Dal Guggenheim a Milano, a Palazzo Reale una mostra coi van Gogh, Monet, Degas e Picasso della collezione Thannhauser


Dal 17 ottobre 2019 al 9 febbraio 2020, Palazzo Reale a Milano ospita la mostra Guggenheim. La collezione Thannhauser, con cinquanta capolavori di artisti impressionisti, post-impressionisti e delle avanguardie del primo Novecento (tra gli altri, ci saranno dipinti di Édouard Manet, Claude Monet, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Paul Cézanne, Pablo Picasso). Le opere arrivano dal Guggenheim di New York e fanno parte della collezione raccolta da Justin K. Thannhauser e poi donata, nel 1963, alla Solomon R. Guggenheim Foundation. Quella di Milano è la terza tappa di un tour che ha portato alcuni tra i più importanti capolavori della collezione Thannhauser per la prima volta in Europa: dopo la prima tappa al Guggenheim di Bilbao e la seconda all’Hotel de Caumont di Aix-en-Provence, Palazzo Reale a Milano rappresenta la tappa conclusiva della mostra, dopodiché le opere ritorneranno a New York.

Tra le opere in arrivo a Milano, quelle di Edouard Manet: Davanti allo specchio (1876) è uno dei dipinti più importanti della collezione dove il pittore ritrae una nota cortigiana, l’amante dell’erede al trono olandese, di spalle con il corsetto semiaperto; si tratta di un quadro molto intimo, dalle pennellate libere e sfumate che creano l’impressione di una immagine fugace. Accanto a questa troviamo Donna col vestito a righe (1877-1880 circa), all’epoca lasciata incompiuta da Manet e pesantemente alterata: a Milano è esposta dopo un accurato restauro concluso nel 2018 che ha rivelato le rapide pennellate dell’artista e una splendida stoffa blu-viola. Di Claude Monet è esposto Il Palazzo Ducale, visto da San Giorgio Maggiore (1908), donato al Guggenheim da Hilde Thannhauser. Ci sono poi due dipinti di Pierre-Auguste Renoir: Donna con pappagallino (1871) e Natura morta: fiori (1885). Thannhauser aveva collezionato varie opere di Edgar Degas, delle quali in mostra sono esposte tre sculture in bronzo realizzate tra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento: Ballerina che avanza con le braccia alzate, Danza spagnola e Donna seduta che si asciuga il lato sinistro.

Per quanto riguarda la pittura impressionista, si può partire ricordando che nel 1928 la galleria Thannhauser di Berlino, fondata da Heinrich Thannhauser, padre di Justin, aveva organizzato una grande retrospettiva di Paul Gauguin: a Milano arriva un suo paesaggio Haere Mai del 1891, dipinto a Tahiti, che riflette l’idealizzazione romantica di un paradiso puro che sedusse molti europei al finire dell’Ottocento. Di Vincent van Gogh sono presenti tre opere: Le viaduc (1887), profondamente influenzato da artisti francesi impressionisti e postimpressionisti e restaurato nel 2018 a cura del Guggenheim, Paesaggio innevato (1888) e Montagne a Saint-Rémy (1889). Di Paul Cézanne sono esposte sei opere, tra cui quattro dei Thannhauser, ovvero i due paesaggi Dintorni del Jas de Bouffan del 1885-1887 e il magnifico Bibémus del 1894-1895, luoghi nei dintorni della Montagna Sainte-Victoire, dove l’artista aveva affittato un capanno per dipingere in solitudine, usando i colori della Provenza e le due nature morte, Fiasco, bicchiere e vasellame (1877 circa) e Piatto di pesche (1879-1880). Queste opere sono messe a confronto con un altro paesaggio e al celebre Uomo con le braccia incrociate (1899 circa), prima opera di Cézanne acquisita dal Guggenheim nel 1954, che fece all’epoca molto scalpore per il prezzo pagato di 97.000 dollari.

Per quanto riguarda il primo Novecento, a Milano giungono quattro dipinti di Georges Braque, ovvero Paesaggio vicino ad Anversa (1906), Chitarra, bicchiere e piatto di frutta su un buffet (1919), Teiera su fondo giallo (1955) appartenuti a Thannhauser, a confronto con Natura morta (1926-1927) di proprietà del Guggenheim. Un capitolo a parte meritano le opere di Pablo Picasso, grande amico di Justin Thannhauser: in mostra si trovano ben tredici opere, di cui dodici dei Thannhauser e una, Paesaggio di Céret (1911), del Guggenheim; si va dal 1900 al 1965 con quadri come Le Moulin de la Galette e Il torero (1900), Al Caffè e Il quattordici luglio, (1901), opere dipinte dall’artista ventenne nel corso del suo primo soggiorno a Parigi, Fernanda con la mantella nera (del 1905 circa) di ispirazione fauvista, Donna in poltrona (1922) ispirata alla statuaria antica, la Donna con i capelli gialli (1931), ritratto di Marie-Thérèse Walter, altro highlight della collezione che mostra un rinnovamento radicale nella pittura di Picasso, e ancora Natura morta: fruttiera e caraffa (1937), Natura morta: frutti e vaso (1939), Giardino a Vallauris (1953), Due piccioni dalle ali spiegate (1960) e L’aragosta e il gatto(1965), che riporta un’affettuosa dedica dell’artista al suo amico collezionista: l’opera fu infatti il regalo di nozze di Picasso ai coniugi Thannhauser.

Insieme alle magnifiche opere della collezione Thannhauser, la Guggenheim Foundation ha scelto, per arricchire maggiormente la mostra e dimostrare la profonda convergenza tra le due collezioni, di esporre alcuni altri lavori degli stessi celebri artisti o di altri grandi maestri. A Milano sono dunque presentate: di Henri Rousseau Gli artiglieri (1893-1895 circa) e I giocatori di football (1908), già posseduto da Justin Thannhauser nel 1910 e poi venduto; di Georges Seurat tre quadri a tema rurale realizzati tra il 1882 e il 1883: Contadine al lavoro, Contadino con la vanga e Contadina seduta nell’erba; di Robert Delaunay La città (1911), che fece parte della prima mostra del Cavaliere azzurro organizzata a Monaco da Heinrich Thannhauser nel 1911-12; di André Derain Ritratto di giovane uomo (1913-1914 circa); di Juan Gris Le ciliegie (1915); di Vasilij Kandinskij, Montagna blu (1908-1909), quadro fondamentale nel percorso dell’artista, molto amato da Solomon R. Guggenheim che fu un grande collezionista di Kandinskij di cui il Museo possiede più di 150 opere; di Paul Klee (altro esponente del Cavaliere azzurro, di cui Thannhauser aveva organizzato nel 1911 a Monaco la prima mostra in Germania) Letto di fiori (1913) dove il soggetto naturalista viene dissimulato utilizzando forme frammentate dai colori dissonanti; di Franz Marc, altro artista del gruppo, Mucca gialla (1911), di Henri Matisse Nudo, paesaggio soleggiato (1909-1912 circa).

La mostra apre tutti i giorni: il lunedì dalle 14:30 alle 19:30 (dalle 9 alle 14:30 riservato alle scuole), dal martedì alla domenica dalle 9:30 alle 19:30, il giovedì e il sabato aperture prolungate fino alla 22:30. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Biglietti: intero 14 euro, ridotto 12 euro (visitatori 18-26 anni, over 65, diversamente abili, gruppi di minimo 15 e massimo 25 persone, convenzionati), ridotto speciale 6 euro (scuole, gruppi organizzati da TCI e FAI, giornalisti non accreditati e altri convenzionati), gratis per minori di 6 anni, guide turistiche abilitate con tesserino di riconoscimento, giornalisti accreditati e altre categorie convenzionate. Per tutte le informazioni è possibile visitare il sito della mostra.

Nell’immagine: Vincent van Gogh, Montagne a Saint-Rémy (Provence, luglio 1889; olio su tela, 72,8 × 92 cm; New York, Solomon R. Guggenheim Museum, Thannhauser Collection, Gift, Justin K. Thannhauser 78.2514.24). © Solomon R. Guggenheim Foundation, New York (SRGF)

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Dal Guggenheim a Milano, a Palazzo Reale una mostra coi van Gogh, Monet, Degas e Picasso della collezione Thannhauser

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