A Portogruaro (Venezia) una mostra ripercorre i primi 50 anni della Biennale di Venezia


Fino al 12 aprile 2026 il Palazzo Vescovile di Portogruaro (Venezia) ospita una mostra che ripercorre mezzo secolo di Biennale di Venezia, tra vedutismo rinnovato, stagione di Ca’ Pesaro, svolta tra le due guerre e avanguardie del secondo dopoguerra.

Fino al 12 aprile 2026 il Palazzo Vescovile di Portogruaro (Venezia), in via del Seminario 19, ospita la mostra Artisti alle Biennali 1900-1960. Dialoghi e silenzi nella pittura tra Ottocento e Novecento. L’iniziativa rientra nel programma espositivo promosso dal Distretto Turistico Venezia Orientale, che nel 2025 rinnova l’appuntamento con le grandi mostre nella sede di Portogruaro. Curata da Stefano Cecchetto, con la collaborazione del Comitato scientifico composto dal presidente Giorgio Baldo, Virginia Baradel, Stefano Demarco e Pierpaola Mayer, la mostra intende ripercorrere i primi cinquant’anni della Biennale di Venezia attraverso una selezione di circa cento opere. L’arco cronologico preso in esame copre un periodo che va dai primi anni del Novecento fino al secondo dopoguerra, fase in cui si affermano e si consolidano alcune delle principali correnti del rinnovamento artistico italiano.

Fondata nel 1895 sul modello dei grandi Salons francesi dell’Ottocento, la Biennale di Venezia si impone progressivamente come una delle principali manifestazioni internazionali dedicate all’arte contemporanea. Un passaggio rilevante nella storia dell’istituzione coincide con l’attività di Nino Barbantini alla direzione del Museo di Ca’ Pesaro, che contribuisce a rafforzare il ruolo di Venezia come centro di sperimentazione e confronto tra linguaggi diversi, con ricadute anche sul contesto veneto. L’allestimento al Palazzo Vescovile si articola in stanze tematiche che mettono in evidenza affinità e differenze tra le ricerche pittoriche sviluppatesi tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento. Il percorso si suddivide in tre sezioni. La prima, intitolata Emblemi dal Nuovo Vedutismo (Venezia e la Scuola di Burano 1900-1920), prende in esame il rinnovamento del paesaggio veneziano dopo l’eredità di Canaletto e Guardi. Tra Otto e Novecento il vedutismo si confronta con nuove sensibilità attraverso figure come Ciardi, Tito, Nono, Milesi e Fragiacomo. L’esperienza di Ca’ Pesaro e l’azione di Barbantini aprono quindi la strada alla Scuola di Burano, con artisti quali Rossi, Moggioli e Semeghini, segnando una fase di trasformazione del linguaggio figurativo.

Ettore Tito, Piazza San Marco (olio su tavola; Collezione privata) Su gentile concessione di Gallerie Enrico, Milano
Ettore Tito, Piazza San Marco (olio su tavola; Collezione privata) Su gentile concessione di Gallerie Enrico, Milano
Giorgio De Chirico, Cavallo scalpitante nel paesaggio (anni Cinquanta; olio su tela, 40 x 50 cm; Collezione privata)
Giorgio De Chirico, Cavallo scalpitante nel paesaggio (Anni Cinquanta; olio su tela, 40 x 50 cm; Collezione privata)

La seconda sezione, Le Biennali dagli anni Venti agli anni Quaranta – La grande svolta, affronta il periodo tra le due guerre, quando gli artisti italiani si misurano con le avanguardie internazionali e con un clima culturale in rapido mutamento. In questo contesto assume rilievo il ruolo critico di Margherita Sarfatti, attorno alla quale si forma un gruppo di pittori e scultori orientati verso un rinnovamento del linguaggio figurativo. Tra i nomi presenti figurano Emma Ciardi e Beppe Ciardi, Felice Casorati, Filippo de Pisis, Guido Cadorin, Zoran Music, Mario Sironi e Felice Carena. La terza sezione, All’insegna delle avanguardie, 1940-1950, si concentra sugli anni del secondo dopoguerra, quando la scena artistica italiana si apre a nuove sperimentazioni tra astrattismo, informale e spazialismo. In questa fase nascono movimenti come il Fronte Nuovo delle Arti e lo Spazialismo, mentre la Biennale del 1948, dopo l’interruzione dovuta al secondo conflitto mondiale, rappresenta un momento di svolta e di rilancio della manifestazione. Tra gli artisti inclusi nel percorso figurano Afro, Tancredi, Armando Pizzinato, Guidi, Emilio Vedova, Massimo Campigli, Giorgio de Chirico e Giuseppe Santomaso.

L’esposizione è resa possibile grazie al contributo della Regione del Veneto, della Camera di Commercio di Venezia e Rovigo e di Banca Prealpi SanBiagio, con il sostegno di numerose aziende del territorio, alcune già coinvolte nelle precedenti edizioni e altre al loro primo intervento nel progetto culturale. A questi si aggiungono il partenariato culturale di Pordenone Verso Capitale Italiana della Cultura 2027, la collaborazione della Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro e del MUPA Museo del Paesaggio, oltre alla partecipazione di Italo s.r.l. in qualità di sponsor tecnico.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraArtisti alle Biennali 1900-1960. Dialoghi e silenzi nella pittura tra Ottocento e Novecento.
CittàPortogruaro
SedePalazzo Vescovile
DateDal 13/12/2025 al 12/04/2026
ArtistiArtisti vari
CuratoriStefano Cecchetto
TemiNovecento, Venezia, Biennale di Venezia



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