La Galleria Borghese di Roma si prepara a un nuovo anno di attività con un programma espositivo che conferma l’impegno a mantenere la propria collezione accessibile a un pubblico ampio e diversificato. Dopo il successo del 2025, che ha visto la vendita di 630.759 biglietti, superando il dato medio di circa 600.000 visitatori degli anni precedenti, il museo propone una serie di iniziative che coniugano tutela e valorizzazione del patrimonio, ricerca scientifica e innovazione espositiva, aprendo al contempo dialoghi con istituzioni internazionali.
L’anno espositivo si apre il 20 gennaio con la mostra Zanabazar alla Galleria Borghese. Dalla Mongolia al Barocco globale, realizzata in collaborazione con il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino, in programma fino al 22 febbraio. L’esposizione presenta per la prima volta in Europa due opere di Zanabazar (1635-1723), figura centrale della cultura mongola e del buddhismo tibetano. Nel Salone Mariano Rossi, la Tara verde e un autoritratto in bronzo dell’artista in trono, provenienti dal Chinggis Khaan National Museum di Ulan Bator (Mongolia), dialogano con la collezione di Scipione Borghese, che aveva coltivato intensamente il rapporto con l’estremo Oriente. L’accostamento con opere di Gian Lorenzo Bernini mette in luce connessioni tra mondi geograficamente e culturalmente distanti, accomunati da una forza creativa e da un’innovazione formale. Il progetto si colloca nel solco della precedente mostra Barocco Globale. Il mondo a Roma all’epoca di Bernini (Scuderie del Quirinale, 2025), approfondendo il tema delle connessioni transculturali e della circolazione delle forme nel Seicento.
Il 2026 prosegue con le mostre dossier, dedicate a approfondimenti su opere selezionate del museo. Dal 10 marzo al 3 maggio si terrà Ritorno alla Galleria Borghese. Giovan Francesco Penni e la bottega di Raffaello, mentre dal 17 marzo al 10 maggio sarà visitabile Marcello Provenzale da Cento. Un genio del mosaico barocco nella Roma dei Borghese, realizzata in collaborazione con la Pinacoteca di Cento. Entrambe le esposizioni, allestite in una singola sala, offrono al pubblico nuovi punti di vista sulla storia della collezione e sul continuo percorso di ricomposizione del suo aspetto originario. La prima mostra celebra il ritorno di un’allegoria attribuita a Raffaello, recentemente acquisita dalla Galleria Borghese, mentre la seconda evidenzia la figura di Marcello Provenzale, innovatore della tecnica del mosaico nella Roma di Paolo V.
Il cuore del programma espositivo sarà la grande mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti, curata da Francesca Cappelletti e Frits Scholten, in collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam, in calendario dal 23 giugno al 20 settembre. Nato da un dialogo scientifico condiviso, il progetto propone un allestimento autonomo e originale, concepito in stretta relazione con la collezione e la storia della Galleria Borghese. Partendo dalle Metamorfosi di Ovidio, uno dei testi fondativi dell’immaginario occidentale, la mostra esplora il tema della metamorfosi come principio universale e chiave di lettura del cosmo, della materia e della condizione umana. La rassegna include opere di artisti del Rinascimento e del Barocco, come Correggio, Michelangelo, Tiziano, Rubens e Poussin, fino a interpreti di secoli successivi come Gerôme, Rodin e Brancusi. Tra i capolavori a soggetto mitologico in esposizione figurano l’Apollo e Dafne e il Plutone e Proserpina di Gian Lorenzo Bernini, che confermano la centralità del mito nella costruzione dell’immaginario europeo.
Il programma 2026 integra percorsi tematici, didascalie multilingue, audioguide aggiornate ed esperienze coinvolgenti, strumenti pensati per approfondire la storia della Galleria, dell’architettura della palazzina e degli allestimenti, accompagnando il pubblico nella scoperta delle collezioni e delle trasformazioni subite nel tempo. La Galleria Borghese conferma così la propria vocazione di museo in dialogo con il presente, rafforzando l’accessibilità culturale e promuovendo modalità di relazione rinnovate tra pubblico e opere, valorizzando il patrimonio materiale e immateriale custodito. Il sostegno di Intesa Sanpaolo – Gallerie d’Italia e di Webuild Spa contribuisce alla realizzazione delle iniziative espositive e al miglioramento dell’esperienza del pubblico.
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