A Roma, Joana Vasconcelos rilegge l’eredità di Valentino Garavani


A Roma apre la seconda mostra dello spazio PM23 della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Joana Vasconcelos firma un progetto che mette in dialogo dodici opere dell’artista e trentatré creazioni di Valentino Garavani, intrecciando arte, moda e impegno sociale.

Il 18 gennaio 2026 apre al pubblico a Roma la mostra VENUS – Valentino Garavani through the eyes of Joana Vasconcelos, secondo progetto espositivo di PM23, lo spazio inaugurato nel maggio scorso dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti in Piazza Mignanelli 23. L’esposizione, visitabile fino al 31 maggio 2026, arriva dopo un intervento di arte diffusa che ha interessato la città con tre opere monumentali dell’artista portoghese collocate in altrettanti luoghi simbolici della capitale, introducendo il pubblico a un dialogo tra arte contemporanea e spazio urbano che trova ora una forma più strutturata all’interno dei mille metri quadrati dello spazio espositivo.

La mostra propone un percorso che rilegge l’universo creativo di Valentino Garavani attraverso lo sguardo di Joana Vasconcelos, mettendo in relazione dodici opere dell’artista, tra installazioni già esistenti e lavori realizzati appositamente per PM23, con trentatré creazioni dello stilista. La selezione degli abiti proviene dall’archivio della maison ed è stata curata da Pamela Golbin. Il progetto nasce da un incarico in libertà progettuale affidato all’artista, chiamata a confrontarsi con i codici estetici e simbolici di Valentino Garavani senza vincoli predefiniti. All’interno dello spazio di Piazza Mignanelli, il percorso espositivo costruisce un intreccio tra linguaggi diversi, nel quale moda e arte contemporanea dialogano attraverso temi comuni come l’identità, la rappresentazione del femminile, il valore del lavoro manuale e la trasformazione dei materiali. L’operazione si colloca nel solco delle ricerche di Vasconcelos, nota per l’uso di tecniche artigianali e oggetti di uso quotidiano rielaborati in chiave monumentale, e per un’attenzione costante alle questioni sociali e culturali.

Joana Vasconcelos, VENUS (Valchiria) © 2026 FVG Services © 2026 Soqquadro
Veduta dell’allestimento della mostra VENUS – Valentino Garavani through the eyes of Joana Vasconcelos. © 2026 FVG Services © 2026 Soqquadro
Joana Vasconcelos. Foto: Michele Colasuonno. Su concessione FVG Services srl
Joana Vasconcelos. Foto: Michele Colasuonno. Su concessione FVG Services srl
Joana Vasconcelos, VENUS (Valchiria) © 2026 FVG Services © 2026 Soqquadro
Veduta dell’allestimento della mostra VENUS – Valentino Garavani through the eyes of Joana Vasconcelos. © 2026 FVG Services © 2026 Soqquadro

VENUS nasce dal desiderio di celebrare la creatività in tutte le sue forme, come ponte tra arte, moda e comunità”, dichiarano Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. “Con questo progetto abbiamo voluto offrire uno spazio dove bellezza e innovazione possano incontrare la partecipazione e l’inclusione, trasformando l’espressione artistica in un’occasione di dialogo e condivisione. La collaborazione con Joana Vasconcelos ci ha permesso di esplorare nuovi linguaggi, intrecciando saperi, mani e storie diverse, e di rendere visibile il valore del lavoro collettivo e della creatività come strumento di empowerment. Attraverso VENUS celebriamo non solo l’arte e la moda, ma anche le comunità, le persone e i luoghi che hanno contribuito a rendere possibile questo progetto, riaffermando la nostra convinzione che la bellezza - in quanto forza propulsiva - permetta alla creatività, condivisa e partecipata, di stimolare nuove visioni, rafforzare le comunità e lasciare un segno duraturo nelle generazioni future”.

Elemento centrale della mostra è la monumentale Valchiria VENUS, opera che dà il titolo all’intero progetto ed è stata concepita in relazione diretta con lo spazio e con lo studio dei codici dello stilista. Collocata nella sala absidata, la figura si sviluppa come estensione di otto abiti di Valentino Garavani, dai quali prende forma per poi espandersi nello spazio attraverso i bracci. L’opera funziona come una lente interpretativa sull’eredità dello stilista e come una sintesi astratta delle molteplici identità femminili contemporanee evocate nel percorso espositivo.

Le sale ospitano una serie di installazioni che dialogano con le creazioni di Alta Moda. Venus, The Painting, appartenente alla serie dei Crochet Paintings, trasforma il tessuto in superficie pittorica ed è presentata come un’opera incorniciata che prende ispirazione dal motivo Josef Hoffmann utilizzato negli abiti Haute Couture della collezione autunno-inverno 1989-1990. Nello stesso ambiente, Strangers in the Night affronta il tema degli archetipi femminili costruiti dalla cultura patriarcale, mentre Full Steam Ahead (Red) #1 propone un fiore di loto meccanico composto da ferri da stiro, oggetti legati al lavoro domestico che assumono una valenza simbolica di resilienza e metamorfosi. A queste opere sono accostate creazioni di Valentino Garavani provenienti da diverse stagioni di Alta Moda. In particolare, Strangers in the Night dialoga con un abito da cocktail con fasce in piume di struzzo della collezione autunno-inverno 2007-2008, mentre Full Steam Ahead (Red) #1 è presentata insieme a un abito da sera in tulle e paillettes con lungo strascico della collezione autunno-inverno 2001-2002. Il confronto tra opere e abiti mette in evidenza affinità formali e simboliche, oltre a una comune attenzione per la costruzione della figura e per il valore espressivo dei materiali.

Joana Vasconcelos, VENUS (Valchiria) © 2026 FVG Services © 2026 Soqquadro
Veduta dell’allestimento della mostra VENUS – Valentino Garavani through the eyes of Joana Vasconcelos. © 2026 FVG Services © 2026 Soqquadro
Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Foto: Cristina Ghergo, su concessione di FVG Services srl
Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Foto: Cristina Ghergo, su concessione di FVG Services srl
Joana Vasconcelos, VENUS (Valchiria) © 2026 FVG Services © 2026 Soqquadro
Veduta dell’allestimento della mostra VENUS – Valentino Garavani through the eyes of Joana Vasconcelos. © 2026 FVG Services © 2026 Soqquadro

Il percorso prosegue con la sala dedicata a Marilyn, installazione nella quale oggetti domestici come pentole e coperchi vengono trasformati in scarpe con tacco monumentali. L’opera ribalta stereotipi legati al ruolo femminile e porta in primo piano il tema del lavoro invisibile. In questo ambiente, tre abiti di Alta Moda, appartenenti alle collezioni autunno-inverno 1998-1999, autunno-inverno 1999-2000 e primavera-estate 1995, completano l’allestimento. I capi, realizzati in seta, raso, organza, taffetas e paillettes, declinano diverse tonalità dell’argento e contribuiscono a costruire un dialogo tra materia, luce e forma. Un corridoio collega le diverse sezioni della mostra e presenta tre opere di Joana Vasconcelos: Red Independent Heart #3Witch Mirror e Sacro Cuore. In questo spazio, corsetti ricamati e giacche dalle linee nette accompagnano il visitatore, rafforzando il legame tra installazioni e abiti e sottolineando il ruolo del dettaglio sartoriale come elemento narrativo. Il percorso culmina in Garden of Eden, un ambiente nel quale convergono diversi archetipi femminili, dalla Valchiria a Cenerentola, dalla femme fatale alla seduttrice. Lo spazio ospita otto abiti iconici total black realizzati in tulle, seta, georgette e pizzo, arricchiti da paillettes, cristalli, perline di vetro e lavorazioni in tulle. L’insieme costruisce un racconto mitico condiviso che sintetizza i temi affrontati lungo l’intera mostra.

Con VENUS, PM23 sviluppa anche uno degli assi portanti della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, ovvero l’impegno sociale e collettivo. L’opera Valchiria VENUS, realizzata dall’atelier di Joana Vasconcelos a Lisbona, è stata infatti arricchita da un progetto partecipativo di ampia scala. Il lavoro ha coinvolto 756 ore di workshop, più di duecento partecipanti di età diverse e la realizzazione di oltre duecento chilogrammi di moduli all’uncinetto prodotti in numerosi luoghi di Roma, dal centro alle periferie, e successivamente inviati all’artista.

Studenti, pazienti, detenute e membri di nove associazioni partner hanno preso parte attiva al progetto, trasformando il gesto manuale in un’esperienza collettiva. La “seconda pelle” all’uncinetto che riveste la grande VENUS, lunga tredici metri, diventa così il risultato di un processo corale che lega creatività, cura e coesione sociale. L’opera assume una dimensione che va oltre l’esposizione, ponendosi come sintesi di intelligenza artigianale e come esito di una collaborazione tra mondi diversi.

Joana Vasconcelos, VENUS (Valchiria) © 2026 FVG Services © 2026 Soqquadro
Veduta dell’allestimento della mostra VENUS – Valentino Garavani through the eyes of Joana Vasconcelos. © 2026 FVG Services © 2026 Soqquadro
Il Ministro Giuli e Giancarlo Giammetti. Su concessione di FVG Services srl
Il Ministro Giuli e Giancarlo Giammetti. Su concessione di FVG Services srl
Joana Vasconcelos, VENUS (Valchiria) © 2026 FVG Services © 2026 Soqquadro
Veduta dell’allestimento della mostra VENUS – Valentino Garavani through the eyes of Joana Vasconcelos. © 2026 FVG Services © 2026 Soqquadro

Nel progetto sono state coinvolte anche alcune scuole di alta formazione, tra cui MAM – Maiani Accademia ModaAccademia di Costume & Moda e NABA Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Gli studenti hanno partecipato a laboratori, incontri con le comunità e attività di comunicazione visiva, sviluppando riflessioni sui codici estetici di Valentino Garavani e sul valore sociale della moda. Accanto alle istituzioni formative, diversi partner sociali e sanitari hanno ospitato laboratori di uncinetto rivolti a pazienti, famiglie e comunità. Tra questi figurano la Casa Circondariale Femminile di Rebibbia con Fondazione Severino, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nelle sedi del Gianicolo, di Palidoro e del centro Pediatrico di Passoscuro, il centro di cure Gemelli Medical Center, l’associazione Differenza Donna impegnata nell’emancipazione femminile e nella lotta contro la violenza di genere, e INTERSOS, organizzazione umanitaria internazionale attiva con il centro polifunzionale di Torre Spaccata.

Al progetto è dedicato anche Trame #73, documentario di Daniele Luchetti presentato in una sala all’interno della mostra. La video-installazione raccoglie le testimonianze di studenti, detenute, insegnanti di uncinetto, artigiane e dell’artista stessa, offrendo un racconto corale sul lavoro condiviso, sulla trasmissione del sapere e sul ruolo della creatività come strumento di trasformazione individuale e collettiva. Il documentario mette in evidenza il valore del fare manuale come pratica artistica e come forma di resistenza culturale, restituendo visibilità ai gesti delle comunità coinvolte.

Informazioni pratiche

Orari:
Aperto tutti i giorni dalle 11:00 alle 20:00. Ultimo ingresso 19:30. Dal 18 gennaio al 31 maggio. 
Biglietti: 

I biglietti sono disponibili sul sito di PM23 e presso la biglietteria. 

ONLINE Dal 1° gennaio 2026

Intero: €15 - Ridotto: €12 - Persone in carrozzina: €15

IN LOCO Dal 1° gennaio 2026

Intero: €18 - Ridotto: €15 - Persone in carrozzina: €18

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraVENUS – Valentino Garavani through the eyes of Joana Vasconcelos
CittàRoma
SedePM23
DateDal 18/01/2026 al 31/05/2026
ArtistiJoana Vasconcelos, Valentino Garavani
CuratoriPamela Golbin
TemiArte contemporanea, Roma, arte e moda, Moda

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