La Pala della Madonna col Bambino di Vittore Carpaccio torna in Slovenia, nella chiesa di San Francesco a Pirano, per la quale era stata originariamente realizzata nel 1518. L’opera, che raffigura la Vergine col Bambino e i santi Ambrogio, Pietro, Francesco, Antonio, Chiara, Giorgio e due angeli musicanti, è oggi conservata al Museo Antoniano della Basilica del Santo a Padova, ma è con l’inizio del conflitto nel 1940 che il dipinto del pittore veneziano Vittore Carpaccio (Venezia, 1465 circa – Capodistria, 1526) venne trasferito da Pirano per motivi di sicurezza. Pirano apparteneva allora alla Provincia religiosa del Santo e lo spostamento della pala dalla chiesa di San Francesco rientrava nelle iniziative di protezione promosse dalla Direzione Generale di Antichità e Belle Arti italiana per salvaguardare il patrimonio artistico minacciato dalla guerra. In quell’occasione, il conte Leonardo Manin mise a disposizione la sua villa di Passariano di Codroipo (Udine), trasformata in deposito di opere d’arte provenienti da Friuli, Venezia Giulia e Istria. Qui la pala rimase per tre anni, prima di essere nuovamente trasferita.
Dopo l’armistizio del settembre 1943, la situazione politica rese insicuro il deposito di Villa Manin e le opere vennero restituite ai legittimi proprietari che ne avessero fatto richiesta. Con Pirano, tuttavia, non fu possibile comunicare: i frati erano stati arrestati dalle SS e rinchiusi nelle carceri di Trieste. L’interlocutore divenne dunque Padova, attraverso il ministro provinciale padre Andrea Eccher. Il 29 ottobre 1943 la pala di Carpaccio venne riconsegnata e portata, con ogni probabilità, direttamente al convento del Santo. Rimase nei magazzini del convento, salvaguardata ma non visibile. Nel 1995 venne aperto il nuovo Museo Antoniano: l’idea era allo stesso tempo di dare visibilità all’opera di Carpaccio e di sollecitare gli organismi statali italiani e sloveni a risolvere le problematiche che impedivano la restituzione del dipinto. Proprio negli anni dell’apertura del Museo, la comunità dei frati padovani, visto che il governo sloveno aveva iniziato le pratiche per la restituzione del complesso di Pirano alla Provincia Religiosa Slovena (dopo che era stato nazionalizzato dal governo jugoslavo), iniziò un dialogo con il Governo italiano, con la richiesta, che venne poi reiterata, di poter restituire la pala di Carpaccio a Pirano.
Intanto la pala venne restaurata e poi esposta nel 2000 accanto alle serie delle pale provenienti dalle cappelle radiali della basilica. L’opera è stata inoltre valorizzata con varie attività e attraverso due convegni; ha avuto successivamente un intervento di controllo e manutenzione ordinaria in occasione dell’esposizione alla mostra Vittore Carpaccio. Dipinti e disegni (Venezia, Palazzo Ducale, 18 marzo – 18 giugno 2023). Esposizione che ha ulteriormente sancito l’importanza della pala piranese nella storia critica di Carpaccio, che negli ultimi vent’anni ha espresso una marcata rivalutazione delle opere della fase tarda dell’attività del pittore, di cui il dipinto è un illustre esempio.
La restituzione al luogo originario rappresenta dunque un atto di notevole importanza, forrtemente voluto dalla Provincia Italiana di Sant’Antonio di Padova dei Frati Minori Conventuali e dal Museo Antoniano. La coincidenza con la visita ufficiale del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella in Slovenia il 10 e 11 settembre, sottolinea ulteriormente la collaborazione sviluppata in questi anni tra studiosi, religiosi e istituzioni dei due Paesi.
Per celebrare l’evento, sabato 30 agosto alle ore 18.30, nella Sala Studio Teologico della Pontificia Basilica di Sant’Antonio di Padova, si terrà l’evento “Saluto a Carpaccio”, dedicato al ritorno della pala nella chiesa di San Francesco a Pirano. Interverranno padre Antonio Ramina, rettore del Santo, padre Luciano Bertazzo, direttore del Centro Studi Antoniani, e la studiosa Giovanna Baldissin Molli, che ne illustrerà la storia e le vicende, con successiva visita all’opera nel Museo Antoniano. La serata proseguirà con l’iniziativa “Dipinti in melodia: Carpaccio e le musiche rinascimentali del XVI secolo”, concerto del Coro da Camera del Concentus Musicus Patavinus diretto dal maestro Ignacio Vazzoler. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
La Pala della Madonna col bambino, i santi Ambrogio, Pietro, Francesco, Antonio, Chiara, Giorgio e due angeli musicanti appartiene alla fase conclusiva della produzione di Vittore Carpaccio, periodo in cui il pittore, in una Venezia dominata dal talento emergente di Tiziano, orientò la propria attività soprattutto verso l’Istria e altri centri periferici del dominio di Terraferma veneziano.
Destinata a un altare della chiesa francescana di Pirano (con ogni probabilità l’altare maggiore), l’opera raffigura la Madonna con il Bambino circondata dai santi Ambrogio, Pietro, Francesco, Antonio, Chiara, Giorgio e da due angeli musicanti. Sullo sfondo si apre un paesaggio che restituisce con precisione l’aspetto della Pirano cinquecentesca: pur muovendosi entro uno schema compositivo legato ancora alla tradizione quattrocentesca, Carpaccio riesce a superarne i confini, grazie a una costruzione grafica attentamente studiata, rigorosi equilibri prospettici, campiture cromatiche di grande raffinatezza e raffinati dettagli descrittivi.
Sono diversi gli elementi iconografici di rilievo: la veduta realistica del paesaggio piranese; la figura di san Giorgio, patrono della città; l’inserimento di san Francesco e sant’Antonio, i cui volti sono resi come veri ritratti; la presenza, rara nell’area veneta, di sant’Ambrogio, forse legata ai fermenti religiosi e alle correnti eterodosse che animavano l’Istria in quel periodo.
Il dipinto era stato probabilmente concepito per l’altare maggiore della chiesa di San Francesco, annessa al convento dei frati minori, e posto sopra una mensa arricchita da un’edicola in pietra scolpita secondo lo stile lombardesco veneziano. Nei secoli successivi, i diversi rifacimenti della chiesa modificarono profondamente l’assetto originario: l’attuale edicola di Carpaccio, privata della pala, venne realizzata nel 1887 in stile rinascimentale, inglobando anche parti del manufatto cinquecentesco originario. Questa cappella, dalle forme eclettiche di gusto neorinascimentale, si trova lungo il lato settentrionale della chiesa e, insieme ad altre due cappelle contigue, forma una sorta di navata laterale. Fu in questo spazio che la pala rimase collocata fino allo scoppio della seconda guerra mondiale.
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