Torna ora visibile al pubblico, dopo il restauro, nelle sale della Galleria Nazionale del Complesso monumentale della Pilotta a Parma il dipinto Luisa Maria di Berry e Roberto di Borbone, realizzato nel 1856 da Giulio Carlini (Venezia 1826–1887). L’intervento, che è durato diversi mesi, è stato reso possibile grazie al contributo Art Bonus di Loredana Possentini e Lino Squarza, e ha coinvolto sia la tela, affidata alle cure del Laboratorio degli Angeli Srl di Bologna, sia la cornice lignea intagliata e dorata, restaurata da Restauratori Associati Snc di Bosco di Scandiano (Reggio Emilia).
L’opera raffigura Luisa Maria di Borbone, ultima reggente degli Stati Parmensi, accanto al figlio Roberto I, ed è stata concepita da Giulio Carlini come un solenne ritratto ufficiale di Stato. La rappresentazione dei personaggi è impreziosita da una raffinata perizia tecnica e da un’accurata attenzione ai dettagli degli abiti, resi attraverso tocchi rapidi e materici. L’artista fu molto apprezzato per questo come ritrattista presso un’importante committenza privata, sia italiana sia internazionale. Esposto nel 1856 all’Accademia di Venezia, il dipinto risulta firmata a Parma, città in cui probabilmente venne eseguito su invito della stessa Luisa Maria. Citato in un inventario della famiglia Borbone redatto intorno al 1860, il quadro testimonia il ruolo istituzionale della duchessa attraverso una composizione monumentale e una ricca simbologia dinastica. In quest’opera emerge con chiarezza la formazione veneziana di Carlini, evidente nella minuziosa resa degli abiti e delle insegne: dal manto ricamato e bordato d’ermellino indossato da Luisa Maria, fino alle decorazioni che adornano il giovane Roberto.
Il restauro del dipinto, eseguito dal Laboratorio degli Angeli Srl di Bologna, è stato principalmente orientato alla messa in sicurezza delle aree più fragili della pellicola pittorica. L’intervento ha previsto una pulitura a secco della superficie, utile a ridurre l’alterazione cromatica dovuta all’ingiallimento, e il fissaggio delle scaglie di colore che presentavano sollevamenti. Successivamente si è proceduto al consolidamento della tela e del telaio originale che, dopo alcuni interventi strutturali, tra cui la sostituzione dei tasselli lignei inseriti per compensare le parti mancanti, è risultato nuovamente idoneo a svolgere la propria funzione di supporto.
Particolarmente complessi sono stati gli interventi sulla cornice, eseguiti da Restauratori Associati Snc di Bosco di Scandiano (Reggio Emilia). Le operazioni sono iniziate con la stabilizzazione delle parti instabili e con la pulitura della superficie, che ha permesso di eliminare vernici e ritocchi non coerenti, restituendo leggibilità alle decorazioni originali. A queste fasi sono seguiti il consolidamento strutturale e dello strato preparatorio, il trattamento contro gli insetti xilofagi e la reintegrazione degli elementi decorativi mancanti.
Di particolare delicatezza e rilievo è stata l’operazione di ridimensionamento della cornice, che risultava più ampia di circa 2,5 cm sia sul lato destro sia su quello sinistro rispetto alla tela. L’adeguamento si è reso necessario per armonizzare correttamente la cornice alle dimensioni dell’opera, nel rispetto delle tecniche costruttive originarie. L’intervento si è concluso con la doratura a foglia d’oro, la brunitura, la patinatura e la protezione finale delle superfici.
“Il restauro del dipinto di Giulio Carlini”, dichiara Stefano L’Occaso, direttore del Complesso monumentale della Pilotta, “restituisce alla Pilotta una delle immagini più emblematiche della ritrattistica ufficiale ottocentesca legata alla corte parmense. Un sincero ringraziamento va a Loredana Possentini e Lino Squarza che, tramite l’Art Bonus, importante strumento messo a disposizione dal Ministero della Cultura, hanno reso possibile la messa in sicurezza dell’opera e della sua cornice e il pieno recupero della loro qualità formale e simbolica, riaffermandone il valore storico e istituzionale”.
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