La Romagna rinascimentale: tra Delizie e natura con escursioni sostenibili seguendo gli Anelli del Po


Il viaggio alla scoperta della Romagna rinascimentale si conclude con due itinerari dove la natura è protagonista. Escursioni sostenibili seguendo gli Anelli del Po e le Torri. 

Dopo gli itinerari dedicati a Leonardo da Vinci e Lucrezia Borgia, a Piero della Francesca e Leon Battista Alberti, il viaggio alla scoperta della Romagna rinascimentale si conclude con altri due itinerari, dove la natura è protagonista. Partendo da Ferrara, città in cui è possibile visitare il Castello Estense, simbolo della città rinascimentale degli Este, con le sue quattro torri circondate dal fossato, e Palazzo Schifanoia con i meravigliosi affreschi del Salone dei Mesi, si diramano infatti gli itinerari Gli Anelli del Po, organizzati da Visit Romagna, pensati per far vivere ai partecipanti esperienze uniche tra le arti del Rinascimento, le preziose aree naturalistiche e le bontà enogastronomiche del territorio. Tre percorsi ad anello che mescolano la navigazione e la bicicletta attraverso le scenari naturali del Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Navigazione fluviale e mobilità sostenibile si combinano dunque per offrire ai visitatori suggestivi percorsi tra le bellezze del patrimonio storico-artistico, naturale e ambientale.

Il primo Anello, detto del Grande Fiume, segue le orme del Po da Ferrara a Bondeno, il più antico insediamento del territorio ferrarese, il cui nome sembra risalire a un’antica denominazione del Po (Bondicus - senza fondo): si avrà occasione di visitare uno dei monumenti simbolo di Bondeno, la Rocca di Stellata, posta lungo la sponda destra del Po, che presenta la sua caratteristica pianta a forma di stella (è stata la stessa forma della Rocca a dare il nome al paese di Stellata), e il Museo Archeologico “G. Ferraresi” che documenta la ricca storia del territorio bondenese. Si avrà modo poi di scoprire lo storico impianto idrovoro delle Pilastresi, dell’Oasi Zarda e dell’Oasi di Vigarano.

L’Anello del Rinascimento è dedicato invece alla scoperta del periodo d’oro del ferrarese. Con un percorso in bici si giungerà alla Delizia del Belriguardo, la reggia estiva della corte estense, definita la Versailles degli Estensi. Quella di Belriguardo fu la prima delle residenze estensi ad essere edificata fuori dalle mura di Ferrara: dobbiamo pensare che la delizia un tempo presentava decine di saloni affrescati dai maggiori artisti e grandissimi giardini all’italiana che occupavano oltre trenta ettari della reggia. Si giungerà poi alla Delizia del Verginese, con i suoi splendidi interni decorati e l’incantevole giardino. Originariamente casale di campagna, il Verginese venne trasformato in residenza ducale nel primo Cinquecento da Alfonso I d’Este e donato a Laura Eustochia Dianti. Una volta morto il duca, la dama vi si ritirò per farne la sua piccola corte privata e ne ordinò la ristrutturazione. Il castello fu quindi riconfigurato come un edificio a pianta rettangolare e a due ordini, delimitato da quattro torri merlate e a pianta quadrata. L’interno venne decorato a partire dal Srttecento con stucchi, fiori in stile liberty a tempera, conchiglie, rosoni, volute e spesse cornici che delineano soffitti.

L’Anello delle Delizie infine è incentrato sulle straordinarie residenze degli Estensi: si arriva in bici fino a Villa Mensa, proseguendo fino alla Delizia di Copparo, ideata dall’architetto Terzo de Terzi, e alla Pieve di San Venanzio, chiesa romanica costruita nel 1344 sul dosso di un antico letto fluviale ed eretta per volere di Giovanni da Saletta, feudatario della zona, come indicato dalla lapide murata sulla facciata.

Se gli itinerari Gli Anelli del Po partono tutti da Ferrara, l’itinerario cicloturistico Il percorso delle torri: la riscoperta delle antiche fortificazioni ferraresi tra XV e XVI secolo propone la città come punto d’arrivo, passando per le torri e le fortificzioni di età tardo rinascimentale. Partendo da Poggio Renatico situato nelle vicinanze del fiume Reno, dove è possibile ammirare i resti del Castello Lambertini (al momento inagibile per restauri e messa in sicurezza) e della Torre Fornasini, detta anche del Poggio o dell’Ortolano. La torre risale al XIII secolo, quando aveva per la famiglia Lambertini funzione di avvistamento dei nemici. Nel 1963, durante alcuni lavori di restauro, l’allora proprietario Carlo Francesco Fornasini ritrovò all’interno delle nicchie esterne della struttura affreschi rinascimentali, che oggi si possono ammirare, staccati e restaurati, nella Pinacoteca nazionale di Ferrara e sono attribuiti al secolo XVI per mano di Amico Aspertini o del Mazzolino. Passando per Coronella, località caratterizzata dalla Torre del Fondo posta sul canale navigabile per Bologna (in quel tempo il luogo fu incluso da Ercole I d’Este nella bonifica della Sammartina entro l’argine circondario, o coronella), si raggiunge la Torre dell’Uccellino, detta anche dell’Usolino. Eretta nel XIII secolo, quest’ultima faceva parte di un castello circondato dalle acque, e la sua struttura rimanda alle famose torri bolognesi. La sua mole massiccia ricorda lo scopo difensivo della sua costruzione; tuttavia perse la sua importanza quando Alfonso d’Este rimosse la campana per ricavarne bronzo per i suoi cannoni.

Proseguendo su via Poggio Renatico, si giungerà alle porte di Ferrara, attraverso la ciclabile dei bastioni delle mura della città. Si costeggiano quindi il Baluardo di S. Antonio, la Porta dell’Amore dalla tipica forma ad asso di picche, il Baluardo di S. Tommaso e le Sottomura Est degli Angeli, dove si riconoscono tutte le tecniche difensive del Quattro e del Cinquecento: porte storiche, baluardi, torrioni, fuciliere e cannoniere. Fu Alfonso II d’Este a promuovere tra il 1578 e il 1585 un’importante opera difensiva delle fortificazioni meridionali a ridosso del Po, grazie ai progetti di ingegneri e di tecnici militari, quali Cornelio Bentivoglio, Marcantonio Pasi, Giulio Thiene e Giovanni Battista Aleotti, mentre il tratto di mura ad oriente venne concepito da Alfonso I d’Este all’inizio del Cinquecento. Una volta arrivati nel centro storico di Ferrara attraverso via Porta Mare, è possibile scoprire gli affreschi cinquecenteschi strappati dalla Torre Fornasini di Poggio Renatico, conservati nella Pinacoteca Nazionale di Ferrara. Fondata nel 1836, la Pinacoteca, visitabile nel Palazzo dei Diamanti, fu la prima raccolta pubblica di dipinti ferraresi ideata per non fare disperdere il patrimonio artistico locale, costituendo quindi un museo moderno in cui conservare e promuovere la cultura e l’arte ferraresi. Da qui l’itinerario prosegue su Corso Ercole I d’Este che conduce al Castello Estense, dove sono custoditi grandi capolavori da non perdere, per concludersi alla Darsena sul Canale di Burana.

Per maggiori informazioni sugli itinerari dedicati alla Romagna rinascimentale è possibile visitare il sito di Visit Romagna

Ciclabile destra Po. Foto di Visit Romagna
Ciclabile destra Po. Foto di Visit Romagna
Oasi di Vigarano. Foto di Visit Romagna
Oasi di Vigarano. Foto di Visit Romagna
Delizia del Verginese (Portomaggiore). Foto di Visit Romagna
Delizia del Verginese (Portomaggiore). Foto di Visit Romagna
Rocca di Stellata. Foto di Visit Romagna
Rocca di Stellata. Foto di Visit Romagna
Torre dell'Uccellino (Poggio Renatico). Foto di E. Montanari - Save Italian Beauty
Torre dell’Uccellino (Poggio Renatico). Foto di E. Montanari - Save Italian Beauty
Torre Fornasini (Poggio Renatico). Foto di E. Montanari - Save Italian Beauty
Torre Fornasini (Poggio Renatico). Foto di E. Montanari - Save Italian Beauty

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