Dieci borghi da visitare in Lombardia


Inauguriamo oggi una nuova rubrica, #torneremoaviaggiare: un hashtag per darvi spunti di viaggio da segnare per quanto potremo finalmente rimetterci in viaggio. In ogni uscita, dieci borghi diversi per ogni regione d’Italia, tra perle nascoste, arte, storia. Cominciamo oggi con la Lombardia.

1. Casalmaggiore

Borgo situato al confine tra le province di Cremona (di cui fa parte), Mantova e Parma, è un fondamentale punto di collegamento dal momento che si trova adagiato sul Po e prima dell’abitato si trova il ponte che collega la Lombardia all’Emilia Romagna. Borgo di antiche origini, proprio in virtù della sua posizione strategia fu a lungo conteso dalle diverse potenze regionali: Venezia, Milano, Mantova. La centralissima piazza Garibaldi, principale luogo d’aggregazione della cittadina, è una delle più belle della Lombardia, ed è riconoscibile per l’imponente Palazzo Comunale, risalente a fine Ottocento, e realizzato nelle forme neogotiche in voga all’epoca. Da visitare anche lo splendido Duomo neoclassico, anch’esso ottocentesco, il Museo del Bijou (un unicum in tutta Italia, con pezzi che vanno dalla fine dell’Ottocento agli anni Settanta del Novecento) e Palazzo Diotti, sede dell’omonimo museo che conserva capolavori di Giuseppe Diotti, uno dei più grandi pittori del neoclassicismo, originario proprio di Casalmaggiore.

Casalmaggiore, piazza Garibaldi. Ph. Credit In Lombardia
Casalmaggiore, piazza Garibaldi. Ph. Credit In Lombardia

2. San Benedetto Po

Antichissimo borgo anch’esso situato sulle rive del Po, stretto attorno al monastero di Polirone, uno dei più antichi d’Europa: fu fondato nel 1007 da Tedaldo di Canossa e continuò a ingrandirsi nel corso dei secoli, vivendo la sua stagione più feconda nel Cinquecento, quando qui lavorarono grandi artisti come il Correggio (si conserva un suo affresco nel refettorio dell’antico convento, oggi sede di mostre ed eventi), Antonio Begarelli (suo il ciclo di statue di santi che adorna la basilica) e di Giulio Romano (la sagrestia è interamente affrescata dalla sua scuola). Nei locali del monastero si trova anche il Museo Civico Polironiano che racconta la storia e le usanze del territorio, a forte vocazione agricola (ci sono sale dedicate al lavoro nei campi, all’allevamento del maiale, alla vita lungo il Po, e ai grandi protagonisti della vita del borgo nei secoli, su tutti Matilde di Canossa e il poeta Umberto Bellintani). Nei dintorni, il Parco delle Golene consente di fare molte escursioni nella natura.

San Benedetto Po, Basilica di San Benedetto. Ph. Credit Amici della Basilica Onlus
San Benedetto Po, Basilica di San Benedetto. Ph. Credit Amici della Basilica Onlus

3. Bellagio

In provincia di Como, è famoso anzitutto per la sua posizione particolarmente “scenografica”, all’incrocio tra i due rami meridionali del lago di Como. L’insediamento è antichissimo (già i celti abitarono nei pressi dell’odierno centro e i romani vi installarono un presidio), e durante il Medioevo vi fu costruita una rocca dalla quale era possibile osservare gran parte del lago. L’epoca di maggior splendore fu tuttavia l’Ottocento, quando Bellagio cominciò a diventare luogo di villeggiatura e si circondò di pittoresche ville. Tra queste, la più famosa è probabilmente Villa Melzi d’Eril, dove si trovano la cappella gentilizia in stile neoclassico (fu realizzata su progetto di Giocondo Albertolli, gli stucchi e gli affreschi furono disegnati da Giuseppe Bossi, importante artista neoclassico che fu anche segretario dell’Accademia di Brera, e all’interno si trova anche il sepolcro di Ludovico Melzi d’Eril, ultima opera del grande Vincenzo Vela. Sono inoltre visitabili anche i rigogliosi giardini. Da vedere a Bellagio anche il famoso lungolago.

Bellagio, i giardini di Villa Melzi d'Eril
Bellagio, i giardini di Villa Melzi d’Eril

4. Bormio

È una delle mete principali della Valtellina: in provincia di Sondrio, si trova a pochi chilometri dal confine della Svizzera ed è una rinomata stazione sciistica, teatro di grandi eventi (come la gara di discesa libera maschile della Coppa del Mondo di sci alpino, che si svolge tipicamente a dicembre, tra Natale e Capodanno). Bormio è però anche un borgo ricco di storia come testimoniano i numerosi monumenti di epoca medievale rimasti: tra questi, la duecentesca Torre degli Alberti, il loggiato trecentesco noto come “Kuerc” (“coperchio” in dialetto locale: era il luogo delle assemblee pubbliche e dell’amministrazione della giustizia quando Bormio era sede dell’omonimo contado), la collegiata dei Santi Gervasio e Protasio, risalente addirittura al IX secolo (anche se fu poi ampiamente rimaneggiata in epoche recenti, e la facciata è seicentesca: all’interno sono conservati pale e stucchi della stessa epoca), l’oratorio di San Vitale di epoca romanica (anch’esso rimaneggiato nei secoli successivi, ma conserva anccora la struttura antica).

Veduta di Bormio. Ph. Credit Jules Nidi
Veduta di Bormio. Ph. Credit Jules Nidi

5. Melegnano

Melegnano ha rivestito nei secoli una grande importanza strategica in quanto cittadina posta alle porte di Milano, ed è qui che nel 1515 si combatté la famosa battaglia di Marignano tra l’alleanza franco veneta da una parte e il ducato di Milano coi suoi alleati (la Svizzera e Mantova) dall’altra: lo scontro, avvenuto nel quadro delle guerre d’Italia, fu decisivo in quanto impose al duca Massimiliano Sforza di cedere il ducato a Francesco I di Francia. Sono molte le vestigia antiche di un borgo dalla storia plurisecolare, ma il monumento più famoso e visitato è il grande Castello, di origine trecentesca, all’interno decorato con splendidi affreschi risalenti al Cinquecento. La basilica della Natività di San Giovanni Battista, anch’essa come il castello nel centro cittadino, accoglie una pala cinquecentesca di Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone, raffigurante il battesimo di Cristo.

Il Castello di Melegnano
Il Castello di Melegnano

6. Zavattarello

Borgo di mille abitanti nell’alta val Tidone (Oltrepò Pavese), è un antico centro di origini medievali (epoca in cui era sottoposto all’autorità del vescovo di Bobbio), che si dispiega attorno alla mole del castello risalente addirittura al X secolo: antico possedimento del monastero di Bobbio, fu notevolmente ingrandito nel corso del Trecento, secolo durante il quale il castello di Zavattarello divenne una possente fortezza, fu sede di una scuola militare, e assunse l’aspetto che ha tutt’oggi (anche se c’è da sottolineare che l’edificio, fortemente danneggiato da un incendio nel 1944, è stato restaurato negli anni Ottanta). È costruito sopra la vetta di una collina che domina l’abitato, è visitabile e all’interno ospita un Museo di Arte Contemporanea aperto nel 2003. Il borgo si presenta ancora nel suo aspetto antico, ed è circondato da boschi, tanto da essere noto anche come la “perla verde dell’Oltrepò”.

Il borgo di Zavattarello e il suo castello
Il borgo di Zavattarello e il suo castello

7. Monte Isola

È il borgo situato sull’omonima isola del lago d’Iseo, che ha un primato in Europa: si tratta dell’isola lacustre con la maggior altitudine sul livello del mare (seicento metri). Si raggiunge con un traghetto che parte dalle sponde del lago: il borgo si sviluppa lungo la costa dell’isola ed è dominato dall’imponente mole della collina che svetta sopra l’abitato. Qui, sulla cima, si trova il Santuario della Madonna della Ceriola, edificio di culto costruito nel 1500 sui resti di una più antica cappella, dell’XI secolo. All’interno ci sono affreschi del Seicento ed è conservata la statua della Madonna della ceriola, una scultura lignea medievale particolarmente cara al culto locale. Monte Isola è divisa in più frazioni (la più grande e Peschiera Maraglio), che conservano ancora alcuni monumenti antichi: tra questi, nella località di Siviano, è la Torre Martinengo, che raggiunge i venti metri d’altezza ed è di epoca medievale.

Veduta di Monte Isola
Veduta di Monte Isola

8. Trescore Balneario

Si trova in provincia di Bergamo, nel cuore della Val Cavallina della quale è il centro principale. Rinomato centro termale le cui sorgenti erano note già ai tempi dei romani, fu antico feudo dei Suardi, nobile famiglia bergamasca che chiamò qui uno dei più grandi artisti del Rinascimento, Lorenzo Lotto, per decorare la cappella di famiglia: l’artista veneto realizzò proprio nella cappella Suardi, nel 1524, una delle opere più importanti del XVI secolo, con la grande parete del Cristo-Vite e con le storie della vita di santa Barbara, santa Brigida, santa Caterina e santa Maria Maddalena.

Il Cristo-Vite di Lorenzo Lotto nella cappella Suardi di Trescore Balneario
Il Cristo-Vite di Lorenzo Lotto nella cappella Suardi di Trescore Balneario. Ph. Credit In Val Cavallina

9. Gardone Riviera

Il borgo è posto sulla riva bresciana del lago di Garda, di cui è una delle principali mete turistiche. L’abitato è di origini antiche ma fu solo a cavallo tra Ottocento e Novecento che divenne meta di villeggiature e si dotò di un Grand Hotel nel 1884, di un Casinò (risalente al 1909, edificio in stile liberty, oggi sede di un ristorante), e di sontuose ville. Tra gli illustri personaggi che scelsero di risiedere a Gardone Riviera il più noto è Gabriele D’Annunzio, che qui scomparve nel 1938: vi si era trasferito nel 1921 e vi fece costruire il Vittoriale degli Italiani, il faraonico complesso dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Oggi il Vittoriale è aperto al pubblico, che può visitare tutti gli ambienti in cui il poeta passò le fasi estreme della sua esistenza: la residenza, il teatro all’aperto, il tempietto della Vittoria, la nave militare Puglia. All’interno del complesso si trova anche la tomba di Gabriele D’Annunzio.

Gardone Riviera, il teatro all'aperto del Vittoriale
Gardone Riviera, il teatro all’aperto del Vittoriale

10. Angera

Si trova sulla sponda varesina del lago Maggiore e insediamenti in zona sono noti fin dalla preistoria, ma l’abitato cominciò ad assumere le sembianze di un borgo in epoca romana. Angera si sviluppa ai piedi di uno sperone roccioso sulla cui sommità si trova la Rocca Borromea, che domina tutta l’estremità sud del lago. L’edificio è diviso in cinque corpi di fabbrica risalenti a diverse epoche, tra l’XI e il XVII secolo, e deve il nome al fatto che fu possedimento della famiglia Borromeo, che durante i secoli la fece decorare e la arricchì di opere d’arte. Oggi si possono visitare le sale storiche con gli affreschi antichi ed è possibile percorrere le sale del Museo della Bambola e del Giocattolo, aperto nella Rocca nel 1988 per volontà della principessa Bona Borromeo Arese: conserva bambole e balocchi risalenti a epoche varie dal Settecento in avanti (è uno dei più importanti musei europei dedicati ai giocattoli). Attorno al borgo l’oasi della Bruschera e l’isolino Partegora consentono di svolgere molte escursioni naturalistiche per ammirare le meraviglie della flora e della fauna che popolano il lago Maggiore.

La Rocca Borromea di Angera. Ph. Credit Alessandro Vecchi
La Rocca Borromea di Angera. Ph. Credit Alessandro Vecchi


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