l’opportunità di avvicinarsi a testimonianze documentarie medievali legate agli anni ravennati di Dante e dall’altra ripercorrere le tappe della ricezione della Commedia, dalla seconda metà del XIV alla fine del XV secolo, attraverso le testimonianze manoscritte e a stampa che appartengono al ricco patrimonio dantesco della biblioteca e anche grazie alla biblioteca “F. Trisi” di Lugo che presta la prima rara edizione del De Monarchia.

La collaborazione dell’Archivio di Stato, dell’Archivio Storico diocesano e dell’Archivio Storico Comunale di Ravenna ha permesso la presenza in mostra di documenti che restituiscono frammenti di storia familiare, come la sentenza di scomunica contro Pietro Alighieri o la presenza a Ravenna di suor Beatrice, insieme a nomi e vicende di personaggi che Dante ebbe modo di frequentare in città.

Del patrimonio classense fanno parte testimonianze trecentesche come i misteriosi frammenti manoscritti dell’Inferno e il celebre manoscritto 6, trascritto ad uso dello stesso copista nel 1369. nonché la ricca collezione di edizioni. L’ampia selezione di incunaboli in mostra consente di seguire l’evoluzione del processo di stampa del testo e dell’apparato figurativo della Commedia: dall’edizione veneziana del 1477, la prima a proporre anche il Trattatello in laude di Dante, si passa ai primi esperimenti di commento figurativo della celebre edizione fiorentina del 1481 con le incisioni da disegni di Sandro Botticelli, fino all’edizione veneziana del 1493.

Il progresso delle opere dantesche nel secolo successivo è raccontato da significativi esemplari di edizioni fondamentali come la “aldina” del 1502. Al patrimonio più strettamente legato alla realtà locale sono dedicati un approfondimento sulla produzione di Mauro Ferranti (1805-1869), filologo e commentatore dantesco, e una selezione di disegni originali (1780) e di incisioni (1783) realizzati da Camillo Morigia per la progettazione del nuovo sepolcro dantesco.

Presso il Centro Dantesco saranno esposti cinque manoscritti dei secoli XIV-XV: il codice Poggiali-Vernon (già Ginori Conti); due codici provenienti dalla biblioteca privata dei marchesi Venturi Ginori Lisci, di cui uno, risalente agli ultimi decenni del XIV secolo, con il testo della sola terza cantica accompagnato dal commento dell’Ottimo; il codice Phillips 9589, manoscritto pergamenaceo palinsesto che fino al Inf. VII presenta il testo della Commedia circondato dal commento del carmelitano Guido da Pisa.

Accanto al patrimonio manoscritto, saranno presenti anche nove incunaboli della Commedia stampati tra il 1472 e il 1497, tra cui spicca l’unica copia custodita in Regione dell’edizione veneziana (secondo alcuni jesina) di Federico de’ Conti, datata 18 luglio 1472: si tratta di uno dei sei esemplari oggi noti di questa edizione. Tra le cinquecentine si potrà ammirare una copia della rara traduzione in castigliano del poema dantesco, impressa a Burgos nel 1515, anno in cui, a Venezia, gli eredi di Aldo Manuzio (1450 ca.-1515) diedero alle stampe la seconda edizione del poema, arricchita da xilografie a piena pagina, dopo quella del 1502 (Le terze rime di Dante) stampata dal grande tipografo-editore.

Per l’inaugurazione l’appuntamento è alle 18 presso la Sala Dantesca della Classense, che ospiterà un momento condiviso per la presentazione di entrambe le mostre. Dopo si procederà all’apertura dell’esposizione classense e di seguito ci si sposterà, alle 19:30, presso il Centro Dantesco, agli antichi Chiostri Francescani di via Dante 4. La mostra in Classense rimarrà visitabile fino alle 21 mentre quella del Centro Dantesco fino alle 22.

Per l’occasione saranno aperti anche il Museo Dante e la Tomba fino alle 22. 

Orari Biblioteca Classense: fino al 31 agosto da martedì a sabato dalle 9 alle 13; dall’1 settembre al 6 novembre da martedì a sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.30. Chiuso domenica, lunedì e festivi. Ingresso libero e contingentato. 

Orari Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali: da lunedì a venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. 

Ph.Credit

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraIn su'l lito di Chiassi. Tesori danteschi nelle biblioteche e negli archivi di Ravenna
CittàRavenna
SedeBiblioteca Classense
DateDal 21/08/2021 al 06/11/2021
CuratoriGabriella Albanese, Sandro Bertelli, Paolo Pontari
TemiRavenna, tesori danteschi

Ravenna, mostra diffusa per scoprire i tesori danteschi di biblioteche e archivi storici
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