Lavorare gratis nei musei per tenerli aperti? Lettera aperta di una studentessa al sindaco di Roma


Se i musei rischiano di chiudere, è lecito lavorare gratis pur di tenerli aperti? Ce lo domandiamo dopo aver letto la lettera aperta della studentessa Valentina Bortolotti al sindaco di Roma.

Si è discusso moltissimo, in questi giorni, sulla protesta dei lavoratori di Zétema, la società che gestisce i musei comunali di Roma. Il Comune di Roma infatti ha previsto numerosi tagli per Zétema, e a risentirne saranno ovviamente i musei, la qualità dei servizi offerti, e il numero dei posti di lavoro.

Sull’argomento abbiamo ricevuto una lettera aperta al sindaco Ignazio Marino da parte di una studentessa romana, Valentina Bortolotti. È giusto che i lavoratori protestino per i loro diritti, ma d’altra parte il rischio è quello di tenere i musei chiusi (e se ci saranno i tagli, il rischio potrebbe ripetersi nel tempo). Valentina si domanda quindi se non fosse il caso di mantenere i musei aperti gratuitamente avvalendosi di personale giovane che deve fare esperienza. Un punto di vista sicuramente forte, che in moltissimi non condivideranno, ma su cui c’è da discutere. Ecco cosa scrive Valentina al sindaco di Roma:

“Egregio sindaco,

mi chiamo Valentina Bortolotti e sono una studentessa di storia dell’arte presso la facoltà di Romatre. Premetto che amo l’arte, tutta. Dall’età villanoviana ai giorni nostri, dai resti delle antefisse fino ai quadri più celebri. Mi piace... no anzi la AMO, perché è il simbolo di un’attività intellettuale mai cessata, nemmeno quando i persiani invasero la Grecia o quando i barbari invasero le regioni italiane. Nemmeno durante le guerre l’uomo smette di creare, di fare arte. Si tratta dell’estrinsecazione della civiltà, della vivacità d’intelletto. È per questo che leggere articoli dove si spiega che per motivi economici, da aprile, molti musei potrebbero essere chiusi mi fa piangere il cuore. Perché a causa della crisi, ci troviamo di fronte a una decadenza alla quale dobbiamo reagire. Io voglio reagire quindi, e per questo sono qui, col cuore in mano, a scriverle che sarei disposta a lavorare GRATIS pur di mantenere anche un solo museo aperto. Per me sarebbe un sogno poter fare esperienza in un museo, vivere a contatto con la mia passione. E come me ce ne sono tanti, di giovani che lo farebbero. Vorrei chiederle quindi se fosse possibile poter fare questo, poter prestare un servizio al pubblico in cambio di un’esperienza che porterò con me per sempre. Spero che prenderà in considerazione questa richiesta che le permetterà di investire risorse umane anziché economiche.

Cordialmente,

Valentina Bortolotti”

Roma, Palazzo Senatorio



Gli autori di questo articolo: Federico Giannini e Ilaria Baratta

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1. Vincenzo Macchiarola in data 06/02/2015, 12:48:03

Bene, quindi basta lavorare gratis ed è tutto risolto ! Valentina Bortolotti, CHI TI PAGA GLI STUDI UNIVERSITARI ? ABITI CON MAMMA E PAPA'? Forse non vivi in una casa con 3 o 4 studenti come te che pagano un affitto di 400 Euro a testa, non lavori al ristorante di sera per pagarti gli studi... allora si che puoi andare a lavorare gratis, ma solo grazie a qualcuno dei tuoi colleghi storici dell'arte che paga tutto quello che non paghi tu.




2. Oscar in data 06/02/2015, 12:49:49

Cara Valentina...
comprendo bene il rischio, ma credo che il lavoro gratuito danneggi te e la società che ti sta intorno. Io sono storico dell'arte dal 2008, mi sono Laureato alla Sapienza, da allora lavoro a singhiozzi nel mondo dell'Arte a causa dei continui tagli al settore... credo profondamente che proporre questa tua scorciatoia offrendo del lavoro gratuito sia dannosissima non solo per i diritti dei lavoratori, ma anche per l'Arte che tanto Ami (e ti ricordo che è un Indotto, diversi miliardi di entrano nelle casse dello stato ed inoltre grazie all'arte l'Italia é l'Italia e Roma é Roma: senza di essa, senza offese, il bel Paese sarebbe paragonabile al Kazakistan)... pensare di lavorare gratis equivale a dire che il tuo lavoro non vale niente, e che tu non vali niente, stai dicendo che chi pretende di essere pagato per lo stesso lavoro sia un "ladro" e che giustificare i tagli con la crisi economica equivale a dire "ho preso l'influenza, mi tolgo il pancreas" (segui la metafora!!) se ora diciamo "SI VOGLIAMO LAVORARE GRATIS" tra qualche anno saremmo costretti a pagare per poter svolgere lo stesso lavoro...
Cara Valentina, sicuramente dobbiamo trovare nuovi paradigmi lavorativi, sicuramente il comune di Roma dovrà tagliare... ma proprio sull'introito maggiore della Città Eterna???



3. eli fog in data 06/02/2015, 12:58:15

Anche il servizio civile e' retribuito, magari poco ma lo e'. I Beni Culturali hanno bisogno di persone preparate. I soldi che non ricevo come stipendio, non li verso come tasse, quindi lo Stato non becca un euro e i conti vanno sempre piu' in rosso. Il sistema del volontariato per qualsiasi cosa porta al collasso. Magari sarebbe meglio investire, anche in Cultura e poi con pazienza raccogliere i frutti che non si farebbero aspettare



4. Maria Meloni in data 06/02/2015, 13:16:47

Vergognoso che il buonismo faccia fuori la consapevolezza della dignità del lavoro che tutti, dico tutti, dovrebbero aver presente a prescindere che siano o aspirino ad essere storici dell'arte
o altro. Non ci si chiede nemmeno quali siano i veri tagli da fare che non sono stati fatti,quali le evasioni da combattere, la delinquenza politica da estirpare ecc... Ma no è " normale" la ricetta del lavoro gratuito. Se siamo a questo punto e se alcuni, professandosi amanti dell'arte in modo astratto, pensano sia legittimo chiedere ai lavoratori della cultura di starsene a casa in quanto "arrogantemente" pretendono uno stipendio per la loro professione per essere sostituiti dai "giovani", che amano veramente l'arte e sono disposti a lavorare gratis, allora siamo disposti a veder lavorare gratis politici, manager ecc...Se tanto mi da tanto... "Ma mi faccia il piacere", diceva Totò.



5. Gennaro Colucci in data 06/02/2015, 13:30:35

Commento scritto da Gigliola Rosa in data 06/02/2015 12:23:15

Io l'ho farei

------

L'HO farei???
L apostrofo ho (con l'acca) farei...?!?!?!

Eh si, credo che sia il sogno di tutti trovare una guida analfabeta come Gigliola Rosa nel prossimo museo che si visita....

Tralasciando i commenti degli altri illetterati di turno (traquilla Gigliola Rosa, il tuo primo posto è inattaccabile, e grazie per aver partecipato), agli altri che almeno con proprietà di linguaggio si sperticano in complimnenti per l'iniziativa e lodano il "Signore" (probabilmente indossando l'intimo lana fuori cilicio sulla pelle), vorrei rispettosamente far notare che una cosa del genere è da cerebrolesi.
Non solo perchè distrugge il lavoro nella sua essenza e dignità (io vengo pagato perchè si da un valore al mio tempo, a quello che faccio, ed alla mia preparazione nel farlo). Ma anche perchè disintegra la qualità del servizio che si offre.
Aver gente preparata non conta più nei musei? La gente a lavoro arriva in orario e fa il suo turno perchè viene pagata. Se sono volontario posso anche non venire o andarmene se mi sono rotto...




6. Gennaro Colucci in data 06/02/2015, 13:32:50

Commento scritto da Gigliola Rosa in data 06/02/2015 12:23:15 Io l'ho farei ------ L'HO farei??? L apostrofo ho (con l'acca) farei...?!?!?! Eh si, credo che sia il sogno di tutti trovare una guida analfabeta come Gigliola Rosa nel prossimo museo che si visita.... Tralasciando i commenti degli altri illetterati di turno (traquilla Gigliola Rosa, il tuo primo posto è inattaccabile, e grazie per aver partecipato), agli altri che almeno con proprietà di linguaggio si sperticano in complimnenti per l'iniziativa e lodano il "Signore" (probabilmente indossando l'intimo lana fuori cilicio sulla pelle), vorrei rispettosamente far notare che una cosa del genere è da cerebrolesi. Non solo perchè distrugge il lavoro nella sua essenza e dignità (io vengo pagato perchè si da un valore al mio tempo, a quello che faccio, ed alla mia preparazione nel farlo). Ma anche perchè disintegra la qualità del servizio che si offre. Aver gente preparata non conta più nei musei? La gente a lavoro arriva in orario e fa il suo turno perchè viene pagata. Se sono volontario posso anche non venire o andarmene se mi sono rotto...



7. Ari in data 06/02/2015, 13:40:25

E certo, ora vuole lavorare gratis, come tutti noi da studenti, pur di fare esperienza. Poi dopo la laurea sarà fuori dai musei perché ci saranno gli studenti a lavorare gratis. Allora penserà che la laurea non basta quindi si iscriverà a una specializzazione oppure farà un dottorato, magari senza borsa e si dirà per amore della cultura... Poi un giorno si sveglia a 30 anni e capirà che se vuole andar via di casa, magari sposarsi e fare un figlio dovrà trovarsi un lavoro "vero" in un altro settore perché la cultura sarà diventato un dopolavoro per ricchi annoiati o una palestra per studenti sognatori. E quale sarà il problema? avere un curriculum lungo come un rotolo di carta igienica e con la stessa utilità, non spendibile in nessun altro campo!!! Non voglio spegnere i sogni dei giovani, ma le università e le famiglie dovrebbero insegnare loro che per essere riconosciuti come professionisti e per dare dignità al lavoro, il lavoro DEVE ESSERE PAGATO! Se no non è lavoro e lo studio che fai lo fai per hobby. Ora io mi domando, in Italia anche la sanità è in crisi, ma qualcuno si sognerebbe mai di chiedere a medici e infermieri di lavorare gratis? Credo che il danno maggiore al settore Musei lo facciamo noi che "per amore" lo faremmo gratis,in barba alla professionalità e alle professionalizzazioni. Forse perché quando studiavamo ci dicevano che studiavamo qualcosa di non necessario e dovevamo considerarci anche dei privilegiati a lavorare in questo settore e ci dicevano di accontentarci, tanto almeno facevamo una cosa che ci piaceva. E il lavaggio del cervello ha funzionato e io per 4 anni ho lavorato tanto, sottopagata, ma mi bastava, facevo quello che mi piaceva. FORTUNATA anche se guadagnavo meno di miei coetanei senza laurea. ORGOGLIOSA lavoravo nel settore per cui avevo studiato, mica facile! Ma il lavaggio del cervello è continuato, gli studenti di oggi non vogliono più guadagnare poco, vogliono LAVORARE GRATIS!! così i servizi museali e non solo, vengono tagliati e io me ne sto a casa perché non mi possono più pagare. E i musei sono tenuti aperti da giovani che vogliono fare esperienza. Glielo dice qualcuno a 'sti giovani che se questa esperienza poi non diventa un lavoro pagato non serve a nulla?!? O pensano che solo loro sono così bravi che poi li pagheranno pur di non farseli sfuggire?! Illusi e presuntuosi! Ovviamente solo in Italia funziona così, solo in Italia paese di ignoranti presuntuosi, la cultura è considerata una cosa non necessaria. A chi è giovane consiglio di andar via, subito da questo paese, andare dove la cultura è considerata un merito e non un orpello per nullafacenti e non farsi "infinocchiare" da questi mediocri che dicono che soldi non ce ne sono per il personale dei musei ma che poi pagano fior fior di stipendi a dirigenti e funzionari delle soprintendenze (ma anche degli uffici "cultura" regionali e comunali) per sfogliare carte bollate (nel migliore dei casi). Bah! Mi sembra di combattere i mulini a vento....



8. Mimma Papagni in data 06/02/2015, 13:40:41

Giusto Oscar la dignità prima di tutto!



9. Valentina in data 06/02/2015, 15:07:36

Sottoscrivo in pieno il sesto commento, quello di Ari. Ho studiato quello che mi piaceva, specializzazione in economia dell'arte. Ho lavorato gratis, in un teatro piccolo e bellissimo dove ancora si fanno le cose con il cuore in mano. Lì ho trovato la mia seconda famiglia e non rinnegherei per nulla al mondo quell'esperienza. Ho lavorato come giornalista scrivendo di arte e cultura. Ma da pochissimo ho accettato un lavoro totalmente diverso, di segreteria, ben pagato, con uno stipendio, con un contratto vero. Già perché pur con tutto l'amore che uno può dare, che uno si sacrifica, che uno ci mette l'anima, a gratis o a stage reiterati non si va da nessuna parte. Io quest'anno compio 30 anni e cosa ho in mano? Una magistrale venduta con tante promesse ma pochi risultati concreti, stage gratis o pagati il minimo sindacale a fronte di momenti di schiavismo più o meno leciti, pochi soldi messi da parte, un lavoro attuale buono ma comunque precario, tantissimo amore per l'arte, tanti sogni ancora da realizzare e altrettanto cinismo. Come in molti sopra di me hanno scritto, NON BISOGNA lavorare gratis, lavorare è un diritto, non un hobby. Per me, per te, per tutti quelli che dell'arte si interessano davvero ma devono fare i conti con la (dura) realtà.





10. Juri Comaglio in data 06/02/2015, 15:59:03

brava valentina ottima idea applichiamola in tutti i settori lavorativi dove si minacciano tagli...lavoriamo tutti gratis pur di tenere aperti uffici postali,ospedali,ferrovie,aereoporti,industrie...ma come si fa a proporre uan cosa del genere senza pensare alle conseguenze?fortuna che essendo unviersitaria un po di cultura dovresti averla



11. Silvia in data 06/02/2015, 16:43:10

Il lavoro gratuito nei beni culturali è dannoso non solo per i professionisti, ma per i beni stessi. Non tutti i volontari sono plurilaureati e hanno piena conoscenza della materia! Chiedo, pertanto, se doveste curare una carie, chiamereste un medico ben pagato, un professionista riconosciuto o un volontario? Basta farci prendere in giro! Con la cultura si mangia! E in Italia si mangerebbe parecchio! Ma le scelte politiche, a quanto pare, sono sempre unidirezionali! Io tra un mese scapperò ancora da quest'Italia cieca, nella speranza che altri Paesi apprezzino la mia professionalità. Italia bella, via le mani dagli occhi! Marketing museale e culturale sono le parole chiave che ci potrebbero far lavorare tutti e ci daranno la dignità che noi storici dell'arte meritiamo!



12. Antonio in data 06/02/2015, 17:55:57

Io sono totalmente in disaccordo, e ci sono già tanti commenti ben elaborati a supporto di ciò.
1) Dignità del lavoro
2) L'arte crea un indotto economico tale da DOVER prevedere la retribuzione di chi ci lavora e custodisce l'arte che è il più grande dei nostri patrimoni.

Antonio



13. Erika Zanotto in data 06/02/2015, 18:11:55

Sicuramente la giovane studentessa non si rende conto che l'apertura di una struttura museale non significa assegnare un mazzo di chiavi ad una persona perché spalanchi la porta e apra i balconi... Tutto, dal rotolo di carta per gli scontrini del bookshop al rotolo di cartaigienica dei bagni dei visitatori costa. Dall'elettricità consumata dai faretti che illuminano le opere, allo spray pulisci vetri del servizio di pulizia costa. E anche l'assicurazione del volontario che resta a fare la bella statuina, (se non peggio, quando si improvvisa guida senza avere titoli e patentini) costa. Sicuramente non si rende conto che il museo è un luogo dove gli storici dell'arte dovrebbero fare esperienza nelle attività di ricerca, di tutela, di valorizzazione, di didattica, di fundraising... E dove dovrebbero offrire servizi competenti, altamente qualificati e remunerati. E io mi chiedo... questi "amanti dell'arte" hanno davvero le competenze e l'esperienza giusta? Il lavoro gratuito toglie dignità a chi l'università l'ha fatta (e diciamo non proprio gratuitamente!), e si ritrova trentenne e precario. Il lavoro gratuito ruba tasse allo stato perché i volontari non versano un centesimo di contributo e magari si pigliano pure l'assegno di disoccupazione o la pensione. Il lavoro gratuito non è volontariato, perché il volontariato è una struttura complessa ed organizzata e dev'essere spinto da solidarietà sociale, culturale e civile, non dovrebbe costituire voci nel curriculum professionale, non lo si fa per fare "esperienza" ma per seguire uno stile di vita. Questo ragionamento è pericoloso e controproducente... qui si pretende di mandare tutto avanti con i volontari, tanto di giovani studenti amanti della cultura ne arrivano continuamente nuove sfornate fresche fresche, e i "vecchi" laureati precari possono pur sempre andare a lavorare in un McDonald di Londra o in un campo di pomodori australiani... Basta dare colpa alla crisi e dire che i soldi per pagare qualcuno non ci sono.



14. Tina in data 07/02/2015, 10:32:30

Io studio Turismo Culturale a Padova e sicuramente non è il modo giusto tenere aperto un museo solo con persone che ci lavorano gratis. Abbiamo un patrimonio artistico da sfruttare meglio, e questo si può fare se si investe.
Nonostante questo non posso dare completamente torto a Valentina, chi sta ancora studiando ha bisogno di fare esperienza (tirocini, stage eccetera), sia perché è previsto dal piano di studio, ma anche per imparare come muoversi, e per fare questo va anche bene non pagarci. È però anche necessario affiancarci una persona che ha esperienza dalla quale imparare, che giustamente deve essere pagata.



15. Simo Poly in data 07/02/2015, 14:40:52

Io penso che insegnare ai giovani che lavorare è una attività da fare gratis sia l'inizio del fallimento di uno stato il cui primo articolo della costituzione recita: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Se ho bisogno di un idraulico perchè il rubinetto gocciola potrò anche mettere un cencio legato attorno e avere la percezione che il rubinetto non goccioli più...ma non avrò risolto il problema. Spesso i problemi si risolvono nel renderli evidenti, non nel nasconderli. E se l'Italia avrà problemi a mantenere aperti i propri musei avrà fallito in cultura...e questo lo vedremo tutti noi e anche il resto del mondo. Tamponare le situazioni non porta vantaggi sul lungo termine!



16. simonetta in data 07/02/2015, 14:48:34

Io penso che insegnare ai giovani che lavorare è una attività da fare gratis sia l'inizio del fallimento di uno stato il cui primo articolo della costituzione recita: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Se ho bisogno di un idraulico perchè il rubinetto gocciola potrò anche mettere un cencio legato attorno e avere la percezione che il rubinetto non goccioli più...ma non avrò risolto il problema. Spesso i problemi si risolvono nel renderli evidenti, non nel nasconderli. E se l'Italia avrà problemi a mantenere aperti i propri musei avrà fallito in cultura...e questo lo vedremo tutti noi e anche il resto del mondo. Tamponare le situazioni non porta vantaggi sul lungo termine!



17. Lucrezia Scotellaro in data 07/02/2015, 17:38:00

Mi chiedo...A qualcuno verrebbe mai in mente di proporre di 'lavorare ' gratuitamente in ospedale solo perchè c'e' carenza di personale e mancanza di fondi ? (con tutto il rispetto immenso per chi si presta da volontario in ogni settore ... ma il lavoro è un'altra cosa )



18. Bruna Gnoli in data 08/02/2015, 13:36:44

Ecco la vera decadenza! Non distinguere il volontariato dallo sfruttamento. Attenzione. I musei li tengano aperti regolarmente gli stipendiati, il volontario potrebbe (e non solo la domenica) portarne l'essenza a chi non riesce a viverlo di persona il museo: nelle corsie degli ospedali creando percorsi gioco culturali nei reparti pediatrici o ricreativi culturali ai malati lungodegenti...e tanto altro. Nelle realtà lavorative in crisi i problemi di bilancio vanno analizzati e affrontati da specialisti, se tamponati da giovani (o meno giovani)volenterosi e appassionati togliamo spazio alla vera analisi contabile amministrativa. Viva i volontari..., al posto giusto e al momento giusto, ma che non tolgano mai LAVORO e non facilitino pseudo soluzioni a dirigenti "pigri" che potrebbero approfittarsi di pseudo rimedi.




19. Roberta in data 08/02/2015, 13:54:23

La dignità del lavoro viene prima di tutto! Proposte e ragionamenti come questi non solo sono pericolosi, ma sono soprattutto molto tristi e sconfortanti se si pensa alla giovane età di chi li ha avanzati.. 'A Valentì, ripijate!! Evidentemente hai la "fortuna" di essere una figlia di papà che può permettersi il lusso di lavorare gratis per passione. Eh sì, perchè l'arte, l'archeologia e la storia vengono sempre più spesso considerati hobby per ricconi appassionati, e non mestieri con una loro dignità intellettuale e lavorativa. Ma sì, lavoriamo tutti aggratis che tanto i beni culturali sono un mero passatempo accessorio. Anzi, già che ci siamo prendiamo a "lavorare" avvocati, dentisti e notai in pensione. Tanto che ci vuole!? è solo un hobby..



20. Bizkitman in data 08/02/2015, 15:48:03

Certa gente prima di scrivere certe cazzate dovrebbe attaccare il cervello. Il settore dei Beni Culturali è già sufficientemente martoriato senza l'aiuto di persone simili. Per carità, forse a modo suo (pessimo) ha cercato di esprimere un qualcosa di positivo ma, parlando seriamente, il soggetto in questione parla di cose di cui non ha la ben che minima cognizione: né a livello sociale né a livello intellettuale ("arte villanoviana": ma si può, dico io?)!



21. Adele Pelazza in data 08/02/2015, 17:45:38

mi riferisco alla studentessa che vuole andare gratis a lavorare in un museo, capisco l'entusiamo per la passione ma dopo un pò vedrai ti sentirai sottostimata io ho lavorato per la cultura gratis per l'arte ancora lo faccio ho 46 anni e mi sono rotta se sei giovane fallo è una bella esperienza



22. miro in data 08/02/2015, 18:42:05

è singolare come ogni volta che si pubblicano buone intenzioni ci sia sempre pronto qualcuno a stroncarle sul nascere. sembra la storia del padre figlio e un asino, dove se lo cavalcavano o meno sempre qualcuno aveva da ridire. io nella lettera di Valentina ho trovato entusiasmo e voglia di fare, doti rare di questi tempi,non apprezzate da pessimisti a prescindere. Cara Valentina, continua così, essi positiva. spero che il sindaco accetti la tua richiesta, e ti faccio tanti auguri per il tuo futuro. ho 64 anni, domani andrò a pulire i giardini pubblici del mio paese, che il comune non ha i fondi per farlo.




23. Cristina Cumbo in data 09/02/2015, 20:28:54

Comprendo bene la rabbia che possa provare Valentina, la studentessa di Roma Tre autrice della lettera, nel vedere i musei chiudere a causa di una delle tante assurde decisioni di questo "sindaco", ma proporre di lavorare gratis non esiste. Già il verbo "lavorare" e la parola "gratis" insieme non hanno senso, in più è proprio una questione di dignità. Finchè si è giovani, i tirocini a titolo gratuito si fanno perchè "devi fare esperienza" dicono, ma questo Stato se ne approfitta. Quindi si decidessero a pagarci una volta per tutte, iniziando a pensare alla nostra categoria come formata da persone, da professionisti, non da servi. La schiavitù è finita da un pezzo.



24. Seve in data 24/04/2015, 14:57:58

forse tutti questi commenti non partono dal concetto fondamentale espresso da Valentina....Dei musei,non so quali,quanti e perché,saranno chiusi per mancanza di fondi.PUNTO.Allora tutti a lamentarsi che non è possibile che ciò avvenga,ma intanto i musei sono chiusi,e ce ne sono anche che addirittura non pensano di aprire,sempre perchè non ci sono i fondi,ed intanto che si chiacchiera,il tempo passa,i musei sono chiusi e gli italiani si lamentano i turisti pure,ma i musei sono chiusi,ed alcuni non hanno mai visto la luce filtrare attraverso i suoi vetri..che facciamo,continuiamo a discutere e teniamo i musei chiusi?oppure,ne discutiamo ed intanto dei volontari,con tutte le regole che necessitano,li tengono aperti?Magari ci metteremo del tempo a risolvere,come spesso succede,ma i musei sono visibili...Salute gente



25. Ivo in data 04/03/2017, 15:56:30

Brava, tu sì che hai capito tutto del mondo del lavoro! ...Tempo tre mesi senza stipendio con tutte le spese a carico tuo e vedrai che ti passa la voglia di lavorare gratis!



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