In Lucchesia un restauro fa riemergere un affresco rinascimentale dimenticato


Nella chiesa di San Martino a Migliano, in Lucchesia, riemerge un affresco del Rinascimento, attribuito a Michelangelo di Pietro Membrini, già noto come Maestro del tondo Lathrop. Restaurato dopo secoli, sarà presentato al pubblico il 31 agosto con una cerimonia ufficiale.

Un importante frammento della storia dell’arte lucchese e toscana riaffiora dalle pareti della chiesa di San Martino a Migliano, una frazione del comune di Camaiore, in Valfreddana, a pochi chilometri da Lucca. È qui che, a seguito di un restauro, è stato riportato alla luce un affresco raffigurante la Madonna del Soccorso, attribuito al Maestro del tondo Lathrop, identificato dalla storiografia moderna con Michelangelo di Pietro Membrini (1461 – 1525). L’opera, nascosta per secoli dalla sovrapposizione di un altare in stucco e da un dipinto su tela, era praticamente sconosciuta agli studiosi ed era nota soltanto a poche persone della comunità locale. La sua presentazione ufficiale al pubblico è fissata per domenica 31 agosto, alle ore 16, quando nella chiesa di Migliano si terrà la cerimonia alla presenza delle autorità, degli studiosi e dei sostenitori del restauro.

L’attribuzione sarebbe supportata dal legame biografico tra l’artista e il borgo di Migliano: le ricerche d’archivio hanno infatti documentato che il pittore trascorse gli ultimi anni della sua vita proprio in questa località, ospite del fratello sacerdote che reggeva la parrocchia di San Martino. È qui, con ogni probabilità, che l’artista morì, lasciando un’impronta concreta nella memoria del luogo e un’opera che ora riemerge come testimonianza della sua ultima fase creativa.

L’affresco, liberato dalle ridipinture che ne oscuravano i tratti originari, mostra la Madonna del Soccorso raffigurata all’interno di una nicchia architravata, con elegante cornice a grottesche. La Vergine solleva un bastone per scacciare il demonio che minaccia un bambino, pronto a rifugiarsi sotto il suo manto. Questa iconografia, nota ma non frequente, assume a Migliano un significato particolare. L’opera si trovava infatti nel fondo di una cappella destinata alle veglie e alle esequie, in prossimità dell’area di sepoltura. In questo contesto, l’immagine della Madonna del Soccorso acquisiva un valore allegorico legato al tema della morte: la Vergine, con gesto provvidenziale, proteggeva e accoglieva l’anima del defunto, simboleggiata dal bambino, difendendola dalle insidie del demonio. Una lettura che arricchisce la conoscenza della spiritualità rinascimentale e dei modi in cui l’arte dialogava con la vita quotidiana delle comunità.

L'affresco ritrovato
L’affresco ritrovato

Il restauro, curato da Sandro Baroni con la collaborazione di Deborah Bindani, sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara, è stato seguito da Valentino Anselmi, funzionario storico dell’arte, e ha visto la partecipazione attiva della comunità locale. Non a caso, è stata la sensibilità di alcuni parrocchiani, insieme all’impegno del parroco Alessandro Gianni, a sollecitare il recupero. A sostenerlo concretamente sono intervenuti il Lions Club Lucca-Le Mura e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, da sempre impegnati nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale del territorio.

La riscoperta dell’affresco si inserisce nel quadro della valorizzazione di una figura artistica ancora poco nota al grande pubblico ma fondamentale per comprendere le vicende del Rinascimento lucchese. Il nome di Maestro del tondo Lathrop fu coniato dallo storico dell’arte statunitense Bernard Berenson nel 1906 per designare l’autore, allora ignoto, di un gruppo di opere di alta qualità conservate in varie località tra Italia, Spagna e Stati Uniti. Opere a lungo rimaste anonime, accomunate da uno stile raffinato e da una particolare sensibilità decorativa. Solo negli anni Ottanta del Novecento gli studi hanno permesso di identificare quell’autore con Michelangelo di Pietro Membrini, nato e attivo in Toscana, che fu tra i protagonisti dell’arte lucchese a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento.

Membrini, inserito nel circolo di Matteo Civitali e in dialogo costante con gli artisti fiorentini del suo tempo, rappresenta una delle personalità di maggior rilievo della Toscana nord-occidentale. La sua produzione testimonia un linguaggio che fonde la tradizione locale con l’assimilazione delle novità provenienti da Firenze e da Roma. Non a caso, è noto che l’artista soggiornò a Roma dopo il 1480: un dettaglio confermato dalle grottesche che incorniciano l’affresco di Migliano, decorazioni raffinate che rimandano direttamente ai motivi ammirati dagli artisti rinascimentali nelle sale sotterranee della Domus Aurea, appena riscoperte in quegli anni.

L’affresco del Maestro del tondo Lathrop, ovvero di Michelangelo di Pietro Membrini, si inserisce così in un percorso più ampio di recupero e valorizzazione del patrimonio artistico diffuso della Lucchesia. La riscoperta di questa opera tarda riporta così l’attenzione su un territorio, quello dei dintorni di Lucca, che nel Rinascimento fu centro di straordinaria vitalità culturale, capace di dialogare con le grandi città d’arte e allo stesso tempo di produrre espressioni originali e raffinate.


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