Van Gogh a Vicenza, l'ultima mostra panettone di Marco Goldin


Si è aperta a Vicenza la mostra su van Gogh, alla Basilica Palladiana: è l'ultima mostrapanettone di Marco Goldin.

Recensione della mostra “Van Gogh tra il grano e il cielo”, a cura di Marco Goldin, in corso a Vicenza presso la Basilica Palladiana (di Federico D. Giannini).

“Prima d’iniziare a parlare della mostra su van Gogh a Vicenza, il nuovo progetto espositivo-imprenditoriale di Marco Goldin e della sua Linea d’Ombra, occorre avanzare una breve premessa: questa volta il punto di partenza non sarebbero state, come per altre sue mostre, atroci accozzaglie sulla falsariga della tremenda “Tutankhamon, Caravaggio, van Gogh”, né raffazzonati accrocchi tematici in stile “gli impressionisti e la neve”, e neppure improbabili e azzardate panoramiche sul ritratto “da Raffaello a Picasso”. Niente di tutto ciò: per la mostra d’autunno alla Basilica Palladiana, Goldin ha potuto contare su di un nucleo decisamente consistente di disegni e dipinti di Vincent van Gogh (Zundert, 1853 - Auvers-sur-Oise, 1890), provenienti per la più parte dal Kröller-Müller Museum di Otterlo, in Olanda.

Beninteso, niente di particolarmente originale o innovativo, stante l’ormai consolidata e tradizionale abitudine del Kröller-Müller a prestare in blocco ampie porzioni della propria raccolta vangoghiana, e quella di Vicenza è situazione tutt’altro che inedita, dacché pure per la prima grande mostra su van Gogh tenutasi in Italia, quella del 1952 di Palazzo Reale a Milano, si fece largo uso di prestiti provenienti dall’istituto olandese: preme tuttavia sottolineare che l’attributo “grande”, sul quale peraltro pare fondarsi gran parte dell’aggettivazione che accompagna la rassegna vicentina, significa tutto e niente, e stabilire a chi tocchi il primato in “grandezza”, se alla mostra del 1952 o a quella del 2017, è materia da futile combat de coqs da lasciar volentieri a chi ama tal genere di sterili contese.

Ad ogni modo, riproporre nel 2017 una mostra di sessant’anni fa (pur col rapporto tra dipinti e disegni invertito: allora furono più i dipinti che i disegni, a Vicenza invece succede il contrario), con tutti gli aggiornamenti del caso, non sarebbe operazione di per sé deprecabile: solo un paio d’anni addietro, la riedizione di Arte lombarda dai Visconti agli Sforza, curata da Mauro Natale e Serena Romano (che vollero programmaticamente ispirarsi all’omonima rassegna del 1958 di Roberto Longhi e Gian Alberto Dell’Acqua), fu operazione meritoria, almeno a nostro giudizio. Non è quindi questo il problema. Continua a leggere la recensione cliccando qui

Van Gogh a Vicenza, l'ultima mostra panettone di Marco Goldin
Van Gogh a Vicenza, l'ultima mostra panettone di Marco Goldin


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