Il labirinto di vetro di Jeff Saward al Parco Sculture del Chianti


Jeff Saward è uno dei massimi esperti mondiali di labirinti, che studia dal 1976. E spesso si diletta a progettarli. È suo il labirinto di vetro che dal 2007 si trova nel Parco Sculture del Chianti, in Toscana, e che si rifà ai precedenti storici della regione.

Solitamente chi pensa alla Toscana pensa al Rinascimento, oppure agli splendidi fondi oro medievali che decorano le chiese più belle della regione, qualcun altro magari sarà disposto ad arrivare fino all’Ottocento dei macchiaioli, specialmente se si parla del litorale. In realtà, la Toscana è anche una delle regioni italiane dove più ferve l’arte contemporanea: basterà pensare a musei come Palazzo Strozzi a Firenze o il Centro Pecci di Prato, alle gallerie che formano un tessuto commerciale tra i più vivaci del paese, ai tanti artisti che qui vivono e lavorano, ai centri di produzione come Carrara per il marmo o Pietrasanta per il bronzo, e ovviamente ai tanti parchi d’artista e alle collezioni d’arte contemporanea all’aperto. Tra queste ultime, un posto particolare spetta al Parco Sculture del Chianti: una raccolta di opere di artisti contemporanei immersa in un bosco alle porte di Siena, vicino al borgo di Pievasciata, nata nel 2004 da un’idea dei galleristi Piero e Rosalba Giadrossi.

Il Parco Sculture del Chianti è sicuramente uno dei siti più amati e frequentati dalle persone che visitano queste zone: siamo all’inizio del Chianti senese e il parco accoglie opere di artisti provenienti da ogni parte del mondo (letteralmente: tutti i continenti sono rappresentati) disposte su di un terreno di sette ettari. Ipotizzando un sondaggio tra i visitatori, chiedendo loro quali siano le tre opere che ricordano meglio, forse uno dei nomi più ricorrenti risulterebbe essere il Labirinto, noto anche come Glass Labyrinth, opera dell’artista britannico Jeff Saward, che ha dedicato pressoché tutta la propria vita ai labirinti, tema diventato per lui una sorta di “magnifica ossessione”. L’innamoramento per i labirinti, come lui stesso ha dichiarato, risale al 1976, quando ha cominciato a studiare per la prima volta queste particolari strutture, e già nel 1980 fondava la rivista Caerdroia. The Journal of Mazes and Labyrinths, pubblicata ancora oggi e fonte indispensabile per sapere tutto di labirinti, passione che ha portato Saward ovunque in giro per il mondo, dalle rive del Mediterraneo all’India, dall’America fino addirittura ai ghiacci dell’Artico. Superfluo specificare che abbia firmato numerosi libri sull’argomento, e inoltre è anche fondatore del sito Labyrinthos, un centro studi al quale fa capo anche un archivio di risorse sul tema (inclusa anche la vasta raccolta di fotografie di Saward), e dell’associazione “The Labyrinth Society”. Saward viene dunque spesso presentato un’autorità indiscussa in questo singolarissimo campo.

Jeff Saward, Il labirinto. Foto: Alessandro Pasquali - Danae Project
Jeff Saward, Il labirinto. Foto: Alessandro Pasquali - Danae Project
Jeff Saward, Il labirinto. Foto: Alessandro Pasquali - Danae Project
Jeff Saward, Il labirinto. Foto: Alessandro Pasquali - Danae Project
Jeff Saward, Il labirinto. Foto: Parco Sculture del Chianti
Jeff Saward, Il labirinto. Foto: Parco Sculture del Chianti

Seguendo una tradizione decisamente feconda in Toscana (dai labirinti che gli etruschi incidevano sulle loro ceramiche a quelli che si trovano nelle chiese, come il labirinto del Duomo di Lucca, fino ai labirinti degli artisti contemporanei), Saward, che conosce bene questa zona d’Italia, ha immaginato il proprio labirinto come un viaggio alla scoperta di sé: la struttura del suo labirinto, di forma ottagonale con pianta a tre cerchi, costringe infatti il visitatore a un percorso obbligato (o meglio, quasi obbligato: c’è un solo bivio all’inizio e scegliendo la strada a destra si imbocca un percorso che riporta sui propri passi e costringe a scegliere la via giusta), lungo circa 80 metri, che lo condurrà al centro del dedalo, dove troverà una panchina e uno specchio, come a dire “adesso sei arrivato e rifletti su te stesso”. Anche per questo motivo, dunque, anche scegliendo il secondo percorso si torna per forza sul primo. È dunque un labirinto in senso stretto, che si differenzia dal dedalo per il fatto che se il primo ha un percorso obbligato, il secondo ha diverse vie possibili per raggiungere il centro oppure un’altra uscita (un labirinto invece ha sempre come obiettivo il raggiungimento del centro): oggi le due parole sono spesso utilizzate come sinonimi, ma la differenza è questa (e ricorre anche nell’inglese, dove si usano i termini labyrinth e maze per distinguere le due tipologie). Il labirinto del Parco Sculture del Chianti è realizzato con tessere di vetro, fornite dall’azienda Seves, leader mondiale nel campo della produzione di vetro arredo, che donano al dedalo quel suo colore così particolare, un verde smeraldo la cui intensità cambia secondo la luce che colpisce le sue pareti,

Era la primavera del 2007 quando il Labirinto di Saward veniva inserito nella collezione del Parco Sculture del Chianti che, come tanti parchi d’arte contemporanea, ogni anno si arricchisce di una nuova opera. E da allora, i visitatori continuano a completare, chi più pensoso e meditabondo e chi invece più divertito, il percorso disegnato da Jeff Saward, magari alla ricerca di se stessi.


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