Un giro tra i palazzi gentilizi di Sarzana. Parte 1: da Palazzo San Domenico a Casa Buonaparte


Sarzana è una bellissima cittadina della Liguria, a poca distanza dal confine con la Toscana. Vi portiamo qui per un tour tra i palazzi gentilizi più belli della città.

Siamo nella cittadina di Sarzana, in Liguria, a pochi chilometri dal confine con la Toscana: la conosciamo bene, perché noi di Finestre sull’Arte abitiamo a poca distanza. Qui, ogni anno, nel mese di maggio, si tiene una rassegna molto bella e particolare: Atri Fioriti, durante la quale, per alcuni giorni, gli altri dei più bei palazzi gentilizi della città, solitamente non visitabili, sono aperti al pubblico per permettere ai cittadini e turisti di ammirarli nel loro splendore, anche perché in occasione dell’evento sono riccamente adornarli di piante e composizioni floreali. Inoltre è una manifestazione interessante anche perché il compito di accogliere il pubblico viene affidato alle scuole del territorio, ed è bello vedere come i ragazzi, che dimostrano sempre grande educazione e passione per la storia e l’arte della loro città, si diano da fare per guidare i visitatori, fornire informazioni sui palazzi e sul patrimonio storico-artistico di Sarzana.

Sarzana

Quest’anno abbiamo approfittato di Atri Fioriti per entrare in questi palazzi, scattare alcune foto, e proporvi un tour tra i palazzi gentilizi più affascinanti della città. Vi dicevamo che solitamente non sono visitabili: alcuni sono ancora abitati, altri ospitano uffici, quindi poter entrare per dare una piccola sbirciata è un’opportunità che non capita a tutti. E con il nostro tour cercheremo proprio di darvi la sensazione di sbirciare dentro a questi androni che hanno conosciuto secoli di storia e hanno visto passare le dame e i gentiluomini più illustri della città, e non solo. I palazzi sono dodici, quindi data la gran mole di informazioni abbiamo deciso di suddividere questo tour in due post: oggi vi proponiamo i primi sei palazzi. Gli edifici di cui vi parleremo sono stati costruiti perlopiù a partire dal Seicento, quando la città di Sarzana smise i panni di avamposto militare della repubblica di Genova per diventare una graziosa città di confine, al centro di traffici e commerci (ruolo che la contraddistingue ancora oggi), ricca di eleganti palazzi e costruzioni signorili.

1. Palazzo San Domenico
Si trova accanto al Teatro degli Impavidi e deve il nome al fatto che fu realizzato sfruttando un’ala dell’antico convento di San Domenico, ampiamente rimaneggiato nel XIX secolo proprio per dar vita al Teatro e al palazzo. Nello stesso cortile del palazzo si possono ancora vedere i resti degli affreschi seicenteschi, in stile controriformista, che narrano episodi della vita di San Domenico, e che anticamente decoravano il chiostro: oggi, gran parte del chiostro è stata inglobata dal Teatro, e quello che rimane è ciò che vediamo nel cortile di Palazzo San Domenico. Il palazzo un tempo accoglieva il sepolcro di Benedetto Celso, giurista sarzanese vissuto a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento, che svolse per un certo periodo l’incarico di governatore della Corsica per conto della Repubblica di Genova: oggi il sepolcro si trova nel cortile del Palazzo del Comune. La facciata è nettamente divisa in due parti: uno spesso bugnato segna il piano terra, e un marcapiano lo divide dal piano nobile e dal secondo piano, dove vediamo due ordini di finestre incorniciate.

Palazzo San Domenico
Palazzo San Domenico


Gli affreschi di Palazzo San Domenico
Gli affreschi seicenteschi di Palazzo San Domenico


Ilaria davanti agli affreschi di Palazzo San DomenicoIl cortile di Palazzo San Domenico
Ilaria davanti agli affreschi di Palazzo San DomenicoIl cortile di Palazzo San Domenico

2. Palazzo Picedi Benettini De Benedetti
Dall’aspetto più austero rispetto a Palazzo San Domenico, questo edificio, risalente al XVI secolo, si presenta con una facciata contraddistinta da un piano terra ricoperto da un bugnato a due strati, quello inferiore costituito da conci (le pietre che lo costituiscono) più sporgenti e di colore più scuro, e quello superiore più chiaro e più liscio.

Palazzo Picedi Benettini De BenedettiIl portale di Palazzo Picedi Benettini De Benedetti
Palazzo Picedi Benettini De BenedettiIl portale di Palazzo Picedi Benettini De Benedetti

3. Palazzo Tusini
All’esterno, la facciata è simile a quella dei due palazzi precedenti: un piano terra caratterizzato da un bugnato a conci poco sporgenti, e i due piani superiori con due ordini di finestre incorniciate (quelle del piano nobile sono ingentilite con timpani ornati di conchiglie e piccole balaustre). La particolarità del palazzo è costituita dall’atrio che presenta numerose opere in stile neoclassico, tra cui tutti gli affreschi sulle pareti e sul soffitto (al centro della volta spicca un’allegoria della Primavera) e la statua del dio Bacco che introduce alla scalinata. L’edificio fu fatto edificare dalla nobile famiglia dei Bernucci nel corso del XVI secolo sui resti di edifici medievali, e venne poi ampiamente rimaneggiato in epoche successive: l’aspetto attuale è quello assunto nel corso del Settecento. Il nome con cui oggi è conosciuto è dovuto al fatto che nel 1850 i Bernucci vendettero il palazzo ai Tusini.

Palazzo Tusini
Palazzo Tusini


Gli affreschi di Palazzo Tusini
Gli affreschi neoclassici di Palazzo Tusini


Particolare della volta dell'atrio di Palazzo TusiniLa statua del dio Bacco
Particolare della volta dell’atrio di Palazzo TusiniLa statua del dio Bacco

4. Palazzo Picedi Benettini Groppallo
Elegante palazzo che si trova al centro di via Mazzini, si contraddistingue per le finestre del piano nobile, sormontate da timpani tipicamente cinquecenteschi, a triangolo e ad arco alternati. Il piano terra, ricoperto da bugnato, presenta al centro un portale d’accesso in marmo sovrastato dallo stemma della famiglia Groppallo: il marchese Giacomo Groppallo, genero della contessa Laura Picedi, nel corso dell’Ottocento si occupò della bonifica della piana di Luni. Il severo atrio del palazzo presenta al suo interno i due busti degli imperatori romani Nerone e Servio Galba. Nel 1817 le stanze del palazzo ospitarono Maria Luigia d’Asburgo-Lorena, imperatrice di Francia e duchessa di Parma, in visita in Lunigiana in occasione del completamento di un tratto della strada della Cisa, la cui costruzione fu decretata alcuni anni prima.

Palazzo Picedi Benettini Groppallo
Palazzo Picedi Benettini Groppallo


La statua di NeroneLa statua di Servio Galba
La statua di NeroneLa statua di Servio Galba

5. Palazzo Magni Griffi
Si tratta di un edificio di origini rinascimentali, ma il cui aspetto attuale risale al Settecento: il possente bugnato del pianterreno quasi stride con le finestre timpanate del piano nobile. Al centro, un sobrio portale classico, incorniciato da due paraste doriche che reggono un architrave decorato con fregio, introduce all’atrio, dove troviamo lapidi con iscrizione latine, di cui non conosciamo però l’esatta provenienza. Lo scalone monumentale è preceduto da una volta sorretta da quattro possenti colonne in marmo. La famiglia Magni, che fece costruire il palazzo nel tardo Cinquecento, era originaria di Como e si era trasferita a Sarzana con Bernardo, che era un architetto militare al servizio dell’imperatore Carlo V.

Palazzo Magni Griffi
Palazzo Magni Griffi


L'interno di Palazzo Magni GriffiIl portale di Palazzo Magni Griffi
L’interno di Palazzo Magni GriffiIl portale di Palazzo Magni Griffi

6. Casa torre dei Buonaparte
È uno dei pochi edifici della Sarzana medievale che si è conservato inalterato in molte sue parti. Esternamente, la casa torre dei Buonaparte si distingue per il registro inferiore della facciata, caratterizzato dalle due grandi arcate a sesto acuto. Il palazzo anticamente era una delle proprietà della famiglia Buonaparte, quella da cui discese Napoleone: il futuro imperatore dei francesi nacque due secoli e mezzo dopo il trasferimento di un ramo della casata in Corsica. In facciata, due lapidi ricordano Francesco Buonaparte, che si trasferì in Corsica nel 1512 su mandato della Repubblica di Genova onde organizzare, assieme ad altri notabili genovesi, il governo della città di Ajaccio, occupata proprio dai genovesi pochi anni prima: fu il suo il ramo della famiglia da cui discese Napoleone. Le lapidi a loro volta sovrastano una Madonna con Bambino risalente al 1621. L’atrio presenta pareti in sasso.

La casa torre dei Buonaparte
La casa torre dei Buonaparte


Particolare della facciata di Casa BuonaparteL'interno della casa torre dei Buonaparte
Particolare della facciata di Casa BuonaparteL’interno della casa torre dei Buonaparte


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Gli autori di questo articolo: Federico Giannini e Ilaria Baratta

Gli articoli firmati Finestre sull'Arte sono scritti a quattro mani da Federico Giannini e Ilaria Baratta. Insieme abbiamo fondato Finestre sull'Arte nel 2009. Clicca qui per scoprire chi siamo


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