Il Crocifisso di Michelangelo Buonarroti messo a confronto con quello di Lorenzo Puglisi


Dal 19 settembre al 1° novembre 2020, a Firenze la Basilica di Santo Spirito accoglie una “Crocifissione” del pittore contemporaneo Lorenzo Puglisi, esposta vicina al celeberrimo Crocifisso di Michelangelo.

Nell’ambito delle celebrazioni per i 20 anni dal rientro del Crocifisso di Michelangelo (Caprese, 1475 - Roma, 1564) nel complesso monumentale di Santo Spirito di Firenze, la comunità agostiniana accoglierà la presenza della Crocifissione di Lorenzo Puglisi (Biella, 1971), proprio a fianco del Crocifisso di Santo Spirito del Buonarroti.  Apre infatti sabato 19 settembre, nella Basilica di Santo Spirito a Firenze, la mostra Lorenzo Puglisi | Davanti a Michelangelo. Crocifissione, umanità, mistero: organizzata da Francesca Sacchi Tommasi di Etra studio in collaborazione con ArtCom Project, la mostra propone l’esposizione del dipinto di Puglisi raffigurante la Crocifissione a fianco del famoso Crocifisso ligneo, opera giovanile di Michelangelo Buonarroti, nella Sagrestia della Basilica fiorentina. La mostra resterà visibile fino al prossimo 1° novembre 2020.

Il Crocifisso ligneo che Michelangelo Buonarroti scolpì  tra il 1493 e il 1494 “a compiacenza del priore”, cioè per ringraziarlo dell’ospitalità e dell’opportunità di studiare anatomia, per secoli era rimasto nel “nascondimento”, nel senso che se ne erano perdute le tracce. Tuttavia la sua esistenza era testimoniata dagli scritti di Vasari e fu proprio questo che spinse la studiosa Margrit Lisner ad approfondire le sue ricerche che, grazie all’accoglienza dell’agostiniano padre Guido Balestri, permisero il ritrovamento del Cristo nudo e la sua attribuzione a Michelangelo. Dal 1962, anno della sua riscoperta, fino a oggi, il Crocifisso ha vissuto una lunga storia che lo ha condotto a Casa Buonarroti, dove vi è rimasto fino al dicembre del 2000, quando gli Agostiniani, dopo tanti tentativi, riuscirono a ricondurlo “a casa”.

Nella Basilica di Santo Spirito, tuttavia, a causa di trasformazioni architettoniche non fu possibile risistemarlo nell’originale collocazione – occupata dall’altare del Caccini – così fu scelta la Cappella Barbadori della Sacrestia di Giuliano da Sangallo. Adesso, in una delle basiliche simbolo del Diladdarno fiorentino, per circa 40 giorni saranno vicini il Crocifisso di Santo Spirito e la Crocifissione di Lorenzo Puglisi, artista che vive e lavora a Bologna, e che ha realizzato un dipinto a olio su tavola di pioppo sagomata a forma di croce (riprendendo una tradizione storico-artistica che origina dalla pittura dei primitivi e che nell’arte contemporanea si era completamente perduta), con fondo nero, su cui compaiono solo i risultati della sua “ricerca di essenzialità”, cioè le rappresentazioni della testa inclinata, delle mani e dei piedi del Cristo morto in croce.

Come scrive padre Giuseppe Pagano, priore di Santo Spirito, “Lorenzo Puglisi sarà davanti a Michelangelo per esprimere tutta la forza della Crocifissione, tutta l’Umanità e il Mistero. Rimane così l’interesse di Lorenzo per la natura umana e il mistero dell’esistenza, cercando di raffigurarla con una pittura nel buio, quasi a voler esprimere quella luce che c’è, che spinge, ma che è ancora trattenuta dall’oscurità, così come Michelangelo abbatte la realtà della morte in croce con la bellezza e il sorriso che sono già espressione di una realtà diversa da quella che si vede”.

L’artista spiega che “la Crocifissione è un’immagine simbolica e reale al tempo stesso, sia nella tradizione Cristiana, sia nella riflessione più intima sulla condizione, la possibilità e la ragion d’essere dell’uomo, così come si può comprendere dal sapere trasmessoci nel tempo dagli antichi, in numerose forme. La visione della scultura di Michelangelo tocca il cuore e ha una leggerezza e una delicatezza rare. Per me pittore, da subito, è emersa l’esigenza di cercare una pittura vitale e scultorea, e Michelangelo ne è stato grande maestro. Per cui il mio tentativo di pittura si rivolge alla visione di qualcosa che è altro dal visibile empirico, ma col quale è inseparabilmente intrecciato, è mescolato ad esso; la ricerca dell’essenziale della rappresentazione, come ambizione e fine, è legato alla ricerca di essenzialità nella vita e ne è conseguenza e speranza di conoscere. Crocifissione, umanità, mistero. È tutto in queste tre parole”.

Per tutte le informazioni potete visitare il sito ufficiale della Basilica di Santo Spirito.

Nell’immagine: il Crocifisso di Michelangelo e la Crocifissione di Puglisi.

Il Crocifisso di Michelangelo Buonarroti messo a confronto con quello di Lorenzo Puglisi
Il Crocifisso di Michelangelo Buonarroti messo a confronto con quello di Lorenzo Puglisi


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