La Polonia ha annunciato gli artisti che rappresenteranno il paese alla 61a Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, in programma nel 2026. Il Padiglione Polacco ospiterà Liquid Tongues, progetto firmato da Bogna Burska e Daniel Kotowski e curato da Ewa Chomicka e Jolanta Woszczenko. La proposta è stata selezionata dalla giuria del concorso pubblico per il Padiglione Polacco e approvata dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica di Polonia.
Il progetto si concentra sull’ascolto dei linguaggi marginalizzati, con particolare attenzione alla cultura sorda e alle forme di comunicazione definite “più-che-umane”. L’installazione, di natura audio-video, coinvolge il collettivo Choir in Motion (Chór w Ruchu), composto da performer udenti e sordi, chiamati a interpretare i codici comunicativi e i canti delle balene sia in inglese parlato sia nella Lingua dei Segni Internazionale (International Sign – IS). Al centro della narrazione si collocano storie di perdita e ricostruzione, che spaziano dalla rinascita delle culture delle balene ai tentativi contemporanei di recupero di lingue marginalizzate e di sistemi comunicativi dimenticati. L’opera si sviluppa su più livelli espressivi. Sul piano visivo, la cinematografia è affidata a Magda Mosiewicz e alla stessa Burska; la componente sonora è curata dalla compositrice Aleksandra Gryka; la dimensione fisica dell’esperienza si traduce in onde acustiche che rimandano alle vocalizzazioni e alle ecolocalizzazioni delle balene franche. La coreografia collettiva del coro, ideata da Alicja Czyczel, trae ispirazione dal movimento dei banchi di pesci.
Uno dei concetti chiave di Liquid Tongues è il Deaf Gain, approccio teorico secondo il quale la sordità non viene considerata una disabilità ma una cultura e un’identità distinte, capaci di generare prospettive autonome e nuove forme di espressione. In questa prospettiva, la comunicazione si articola attraverso una pluralità di modalità sensoriali e corporee. Una parte delle riprese audio e video è stata realizzata sott’acqua, ambiente in cui le persone sorde possono comunicare liberamente attraverso la lingua dei segni, mentre le persone udenti producono suoni alterati e distorti. Il confine tra aria e acqua viene assunto come spazio di sperimentazione, luogo di incontro tra lingue, corpi e differenti modalità percettive.
La proposta si inserisce nel quadro curatoriale della Biennale Arte 2026, affidata a Koyo Kouoh e costruita attorno alla metafora musicale delle Minor Keys, le tonalità minori. Il concetto invita a un confronto con ciò che è fragile o trascurato: voci deboli, narrazioni dimenticate, micro-memorie. L’accento è posto sulla possibilità di sviluppare forme di resistenza non appariscenti, di instaurare relazioni nuove e di costruire società fondate sull’ascolto reciproco e sulla capacità di risuonare insieme. Liquid Tongues si colloca in questa cornice proponendo un superamento dei presunti limiti della comunicazione e ipotizzando comunità soggettive capaci di includere prospettive molteplici, tra cui quella animale.
Bogna Burska, artista visiva e drammaturga, ha esposto in numerose istituzioni in Polonia e all’estero. Daniel Kotowski, artista e performer, è noto per le sue ricerche sull’esperienza e sul linguaggio delle persone sorde, presentate in diversi centri d’arte europei. La collaborazione tra i due si traduce in un progetto che combina ricerca artistica, riflessione teorica e pratica performativa. La produzione di Liquid Tongues è affidata a Zachęta – Galleria Nazionale d’Arte, istituzione che da oltre settant’anni organizza le mostre polacche sia all’Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia sia alla Mostra Internazionale di Architettura, oltre a essere custode del Padiglione Polacco. I progetti destinati a rappresentare la Polonia alle due rassegne veneziane vengono selezionati tramite un concorso pubblico in due fasi, valutato da una giuria di esperti nei campi dell’arte e dell’architettura.
Per l’edizione 2026, la commissaria del Padiglione Polacco è Agnieszka Pindera, direttrice di Zachęta – Galleria Nazionale d’Arte. L’Ufficio del Padiglione Polacco è composto da Michał Kubiak, vice-commissario, e Anna Kowalska. La partecipazione della Polonia alla 61a Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia è finanziata dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica di Polonia. Il patrocinio di Zachęta è sostenuto da ORLEN; main partner espositivo è l’Adam Mickiewicz Institute; partner espositivi sono LAZNIA Centro d’Arte Contemporanea, il Polish Institute of Linguistic Diversity e l’Università di Educazione Fisica di Varsavia. Il progetto si avvale inoltre del supporto dell’Istituto Polacco di Roma e della Society for the Encouragement of Fine Arts.
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