Urbino, su preziosi arazzi gli affreschi di Raffaello delle Stanze Vaticane


In mostra alla Galleria Nazionale delle Marche preziosi affreschi che testimoniano la fortuna e il mito di Raffaello in Europa. 

La fortuna di Raffaello Sanzio, grande artista urbinate scomparso a soli trentasette anni il venerdì santo del 1520 (ricorreva nel 2020 proprio il cinquecentesimo anniversario della sua morte), passò anche dagli arazzi, di cui lui ideava e realizzava i grandi cartoni preparatori. L’artista si trasferì per sempre a Roma nel 1508, dopo aver lasciato Firenze, e qui ebbe modo di entrare in contatto con la corte papale di Giulio II: fu per lui una vera svolta poiché lavorare per il papa significò l’apertura verso nuovi importanti committenti, tra cui il banchiere Agostino Chigi, e l’incontro con gli artisti più significativi del tempo. A Roma Raffaello diede vita inoltre a una fiorente bottega, paragonabile a un’impresa, e i suoi allievi, dopo il 1527, contribuirono a diffondere l’arte del loro maestro in varie città d’Italia. Fu proprio grazie alla bottega e ai suoi collaboratori che si cominciò a diffondere l’arte di Raffaello, attraverso le incisioni di traduzione, ad opera dei più prestigiosi calcografi dell’epoca. 

L’urbinate non era solo pittore, ma anche architetto e soprattutto autore di splendidi arazzi (si pensi a quelli realizzati per la Cappella Sistina). Dai cartoni preparatori che lui eseguì, custoditi per la maggior parte a Londra presso il Victoria&Albert Museum, nacque infatti la serie completa dei monumentali arazzi che gli arazzieri della manifattura di Bruxelles, alle dipendenze di Pieter van Aelst, consegnarono tra il 156 e il 1519, oggi custodita ai Musei Vaticani. A partire da questo momento, personalità di rilievo cominciarono a richiedere altre serie di arazzi, come quella conservata a Palazzo Ducale di Urbino compiuta per volere del cardinal Mazzarrino. Le immagini intessute, riproposte poi in manifatture e in epoche diverse, furono dunque vettori della fortuna artistica di Raffaello nel corso dei secoli, anche dopo la sua morte. Oltre alle stesse immagini, contribuirono al mito di Raffaello anche gli scrittori d’arte (ne conseguì il mito di un pittore perfetto, di un artista superiore in cui si erano concentrate tutte le più straordinarie abilità) e gli altri artisti, sempre più incuriositi e interessati alla sua produzione. 

Manifattura Gobelins, atelier Lefebvre (da Raffaello), Giudizio di Paride (1691-1703; arazzo, 455 x 640 cm; Parigi, Mobilier National, inv. GMTT / 480)
Manifattura Gobelins, atelier Lefebvre (da Raffaello), Giudizio di Paride (1691-1703; arazzo, 455 x 640 cm; Parigi, Mobilier National, inv. GMTT / 480)


Manifattura Gobelins (da Raffaello), Attila scacciato da Roma (1732-1736, arazzo, 485 x 850 cm; Parigi, Mobilier National, inv. GMTT 173/6)
Manifattura Gobelins (da Raffaello), Attila scacciato da Roma (1732-1736, arazzo, 485 x 850 cm; Parigi, Mobilier National, inv. GMTT 173/6)


Manifattura Gobelins (da Raffaello), Cacciata di Eliodoro dal tempio (XVIII sec.; arazzo, 500 x 895 cm; Parigi, Mobilier National, inv. GMTT 175/3)
Manifattura Gobelins (da Raffaello), Cacciata di Eliodoro dal tempio (XVIII sec.; arazzo, 500 x 895 cm; Parigi, Mobilier National, inv. GMTT 175/3)


Manifattura Gobelins (da Raffaello), L’incendio di Borgo (1690 circa; arazzo, 487 x 800 cm; Parigi, Mobilier National, inv. GMTT 177)
Manifattura Gobelins (da Raffaello), L’incendio di Borgo (1690 circa; arazzo, 487 x 800 cm; Parigi, Mobilier National, inv. GMTT 177)

La mostra Sul filo di Raffaello. Impresa e fortuna nell’arte dell’arazzo, a cura di Anna Cerboni Balardi e Nello Forti Grazzini, allestita fino al 12 settembre 2021 nella Sala del Trono del Palazzo Ducale di Urbino, sede della Galleria Nazionale delle Marche, si concentra sulla fortuna di Raffaello nell’ambito dell’arazzeria e prende le mosse dalla serie di arazzi più celebre, derivata dai cartoni raffaelleschi e da quelli compiuti per la Scola Nuova dai collaboratori dell’urbinate dopo la sua scomparsa. Fulcro della rassegna sono gli arazzi legati a Raffaello ma differenti, poiché derivati in particolare da opere pittoriche o dagli affreschi che lui stesso realizzò nelle Stanze Vaticane. Nella Sala del Trono i visitatori saranno quindi immersi tra i più grandi capolavori affrescati dall’artista urbinate, ma in questo caso intessuti dalle più grandi manifatture europee, tra tutte quella parigina di Gobelins. Sovrani e aristocratici di tutta Europa potevano avere così nelle loro residenze, anche se lontani da Roma, le opere delle Stanze Vaticane sottoforma di grandi arazzi, ricreando in questo modo l’impressione degli originali. Ciò testimonia l’interesse in Europa, soprattutto in Francia, dell’arte di Sanzio. 

Entrati nel Salone, i visitatori avranno occasione di ammirare dodici grandi opere tessute nelle migliori arazzerie europee e raffiguranti gli affreschi che Raffaello compì a Roma: undici di questi affreschi squadernati provengono dal Mobilier National di Parigi, qui allestiti grazie agli architetti della Galleria Nazionale delle Marche. Testimionianze di come la Francia, sotto il regno di Luigi XIV, ma poi anche fino all’Ottocento, abbia cercato di ricreare ad arazzo a Parigi, in varie repliche, i più famosi affreschi dell’artista urbinate, mediante i pittori francesi dell’Accademia di Francia residenti a Roma per copiare dal vivo i prototipi e gli arazzieri inquadrati da Colbert sotto la manifattura dei Gobelins, aperta a Parigi e attiva esclusivamente per le commissioni reali, dove vennero tessute molte delle arazzerie. Tra gli arazzi esposti si riconoscono acune famose scene: il Giudizio di Paride (1691 - 1703), Attila scacciato da Roma (1732 - 1736), la Cacciata di Eliodoro dal tempio (XVIII secolo), entrambi gli affreschi sono visibili nella Stanza di Eliodoro, e l’Incendio di Borgo (1690 circa), il cui affresco si trova nella Stanza dell’Incendio di Borgo.

La mostra è in collaborazione con i Musei Vaticani e con il Mobilier National di Parigi. 

Per maggiori info: www.gallerianazionalemarche.it

Nell’immagine, l’allestimento della mostra Sul filo di Raffaello nella Sala del Trono dil Palazzo Ducale di Urbino. Ph.Credit Claudio Ripalti

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraSul filo di Raffaello
CittàUrbino
SedePalazzo Ducale di Urbino
DateDal 21/05/2021 al 12/09/2021
ArtistiRaffaello Sanzio
TemiUrbino, Raffaello Sanzio, Palazzo Ducale di Urbino

Urbino, su preziosi arazzi gli affreschi di Raffaello delle Stanze Vaticane
Urbino, su preziosi arazzi gli affreschi di Raffaello delle Stanze Vaticane


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